venerdì 31 luglio 2015

TU MI DILUDI: Quartet





Titolo: Quartet
Id, UK, 2012
Cast: Maggie Smith, Tom Courtnay, Billy Connolly
Sceneggiatura: Ronald Harwood (dalla sua pièce teatrale)
Regia: Dustin Hoffman
Durata: 86'


Chissà che vita ha condotto la divina Maria Callas dopo aver lasciato ai posteri superbe interpretazioni come Violetta della Traviata. 
Beh, Dustin Hoffan prova a farsene un'idea debuttando alla tenera età di 75 anni con Quartet, tratta dall'omonima pièce teatrale di Ronald Harwood.
Nel microcosmo di Bechaam House vivono vecchie glorie della lirica e musicisti ormai in pensione.
Ogni anno il 10 ottobre viene celebrata la nascita di Giuseppe Verdi con un concerto, anche per raccogliere fondi e scongiurare la chiusura di questo paradiso per artisti (anche perché ospizio è una gran brutta parola).
A Bechaam House un giorno arriva il soprano Jean Horton (Maggie Smith), ex moglie di Reginal Paget (Tom Curtneay), ma Reginald non è felice del suo arrivo. 
Reginald fa parte di un trio composto da Reginald, Cecily (Pauline Collins) e Wilfred (Billy Connolly) e gli altri membri del gruppo vorrebbero Jean per formare un quartetto.
I dissapori tra i due ex coniugi appaiono fin da subito evidenti, e il concerto per la celebrazione di Verdi rischia di non esserci, a causa di vecchi risentimenti che prova soprattutto Reginald.
Tra prove dettate dal dispotico Cédric Livingstone (Michael Gambon) e scaramucce amorose mai sopite tra Jean e Reginald, c'è la volontà di far vivere in quattro mura l'amore per la musica che non conosce età, così come sono immortali le opere liriche di Verdi, Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini, ancora oggi rappresentate con successo nei migliori teatri del mondo, in primis la Scala di Milano.
Quartet è l'opera prima di Hoffman che dopo decenni di successi a Hollywood decide di andare dall'altra parte della barricata, raccontando la terza età con delicatezza ed eleganza, aiutata anche dal background culturale di prima qualità creata ad hoc dal drammaturgo Harwood. Un film che può piacere ai fan dell'opera lirica e ai fan di Hoffman però...
Però mi diludi: dunque chi vede un film su un gruppo di artisti in buen retiro non può certo immaginarsi una cosa goliardica e briosa alla National Lampoon's maial college, però quando ti trovi pezzi da Novanta del calibro di Maggie Smith, Michael Gambon, Tom Courtneay, Billy Connolly e Pauline Collins, beh, ti aspetti un gran bel filmone.
Il problema principale di Quartet è che in meno di 90' viene messa troppa carne al fuoco, con il risultato che finisce per essere servita se non al sangue, praticamente mezza cruda. E tu invece ti aspetti un filet mignon cucinato con i contro c**zi.
Quartet non è un brutto film, però non sviluppa pienamente le varie storie che si intrecciano tra i vari personaggi.
Abbiamo il dongiovanni Wilfred alle prese con la voglia di essere ancora un Don Giovanni (per rimanere in tema della lirica) che viene però piegato dagli acchiacchi tipici della sua età.
Abbiamo la cantante Cissy che probabilmente ha la demenza senile, e a parte un paio di sbarellamenti e una crisi, alla fine della fiera ritorna in sé e chi si è visto si è visto.
E poi abbiamo la storia meno sviluppata che in realtà è il cardine di tutta la vicenda: l'amore travagliato tra Jean e Reginald. Nell'arco di poco si assiste all'odio di Reginald, a un paio di battute fulminanti (dove emerge comunque il tipico humour inglese), un riavvicinamento, un paio di tira e molla e poi viva l'ammore, o almeno sembra suggerirlo il finale aperto. 
Delle problematiche legate agli artisti finiti nell'oblio e del fascino della musica lirica che ai più può risultare obsoleto, viene liquidato con una lezione di Reginald con dei ragazzi, paragonando la lirica alla musica hip-hop (accostamento per altro alquanto interessante).
Dunque, non ci vuole una miniserie per affrontare tutte queste tematiche, però non si può rappresentre una storia e non approfondirla, specialmente se di materiale ce n'è a iosa. 
Allo stesso tempo la sceneggiatura risente della trasposizione teatrale (che in realtà può benissimo superare le due ore abbondanti), lasciando solo un abbozzo di qualcosa che poteva essere decisamente meglio sviluppato con uno sguardo - perché no - anche amaro sulla decadenza fisica e mentale di attori e cantanti che vorremmo nel nostro immaginario collettivo perennemente giovani e prestanti. Il tutto invece viene rappresentato 'all'acqua di rose'. preferendo invece un facile e rassicurante happy ending.
Cosa salviamo: la recitazione in primis: Dustin Hoffman in quanto attore sa cosa vuol dire essere diretti, e riesce a fare un ottimo lavoro con questo magnifico quartetto, che suscita commozione e tenerezza con i titoli di coda, dove vengono mostrati i protagonist con foto di gioventi, citando le loro migliori interpretazioni - dando un valore aggiuntivo al contributo artistico nel mondo della recitazione cinematografica, teatrale, televisiva e anche lirica.
Hoffman comunque ha avuto coraggio a esordire su un film che riguarda la tematica apparentemente poco interessante della terza età (ricordo che non siamo a un National Lampoon's college!), tema poco interessante soprattutto per Hollywood, che ama relegare nel dimenticatoio le attrici una volta che arrivano a quarant'anni.
Maggie Smith (non si rivelano gli anni di una signora) dimostra ancora una volta che più va avanti, più è brava: può passare da Shakespeare a Harry Potter in un battito di ciglia, dimostrando che l'età è solo un numero e non un limite.
Quartet  in realtà non è un film da buttare, ma una volta visto ti rimane il diludendo perché ti aspettavi qualcosa di più. Un po' quando esci da un ristorante a cinque stelle a pancia vuota, perché ti aspettavi piatti cucinati  in maniera elaborata, e invece ti ritrovi con piatti decorati che sono una meraviglia, ma che in realtà di 'ciccia' da gustare ne ha ben poca.

Voto: 5,5

giovedì 30 luglio 2015

SPOT REVIEW: Levi's - Drugstore



Titolo spot: Levi's Drugstore
USA, 1995
Regia: Michel Gondry
Durata: 1'33''

Mai fidarsi dei bravi ragazzi. Un padre apprensivo dovrebbe saperlo, specialmente se la sua 'bambina' ormai è grande e comincia a uscire con i giovanotti.
Mai andare a comprare i preservativi in una farmacia. Suona diseducativo, però che fare quando vai a comprare la scatolina che si infila perfettamente nel taschino dei tuoi jeans preferiti, vieni visto male dalla signora che ha una figlioletta (signora mamma, un giorno la sua figlioletta incontrerà anche lei un bravo ragazzo con cui uscire), ma comunque viene ben visto dal farmacista.
E bravo questo ragazzo che fa sesso protetto. 
Poi però di sera qualcuno bussa alla porta, e ops, ecco il bravo ragazzo coscienzioso che va a portare fuori tua figlia, è proprio quel bravo ragazzo che aveva comprato i preservativi dal papà proprietario della farmacia (il drugstore del titolo). 
No, no, non ci devi andare, lo so cosa ti vuole fare! - sembra voler dire il caro vecchio genitore. 
Papà, non sono più una ragazzina! - sembra tuonare la ragazza.
Beh, almeno sono pur sempre responasabile! - sembra voler dire il giovane con un sorrisino.
Drugstore è lo spot della Levi's ed è un piccolo cult per gli amanti degli spot, anche perché è firmato dal quel geniaccio francese che è Michel Gondry - giustamente premiato a Cannes per questo splendido spot televisivo..
Gondry utilizza un ruvido bianco e nero, creando a hoc delle atmosfere da film muto, coniugandole comunque con musica elettronica tipica contemporanea, anni Novanta, quando la scena musicale era dominata dai Chemical Brothers e Fat Boy Slim..
Drugstore allo stesso tempo sembra un cortometraggio noir (stile che poi il regista di Mood Indigo riprenderà per lo spot della Vodka Smirnoff accentuato con l'intreccio spy-story), con quelle atmosfere rarefatte e un'atmosfera mistery accentuata dall'uso della soggettiva (ovvero con il punto di vista del ragazzo).
E come un trhiller anni Quaranta che si rispetti - da far gongolare Humprey Bogart - c'è il colpo di scena finale, con il ragazzo che si fa beccare con le  mani nella marmellata.
Per fortuna che i jeans Levi's sono comodi e pratici, da poter mettere tranquillamente dei condoms nel taschino. La prossima volta però è meglio comprarli ad un distributore automatico.


mercoledì 29 luglio 2015

MOVIE ON THE ROAD: La libreria di Portobello Road



Galeotta fu la libreria, dove lo squattrinato proprietario (Hugh Grant) incontrò la bella attrice in fuga dai paparazzi (Julia Roberts). 
Lui è timido e impacciato, si scontra con lei e le versa il succo d'arancia addosso.
Lei è visibilemte arrabbiata, ma la scintilla tra due è ormai scoccata.
Il film è il celebre Notting Hill di Richard Curtis, girato nel 1999 nel quartiere di Portobello Road a Notting Hill, meta 'obbligata' per gli amanti di Londra e celebre per il suo mercatino che si tiene ogni sabato.
La libreria gestita dal goffo, ma adorabile William Trucker era situata nel film al numero 142 Portobello Road (dove ora c'è un negozio di souvenir e memorabilia dal nome Notting Hill) e  prende spunto da una libreria realmente esistente e tutt'ora in attività, la The Travel Bookshop, che si trova poco distante da Portobello Road, esattamente al 13 Blenheilm Crescent - W11 2EE, Notting Hill.
La libreria è stata aperta nel 1979 e nel 2011 ha rischiato la chiusura, ma grazie a volontari che hanno lavorato gratuitamente e alla popolarità che gli ha dato il film di Richard Curtis, è riuscita a rimanere aperta, dove si possono trovare libri dedicati esclusivamente ai viaggi e mete da visitare. Come il quartiere di Notting Hill.

