mercoledì 22 febbraio 2017

100% PURE GLAMOUR: Lamborghini Countach LP 500s - Rain Man



Nel film Rain Man Charlie Babbit (Tom Cruise) vende auto di lusso per vivere e una strepitosa Lamborghini fa capitolino all'inizio del film - Laborghini Countach 500s.
La Lamborghini Countach 500s in realtà è un modello prodotto, ma non creato dalla famosa casa di auto sportive. Infatti fu ideata dalla casa automobilistica Bertone, che ne curò il design e diede un tocco di Torino nel nome - Countach oltre a essere una razza di tori, viene usata come espressione dialettale torinese per esprimere meraviglia.
Il design della Lamborghini Countack 500s fu curato da Marcello Gandini ed è caratterizzato da una forma a 'cuneo', riprendendo alcune cifre stilistiche della Alfa Romeo Cabro, soprattutto per le portiere e per il taglio del parabrezza e dei finestrini.
La vettura è molto bassa e larga e lo stile a cuneo conferisce una 'spigolosità' enfatizzata dalle sue linee dritte ad angolo. Le portiere si aprono verso l'alto per ovviare all'impossibilità di avere le portiere ad apertura laterale per via della larghezza del veicolo, evitando di creare un'apertura ingombrante e difficoltosa. Il telaio viene alleggerito grazie all'uso dell'alluminio, che consentiva leggerezza e rigidità al veicolo.
Il modello guidato da Tom Cruise è un 500s, che indica il numero delle cilindrate del motore, mentre la sigla LP sta per longitudidale posteriore in cui veniva messo il motore nell'auto.
La Lamborghini Countack viene mostrata all'inizio del film, dove viene fatta trasportare da una gru sotto la supervisione di Charlie Babbit, pronta per essere venduta.


lunedì 20 febbraio 2017

FILMOGRAFIA: Heath Ledger




NOME:
Heath Ledger
ALL'ANAGRAFE: Heathcliff Andrew Ledger
DATA DI NASCITA: 04/04/1979 
DATA DI MORTE: 22/01/2008
LUOGO DI NASCITA: Perth, Australia
PROFESSIONE: Attore






ATTORE:

(2009) Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo - Tony
(2008) Il Cavaliere Oscuro - Joker
(2007) Io non sono qui - Bob Dylan
(2005) Paradiso + Inferno - Dan
(2005) Casanova - Casanova
(2005) I fratelli Grimm e l'incantevole strega - Jacob Grimm
(2005) I segreti di Brokeback Mountain - Ennis Del Mar
(2003) The order - Padre Alex Bernier
(2003) Ned Kelly - Ned Kelly
(2002) Le quattro piume - Harry Faversham
(2001) Monster's ball - Sonny Grotowski
(2001) Il destino di un cavaliere - William Thatcher/Sir Ulwrick von Lickdenstein
(2000) Il Patriota - Caporale Gabriel Martin
(1999) Two hands - Jimmy
(1999) 10 cose che odio di te - Patrick 'Pat' Verona
(1997) Home and Away (Serie Tv) - Scott Irwin
(1997) Bush Patrol (Serie Tv) - Studente
(1997) Un computer a 4 zampe - Oberon
(1997) Roar (Serie Tv) - Conor
(1997) Blackrock - Toby Ackland
(1996) Sweat (Serie Tv) - Snowy Bowles
(1993) Ship to Shore (Serie Tv)

