Il regista francese Claude Chabrol, è morto ieri all'età di 80 anni. Cineasta prolifico e dissacrante, critico nei confronti della società borghese. Critico cinematografico per il Chaiers du Cinéma, debuttò nel 1958 con la pellicola Le Beau Serge. Tra le pellicole più note: Sthephane, una moglie infedele (1969), Un affare di donne (1988) Grazie per la cioccolata (2000), Il fiore del male (2003). Appassionato del cinema di Alfred Hitchcock, scrisse insieme a Eric Romher un trattato sul grande cineasta inglese. Il suo ultimo film fu L'innocenza del peccato (2007). Il cinema perde un altro esponente della Nouvelle Vague.
Somewhere di Sofia Coppola è il vincitore del Leone d'Oro della 67esima edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. La giuria presieduta dal regista americano Quentin Tarantino, ha decretato all'unanimità la pellicola della cineasta di newyorchese. Contestato dal pubblico, il regista di Pulp Fiction non ha smentito la sua vena provocatoria e ha risposto con un gestaccio alle critiche. Il Leone d'argento è andato invece al regista Alex De La Iglesias, con la sua Balata Triste de Trompeta. Miglior attore è Vincent Gallo, con Essential Killing, di Jerzi Skolomosky. Miglior attrice è Ariane Labed, interprete di Attemberg. Black Swan di Darren Aronosfky si è dovuto accontentare del premio come migliore promessa a Mila Kunis.
I premi:
Leone d’oro al miglior film: Somewhere di Sofia Coppola (USA) Leone d’argento per la miglior regia: Álex De La Iglesia per Balata triste de trompeta (Spagna) Premio Speciale della Giuria: Essential Killing di Jerzy Skolimowski (Polonia) Coppa Volpi al Miglior Attore: Vincent Gallo in Essential Killing (Polonia) Coppa Volpi alla Miglior Attrice: Ariane Labed in Attenberg (Grecia) Premio speciale per l’insieme dell’opera: Monte Hellman per Road to Nowhere (USA) Premio Marcello Mastroianni alla miglior attrice emergente: Milan Kunis in Black Swan (USA) Osella per la miglior sceneggiatura: Álex De La Iglesia per Balata triste de trompeta (Spagna) Osella per il miglior contributo tecnico: Mikhail Krichman per la fotografia di Ovskyanki (Russia) Leone del Futuro – Premio Luigi De Laurentiis alla miglior opera prima: Cogunluk di Seren Yüce Premio Controcampo italiano: 20 sigarette di Aureliano Amadei (Italia) Premio Orizzonti: Verano de Goliat di Nicolás Pereda (Messico – Canada) Premio Speciale della giuria Orizzonti: The Forgotten Place di Noel Burch & Allan Sekula (Olanda – Austria)
Regista: (2010) Somewhere (2006) Marie Antoinette (2003) Lost in translation - 'amore tradotto (1999) Il giardino delle vergini suicide (1998) Lick the Star
Attrice: (2001) CQ - La padrona di Enzo's (1999) Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma - Saché (1992) Inside Monkey Zetterland - Cindy (1990) Il Padrino parte III - Mary Corleone (1987) Anna - Noodle (1986) Peggy Sue si è sposata - Nancy Kelcher (1984) Frankenweenie - Anne Chambers (1984) The Cotton Club - Ragazza nella strada (1983) Rusty il selvaggio - Sorella di Patty (1983) I ragazzi della 56a strada - Bambina (1974) Il Padrino parte II - (Non accreditata) (1972) Il Padrino - Michael Francis Rizzi (non accreditata)
Sceneggiatrice: (2003) Lost in translation - L'amore tradotto (2003) Platinum (serie tv) (1999) Il giardino delle vergini suicide (1998) Lick the Star (1989) New york stories - storie di New York (episodio "Life without Zoe")
Titolo: Amore a mille... Miglia Titolo originale: Going the Distance USA, 2010 Cast: Drew Barrymore, Justin Long, Christina Applegate, Jason Sudeikis, Charlie Day, Ron Livingston Sceneggiatura: Geoff La Tulipe Durata: 100' Regia: Nanette Burnstein
Erin (Drew Barrymore) ha 32 anni e dopo il fallimento di una storia d'amore, decide di riprendere gli studi e diventare una giornalista, lavorando come stagista presso una testata di New York.
Garrett (Justin Long) lavora in una casa discografica ed è stato lasciato dalla sua ragazza. Complice una giornata da dimenticare al giornale per Erin, e la voglia di stare meglio insieme a suoi amici Box (Jason Sudeikis) e Dan (Charlie Day) per Garrett, i due si incontrano, o meglio si scontrano, finendo per passare insieme la serata.
Quella che doveva essere un'avventura si trasforma in una relazione, ma il destino è in agguato: Erin deve ritornare a San Francisco una volta terminato il praticantato e ha solo sei settimane per passare del tempo con Garrett. Così decidono di avere una relazione a distanza...
