giovedì 13 aprile 2017

RECENSIONE: Revolutionary Road


Il fascino indiscreto di una recensione retrò



Titolo: Revolutionary Road
Id, USA, UK 2008
Cast: Kate Winslet, Leonardo DiCaprio, Michael Shannon, Katie Bates.
Sceneggiatura: Justin Haythe
Regia: Sam Mendes

Durata: 119'

Frank (Leonardo DiCaprio) ed April Wheeler (Kate Winslet) sono una coppia perfetta: giovani, belli, due splendidi bambini, hanno una casa sul curato viale di Revolutionary Road, nella periferia di New York.
Non è tutto oro quel che luccica: Frank si concede delle scappatelle con una collega a lavoro, ma è April che mal sopporta la sua condizione di desperate housewife e sogna Parigi.
Parigi è la soluzione a tutto. Ma April rimance incinta e i loro sogni andranno in frantumi.
Prima di Betty Draper - la moglie frustrata del Mad Men Don Draper - c'era April Wheeler. Entrambe donne che sognavano una carriera nel mondo dello spettacolo - Betty era modella, April sognava di diventare un'attrice, hanno dovuto mettere via nel cassetto i propri sogni e aspirazioni, per diventare madri e mogli perfette. Ma una volta tolta la maschera della perfezione si evince un crogiuolo di rimpianti, risentimenti, rinfacciate e nevrosi - facendo incrinare l'immagine quasi salvifica della madre e moglie modello.
Revolutionary Road è il sogno americano che si spezza. E Sam Mendes dopo aver impietosamente criticato la famiglia americana con American Beauty, rincara la dose prendendo l’omonimo romanzo di Richard Yates - materiale perfetto per tracciare un DNA ‘corrotto’ nelle radici che ha portato la famiglia americana contemporanea allo sfascio. Mendes crea un solido dramma che ha un’impronta teatrale e si affida a due grandi prove attoriali di Kate Winslet (all’epoca moglie di Mendes) e Leonardo DiCaprio.
Dietro la bellissima facciata della casa in Revolutionary Road - effimero frutto dell'American way of life che scopre il benessere, vi è una sorta di prigione dorata per questa giovane coppia che ha tutto dalla vita, ma in realtà entrambi soffrono frustrazioni e malesseri dalla quale fuggire.
La casa diventa il luogo in cui vomitarsi in faccia le frustrazioni, la rabbia, le incomprensioni.
Come un uccellino in gabbia, April vorrebbe volare via e iniziare una nuova vita con Frank e i bambini.
Parigi è la risposta: via da questa routine, via dalla noia. April la 'primordiale' femminista ante litteram può prendere in mano la sua vita e reinventarsi al di là di colazioni, pranzi, bambini da mettere a letto, e cene squisite con i vicini. Via dalla noia, via da una vita fatta di insoddisfazioni, insoddisfazioni che attanagliano anche Frank - odia il suo lavoro e il fatto di essere diventato una pallida copia del padre, e manifesta il suo risentimento verso la vita coniugale asfittica tradendo April. La tradisce per far valere la sua virile figura di uomo in una società dove si fa fatica a tenere a bada la propria moglie dietro i fornelli. Frank non riesce a tenere ferma April, le sfugge di continuo: April cerca disperatamente di diventare un’attrice, ma fallisce. cerca disperatamente di fuggire, ma fallisce. Cerca di essere felice, ma fallisce. Perché rimane incinta.
Una terza gravidanza inaspettata e non voluta. April vuole abortire. Lei non vuole diventare madre di nuovo. Non vuole annegare in una spirale di pannolini, pappe e notti insonni. Non sono questi i progetti di April. Ha già rispettato le regole diventando madre di due bellissimi bambini e ha sopperito come meglio poteva il ruolo di moglie e casalinga devota.
Ma adesso April vuole qualcosa per sé. E Parigi è un modo per sfuggire da quella morsa.
Ma Frank non capisce. Frank non vuole perdere la propria mascolinità e vuole che tutto rientri nei giusti binari. Frank non capisce la modernità (e le conseguenti nevrosi) di April. Solo John, il figlio dei vicini (Michael Shannon) - geniale matematico vittima di un esaurimento nervoso,  ha capito che la famiglia Wheeler non è così perfetta, vedendo quella crepa impercettibile che finirà per diventare una voragine.
Come il Fool di Re Lear, John capisce il malessere che infetta la splendida casa di Revolutionary Road, e non ha paura di dire la verità e di svelare l’ipocrisia che si nasconde dietro quella famiglia che tutti ammirano. Verità che brucia e che fa aprire gli occhi ad April, che decide di prendere in mano il proprio destino, contro il volere di Frank. Ma l’America non è ancora pronta per donne così moderne, e April viene punita.
La casa di Revolutionary Road era abitata da una splendida famiglia, devastata da una tragedia. I vicini dicono così, la realtà è diversa, e solo le pareti di quella casa cosa è realmente successo. Fuori tutto è perfetto, perché l’America è perfetta. Il perbenismo trionfa. Ancora per poco.


Voto: 8

8 commenti:

  1. Film meraviglioso, ma è tra quelli che non rivedrò mai più.
    Mi ha proprio bucato lo stomaco.
    Ed è un paradosso, sì, dato che ho preso da poco il romanzo di Yates. Ah, il masochismo!

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    1. Bellissimo il libro, l'ho letto un paio di anni fa e non per spoilerare, ma buca altrettanto lo stomaco! La Winslet è strepitosa e meritava l'Oscar (insieme a Michael Shannon, sorry Leo!), ma l'ha preso per The Reader, c'est la vie!

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    2. Concordo, ma qui ho adorato anche Leo, che di solito non mi piace granché. Lo trovo molto scolastico, non saprei. In Revolutionary Road, con quei vestiti che gli stanno un po' larghi e l'aspetto da bambino, mentre la Winslet è sempre sembrata più grande dell'età che ha, è perfetto. Mi ricordo molto, molto bene la litigata dei due.

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    3. La Winslet se lo mangia a Lìo, però sono entrambi bravi! ;-)

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  2. il film non è male, però ti consiglio di vedere scene da un matrimonio di Ingmar Bergman, che è un capolavoro ^_^

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    1. Bergman è insuperabile! Invece ti consiglio di leggere il libro che è veramente bello!

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  3. Eh sì, davvero un bel film, soprattutto per i due straordinari attori e gli altri ovviamente ;)

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    1. La Winslet meritava l'Oscar e il film è uno splendido ritratto della crisi dell'American Way of Life!

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