venerdì 17 febbraio 2017

MONOGRAFIA: Wes Craven




Pensi a Wes Craven e ti viene in mente Freddie Krueger. Perché al di là di una gran bella carriera all'insegna dell'horror, Wes Craven era riuscito a creare una delle figure più sinistre e inquietanti che è resistita ancora oggi nei meandri del cinema dell'orrore, con la maglietta a righe rosse e verdi, con il suo guanto fatto di artigli e il suo vosto orribilmente sfigurato dalle fiamme.
Wes Craven nacque a Cleveland il 2 agosto del 1939, e il percorso verso il mondo del cinema in realtà fu casuale. Anche perché, a differenza di cinefili agguerriti come Quentin Tarantino, cresciuto a pane e VHS, il cinema per Wes Craven era una chimera, poiché i suoi genitori gli avevano impartito una rigida educazione, e il cinema non era contemplato tra i passatempi del giovane Wes.
Era infatti destinato a una carriera accademica - laurea in filosofia alla prestigiosa Johns Hopkins - e per un periodo insegnò materie umanistiche. Per una questione puramente didattica decise di produrre un film insieme ai suoi studenti e da lì la folgorazione, e finalmente il cinema incontrò Wes Craven. 
Lasciato un lavoro sicuro, Wes Craven partì per New York in cerca di fortuna, entrando nel mondo del cinema facendo la gavetta, un modo per mettere un piede nella macchina dei sogni.
Esordì nel 1972 con L'ultima casa a sinistra ispirandosi a La fontana della vergine di Ingmar Bergman, ma in chiave sanguinaria e cininca, dove la giovane Mari finisce per essere torturata e uccisa da un gruppo di psicopatici, ma finirinanno loro stessi vittime della sanguinaria vendetta dei genitori di lei.
Nel 1977 prese una famiglila in vacanza mettendola in mezzo a un gruppo di zombie contaminati dalle radiazioni nucleari ne Le colline hanno gli occhi.
Sono gli anni Ottanta che fecero scoprire il suo grande talento creando l'incubo di adolescenti e piccini con Freddy Kruger, assassinio seriale e infanticida, ucciso dai suoi concittadini per ottenere una somma giustizia. Freddy ritorna però in vita nei sogni degli adolescenti, uccidendoli nei sogni: Nightmare è un cult movie che ha ispirato 5 seguiti, ma Craven perse la paternità del progetto, riuscendo a riprendersi Freddy e la sua 'vittima' Nancy/Heater Lagerkamp nel sesto capitolo delle saga.
Negli anni Novanta era tornato a terrorizzare il vicinato con Scream (1996), creando l'eroina Sidney Prescott, con un trhiller/horror con rimandi cinefili, dove solo le vergini si possono salvare dalla furia omicida di Ghostface, versione omicida dell'urlo di Munch.
Merito di Craven fu anche il modo di sovvertire il ruolo della scream queen, dove la ragazza di turno è la classica vittima sacrificale, trasformandola in una eroina (suo malgrado) che sa come difendersi, se non l'unica nel contrastare il nemico: Nancy, Sidney, Lisa (protagonista di Red Eye) sono le nuove eroine alle prese con entità malvage/criminali, nate da una costola di Laurie Stroode, la prima scream queen tornata in auge negli anni Settanta nei film dell'orrore. Donne apparentemente fragili, ma che nelle mani di Craven diventano donne forti in grado di lottare contro i propri demoni.
Come fa Sidney, che torna a Woodsboro per riprendere i conti in sospeso con la città dei suoi incubi in Scream 4.
Nel 1995 Craven fece un omaggio alla Blaxploitation e al suo Blacula con Vampiro a Brookyn horror/comedy, dove Eddie Murphy interpreta il vampiro Max, in cerca della detective Rita per farla diventare la sua compagna (vampira).
Cambio di genere nel 1999 con La musica nel cuore con Meryl Streep (candidata agli Oscar), incentrata sulla vita di Roberta Guaspari, una donna divorziata che insegna in una scuola violino in uno dei quartieri più disagiati di New York, arrivando a organizzare un concerto al Carnegie Hall con i suoi studenti per finanziare la scuola in difficoltà economiche. Insieme all'episodio di Paris Je T'Aime, questo rappresenta uno delle rare incursioni nel cinema drammatico, ma il richiamo al genere horror è troppo forte, così nel 2003 torna con il terzo capitolo di Scream.
Craven successivamente non ebbe un grande successo con Cursed (2003) e Red Eye (2005) e così fece di Scream un capitolo in più, facendone di fatto una quadrilogia nel suo ultimo film diretto nel 2011.
Per un periodo Craven si concentrò sulla produzione, dando il benestare per un remake di Le colline hanno gli occhi e per produrre il telefilm tratto da Scream.
il 31 agosto del 2015 Wes Craven viene a mancare a 76 dopo aver perso la battaglia contro il cancro.
Craven ha dato un contributo al cinema dell'orrore elevandolo dal puro stile slasher a un livello superiore, con citazioni cinematografiche, di arte e scavando nell'inconscio della psiche umana, trovando nell'orinicità la materializzazione delle paure degli esseri umani.

mercoledì 15 febbraio 2017

RECENSIONE: Christine




Titolo: Christine
Id.; 2016
Cast: Rebecca Hall, Michael C. Hall, Tracy Letts.
Sceneggiatura: Craig Shilowich.
Regia: Antonio Campos.
Durata: 115'



