venerdì 19 aprile 2019

CHE BRUTTO AFFARE - Sliver

Buon compleanno a me e alla Bolla del Bollalmanacco! Per celebrare alla grande il nostro compleanno, abbiamo deciso di far parte della maratona Che brutto affare, inaugurata ieri da Cassidy e la sua bara volante con Corsari. Che brutto affare day celebra un decennio, quello degli anni Novanta che non aveva remore nello sprecare i soldoni per fare film che il più delle volte erano obrobriosi oppure ottimi film dalla produzione travagliata. Era un decennio in cui oltre al vasto spreco di denaro, si sprecava il più delle volte un esercito di creativi competenti tra registi, sceneggiatori, scenografi e compagnia bella che erano più o meno vittime dei deliri di onnipotenza dei produttori. 
Non fa eccezione Sliver, che spreca un cast di lusso del calibro di Nina Foch, Martin Landau e Sharon Stone per un film pasticciato (con tanto di finale 'volante' cambiato di corsa durante le riprese) che è stato maneggiato dai produttori per confezionare un film con sesso sfrenato e figaccioni di turno dall'essere l'antesignano delle ormai vituperate 50 sfumature di grigio.


Brutta fazenda veramente!




Titolo: Sliver
id., USA 1993
Cast: Sharon Stone, William Baldwin, Tom Berenger
Sceneggiatura: Joe Esztrerhas
Regia: Philip Noyce
Durata: 106'


La bionda Naomi si appresta ad entrare nel suo appartamento. Persa nei suoi pensieri, si lascia cullare dalla brezza dell'aria fresca notturna. Improvvisamente la porta si apre, lei lo saluta, e sul suo viso stupefatto, non fa in tempo a dipingere lo stupore che il misterioso uomo la prende tra le braccia e la fa volteggiare dal 20esimo piano. Il suo corpo infuso di grida e orrore, si infrange nella vetrata come una bambola di porcellana.
Dopo il nefasto avvenimento, la bionda Carly (Sharon Stone) affitta il suo appartamento. Carly è bionda come Naomi, forte come una leonessa nel mondo spietato della editoria newyorkese, ma fragile e insicura nel privato. 
Galeotto fu lo sguardo con un giovane e aitante vicino, Zeke (William Baldwin). I suoi occhi azzurri come due lapislazzuli incrociarono gli altrettanto limpidi dei suoi. Ed è amore a prima vista. Ma lei è ancora ingabbiata nel passato di un matrimonio fallito e preferisce limonare da sola e con fierezza.
L'ambiente stiloso dello Sliver affascina Carla e lo stile modaiolo di Carla affascina i suoi vicini, come il professore (Keene Curtis) e la modella Vida (Polly Walker). Entrambi sono irretiti da Carly e dalla sua somiglianza con Naomi, colei che non fece in tempo a stupirsi perché cadde volteggiando dal grattacielo come una ballerina (ubriaca) del Bolshoi. 
Carly però ignora di essere spiata da uno schermo insieme ai suoi coinquilini ignari. Quello che Carly non sa è che  lo Sliver, il grattacielo più esclusivo di Manhattan è il regno dove il grande fratello ti osserva. Dove Zeke ti guarda. 
E mentre Carly viene spiata nei suoi momenti più intimi e nascosti, il professore e la modella Vida periscono sotto la scure del minaccioso assassino. Carly è in pericolo, ma ancora più pericolosa è la rete di passione che Zeke tesse per lei. Donna roccaforte dal clitoride ormai domo, Carly si dimostra ritrosa e intimorita, ma finisce ben presto tra le braccia del suo giovane e focoso amante. E se fosse finita in un incubo senza uscita?
Sliver è tratto da un romanzo di Ira Leving, lo scrittore di Rosemary's Baby. Mica burattini senza fichi. Peccato che nelle mani di Joe Estrerhas sia diventato un romanzetto rosa per casalinghe annoiate le cui trombe di falloppio non vengono suonate dai loro mariti da un bel po'. E quel che ne esce è un film pasticciato e uno dei primi tonfi dell'autore di Basic Instinct. 
Se a distanza di 26 anni risulti invecchiato male, rimane comunque interessante il concetto di voyerismo - soprattutto ora che la tecnologia e i social media hanno esasperato e violato l'aspetto della mancata privacy e lo stalking sia una triste realtà - l'errore di Joe Esztrerhas sta nel di ripetere i fasti di Basic Instinct, cercando di creare un pastone di thriller erotico dove l'elemento thriller (elemento portante del libro) è il meno riuscito, se non inutile. Anche perché il colpevole si sa tipo mezz'ora dopo, con tanto di scritta lampeggiante sulla fronte 'son ghe ie'. Esztrerhas però si rende conto di aver fatto una cazzata e allora cerca di buttarci un po' di fumo negli occhi e cerca di sviare mettendo un po' di ambiguità nel possibile serial killer. Peccato però che la regia svogliata di Philip Noyce  e le scarse doti attoriali di William Baldwin in combo con una Sharon Stone ancora più scazzata non aiuti. E così l'elemento sorpresa è più un momento WTF, perché toglie ogni motivo, o meglio movente di questa scia di sangue che si protrae tra una ciulata e l'altra. 
Sharon Stone cerca di cambiare rotta e dopo il personaggio fichissimo di Catherine Tramell, vuole interpretare la donna fragile, frigida e ferita che non vuole essere dominata, ma il suo personaggio è talmente monodimensionale che la rende poco interessante. E non basta essere fighi con nudità ben esposte per salvare baracca e burattini. E se il piatto forte dovrebbe essere l'intesa  dei due protagonisti in balia delle scene bollenti, sono proprio quelle sequenze da soap opera in versione po' zozza a creare un umorismo involontario, soprattutto con la 'super hot' in cui Carly e Zeke sono nel suo appartamento nella notte buia e tempestosa. Insomma, Esztrheras voleva fare un trhiller erotico, e n'è uscito con un pasticcio al limite del ridicolo. Poteva prendere la strada più semplice, sfrondare se non stravolgere il romanzo originale e limitarsi a raccontare la storia di un povero stronzo milionario che fa stalking sulla tipa di cui è innamorato. O meglio, ne è ossessionato. Cosa che ha fatto quella faina di E.L. James (autrice di 50 sfumature di grigio e affini), che probabilmente avrebbe scritto nelle sue sue 50 sfumature anni Novanta una paginetta così: 
ella arrivò nel di lui appartamento. Lampi e fulmini scaldavano l'atmosfera remdendola rovente. Ella si mise a guardare fuori dalla finestra. Frastornata dal desiderio e dall'atmosfera cupa  e febbricitante, lei vennne colta di sorpresa dal suo amante. Egli ignudo e splendido con il suo corpo scultoreo si avvicina furtivamente. Improvvisamente, lui la prende di soprassalto e glielo  tronca nel cul... Lei arrosì.

