domenica 3 gennaio 2010




Moon
Gran Bretagna, 2009.
Regia: Duncan Jones
Cast: Sam Rockwell, Kevin Spacey (voce, nella versione originale), Dominique McElligott
Soggetto: Duncan Jones
Sceneggiatura: Nathan Parker
Produzione: Liberty Films
Distribuzione: Sony Pictures
Durata: 97'

La problematica dell'energia sulla Terra è risolta dalla Lunar, azienda che produce energia sfruttando la roccia lunare, nuova fonte energetica pulita e non dannosa. Sam Bell (Sam Rockwell) è un astronauta che si occupa del funzionamento dei macchinari che raccolgono il materiale sul lato oscuro della Luna e le sue uniche fonti di compagnia sono le piante, il plastico che riproduce la sua città e Gerty 3000, robot che ha la funzione di assistente tuttofare. Dopo tre anni di permanenza,gli rimengono tre settimane per far ritorno sulla Terra e riabbracciare sua moglie Tess (Dominique McElligott) e la piccola Eve. Il sogno del cosmonauta viene interrotto due settimane prima a causa di un incidente: in preda ad una allucinazione si schianta e finisce sotto una frana. Tornato alla base tenta di capire le cause dell'incidente e nonostante l'impedimento di Gerty, scopre che nella navicella c'è un altro... Sam Bell. L'astronauta scopre una rete di inganni e cercherà di risolvere l'enigma nascosto nel suo io. Chi è il clone e chi è il vero Sam? Cosa nasconde la Lunar?
Moon segna l'esordio di Duncan Jones e dimostra che privandosi dell'ausilio degli effetti speciali. con pochi soldi e tante idee, si può confezionare una pellicola innovativa che segna un ritorno alle atmosfere della fantascienza sci fi anni '50/60. Il regista mescola sapientemente le tematiche di 2001: odissea nello spazio, regalandoci un nuovo Hal 2000, l'essenzialità della scenografia dell'ambientazione lunare, la svolta del protagonista che decide di riprendersi le redini del proprio destino ricorda THX 1138 di George Lucas;l'io e il suo doppio, realtà o finzione riecheggia Blade Runner e lo straniamento quasi alieno del protagonista è come un omaggio al padre David Bowie che sempre nel 1969 esordì con l'album Space Oddity e creò Ziggy Stardust, il suo alter ego venuto da Marte.
Il regista non si limita a copiare le opere che l'hanno ispirato, ma le rielabora e le trasferisce allo stato attuale. Jones pone un'attenta analisi su una società che sta devastando il suo ambiente e non sa come riparare ai danni inflitti sulla natura. Offre una sorta di soluzione trovando una risorsa miracolosa nella Luna e con essa apre il film in un sogno utopistico sulla Terra che non patisce più la siccità, la desertificazione, l'inquinamento. Altra tematica importante è la solitudine dell'essere umano, elemento tanto caro alla fantascienza e delineata nei romanzi di Philip Dick. La società di oggi si sta inesorabilmente impoverendo dal punto di vista della comunicazione e dei sentimenti e ci si affida sempre di più alla tecnologia: i social network ormai hanno sostituito i rapporti interpersonali. L'unico amico di Sam Bell è una macchina "umanizzata" a partire dal suo nome, Gerty, si esprime con le "faccine" che ricordano tanto gli emoticon utilizzati nei messaggi di testo del cellulare. Gerty è quasi paterno con il cosmonauta, la sua unica priorità è di proteggerlo da se stesso, dal suo doppio che reclama la sua necessità di individualismo, la sua persona e la sua libertà. Ottima prova di Sam Rockwell che ci regala un "one man show" e riesce brillantemente a "reggere sulle proprie spalle" l'intero film. Le musiche di Clint Mansell conferiscono la giusta dose di suspence, sottolineando abilmente i momenti di tensione. Una piccola pecca sul finale non rovina comunque questo inizio promettente: Moon è un ottimo esordio che farà apprezzare il genere fantascientifico anche ai poco affezionati e segna una carriera brillante per questo figlio d'arte. Buon sangue non mente e speriamo che mantenga sua originalità nelle opere che verranno.

Voto: 8

A.M.


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