martedì 28 luglio 2015

CULT MOVIE: Superstar: The Karen Carpenter Story




Titolo: Superstar: The Karen Carpenter Story
Id. USA, 1988
Cast: Voci di Merril Gruver, Michael Edwards, Melissa Brown.
Sceneggiatura: Cynthia Schneider, Todd Haynes
Durata: 43'20''




Nel panorama musicale di fine anni Sessanta dominato dal progressive Rock dei King Crimson e il rock anglosassone dei Rolling Stones, i The Carpenters - duo formato dai fratelli Karen e Richard Carpenter – si presentarono con il loro pop venato da accenni di soft rock per reclamare l’eredità dei Beach Boys e dei Mamas and Papas. La musica dei fratelli Carpenter è romantica e sognante, con un pop leggero venato da accenno di soft rock: chi non ha mai sentito Close to you?
...Why do birds suddenly appear
Every time you are near?
Just like me, they long to be
Close to you...
Liriche zuccherine e musica orecchiabile (costruita in realtà ad hoc con una serie di complessi arrangiamenti musicali creati dall’estro di Richard), rappresentarono la ricetta vincente per questa coppia di fratelli provenienti dal Connecticut, così genuini e sorridenti, in cui era impossibile non amarli ed ergerli a stelle nascenti della musica leggera americana.
Con il cortometraggio Superstar: The Karen Carpenter Story, film d'esordio del regista Todd Haynes - considerato uno dei 50 cult movie di sempre,  dopo essere stato ritirato a causa di una  controversia legale vinta da Richard Carpenter -  il regista di Carol (all’epoca esordiente) riesce a distruggere in meno di 45 minuti la perfezione perpetrata dallo showbusiness, eccellenza che tentava di raggiungere a tutti costi Karen con Superstar.
Perfezione in realtà mai esistita: nel 1983 la cantante Karen Carpenter morì in seguito alla debilitazione causata dall'anoressia nervosa, dopo vent’anni di carriera che la portarono alla Casa Bianca, cantando di fronte al presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, fino al declino acuito dalla malattia di cui Karen ha sofferto per molti anni.
Todd Haynes apparentemente dirige una semplice documentario/biografia di Karen Carpenter, ma in realtà questo cortometraggio cult, rappresenta il fallimento della perfezione e con essa la perversione del sistema dello showbusiness, capace di metterti su un trono un giorno, per poi detronizzarti alla velocità di un battito di ciglia.
Nelle mani del regista Todd Haynes la parabola autodistruttiva della popstar dei The Carpenters, diventa anche un pamphlet sull’anoressia, una malattia di origine nervosa che ancora oggi è un tabù difficile da affrontare, nonché demone che si è impadronito di generazioni di donne pronte a 'sacrificarsi' in nome della bellezza ideale.
Attraverso Karen, Haynes rappresenta il vicolo cieco di una malattia che all'epoca - gli anni Sessanta - era ancora una patologia sconosciuta, i cui segnali dell’insorgere dell’anoressia spesso venivano ignorati o non capiti completamente dalla famiglia.
Il ritratto che Haynes fa della famiglia Carpenter è impietoso: Karen sembra vittima delle costrizioni della sua famiglia, una sorta di burattino (o bambola per come è rappresentata nel cortometraggio) tenuta sotto controllo, da proteggere assolutamente.
A 25 anni Karen Carpenter era una popstar, ma viveva ancora a casa dei genitori.
Il rapporto con la madre è conflittuale:  la madre è asfissiante e iper protettiva, e non capisce che la figlia non accetta il suo corpo, vedendosi sempre grassa, tipica immagine distorta di chi comincia a nutrire il tarlo dell'anoressia.
Con il padre invece il rapporto appare ambiguo: Haynes alla fine del corto introduce una scena in cui Karen viene ripetutamente sculacciata (forse dal padre, ma Haynes è abile nel mescolare le carte rappresentando la scena in modo quasi onirico) - quasi a voler suggerire il fatto che Karen sia stata 'una cattiva bambina' deludendo le aspettative paterne.
Il rapporto più spinoso però è con il fratello Richard, suo partner artistico.
Richard Carpenter viene visto come la mente e l’anima dei The Carpenters: è lui a vedere il talento della sorella, è lui che scrive i testi ed è lui che esegue gli arrangiamenti musicali. Karen è uno strumento aggiuntivo, quella voce meravigliosa che lei stessa stenta di riconoscere come un dono naturale.
Richard vede nella malattia di Karen un sabotaggio per loro favolosa carriera, carriera che incontrerà inevitabilmente un declino perché con l'avvento dei frivoli anni Ottanta.
Se nella vita privata Karen è ‘castrata’ dai genitori, nella sfera professionale Karen sembra tiranneggiata dal fratello.
La vita di Karen Carpenter sembra sotto controllo, una prigione dorata dove lei e la sua fragilità e la sua sensibilità sono iper protette.
E come riprendere controllo di sé stesse se non prendendo il pieno controllo del proprio corpo?
E così che Karen instaura una propria battaglia che sfocerà nell'anoressia: il rifiuto del cibo, il controllo della fame, tanta disciplina e  forza di volontà, che porta a Karen Carpenter un immenso potere che nessuno le può prendere.
E come rappresentare al meglio la perfezione, se non con la Barbie, simbolo della bellezza finta per eccellenza nell'America degli anni Ottanta, decennio un cui è girato Superstar: The Karen Carpenter Story?
A parte l'incipit recitato da attori in carne ed ossa, Todd Haynes fa ‘recitare’delle Barbie.
La Barbie è il simbolo per eccellenza (almeno fino alla fine degli anni Ottanta) della perfezione: bella, statuaria, priva di difetti e soprattutto magra. Haynes però si accanisce contro lo stereotipo della bella bambola californiana e la  imbruttisce, modificando e mortificando il suo splendido sorriso plastificato con un volto emaciato e insofferente, per mostrare il decorso della malattia di Karen, distruggendo la purezza della fidanzatina d’America nata creata dalla Mattel.
Karen Carpenter, che nel corso della sua carriera fu determinata a raggiungere un grado di computezza e di 'pulizia' attraverso il duo pop The Carpenters, si accanisce a mantenere la figura del gruppo pulito (senza macchie, come una velata accusa di omosessualità mossa da Karen/Barbie a Richard/Ken), dall’immagine impeccabile, purificando il suo corpo con i lassativi prima, e con il vomito indotto poi, con medicinali come lassativi e sciroppi per la tosse che la porteranno al fatale arresto cardiaco.
Todd Haynes attraverso la storia di Karen Carpenter rappresenta con cinismo l’ascesa e declino di un’icona musicale, scardinando le regole del documentario (regole che vengono rispettate per documentare l’anoressia nervosa), mostrando che non tutto è oro ciò che luccica in un’industria  che ha sempre usato i suoi cantanti buttandoli nel tritacarne del sistema in nome di successo, fama e soprattutto lauti introiti.
Al di là del cinismo, l'abilità di Haynes sta nel saper dare comunque una giusta dose di empatia e sensibilità soprattutto verso Karen, come se fosse la vera Karen Carpenter a parlare della sua tragedia dal suo punto di vista, dando al Superstar: The Karen Carpenter Story una visione prettamente femminile.
Di bello rimangono comunque le canzoni dei The Carpenters, che, nonostante il panorama musicale di oggi sia profondamente cambiato, canzoni come Close to You rappresentano ancora un non so che di meraviglioso.

...On the day that you were born the angels got together
And decided to create a dream come true
So they sprinkled moon dust in your hair
Of gold and starlight in your eyes of blue...
Just like me, they long to be
Close to you...

Voto: 8


sabato 25 luglio 2015

FILMOGRAFIA: Holly Hunter


NOME: Holly Hunter
DATA DI NASCITA: 20/03/1958
LUOGO DI NASCITA: Conyers, Georgia, Stati Uniti
PROFESSIONE: Attrice, Produttore.






ATTRICE:

(2016) Batman v Superman: Dawn of Justice -
(2014) Manglehorn - Clara
(2012) Won't Back Down - Evelyn Riske
(2005) Nine lives - Sonia
(2005) Downloading Nancy - Nancy
(2005) The big white - Margaret Barnell
(2004) Gli Incredibili - Una normale famiglia di super eroi - Helen Parr/Elastigirl (voce)
(2004) Little black book - Barb
(2003) 13 anni - Melanie
(2003) Levity - Adele Easley
(2002) Moonlight Mile - Mona Camp
(2001) When Billie beat Bobby (Film TV) - Billie Jean King
(2000) Harlan County War (Film TV) - Ruby Kincaid
(2000) Fratello, dove sei? - Penny McGill
(2000) Timecode - Executive
(2000) Woman Wanted - Emma Riley
(2000) Le cose che so di lei - Rebecca
(1999) Jesus' Son - Mira
(1998) Kiss - Judith "Judy" Moore
(1997) Una vita esagerata - O'Reilly
(1996) Crash - Helen Remington
(1995) A casa per le vacanze - Claudia 'Clyde' Larson
(1995) Copycat - omicidi in serie - M.J. Monahan
(1993) Il socio - Tammy Hemphill
(1993) Lezioni di piano - Ada McGrath
(1993) The Positively True Adventures of the Alleged Texas Cheerleader-Murdering Mom - Wanda Holloway
(1992) Crazy in Love - Georgie Symonds
(1991) Ancora una volta - Renata Bella
(1989) Always per sempre - Dorinda Durston
(1989) Animal Behavior - Coral Grable
(1989) Roe vs. Wade - Ellen Russell/Jane Doe
(1989) Regina senza corona - Carnelle Scott
(1987) Dentro la notizia - Jane Craig
(1987) Terminus - Charlotte
(1987) Arizona junior - Edwina 'Ed' McDonnough
(1987) Tutti colpevoli - Candy Marshall
(1984) With Intent to Kill - Wynn Nolen
(1984) Sangue facile - Non accreditata
(1984) Tempo di swing - Jeannie
(1983) An Uncommon Love - Karen
(1983) La ragazza e il professore - Leslie
(1981) The Burning - Sophie