Voto: 5

Al brutto affare partecipano:





15 commenti:

  1. Auguri!!
    Questo lo avevo visto persino io, imbarazzante a più livelli povera Sharon!!

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    1. Grazie e spero che tu abbia passato un buon compleanno!
      Il film è ilare da quanto è imbarazzante, mi sono piegata in due dal ridere durante la scena super hot, imbarazzante fin dal primo fotogramma! XD

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  2. Non potrei essere più d’accordo, “Sliver” è quello che succede quando a “Basic Instinct” sottrai il genio di Paul Verhoeven (uno che su sangue e sesso ha fondato il suo cinema) e lasci Joe Esztrerhas e Sharon Stone soli e spaesati. Oh, non che “Basic Instinct” fosse questo giallo così articolato, tutt’altro, ma ha lanciato il sottogenere dei film con i divi che fanno le cosacce, perché comunque era carico di erotismo. “Sliver” è stato venduto come qualcosa della stessa portata, quando invece al massimo era davvero un romanzetto rosa per casalinghe annoiate, il tuo paragone è perfetto. Comunque ancora meglio questo di “50 sfumature”, negli anni ’90 almeno ad Hollywood erano ancora vivi ;-)

    Grazie per il post, un vero spasso e auguri di buon compleanno! ;-) Cheers

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    1. Pora Sharon, personaggio dallo spessore sottile come una sottiletta kraft. Baldwin ha il sedere più espressivo, faccia di tonno che pure il grissino si rifiuta di spezzare. Comunque rispetto alle sfumature è una spanna sopra, almeno questo fa ridere!

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  3. Innanzitutto, ribadisco gli auguri! :)
    Riguardo "Sliver", voglio raccontarti un aneddoto: una notte di S.Silvestro di tanti, troppi anni fa, io e altri miei amici eravamo a casa mia per aspettare la mezzanotte quando, per puro caso, smanettando con il telecomando, ci siamo imbattuti in questo film (che si prestava bene per l'ultimo dell'anno, in quanto bello "prurignoso" ;). Ebbene... ti giuro che ci siamo quasi addormentati e stavamo per ritardare il brindisi! Una vera sòla!!!!!

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    1. Grazie per gli auguri bis! Io mi sono fatta delle risate assurde da quanto è ridicolo. Che poi ci impiegano un botto a far contente le casalinghe annoiate, ci credo che ti sei quasi addormentato, pathos e ritmo pari a zero!

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    2. A me successe di annoiarmi con "Showgirl"! E quello era proprio di Verhoeven.

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  5. Un filmone insomma. Questo non mi ricordo proprio di averne mai sentito parlare sinceramente, sembra proprio che non mi stia perdendo nulla!

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    1. Perché tu sei ancora ciofane, ma anche tu hai avuto il tuo Sliver con le 50 sfumature. E niente, a ciascuna generazione la propria porcata! XD

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  6. Gli Auguri ve li ho fatti, ma questo film "malauguratamente" non ho visto..

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  7. Approfitto sia per fare gli auguri sia per fare i complimenti all'iniziativa, sul cui carro sono salito all'ultimo secondo: il 24 parteciperò con "Waterworld" sul Zinefilo ;-)

    All'epoca c'era molta aspettativa per "Sliver", l'eco del botto mediatico di "Basic Instinct" era davvero inarrestabile e temo che abbia confuso i produttori: quel film era famoso per il sesso ammiccante e solo suggerito, sì, ma era solo materiale per campagna pubblicitaria. "Basic Instinct" è un gran film perché c'è la mano di un regista titanico, una fotografia da urlo e una storia "pseudobiblica" di grande fascino, cioè l'autore che scrive anticipando la realtà. Quando uscì "Sliver" le pernacchie si sentivano ovunque, e il povero Eszterhas ha cominciato la sua inesorabile caduta, quando invece era incolpevole. Lui ha semplicemente fatto quello che gli hanno chiesto...

    P.S.
    "Una brutta fazenda" è una citazione beruschiana che merita 92 minuti di applausi ^_^

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  8. Visto un paio di volte tanto tempo fa...Non mi aveva entusiasmato, ma qualcosa di interessante ce lo avevo trovato...

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  9. Ah, però! Non sapevo la storia produttiva. Rammento più "Body of evidence". Madonna veniva dai successi di "Dick Tracy" e "Ragazze vincenti" e si diede la zappa sui piedi!
    Vidi giusto il progenitore. Questi due e "Il colore della notte" me li sono evitati volentieri. XD Che poi non sapevo neanche tanto all' epoca che il film con Willis facesse parte del filone"!

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