La giornalista televisiva Christine Chubbuck è famosa per essersi uccisa il 15 luglio del 1974, durante un servizio del telegiornale scritto appositamente da lei. 
43 anni dopo la figura di Christine Chubbuck rimane ancora controversa, e il suo gesto estremo è stato analizzato nel mockumentary Kate Plays Christine e nel biopic Christine, diretto da Antonio Campos.
In realtà Christine Chubbuck non era neanche una neofita, perché 4 anni prima il drammaturgo e scrittore Yukio Mishima aveva fatto seppuku in una diretta televisiva in Giappone.
Se Mishima si tolse la vita perché non si riconosceva più nel Giappone per lui divenuto privo di valori, il gesto di Christine Chubbuck può essere interpretato come l'estremo grido contro l'imbarbarimento dell'uso dei media, dando in pasto sé stessa nella fossa dei leoni affamati  di 'sangue e budella' (prassi tutt'ora sopravvissuta nella versione soft della 'TV del dolore'), dove si tentava in ogni modo di oltrepassare il limite della decenza per qualche ascolto in più.
Christine cercava di rimanere fedele alla sua etica professionale, cercando la notizia giusta per uscire dallo squallore di reportage insulsi e inutili, scontrandosi con il suo capo Michael (Tracy Letts), interessato a svegliare l'audience e far salire gli ascolti, perché ci vogliono storie succulente e gustose per destare interesse nell'utente annoiato.
Christine però è una testa dura, vuole emergere a modo suo al punto da prendere una radio della polizia e ascoltare le chiamate in modo da poter essere 'sul pezzo', facendo di lei una reporter d'assalto ante litteram, cercando di emergere in un mondo, quello dell'informazione, prettamente maschile. Mondo alla quale Christine è spaventata, perché se dal punto di vista lavorativo è feroce come una leonessa, nella vita privata è una ragazzina intrappolata nel corpo di una 29enne. 
Infatti vive ancora con la madre (anche se è lei che paga l'affitto della casa materna) e la sua stanza sembra quella di una sedicenne, con il giradischi in una valigia con l'arcobaleno, il poster dei The Carpenters, e soprattutto il rapporto con la madre è complicato, dove lei si comporta come un'adolescente che non accetta il suo nuovo compagno e spesso e volentieri preferisce chiudersi in camera sua evitando di discutere.
Christine è una donna che combatte le sue nevrosi e la sua depressione, combatte la sua immaturità affettiva facendo volontariato (dove attraverso le marionette riesce a esprimere il suo stato d'animo e le sue frustrazioni),  provando interesse per il suo collega (Michael C. Hall) che si interessa a lei più per aiutarla a superare la sua depressione che per corteggiarla, anche se non l'aiuterà per una promozione.
Christine è tanto debole nel campo affettivo quanto forte nel campo lavorativo, dove si ossessiona nel perfezionarsi (si guarda alla moviola per migliorare la postura, improvvisa fittizie interviste a Richard Nixon per migliorare la sua professionalità) e cerca di non farsi sopraffare dalla frustrazione di inutili reportage sulle fragole dove a stento finge entusiasmo, arrivando quasi a impostare un tono freddo, quasi da automa per nascondere il disgusto che prova nel dover fare servizi finti come i fiori di plastica che adornano la sua postazione. 
Christine non ci sta e prova a dare un taglio diverso, cerca di mostrare il lato umano di un uomo che si è appena salvato da un incendio, mentre al suo capo interessa la casa in fiamme.
'Sangue e budella' sono il nuovo trend bellezza, o ti adegui, o ti vedi surclassare dai tuoi colleghi, che avanzano di carriera.
Sconfitta, Christine Chubbuck getta la spugna e scrive il suo ultimo servizio, accontentando il suo capo che voleva servizi più succosi.
Sarasota, 15 luglio 1974. 
Bene, ora, in ottemperanza alla politica della WZRB che impone di raccontare nel modo più immediato e completo gli episodi più estremi di violenza locale, TV 30 trasmette ciò che crediamo sia ancora una cosa inedita per la televisione. In vividi colori, il reportage esclusivo di un tentato suicidio.
E con queste parole si congeda Christine Chubbuck, la reporter che decise di togliersi la vita in diretta sparandosi un colpo alla nuca durante il telegiornale della sera.
Il regista Antonio Campos dirige un biopic (anche troppo) tradizionale, dove gli eventi vengono raccontati in maniera cronologica e fedele per far entrare lentamente lo spettatore in empatia con una persona di per sé impenetrabile, una bomba a mano che tiene stretta la sicura per poi decidere di farla esplodere all'improvviso. E che botto. Perché se non ci sono spoiler e si sa come va a finire, si ha nel momento del climax un'ansia, grazie anche alla bravura di Rebecca Hall nell'immergersi in quella donna che voleva solo combattere i propri demoni personali, cercando nel suo lavoro un'ancora di salvezza che non la facesse andare giù negli abissi della depressione.
Paradossalmente, in un mondo dove la morbosità voyeuristica arriva a livelli bulimici, costantemente alimentata dai social network, il suicidio di Christine Chubbuck è introvabile. 

Voto: 7 +



martedì 14 febbraio 2017

BUON SAN VALENTINO DA DIRECTOR'S CULT

Director's cult augura a tutti buon S. Valentino, con alcune delle più belle scene romantiche della storia del cinema.