venerdì 24 luglio 2015

MONOGRAFIA: Blake Lively





Per tutti sarà Serena Van Der Woodsen, ma Blake Lively si sta scrollando di dosso il personaggio del famoso teen drama Gossip Girl.
Proveniente da una famiglia di attori, Blake Lively ha respirato l'aria del palcoscenico fin da bambina, debuttando a 11 anni nel film Sandman, diretta dal padre Earl.
Grazie al fratello - che la iscrive a un provino a sua insaputa - viene scritturata per il ruolo di Bridget in 4 amiche e un paio di jeans (2005) commedia sul legame dell'amicizia rappresentato da un paio di jeans magici; ruolo che riprenderà nel seguito 4 amiche e un paio di jeans 2 (2008). La fama arriva nel 2007 con il ruolo della problematica Serena Van Der Woodsen in Gossip Girl (2007 - 2011), telefilm che dovrebbe mostrare i ricchi rampolli dell'Upper West Side, ma che finisce per diventare una soap opera per ragazzini. Durante il serial riesce a recitare in alcuni film come New York, I Love You (2008) e La vita segreta di Pippa Lee (2009) al fianco di Robin Wright.
Il ruolo più importante è in The Town: diretta da Ben Affleck, Blake Lively riesce a stravolgere il lato glamour che le era stato affibiato con la celebre serie che l'aveva lanciata, per interpretare una ragazza volgarotta e anche traditrice.
Il ruolo le apre le porte per ruoli più consistenti come Lanterna verde (2010) dove interpreta il ruolo di Carol Ferris, fidanzata di Hal Jordan/Lanterna verde. Ironia della sorte, l'attore protagonista, Ryan Reynolds, diventerà due anni piiù tardi suo marito.
Ormai entrata a Hollywood dalla porta principale, viene diretta da Oliver Stone ne Le belve (2012), ma soprattutto sarà protagonista assoluta in Adaline - L'eterna giovinezza, dove interpreta una ragazza che, in seguito a un incidente stradale, rimarrà giovane nell'arco della sua vita.
Blake Lively è anche icona di moda come testimonial del profumo prèmiere: c'è ancora un non so che di Serena Van Der Woodsen in lei.

mercoledì 22 luglio 2015

100% PURE GLAMOUR: Il tubino nero di Holly Golightly





Holly Golightly scende da un taxi e si avvicina alla vetrina della gioielleria Tiffany di New York, mangiando un croissant e bevendo un cappuccino. Così inizia Colazione da Tiffany di Blake Edwards, dove Audrey Hepburn viene immortalata come icona di stile grazie a quel meraviglioso tubino nero che indossa con grazia ed eleganza.
Il tubino nero di Holly Golightly è una creazione dello stilista francese Hubert de Givenchy, amico personale di Hepburn che ha disegnato questo capo nel 1961 - destinato a diventare un must have tra le fashion addicted - espressamente per l'attrice.
Il capo è un tubino nero di raso italiano, smanicato e con una lunga gonna stretta (da risultare fasciante come un tubo per l'appunto) che arriva alle caviglie e presenta un taglio laterale alla coscia. Il corpetto è coperto dalla parte anteriore coprendo il decollté, ma è leggermente aperto lasciando parzialmente nuda la schiena, così come nude sono le spalle.
Le petite robe noir di Chanel
In realtà l'artefice del tubino nero fu Coco Chanel che creò nel 1926 le petite robe noir, un vestitino nero in jersey adatto per ogni occasione. L'abito di Chanel presenta la gonna fino al ginocchio (in stile tipicamente anni Venti) ed è a maniche lunghe. Inoltre presenta una sorta di 'asterisco di stoffa' che fascia e collega la parte superiore con la gonna.
Givenchy invece rielaborò il modello di Chanel coniugandolo con l'audacia anni Sessanta, creando delle scollature a hoc discrete, ma sensuali allo stesso tempo, sensualità dovuta anche alla gonna che fascia le gambe.
Questo 'semplice' abito di stoffa nera è entrato nell'immaginario collettivo come simbolo di eleganza che resiste alle continue bizze della moda.
Ancora oggi il tubino è il capo di moda più amato e utilizzato, e il tubino indossato da Audrey Hepburn è ormai un pezzo di storia del cinema. Come la sua iconica Holly Golightly.

lunedì 20 luglio 2015

COMING SOON: Ant-Man



La Marvel è una fabbrica instancabile di film: questa volta tocca ad Ant-Man, eroe per caso. Scott Lang infatti è un ladro che si impossessa di una tuta tecnologica che gli permette di rimpicciolirsi, oltre che a dargli dei super poteri e una super forza. Per aiutare il suo mentore Henry Pim, inventore di questa tuta capace di rimpicciolire gli esseri umani, ma anche capace di comunicare con le formiche (al punto da addestrarle per un attacco)) - frutto di un esperimento scientifico da usare durante la guerra fredda. Decenni dopo Lang se ne impossessa, ma diventa Ant-Man, affinché protegga il costume da nuove minacce che bramano di conquistare il mondo.
Paul Rudd è il protagonista di questo acton movie con una buona dose di comedy, spy-story e fantascienza. Michael Douglas invece veste i panni di Henry Pym. La controparte femminile invece è Evangeline Lilly, nelle vesti di Hope Van Dyne, cresciuta da due super eroi e interesse amoroso di Lang, nonché la futura super eroina Wasp.
Diretto da Peyton Reed (Abbasso l'amore), Ant-Man uscirà nelle sale italiane ad agosto.

domenica 19 luglio 2015

FILMOGRAFIA: Christopher Lee





NOME: Christopher Lee
ALL'ANAGRAFE: Christopher Frank Carandini Lee
DATA DI NASCITA: 27/05/1922
DATA DI MORTE: 07/06/2015
LUOGO DI NASCITA: Londra, Gran Bretagna
PROFESSIONE: Attore



ATTORE:
(2015) The 11th - Lars Ole Hansen
(2015) Extraordinary Tales - Voce narrante
(2014) Angels in Notting Hill - Il Boss, Sig. Presidente
(2014) Lo Hobbit - La battaglia delle Cinque Armate - Saruman
(2014) LEGO the Hobbit: The Video Game (Videogioco) - Saruman (voce/narratore)
(2013) The Girl from Nagasaki - Ufficale Pinkerton (da vecchio)
(2013) Treno di notte per Lisbona - Padre Bartolomeu
(2012) The Hunting of the Snark - Narratore
(2012) Frankenweenie - Archivio fotografico (non accreditato)
(2012) Dark Shadows - Cameo
(2012) Lo Hobbit - Un Viaggio Inaspettato - Saruman
(2011) Hugo Cabret - Monsieur Labisse
(2010) Ladri di Cadaveri - Burke and Hare - Joseph
(2010) L'ultimo dei templari - Cardinale D'Ambroise
(2009) Alice in Wonderland - The Jabberwock
(2009) Triage - Joaquín Morales
(2009) The Vij - (annunciato)
(2008) Cowboys for Christ - Sir Lachlan Morrison
(2008) The Heavy - Mr. Mason
(2008) Monstermania! - Mr. Price (voce)
(2008) Boogie Woogie - Alfred Rhinegold
(2008) The Colour of Magic (Film Tv) - La Morte (voce)
(2008) Star Wars: The Clone Wars - Count Dooku (voce)
(2007) La bussola d'oro -
(2006) Lord of the Rings: Battle for Middle Earth II - Rise of the Witch King (Video Game) - (voce)
(2005) Kingdom Hearts II (Video Game) - DiZ/Ansem il saggio
(2005) Giovanni Paolo II (Film Tv) - Cardinale Stefan Wyszynski
(2005) La sposa cadavere - Pastor Galswells
(2005) La fabbrica di cioccolato - Dr. Wonka
(2005) Star wars: Episodio III - La vendetta dei sith - Dooku
(2005) Greyfriars Bobby - The Lord Provost
(2004) The Lord of the Rings: The Battle for Middle-Earth (Video Game) - Saruman
(2004) The Lord of the Rings: The Third Age (Video Game) - Saruman
(2004) GoldenEye: Rogue Agent (Video Game) - Francisco Scaramanga
(2004) EverQuest II (Video Game) - (voce)
(2004) I fiumi di porpora II - Gli angeli dell'apocalisse - Heinrich von Garten
(2003) Il Signore degli anelli - Il ritorno del re - Saruman
(2003) Freelancer (Video Game) - voce
(2002) Il Signore degli anelli - Le due torri - Saruman
(2002) Star wars: Episodio II - L'attacco dei cloni - Dooku/Darth Tyranus
(2001) Il Signore degli anelli - La compagnia dell'anello - Saruman
(2001) Conquest: Frontier Wars (Video Game) - (voce)
(2001) Les redoutables (Serie Tv) - La Morte
(2000) Ghost Stories for Christmas (Mini-serie Tv) - M.R James (voce)
(2000) In the Beginning (Film Tv) -
(2000) Gormenghast (Mini-serie Tv) - Flay
(1999) Il mistero di Sleepy Hollow - Burgomaster
(1996-1999) Blue Heelers (Serie Tv) - Richard Elliot
(1999) The Rocky Interactive Horror Show (Video Game) - Narratore
(1999) The Adventures of Young Indiana Jones: Adventures in the Secret Service (Video) -
(1997-1998) The New Adventures of Robin Hood (Serie Tv) - Olwyn
(1998) Jinnah - Mohammed Ali Jinnah
(1998) Talos - L'ombra del faraone - Sir Richard Turkel
(1997) The Odyssey (Film Tv) - Tiresias
(1997) Wyrd Sisters (Film Tv) - La Morte (voce)
(1997) Soul Music (Video) - La Morte (voce)
(1997) Ivanhoe (Mini-serie Tv) - Lucas de Beaumanoir
(1996) The Stupids - Evil Sender
(1996) Sorellina e il principe del sogno (Film Tv) - Azaret
(1996) Welcome to the Discworld - La Morte
(1995) Moses (Film Tv) -
(1995) The Tomorrow People (Serie Tv) -
(1994) Tales of Mystery and Imagination (Episodi Tv: Berenice, The Fall of the House of Usher, The Oval Portrait) - Ospite
(1994) Scuola di polizia - missione a Mosca - Comandante Alexandrei Nikolaivich Rakov
(1994) Funny Man - Callum Chance
(1994) Ghosts (Video) - Dr. Marcus Grimalkin/Se stesso
(1994) A Feast at Midnight - V. E. Longfellow
(1993) Death Train (Film Tv) - Generale Konstantin Benin
(1992) Le avventure del giovane Indiana Jones -
(1992) Sherlock Holmes and the Leading Lady (Film Tv) - Sherlock Holmes
(1992) Shogun Mayeda - Re Filippo
(1992) Double Vision - Mr. Bernard
(1992) Jackpot - Cedric
(1991) Curse III: Blood Sacrifice - Dottor Pearson
(1991) Incident at Victoria Falls (Film Tv) - Sherlock Holmes
(1990) Gremlins 2 - la nuova stirpe - Dottor Catheter
(1990) Honeymoon Academy - Lazos
(1990) L'avaro - Cardinale Spinosi
(1990) L'isola del tesoro (Film Tv) - Blind Pew
(1990) The Care of Time (Film Tv) - Karlis Zander
(1990) Il ladro dell'arcobaleno - Uncle Rudolf
(1989) La révolution française - Sanson
(1989) Il ritorno dei tre moschettieri - Rochefort
(1989) Il giro del mondo in 80 giorni - Stuart
(1989) La chute des aigles - Walter Strauss
(1989) Il fascino dell'omicidio - Willard Hope
(1988) Dark Mission (Operación cocaína) - Luis Morel
(1987) Mio min Mio - Kato
(1987) Jocks - President White
(1987) Shaka Zulu - Lord Bathurst
(1986) Shaka Zulu (Mini-serie Tv) - Lord Bathurst
(1986) The Mind of David Berglas (Episodio Tv: Episode 1.1) -
(1986) The Disputation (Film Tv) - King James of Aragon
(1986) The Girl - Peter Storm
(1986) Un métier du seigneur (Film Tv) - Fog
(1985) Howling II - L'ululato - Stefan Crosscoe
(1985) Mask of Murder - Jonathan Rich
(1984) The Rosebud Beach Hotel - Mr. Clifford King
(1984) Faerie Tale Theatre (Episodio Tv: The Boy Who Left Home to Find Out About the Shivers) - Re Vladimir V
(1984) The Far Pavilions (Mini-serie Tv) - Kaka-ji Rao
(1983) La casa delle ombre lunghe - Corrigan
(1983) The Return of Captain Invincible - Mr. Midnight
(1983) New Magic - Mr. Kellar
(1982) The Last Unicorn - Re Haggard (voce)
(1982) Charles & Diana: A Royal Love Story (Film Tv) - Prince Philip
(1982) Massarati and the Brain (Film Tv) - Victor Leopold
(1982) Safari 3000 - Count Borgia
(1981) Goliath Awaits (Film Tv) - John McKenzie
(1981) Triade chiama canale 6 - Morgan Canfield
(1981) Desperate Moves - Carl Boxer
(1981) Evil Stalks This House (Film Tv) - Ospite
(1981) La Salamandra - Principe Baldasar
(1980) Charlie's Angels (Episodio Tv: Angel in Hiding) - Dale Woodman
(1980) Once Upon a Spy (Film Tv) - Marcus Valorium
(1980) Serial - Luckman Skull
(1979) 1941: allarme a Hollywood - Capitano Wolfgang von Kleinschmidt
(1979) L'isola della paura - Lechinski
(1979) Captain America II: Death Too Soon - Miguel
(1979) Nel mirino del giaguaro - Adam Caine
(1979) Nutcracker Fantasy - Zio
(1979) Avventura araba - Alquazar
(1979) Casablanca passage - Gypsy
(1978) Messaggi da forze sconosciute - Zetan
(1978) The Pirate (Film Tv) - Samir Al Fay
(1978) Caravans - Sardar Khan
(1978) Ritorno dall'ignoto - Victor
(1978) How the West Was Won (Mini-serie Tv) - Gran Duca
(1977) Starship Invasions - Capitano Rameses
(1977) End of the World - Padre Pergado/Zindar
(1977) Morak - il potere dell'occulto - Narratore
(1977) Airport 1977 - Martin Wallace
(1976) Dracula padre e figlio - Il principe delle tenebre
(1976) Una figlia per il diavolo - Padre Michael Rayner
(1976) Spazio: 1999 - Captain Zandor
(1976) Killer Force - Sindaco Chilton
(1976) Con la bava alla bocca - Bill
(1976) The keeper: il custode - Il custode
(1975) Le Boucher, la star et l'orpheline - Van Krig/Himself
(1975) Diagnosi: Morte - Dott. Stephen Hayward
(1974) Milady - Rochefort
(1974) Agente 007, l'uomo dalla pistola d'oro - Francisco Scaramanga
(1974) I satanici riti di Dracula - Counte Dracula
(1973) I tre moschettieri - Rochefort
(1973) Horror Express - Professor Alexander Saxton
(1973) Great Mysteries (Episodio Tv: The leather funnel) - Arnaud
(1973) Poor Devil (Film Tv) - Lucifero
(1973) Il terrore viene dalla pioggia - James Hildern
(1973) La scala della follia - Dott. Mandeville
(1973) The Wicker Man - Lord Summerisle
(1972) 1972: Dracula colpisce ancora! - Conte Dracula
(1972) Non prendete quel metro - Stratton-Villiers
(1972) Il cervello dei morti viventi - Colonello Charles Bingham
(1971) La texana e i fratelli penitenza - Bailey
(1971) La vera storia del Dottor Jekyll - Dott. Charles Marlowe/Edward Blake
(1970) Il marchio di Dracula - Dracula
(1970) Vita privata di Sherlock Holmes - Mycroft Holmes
(1970) Decameron francese - Dolmance
(1970) Controfigura per un delitto - Dracula
(1970) Una messa per Dracula - Dracula
(1970) Il Conte Dracula - Conte Dracula
(1970) Il trono di fuoco - Lord George Jeffreys
(1970) Ventitre pugnali per Cesare - Artemidorus
(1970) La casa che grondava sangue - John Reid
(1970) Umbracle - L'uomo
(1969) The Magic Christian - Vampiro della nave
(1969) La rossa maschera del terrore - Dott. J. Neuhart
(1969) Il castello di Fu Manchu - Fu Manchu
(1969) Terrore e terrore - Fremont
(1969) Light entertainment killers (Film Tv) -
(1969) Agente speciale (Episodi Tv: The interrogators, Never, never say die)- Colonello Mannering/Prof Stone
(1968) Le amanti di Dracula - Dracula
(1968) The blood of Fu Manchu - Fu Manchu
(1968) Una pillola per Eva - Colonello Stuart
(1968) The devil rides out - Duca de Richleau
(1968) Black horror: le messe nere - Morley
(1967) La 13 vergine - Conte Frederic Regula, Graf von Andomai
(1967) I cinque draghi d'oro - Dragon 4
(1967) La vendetta di Fu Man Chu - Fu Manchu
(1967) Le notte del grande caldo - Godfrey Hanson
(1966) Il giorno dei fazzoletti rossi - Fu Manchu
(1966) Il lungo coltello di Londra - Gregor
(1966) Rasputin: il monaco folle - Grigori Rasputin
(1966) Dracula principe delle tenebre - Count Dracula
(1966) Il teatro della morte - Philippe Darvas
(1965) Fu Manciu: operazione Tigre - Dr. Fu Manchu/Lee Tao
(1965) Dieci piccoli indiani - Mr. Owen (voce)
(1965) Il teschio maledetto - Sir Matthew Phillips
(1965) La dea della città perduta - Billali
(1965) Le cinque chiavi del terrore - Franklyn Marsh
(1964) Lo sguardo che uccide - Prof. Karl Meister
(1964) La nave del diavolo - Capitano Robeles
(1964) La cripta e l'incubo - Conte Ludwig Karnstein
(1964) The Alfred Hitchcock hour (Episodio Tv: The sign of satan) - Karl Jorla
(1964) Il castello dei morti vivi - Conte Drago
(1963) La frusta e il corpo - Kurt Menliff
(1963) La vergine di Norimberga - Erich
(1963) Sfida al diavolo - Mephistoles
(1962) Sherlock Holmes la valle del terrore - Sherlock Holmes
(1962) I pirati del fiume rosso - Capitano LaRoche
(1962) L'enigma dell'orchidea rossa - Capitan Allerman
(1962) Stranglehold -
(1961) Ercole al centro della terra - King Lico
(1961) The devil's agent - Barone von Staub
(1961) La casa del terrore - Dottor Gerrard
(1961) Il segreto del narciso d'oro - Ling Chu
(1961) Alcoa presents: one step beyond (Episodio Tv: The Sorcerer) - Wilhelm Reitlinger
(1961) Le mani dell'assassino - Nero, il mago
(1961) Il terrore dei Tongs - Tong leader
(1960) Il mostro di Londra - Paul Allen
(1960) La città dei morti - Prof. Alan Driscoll
(1960) Ragazza beat - Kenny
(1960) Londra a mezzanotte - Novak
(1960) Tales of the Vikings (Episodio Tv: The Bull) - Norman Knight
(1959) La Mummia - Kharis, la mummia
(1959) Larry agente segreto - Jaeger
(1959) L'uomo che ingannò la morte - Dottor Pierre Gerard
(1959) La furia dei Baskerville - Sir Henry Baskerville
(1959) William Tell (Episodio Tv: Manhunt) - Principe Erik
(1959) Tempi duri per i vampiri - Barone Roderico da Frankurten
(1958) Prima dell'anestesia - Resurrection Joe
(1958) La battaglia del V1 - Capitano dell'accampamento
(1958) Dracula il vampiro - Conte Dracula
(1958) White Hunter (Episodio Tv: This hungry hell) - Mark Caldwell
(1958) Verso la città del terrore - Marquis St. Evremonde
(1958) Ivanhoe (Episodio Tv: The german knight) - Sir Otto
(1958) O.S.S. (Episodio Tv: Operation firefly) - Dessinger
(1957) Assignment Foreign Legion (Episodi Tv: The anaya, As we forgive) - Arabo/Giardiniere
(1957) The truth about women - François
(1957) Vittoria amara - Sergente Barney
(1957) The gay cavalier (Episodio Tv: The lady's dilemma) - Colonello Jeffries
(1957) Manuela - Voce
(1957) La maschera di Frankenstein - La creatura
(1957) Indagine pericolosa - Charles Highbury
(1957) Colpo di mano a Creta - Ufficiale tedesco dal dentista
(1957) L'assassino colpisce a tradimento - Dottor Neumann
(1956) Errol flynn theater (Serie Tv) -
(1956) La battaglia di Rio della Plata - Manolo
(1956) Sailor of Fortune (Episodi Tv: Stranger in danger, The desert hostages) - Carnot/Yusif
(1956) Oltre Mombasa - Gil Rossi
(1956) Porto Africa - Franz Vermes
(1956) Colonel March of Scotland Yard (Episodio Tv: At night all cats are grey) - Jean-Pierre
(1956) The Scarlet Pimpernel (Episodio Tv: The Elusive Chauvelin) - Louis
(1956) Operazione fifa - Generale von Linbeck's aide
(1956) Alias John Preston - John Preston
(1956) The Adventures of Aggie (Episodio Tv: Cut glass) - Ispettore Hollis
(1955) Tempesta sul Nilo - Karaga Pasha
(1955) Douglas Fairbanks, Jr., Presents (Serie Tv) -
(1955) Sopravvissuti: 2 - Submarine Commander
(1955) Tales of Hans Anderson (Episodi Tv: The cripple boy, Wee Willie Winkie) - Olle
(1955) The dark avenger - Capitano della pattuglia francese
(1955) The Vise (Episodi Tv: Price of vanity, The final column) - Martell/Larry Spence
(1955) La principessa di Mendoza - Capitano
(1955) Crossroads - Il fantasma
(1955) Man in demand -
(1955) Moby Dick rehearsed (Film Tv) - Flask
(1955) Final column -
(1955) Police Dog - Johnny
(1954) Destination Milan - Svenson
(1953) Le vacanze di Monsieur Hulot - Voce
(1952) Babes in Bagdad - Commerciante di schiavi
(1952) Paul temple returns - Sir Felix Raybourne
(1952) Il corsaro dell'isola verde - Joseph
(1952) Zitto e... mosca -
(1952) Moulin Rouge - Georges Seurat
(1952) Innocents in Paris - Tenente Whitlock
(1951) Le avventure del capitano Hornblower - Capitano spagnolo
(1951) La valle delle aquile - Detective Holt
(1950) Prelude to fame - Newsman
(1950) They were not divided - Chris Lewis
(1949) Il duca e la ballerina - Bongo
(1948) La tragedia del capitano Scott - Bernard Day
(1948) Sarabanda tragica -
(1948) Amleto -
(1948) My brother's keeper - Guardia
(1948) Song of tomorrow - Auguste
(1948) One night with you - Assistante di Pirelli
(1948) Il mistero degli specchi - Charles
(1948) Penny and the Pownall case - Jonathan Blair