Cappello a Cilindro (1935) 



Casablanca (1942)



Da qui all'eternità (1953)


 Colazione da Tiffany (1961)


Manhattan (1979)
         
                                         
 Harry ti presento Sally


Titanic (1997)


        Moulin Rouge! (2001)



Le pagine della nostra vita (2004) 



La La Land (2016)

Plus....


Nuovo Cinema Paradiso (1988)

domenica 12 febbraio 2017

IL CIRCOLO DI CUCITO: George Clooney diventerà papà



George Clooney e Amal Alamuddin diventeranno genitori a giugno. Questo è il rumours che circola insistentemente in questo periodo, e a quanto pare anche Matt Damon ha confermato la notizia, ma ha tenuto nascosto il segreto per almeno un mese. 
A quanto pare la star di Gravity, un tempo refrattario al matrimonio e alla paternità avrà due gemelli (un maschio e una femmina, ma il mondo gossip si sa che tende un po' a ingigantire le news) e il lieto evento dovrebbe essere per giugno.
La notizia pare sia stata confermata anche da Julie Chen, conduttrice del talk show The Talk, che ha annunciato la lieta novella in diretta TV. 
I sospetti di una presunta gravidanza circolano già da un mese, quando Amal Alamuddin si era presentata con il marito a un evento Netflix e indossava un cappotto largo, come se dovesse nascondere un pancino sospetto. A quanto pare George avrebbe confidato la notizia al suo miglior amico Matt Damon, solo che lui per scaramanzia gli aveva consigliato di non dire nulla fino alla 12esima settimana.
Se è vero come la gravidanza della modella e attrice Rose Huntington -Whitley (Mad Max:Fury Road), compagna di Jason Stratham (Fast and Furious 7), che ha mostrato il suo pancione indossando un bikini in una foto postata su istagram;  o come Beyoncé (Dreamgirls) che ha annunciato di aspettare due gemelli, tanti auguri ai futuri genitori! Se è invece come le mille gravidanze di Jennifer Aniston, poco importa, George Clooney e Amal Alamuddin sono una bella coppia e il loro matrimonio, celebratosi nel 2014 sta andando a gonfie vele,alla faccia del gossip. Nella speranza che non diventino i nuovi Brangelina.

mercoledì 8 febbraio 2017

NEWS: E' nata la stella di Lady Gaga



Lady Gaga e Bradley Cooper sono una strana coppia. Al cinema. Bradley Cooper infatti interpreterà e dirigerà  il remake (l'ennesimo) di E' nata una stella, alla sua quarta versione dopo quella originale del 1937 diretto da William Wellman, con Janet Gaynor e Frederic March, un primo remake del 1954 con Judy Garland e James Mason (regia di George Cuckor) e l'ultima negli anni Settanta (1976) con Barbra Streisand e Kris Kristofferson. 
L'ultima versione vedrà Stefani Germanotta, in arte Lady Gaga nei panni di Esther Blodgett, ragazza di provincia in cerca di fortuna a Hollywood, che faticherà non poco per avere un posticino della mecca dorata del cinea. 
Un girono Esther incontra il famoso attore Norman Maine (che sarà intrepretato da Bradley Cooper), e scocca la scintilla. Sotto la guida di Maine, Esther cambierà nome in Vicki Lester e comincerà la scalata al successo proprio con un film interpretato da entrambi. Vicki e Norman si sposeranno, ma quando lei diventerà una stella, Norman farà fatica ad accettare il suo declino e soprattutto il successo di Vicki, finendo nella spirale dell'alcoolismo. 
Se la versione di Cuckor era un musical dove si mostravano le grandi doti canore di Judy Garland, e la versione anni Settanta era più rock - Esther e John/Norman sono due cantanti, lui alcoolizzato e in declino che incontra Esther in un club e lancia la sua carriera, rimanendo comunque vittima dei suoi demoni per via della gelosia che nutre per il successo della moglie - chissà come sarà questa nuova versione e soprattutto chissà come se la caverà Cooper nei panni del regista. 
Dopo il no di Beyoncé (che ha all'attivo qualche partecipazione cinematografica tra cui Dream Girls),  la scelta di Miss Germanotta non è così sconclusionata: infatti Lady Gaga ha dimostrato non solo di essere una brava cantante (che può piacere o meno) e di essere un animale da palcoscenico (vedi l'ultima esibizione al Super Bowl), ma anche dimostrato di saper recitare, vincendo un Golden Globe per la serie American Horror Story: Hotel.
Le riprese dovrebbero iniziare nel 2018 e Ray Liotta è in trattative per unirsi al cast. 
Che sia nata la stella di Lady Gaga?