venerdì 17 luglio 2015

NEWS: Trafugata la testa di Friedrich Whilelm Murnau



Sarà che in estate è tempo di film dell'orrore, ma a volte la realtà supera la fantasia: la testa del regista di Nosferatu (1922) Friedrich Whilelm Murnau è stata trafugata nella notte tra il 13 e il 14 luglio. Oggi gli inquirenti hanno sospettato la pista satanica: pare che vicino alla tomba siano state trovate tracce di cera, elemento che potrebbe essere ricondotto a una messa o un rito satanico.
Il furto è avvenuto presso il cimitero di Stahnsdorf, nella zona sud occidentale di Berlino. Il corpo del cineasta morto a Santa Barbara nel 1933 in seguito a un incidente automobilistico è ancora in ottime condizioni, in quanto la salma è stata imbalsamata. 
In passato la tomba di Murnau è stata oggetto di vandalismo, ma questa è la prima volta che viene profanato il corpo.
Al di là del raccapricciante furto, il regista di capolavori del muto che comprendono oltre al celebre vampiro anche L'ultima risata (1924) e Aurora (1927), girato a Hollywood - è rimasto nella memoria collettiva per anni, divenendo oggetto di studio e di venerazione tra gli amanti del cinema espressionista tedesco.
Non è la prima volta che avviene un fatto del genere: nel 1977 fu trafugata la salma di Charlie Chaplin a scopo di estorsione.


martedì 14 luglio 2015

NOTTE HORROR: The Wicker Man

Sintonizzatevi sul canale cinebloggers, la Notte Horror è iniziata! Alle ore 21 infatti Montecristo ha aperto le danze con Dracula e il suo mitico interprete, Sir Christopher Lee. La doppietta continua qui, al canale Director's cult con The Wicker Man, che omaggia l'immenso Lee nel suo ruolo più amato.



Che la notte horror abbia inizio!






Titolo: The Wicker Man
Id., Uk, 1973
Cast: Christopher Lee, Edward Woodward, Britt Ekland.
Sceneggiatura: Anthony Schaffer.
Regia: Robin Hardy.
Durata: 83'

Attenzione spoiler!

Nel Sedicesimo secolo ci fu la caccia alle streghe: donne considerate streghe per le loro capacità di curare con le erbe rifiutando la medicina tradizionale, uomini e donne torturati perché rei di invocare Satana e la lussuria con 'depravazioni' consumate nelle spiagge sotto nome di Sabba.
Sabba che si consumano anche nell'isola di Summerlisle, un villaggio sperduto nelle isole Ebridi Scozzesi, ove giunge l'integerrimo sergente Howie (Edward Woodward) in seguito a un misterioso messaggio inviatogli da Sir Summerlisle (Christopher Lee), chiedendogli di  ritrovare la giovane Rowan Morrison, scomparsa, ma che nessuno sembra conoscere. Persino la madre nega di avere una figlia che si chiami Rowan.
Quella che doveva essere una semplice indagine, finirà per diventare l'incubo di Howie, diviso tra la sua rettitudine morale e la lascivia di Summerisle e dei suoi abitanti. Incubo che si consumerà con l'uomo di vimini, erto in nome del sacrificio affinché guarisca il villaggio dalla maledizione di un pessimo raccolto.
The Wicker Man potrebbe essere visto come un musical inquietante, con quelle canzoni e quelle nenie cantate dai cittadini durante la giornata del calendimaggio.
The Wicker Man potrebe essere visto solo come un film dell'orrore, con quel finale che rimane impresso in tutta la sua lentezza e crudeltà impersonata da quell'enorme uomo di paglia.
The Wicker Man potrebbe essere visto come un uomo che combatte i propri demoni diviso tra la volontà di rispettare i dettami della religione cristiana e la (fisiologica) tentazione della carne.
E cosa terrorizza di più di un demone che divora tutto ciò in cui credi? Un demone che sconfigge il tuo Dio, in una lotta dove il male vince sul bene?
E' questo l'elemento più disturbante di The Wicker Man.
La forza orrorifica del film diretto da Robin Hardy consiste nella rappresentazione del lato oscuro insito nell'essere umano. Non sono necessari i mostri, perché l'essere umano può diventare più mostruoso di un lucertolone alto 50 metri che vuole distruggere una città giapponese. Così come non è necessaria un pianeta alieno, quando basta atterrare su un'isola dove si consumano riti pagani, prendendo in giro una persona così diversa per la sua cultura e concezione morale.
Il sergente Howie sbarcato sull'isola, ostenta fin dal principio le sue convinzioni, così sicuro della sua fede, così retto da cotanta morale da farlo sembrare arrogante agli occhi dei cittadini di Summerisle, persone apparentemente sempliciotte e dai metodi poco ortodossi, come  l'utilizzo una ranocchia da ingoiare considerata più efficace di uno sciroppo per combattere il mal di gola. 
Così come non è necessario un paesaggio apocalittico, quando una meravigliosa isola incontaminata nasconde segreti e perversioni.  Perversioni sottoforma di orge, perversioni rappresentati da un corpo nudo di una procace fanciulla (Britt Ekland) che esprime la propria sessualità in una danza erotica, capace di far vacillare l'integrità morale di un uomo che sente la pulsione sessuale che cerca di reprimerla in nome della virtù e di convinzioni fortemente religiose. 
L'isola di Summerisle è così affascinante, con quel suo aspetto bucolico e intatto. Tutto all'apparenza è perfetto, fino a quando arriva un elemento che sconvolge gli equilibri, incarnato da questo sergente, dalla sua divisa impeccabile e quel modo di fare superbo, che si ritrova a che fare con questi 'zoticoni' un po' ignoranti e parecchio bizzarri, che si prendono gioco di questo bigotto ricco di alterigia.
Man mano che il sergente Howie rimane a contatto con la popolazione di Summerlisle, si apre però uno scenario inquietante, che odora di congiura ai danni di quest'uomo timorato di Dio - orchestrata dal mefistofelico Lord Summerlisle.
Il sergente Howie e Lord Summerlisle rappresentano il dualismo tra il bene e il male, il cristianesimo con le sue regole e il suo rigido protocollo morale seguito devotamente dal credente Howie, viene messo in netta contrapposizione con il paganesmo di Lord Sumnerisle, che incita alla liberazione della sessualità che la natura ha dato all'uomo, ma considerato dalla chiesa come una forma di pura perversione disgustosa da nascondere e demonizzare.
La natura deve fare il suo corso e le credenze pagane hanno il sopravvento sulle convinzioni morali, facendo soccombere il sergente Howie, sacrificato per via della sua purezza, capace di mantenerla nonostante sia stato 'contaminato' dalla popolazione di Summerlisle.
Il sergente Howie sacrificato per 'mano' dell'uomo di vimini viene liberato dai suoi dogmi cristiani, bruciando in nome di una presunta santità che la religione cristiana dovrebbe conferirgli.
Il gioco è finito, il cacciatore finisce per essere cacciato - con una splendida metafora dell'uomo mascherato da animale che ha braccato la sua preda, ribaltando i canoni della natura - beffato dal suo stesso Dio che non riesce a salvare il corpo e nemmeno la sua anima, nonostante invochi Gesù nella sua ultima disperata preghiera.
E con uno dei finali più inquietanti e malati della storia del cinema, The Wicker Man non a torto viene definito il Quarto potere dei film dell'orrore, con un immenso Christopher Lee nella sua prova migliore.
In una società in cui si resta fermamente ancorati ai dogmi della religione che si ostina a giudicare l'operato dell'essere umano secondo la volontà di Dio, The Wicker Man è ancora oggi un film che scardina i precetti morali, liberando l'uomo dalla falsa scorza di virtù per rivelare la sua vera natura.

Voto: 9

I prossimi appuntamenti: 



lunedì 13 luglio 2015

VIDEOCLIP REVIEW: The Coral - Goodbye

E' estate e lo zio Tibia torna a farci visita con la notte horror! Domani sintonizzatevi sui canali della banda dei cinebloggers, che vi accompagnerà tutta l'estate all'insegna del brivido. 
Director's cult vi offre il programma in antemprima, con una recensione di un videoclip dei The Coral, Goodbye, omaggio a The Wicker Man con l'immenso Christopher Lee, che verrà recensito domani 14 luglio e trasmesso sul 'canale' Director's alle 23, dopo la recensione di Dracula, che troverete sul 'canale'  Montecristo alle ore 21

zio Tibia vi aspetta!





Titolo: Goodbye
Band: The Coral
Regia: Laurence Easeman
Durata: 4'17''




Attenzione spoiler

Un villaggio idilliaco, la festa del calendimaggio, la popolazione pronta a festeggiare.
I ragazzi del luogo sfilano con maschere di animali e una bionda fanciulla vestita di rosso e con una corona di fiori aspetta il momento cruciale della festa, partecipando alla parata insieme ai suoi concittadini.
Finita la sfilata tutti si riuniscono intorno all'uomo di vimini, un'emorme statua dove la ragazza si rinchiude sacrificando la sua purezza per il bene del suo paese.
Nel 1973 un film inglese diede scandalo divenendo ben presto di culto, nonostante sia stato maltrattato dalla censura, riuscendo comunque a diventare il 'Quarto potere dei film dell'orrore'.
Quel film era The Wicker Man, e ancora oggi è un film amato dai fan del compianto Christopher Lee e dagli amanti del genere horror.
Nel 2002 una band inglese emergente, The Coral esordisce con il videoclip Goodbye, omaggiando Sir. Lee e il film di culto di Robin Hardy.
Il regista Laurence Easeman racchiude in quattro minuti l'essenza del film concentrandosi sulla sfilata del calendimaggio e soprattutto sulla scena del sacrificio, con una ragazza al posto dell'integerrimo sergente interpretato all'epoca da Edward Woodward. 
Easeman cerca di ricostruire l'atmosfera disturbante di The Wicker Man sfruttando le atmosfere gallesi della contea di Holywell, conferendo al videoclip uno stile tipicamente anni Settanta con l'utilizzo del zoom, luci sgranate e primissimi piani. 
Un tocco di modernità è dato dai membri della band, che si mescolano con la popolazione autoctonoa partecipando all'evento, immersi nella natura misteriosa della cittadina gallese, affascinante e sospesa nel tempo come l'isola di Summerisle resa celebre dal film di Robin Hardy.
Lo stile seventies viene mescolato con lo stile del Ventunesimo secolo, rappresentando la scena del sacrificio con un mood da rave party tipico degli anni Duemila. 
Se in The Wicker Man la scena finale veniva rappresentata in tutta la sua solennità (e crudeltà) di un rito pagano, in Goodbye il culto viene rappresentato come un enorme concerto rave dei The Coral, dove la bella fanciulla saluta come una regina, consapevole del destino che le spetta, entrando nell'enorme statua dell'uomo di vimini, sacrificandosi per il suo 'popolo'. L'uomo di vimini brucia come una enorme torcia, mentre le persone saltano e inneggiano al ritmo della musica dei The Coral.
L'omaggio al film culto degli anni Settanta si sposa con la canzone dei The Coral, con quel suo sapore retrò che si sposa con lo stile nascente del rock alternativo, stile musicale che oggi ha reso famose band come gli Artic Monkeys.
L'omaggio a The Wicker Man da parte dei The Coral accompagnato successivamente remake di Neil LaBute nel 2006 testimonia l'amore incondizionato per un film bistrattato dalla censura, ma capace a distanza di quarantadue anni di esercitare fascino morboso e inquietante che è rimasto ancora intatto fino a oggi.




La lista notte horror






domenica 12 luglio 2015

GGODBYE: Addio a Omar Sharif


Quando diventi una star, tutti ti riconoscono per un ruolo. Puoi recitare in cinquanta pellicole, ma sarai sempre la star di quel film.
E Omar Sharif sarà sempre identificato come il dottor Yuri Zivago, con la sua odissea per amare Lara, nell'indimenticabile kolossal diretto da David Lean nel 1966.
Omar Sharif, nome d'arte di Michael Dimitri Shaloub è venuto a mancare il 10 luglio all'età di 83 anni.
Iniziò la sua carriera nel 1953 con il film egiziano Lotta sul fiume, ma cominciò a farsi conoscere al pubblico inglese con Lawrence D'arabia di David Lean nel 1962, che gli valse una nomination agli Oscar come attore non protagonista. 
Il Golden Globe e la fama internazionale arrivò nel 1966 con il Dottor Zivago, protagonista assoluto del film diretto da Lean.
Successo che gli aprì le porte di Hollywood, dove recitò in Funny Girl (1968) di William Wyler e Funny Lady poi (1973), ma anche in Italia, dove Francesco Rosi lo diresse in C'era una volta... (1967), dove poté mostrare non solo la sua bravura, ma anche il suo charme e il suo fascino per partern femminili come Barbra Streisand e Julie Christie.
Blake Edwards lo volle per Il seme del tamarindo (1974) e non disdegnò il genere demenziale con la commedia Top Secret! (1983), facendo da spalla alla fascinosa spia Val Kilmer.
Nel 2003 vinse la Coppa Volpi per Monsieur Hibraim e i fiori del corano, dove interpreta il ruolo di una guida per un giovane trascurato dai familiari.
L'ultimo film è Un castello in Italia (2013) di Valeria Bruni Tedeschi,
Una carriera cinquantennale per un attore nato per interpretare ruoli romantici e struggenti.


sabato 11 luglio 2015

RECENSIONE: Giovani si diventa




Titolo: Giovani si diventa
Titolo originale: While We're Young
USA, 2015
Cast: Ben Stiller, Naomi Watts, Adam Driver, Amanda Seyfried, Adam Horowitz.
Sceneggiatura: Noah Baumbach.
Regia: Noah Baumbach.
Durata: 97'

I'm a loser baby, so why don't you kill me? - cantava Beck nel 1994, canzone simbolo di una generazione americana un po' sfigata che non ha (apparentemente) ambizioni, cresciuta a pane e MTV.
Generazione inquadrata con il termine di Slacker Generation o X Generation, ventenni che cavalcavano la metà degli anni Novanta senza uno scopo preciso nella vita, non sapendo cosa fare 'da grandi'.
Film come Singles (che in realtà è un manifesto Grunge), ClerksReality Bites celebrarono questa gioventù spaesata, indifferente, persa nel mondo degli adulti e poco intenzionati a vivere una vita borghese e asfittica come quella dei loro genitori - a loro volta usciti (quasi) indenni da un decennio impregnato di 'yuppismo' - vivendo però in uno stato di frustrazione.
I  ventenni - di - vent'anni - fa ora sono quarantenni che vivono in un limbo, sentendosi fuori posto ovunque.
Sensazione che hanno Josh (Ben Stiller) e Cornelia (Naomi Watts), una coppia newyorkese sposata da anni e senza figli, protagonisti di While We're Young - Giovani si diventa, il nuovo film di Noah Baumbach, regista di Frances Ha.
Se nella pellicola precedente Frances era una sorta di Peter Pan in gonnella di 27 anni che sogna a occhi aperti ma non vuole concretizzare i suoi desideri perché le costerebbe il passaggio alla maturità, Baumbach questa volta alza il tiro e si concentra su Josh e Cornelia, coppia che in apparenza sembra avere tutti i crismi per recitare la parte dei perfetti intellettuali borghesi, ma in realtà sono come pesci fuor d'acqua bagnati dalla crisi esistenziale.
Josh e Cornelia sono ancora giovani, carini e radical chic.
Cornelia è appagata nel mondo del lavoro, ma non è riuscita a diventare madre.
Ci hanno provato ad allargare la famiglia, ma destino volle che rimanessero solo loro due. E va bene così, sono affiatati, sono in sintonia e Cornelia non ha molta dimestichezza con i neonati - soprattutto quando non sa come gestire il neonato di Marina (Maria Dizzia) e Fletcher (Adam Horowitz),borghesi senza pretese, alle prese con pappe, pannolini e nottate insonni.
Cornelia preferisce concentrarsi sulla carriera - ma si sente tagliata fuori dalla vita di Marina che frequenta donne perse (come lei) nei meandri della maternità.
Josh è appagato dalla sua vita coniugale, ma con la carriera è a un punto morto, acuito anche dal fatto di volere l'approvazione del suocero (Charles Grodin), regista di successo; e penalizzato da una visione del cinema documentaristico old fashioned.
A dare una svolta 'energica' alla coppia è la conoscenza di Jamie (Adam Driver) e Darby (Amanda Seyfried) una coppia giovane, che finirà per travolgerli con la loro spensieratezza.
Jamie e D'Arby sono giovani carini e hipsters.
Coppia che snobba l'IPad per giocare a monopoli, ascolta dischi in vinile, guarda film in VHS e mangia biologico (lei produce gelato artigianale), che - paradossalmente - rifuggono l'uso della tecnologia in nome dei bei 'vecchi tempi', ripudiando Netflix e la 'mela' di Steve Jobs (anche se usano Facebook).
Sposati anche loro, la loro genuina vitalità travolge Josh e Cornelia, che a contatto con questa allegra gioventù si sentono rinati.
Josh riprende il suo film spinto dal talento di Jamie (anche lui regista, ma alle prime armi che ha una visione del documentario non così purista e a tratti cinica), imita il suo stile e riprende ad andare in giro per NY in bicicletta - vedendo in lui una chance per rilanciare la sua carriera.
Cornelia si lascia contagliare dalla freschezza di Darby, tra lezioni di danza hip hop e riaccende la passione con Josh. 
Josh e Cornelia sono talmente presi da Jamie e Darby al punto da trascurare i loro amici - non sono poi così cool - cercando di vivere per una seconda volta quei vent'anni che forse non si sono goduti pienamente.
Il gap generazionale però è dietro l'angolo: il gioco è bello finché dura e alla fine Josh e Cornelia capiscono (o meglio, capisce Josh arrivando a toccare il fondo e sentendosi usato da Jamie) che non possono tornare indietro con gli anni - finendo per essere esclusi dai loro coetani e risultando vagamente ridicoli con questa coppia di spiriti liberi. 
While We're Young- Giovani si diventa sembra riprendere il fil rouge con Frances Ha: come fa Frances a crescere, se la generazione passata incarnata da Josh e Cornelia non ha saputo mettere le basi per quelle future?
Josh e Cornelia sembrano la Frances cresciuta, ma con il rimpianto di avere ancora 25 anni, quel ventennio che appartiene a Jamie e D'Arby - che hanno saputo sfruttare meglio. Ma siamo sicuri che loro, così alternativi, così spigliati nel vivere tutti i cliché che il loro stile di vita comporta, sia la carta vincente per vivere felicemente?
Prima o poi bisogna crescere sembra suggerire Baumbach, come hanno fatto Marina e Fletcher, come ha fatto la migliore amica di Frances, Sophie - facendo i conti la disillusione e l'amarezza della vita.
Interpretato da un affiatato poker di attori (tra cui spicca l'hipsterissimo Adam Driver) e la sorpresa Adam Horowitz , ex Beastie Boys nelle insolite vesti diamico saggio; While We're Young non è un film alla Woody Allen, sarebbe riduttivo etichettarlo così. E' vero c'è New York, ci sono le nevrosi, le coppie borghesi intellettuali, ma a differenza del caro cinico Woody - più focalizzato sulla sua amata NY e sulla crisi dei rapporti amorosi -  ciò che interessa a Baumbach è la crisi di una generazione disillusa, raccontata con sottile ironia mista a malinconia.

Voto: 7,5



giovedì 9 luglio 2015

RIFLESSIONI: La bellezza delle dive italiane



Il mese scorso è venuta a mancare l'attrice Laura Antonelli e in pochi l'hanno ricordata. Mi ha colpito un commento del buon Solaris, che secondo il suo parere era un'attrice lontana dalla bravura di Sophia Loren, Anna Magnani e Claudia Cardinale, puntando solo sull'avvenenza fisica.
Partendo dal fatto che rispetto la sua opinione, mi è venuto in mente questa piccola riflessione. 
E se Laura Antonelli fosse capitata nel momento storico-cinematografico sbagliato? La carriera di Laura Antonelli come sarebbe stata se fosse iniziata negli anni Cinquanta e non venti anni dopo?
Faccio un salto indietro. Sophia Loren, Anna Magnani e Claudia Cardinale appartengono al periodo d'oro del cinema italiano. Verso la fine degli Quaranta si conclude il Neorealismo per far spazio al Neorealismo rosa e successivamente a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta alla commedia all'italiana. Attrici come Silvana Mangano con Riso Amaro avevano sdoganato il concetto di bellezza giunonica così prorompente, così diversa dalla bellezza rassicurante (e un po' sciatta) di Lya Franca (Gli uomini che mascalzoni, commedie che fanno il verso alla commedia sofisticata americana made in Mario Camerini), aprendo di fatto la strada alle maggiorate. 
Bellezza e sensualità: dualismo che veniva ricercato dai talent scout, che andavano a scoprire nuovi possibili attrici dai concorsi come Miss Italia, dalla quale uscirono sia la Loren che Gina Lollobrigida: belle, sensuali, ma fortunatamente dotate di un carisma capace di bucare il grande schermo.
Il cinema italiano per l'appunto stava vivendo il suo momento migliore, con squisite commedie come Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, L'oro di Napoli di Vittorio De Sica, I soliti ignoti di Mario Monicelli e così via, dando vita a personaggi femminili oggetto del desiderio sì, ma anche cocciute e ricche di personalità da vendere. 
Vi ricordate come la 'Bersagliera' interpretata da Gina Lollobrigida teneva testa a un maturo Vittorio De Sica in  Pane amore e Fantasia e nel seguito (Sophia Loren invece recita nel terzo film della serie, Pane amore e gelosia e Pane amore e...?). O come Sophia Loren faceva ululare di passione Marcello Mastroianni, con quel strip-tease lasciato a metà in Ieri, oggi e domani?
Carisma e bellezza dunque, caratteristiche che fecero la fortuna non solo in Italia, ma anche all'estero per le stelle nostrane della Lollobrigida (Torna a settembre a fianco di Rock Hudson), della Loren (Arabesque al fianco di Gregory Peck) e della Cardinale (La pantera rosa al fianco di David Niven). Belle e brave.
Claudia Cardinale in realtà era diversa dal canone della dea giunonica: aveva una bellezza (ha tutt'ora, pardon) più sofisticata, precedendo di fatto quella tipologia di donne dalla bellezza ricercata e più 'borghese', che seppe poi incarnare alla perfezione da Virna Lisi prima (che rifiutò lo stereotipo di bomba sexy chiudendo sul nascere una promettente carriera hollywoodiana) e Monica Vitti poi sotto la guida di Michelangelo Antonioni.
Cardinale di fatto aveva incarnato un certo canone di bellezza inarrivabile, espresso soprattutto in Il bell'Antonio di Bolognini, con un Marcello Mastroianni in piena crisi di viralità maschile, incapace di amare quel fiore raro e impossibile da cogliere;  e successivamente ne Il gattopardo di Luchino Visconti, così altera e nobile strizzata in un corpetto che non le lasciava emettere un respiro.
Anna Magnani invece riuscì a costruirsi una carriera con quella bellezza fuori dagli schemi, impiegando 50 anni per avere le sue rughe, riuscendo a diventare la prima italiana a vincere un Oscar.
Figlia del Neorealismo, con il ruolo della popolana Pina, entra di diritto nella storia del cinema  con Roma Città aperta, mentre rincorre il camion che imprigiona il suo compagno, imprecando contro i nazisti prima di essere brutalmente uccisa.
Anna Magnani era la donna del popolo per eccellenza, l'essenza stessa della romanità, arrivando a toccare il climax con Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini.
Magnani era - mi perdoni il termine - un po' 'rustica'. Anche con il vestito 'buono' sfoggiato in Abbasso la ricchezza!, usciva sempre quel lato verace e genuino di questa magnifica attrice. Non era necessario in lei la bellezza provocante, perché sapeva splendere di luce propria. Non era sensuale come la Loren, non era sofisticata come la Cardinale.  Ma aveva una bellezza interiore che riusciva a trasmettere con un sorriso, con quegli occhi colmi di passione e quella sana sfacciataggine di chi non 'non te le manda a dire'.
Ora, un passo avanti: siamo negli anni Settanta. Gradualmente si assiste alla fine della censura, che aveva sforbiciato vergognosamente i film di De Sica (La Ciociara), Bertolucci (Ultimo tango a Parigi), Antonioni (L'avventura). Cadono le forbici e finalmente l'Italia si è desta.
Se da un lato c'è Lina Wertmuller che potrebbe essere considerata una femminista ante litteram con il suo alter ego Mariangela Melato, cucendole addosso personaggi ad hoc come la mitica 'bottana industriale' de Travolti da un solito destino nell'azzurro mare d'agosto; dall'altro entra piano piano nelle commedie un velo di erotismo. Dive come la Magnani purtroppo non ci sono più (morì nel 1973), altre come la Loren concentrarono la carriera a Hollywood, altre come la Lollobrigida avevano diradato gli impegni per concentarsi sull'arte, diventando delle splendide signore sugli 'anta'.
Cambia il cinema, non ci sono più le commedie feroci e ciniche, anche se il cinema di Monicelli e Risi ruggirà fino agli anni Novanta/inizi del Duemila, ma senza il fervore del passato.
E cambiano anche i ruoli, dove la donna diventa non solo oggetto del desiderio, ma anche la volontà di possederla.
Ed ecco che un film su un vedovo con due figli assume una governante che diventa l'oggetto di bramosia sia dell'uomo che del figlio più grande. Ed ecco quella scena in cui lei cerca di pulire i vetri, con quella gonna svolazzante con quella voglia di sbirciarci un po': era il 1973, il film era Malizia e l'attrice era Laura Antonelli.
Laura Antonelli era entrata nell'immaginario erotico collettivo, con quella bellezza inconsapevolmente prorompente, diventando un puro oggetto del desiderio.
Se attrici come Edwige Fenech sfruttarono il proprio sex appeal con ironia e liberazione della sessualità  - con quella corsa 'seno al vento' che profuma di libertà in Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda - ponendo di fatto fine alla censura e aprendo un filone di commedia 'scollacciata' che coinciderà con il declino della commedia all'italiana - vuoi per un periodo di distensione post-terrorismo, vuoi per un yuppismo e materialismo della Milano da bere che si rifletté inevitabilmente sul cinema, vuoi per una TV privata nascente capace di tagliare  il cordone ombelicale tra lo spettatore e 'mamma RAI' - e un po' dell'Italia stessa.
Laura Antonelli era quel tipo di bellezza fragile e insicura. La sua fortuna e la sua dannazione, che la portarono verso un cliché interrotto solo dal maestro Luchino Visconti ne L'innocente del 1976. Qui alla sua prova migliore, donna adultera (e quindi pur sempre oggetto del desiderio sessuale altrui), ma donna insoddisfatta che la spinge a tradire, colpa che però ricadrà da un essere indifeso. Un ruolo totalmente diverso, misurato e trattenuto, che mostra un lato inedito dell'attrice istriana. Non solo un corpo da bramare, ma era anche una potenziale talendo da offrire al pubblico italiano.
Però il treno dei bei ruoli era passato da un pezzo e i posti erano già stati occupati da Loren, Cardinale e Magnani, lasciandole solo commediole sexy come Mi faccio la barca, Rimini Rimini e altri film che non sono rimasti nella memoria.
Forse non ero tagliata per fare l'attrice. Non ero preparata ad affrontare quella carriera, il successo, la popolarità, quell'ambiente, con le illusioni e le delusioni. Sono sempre stata una persona semplice, timida.
Forse Laura Antonelli aveva veramente basato la sua carriera sul suo corpo, e una volta sfiorito la sua carriera è andata in declino, e così la sua vita, caduta nell'oblio. O forse aveva un buon potenziale, come aveva intuito Visconti, solo che era nata nel decennio sbagliato.



martedì 7 luglio 2015

NEWS: Tom Cruise lascia Scientology?




Scientology sta tremando: dopo il documentario Going Clear, che denuncia le nefandezze della 'chiesa' fondata da Ron L. Hubbard, ora rischia di perdere il suo 'poster boy', Tom Cruise.
La causa di questa (insanabile?) frattura è la figlia di Cruise, Suri, avuta dall'ex moglie Katie Holmes il 19 aprile del 2006.
Katie Holmes e Tom Cruise si erano sposati in Italia nel novembre del 2006 per poi divorziare nel luglio del 2012.
Il divorzio finisce con Holmes che ottiene la custodia della figlia Suri, lasciando la vita principesca di Los Angeles per una vita a New York con meno lustrini, ma più consona per una bambina di nove anni.
Cruise non vede la figlia dal 2011, poiché invisa alla setta e definita da Scientology come persona 'soppressiva', cioè una persona definita 'distruttiva' per il suo adepto che deve tenersi lontano per mantenere la propria purezza.
Cruise quindi per due anni ha potuto tenere i rapporti con la figlia solo via Skype. L'ultima videochiamata però ha fatto crollare la star di Mission Impossible-Rogue Nation: la bambina raccontava della sua passione per la danza classica e dei saggi in cui ha ballato, e l'attore si è reso conto che sta perdendo non solo i saggi, ma il rapporto con la figlia.
Se non ci sono riuscite le ex mogli (sia Nicole Kidman che Katie Holmes sono fortemente contrarie a Scientology e quindi invise alla chiesa stessa), a quanto pare l'amore per la figlia ha preso il sopravvento, e Tom Cruise sembra deciso a lasciare Scientology mettendo la figlia al primo posto. Ci riuscirà? 
L'impresa pare ardua: rumors dicono che un'altra star, John Travolta abbia tentato di lasciare la chiesa nel 2009 dopo la morte del figlio Jett, affetto da autismo e vittima di frequenti convulsioni che gli procurò la morte battendo la testa in seguito all'ennesimo attacco epilettico.
Secondo fonti vicine alla star di Face/Off, Travolta era sconvolto dai sensi di colpa per la morte del figlio, avendo sospeso la cura del figlio perché ciecamente convinto dei dettami della chiesa che non crede nella medicina tradizionale.
Travolta però ha desistito a lasciare la chiesa, a quanto pare perché Scientology custodisce gelosamente i segreti più intimi dell'attore riguardando la presunta omosessualità  del popolare attore.
E' andata decisamente meglio al regista e sceneggiatore Paul Haggis, che è stato membro di Scientology per ben 35 anni, ma ha deciso nel 2008 di abbandonare Scientology ufficialmente per essere contrario alla politica della chiesa riguardo alle unioni gay, ma officiosamente per aver subito le stesse pressioni di Cruise riguardo alla famiglia della moglie, definita anch'essa 'soppresiva'.
Se Tom Cruise lascerà la chiesa, sarà un duro colpo per Scientology.

lunedì 6 luglio 2015

COMING SOON: Minions



Vi ricordate i Minions, i buffi aiutanti del cattivissimo Gru di Cattivissimo me? Bene, ora la squinternata banda di misteriosi umanoidi tornano protagonisti assoluti di un prequel dedicato a loro, Minions.
I Minions sono nati nella notte dei tempi per servire i super cattivi. Però il loro servizio lascia un po' a desiderare: a servizio del temibile T-Rex lo fanno finire in un vulcano a causa di una buccia di banana.
In Egitto le cose non vanno meglio, perché schiacciano per sbaglio il temutissimo faraone con una piramide.
Il conte Dracula per colpa loro finisce incenerito.
Così i Minions finiscono per ritirarsi in Antartide, senza un cattivone da servire. La mancanza di un cattivone da servire li manda in depressione, ma il Minion Kevin decide di reagire e di trovare un nuovo padrone, trovandola in Scarlett Overkill, splendida quanto temibile criminale che aspira solo a dominare il mondo e diventare la prima donna super criminale. I Minions però una volta finiti a Londra, saranno vittima di un piano che li vuole eliminare. Kevin e i suoi inseparabili compagni Bob e Stuart dovranno cercare di salvarsi la pellaccia a tutti costi.
Risate e gag a non finire, Minions è una goduria per piccini, ma anche per gli adulti che li hanno adorati in Cattivissimo me.
Per vedere le loro comiche avventure, bisogna aspettare al 27 di agosto.

LEZIONE DI CINEMA: L'effetto notte in... Effetto notte


L'effetto notte è una tecninca cinematografica (ormai in disuso) che permette di ricreare una scena notturna girata in pieno giorno grazie all'ausilio filtri colorati davanti alla macchina da presa. I filtri utilizzati in genere sono blu per i film a colori e giallo per i film girati in bianco e nero.
Oggi è una tecnica considerata obsoleta, perché si può 'aggiustare' in fase di post produzione grazie agli effetti digitali.
L'effetto notte viene omaggiato (e utilizzato) nell'ononimo film di François Truffaut (La Nuit Américaine) del 1973, una vera e propria dichiarazione d'amore da parte del regista francese per il cinema. 
Con Truffaut nella parte praticamente di sé stesso - Il regista Ferrand - si trova a dirigere una meravigliosa Jacqueline Bisset e il suo attore feticcio Jean Pierre Léaude in Vi presento Pamela, svelando il cinema nella sua messa in scena, facendo partecipare lo spettatore alla realizzazione di un 'film dentro al film'.
Effetto notte più che utilizzare la tecnica in sé, è un omaggio alla finzione che si cela nel mondo cinematografico, dove il giorno diventa magicamente notte grazie a una luce 'posticcia'.
Truffaut ama il cinema, ma ricorda che è pur sempre un mondo immaginario, costruito da un set, da degli attori infondono vita a personaggi immaginari, dove tutto ha un inzio e una fine prestabilita. 
Ed è forse per questo che il cinema regala, magia allo stato puro.

giovedì 2 luglio 2015

IL CIRCOLO DI CUCITO: E invece Jen & Ben hanno divorziato




Ecco, ricordate il recente post sulla scampata crisi tra Jennifer Garner e Ben Affleck? Dimenticatelo, perché la coppia ha sì festeggiato il decimo anniversario, ma è stato l'ultimo per loro, dicendo al mondo intero di voler divorziare.
A quanto pare le coppie a Hollywood hanno la data di scadenza. Dopo i 10 anni, scadono e vai di divorzio. E' accaduto a Gwyneth Paltrow e Chris Martin, e ora dopo 10 anni tocca alla coppia pucciosa, tranquilla, glamour, ma con discrezione (tipo quei rossetti che sono luccicosi sulle labbra, ma con pochi brillantini) che erano Ben and Jen. Suonava bene anche il nomignolo, puccettoso anche quello.
Anche perché Bennifer non si poteva mica usare, quel soprannome l'aveva già usato l'altra Jennifer (Lopez che di divorzi ne sa) quando stava con Ben nel periodo più fetente della sua carriera (ovvero Though Love, monnezza movie del 21esimo secolo).
Jennifer così acqua e sapone, ma con quelle spalle quadrate forgiate a furia di 'pim pum pam' in Alias prima e in Daredevil poi, aveva avuto la chance di lavorare con Ben, bellino lui, ma con lo sguardo granitico (modo carino per dire inespressivo).
J-Lo era fuori gioco, e allora il sorriso rassicurante fece breccia nel cuoricione di Mr. Daredevil, cieco nel film, ma mica orbo nella vita reale.
Seguirono 3 figli e un rallentamento di carriera per lei, ma non per lui - per la serie 'hasta la parità dei sessi siempre'.
Potevano chiamare i loro pargoli Shuttle, Skittles e Scooter, ma niente, hanno voluto fare di testa loro chiamandoli Violet, Seraphina e Sam.
Perché loro erano la coppia genuina, di quella senza conservanti e fatta solo con ingredienti 100% naturali.
Poi come un fulmine a ciel sereno, o come la notizia che Ben sarà Batman e se la dovrà vedere niente-poco-di-meno-che con Superman., la crisi. C'è grossa crisi. Le cose cominciano ad andare male: musi lunghi, vite separate, smentite, visi allegri, dove Ben ha dato la best performance ever.
E noi amanti del gossip manco fossimo la portinaia della casa dopo la loro, speravamo in una riconciliazione, manco stessimo per temere noi stessi la separazione con tanto di vacanze congiunte, doppia casa, doppi vestiti e doppi giocattoli.
Pare che vivranno insieme per il bene dei figli. Pare che siano rimasti in buoni rapporti. Magari faranno i trombamici.  Magari stanno già trombando con qualcun altro/a.
Ciò che rimane è la loro fine, irreparabile, non si può tornare indietro. Come la post-produzione di Batman Vs. Superman
L'amico Matt (Damon ndr.) resiste al matrimonio, ma non conta perché lei non è un attrice, gli piace vincere facile. Clooney è ancora uno sposino fresco ma lei è avvocato, non vale neanche per lui.
Goldie Hawn e Kurt Russell stanno insieme da 30 anni, ma lui non ha 'put the ring on it', sul ditino di lei, e non vale manco così.
Noi vogliamo la coppia cinematografica eterna, che non sarà di certo quella formata da Amber (Heard) e Johnny (Depp). Se durano più di una Duracell è un miracolo.
E (g)niente, ci sono rimasti i Brangelina.