Amore a mille... Miglia è il primo lungometraggio della documentarista Nanette Burnstein e crea una commedia romantica cercando di evitare di rimanere intrappolata dai soliti cliché che il genere impone. E lo fa puntando su un taglio documentaristico: Erin e Garrett vengono “seguiti” durante le giornate sulla spiaggia, in barca con gli amici, giorno per giorno.
Entrambi hanno dei mestieri cool, ma non vivono una vita patinata e privilegiata che di solito si vede in tante pellicole tipo Come farsi lasciare in dieci giorni: per la prima volta viene mostrata la difficoltà di trovare un impiego, il desiderio di indipendenza, la frustrazione derivata da lavori temporanei, la crisi del lavoro, la mancanza di soldi per poter viaggiare e la volontà di vivere una storia d'amore nonostante la presenza di innumerevoli ostacoli.
Il personaggio di Erin sogna di vivere a New York, ma è costretta a vivere dalla sorella Corinne (Christina Applegate), casalinga nevrastenica e fissata con la pulizia; è testarda, disinibita, con un linguaggio da camionista (esilarante la scena in cui ubriaca, insulta un ragazzo palestrato e lo invita a vedere insieme Trasformers…).
Garrett invece è un ragazzo un po’ immaturo, tendente al melenso, che non ha il coraggio di cambiare la sua vita e vive insieme allo svitato Dan, che ha la politica di tenere la porta del bagno aperta (sue sono le scene più demenziali, dalle intrusioni tra Erin e Garrett a suon di musica e commenti, al travestimento di Charlie Chaplin dove finisce per assomigliare a Hitler per via del taglio di baffi maldestro).
La prima parte del film è scoppientante da sembrare una sophisticated comedy politically incorrect, fatte di scambi di battute al vetriolo e dialoghi brillanti, dove i momenti esilaranti non mancano (come la scena in cui Erin e Garrett vengono sorpresi a fare l’amore sul tavolo da Corinne e dal marito che assiste la scena mentre mangia di nascosto).
La seconda parte finisce ovviamente per virare nel romanticismo e seppur con qualche tempo morto,affronta le problematiche legate alla distanza e alle difficoltà di coniugare il lavoro con l’amore. Bravi gli interpreti, soprattutto Charlie Day e Christina Applegate.
Buona la musica, con la band The Box Rebellion. Amore a mille…Miglia è una commedia romantica gradevole, divertente e leggera, dove le risate non mancano.
Somewhere Cast: Stephen Dorff, Elle Fanning, Karissa Shannon Regia: Sofia Coppola
Johnny è un attore che vive in modo sregolato e risiede allo Chateau Marmont. La sua esistenza fatta di feste, belle donne e corse in Ferrari viene radicalmente cambiata con l'arrivo di sua figlia Cleo...
Amore a mille... Miglia Cast: Drew Barrymore, Justin Long, Christina Applegate Regia: Nanette Burnstein
Erin e Garrett si conoscono in un bar di New York, si piacciono, escono e quella che doveva essere un'avventura si trasforma in una relazione. La situazione si complica quando Erin termina il suo stage come giornalista nella grande mela ed è costretta a far ritorno a San Francisco. Tentano così una relazione a distanza...
Karate Kid - la leggenda continua Cast: Jackie Chan, Jaden Smith Regia: Harald Zwart
Dre Parker è un ragazzino che da Detroit si trasferisce in Cina con la famiglia. Vittima del bullismo, si affida agli insegnamenti mr. Han, che lo inizia alle arti marziali...
Miral è una giovane palestinese che vive in un orfanotrofio-collegio fondato da Hind Husseini, in Israele. Dopo che sua zia ha compiuto un attentato, suo padre cambia il cognome di Miral e la allontana dalla famiglia, affinché non rimanga segnata da questo grave episodio. Nel collegio la giovane abbraccerà la causa palestinese...
Clive Nicoli (Adrien Brody) ed Elsa Kast (Sarah Polley) sono due scienziati al servizio di una casa farmaceutica. Coppia nel lavoro ma anche nella vita privata, lavorano nel laboratorio NERD dove creano Fred e Ginger, animali/mutanti ibridi nati per poter estrarre proteine in modo da poter sconfiggere malattie genetiche e forme di tumori.
I due scienziati vorrebbero andare oltre con i loro esperimenti, ma sono frenati dai capi dell'azienda che premono affinché la loro scoperta venga messa sul mercato e frutti profitti. I due geni della biochimica non si arrendono ed Elsa prende l'iniziativa creando un feto animale incrociato con il DNA umano: nasce DREN (Delphine Chanéac), un essere mutante. L'esperimento, che doveva essere tale, sfugge di mano, e finisce per sconvolgere la vita (lavorativa, ma anche personale) di Clive ed Elsa... Splice, l'ultimo film del canadese Vincenzo Natali, dodici anni dopo il suo debutto con The Cube, torna con una storia che rispolvera l'ormai classico connubio tra scienza ed etica che porta alla fatidica domanda: fino che punto è giusto violare la natura per perseguire fini pur sempre nobili?
Il film parte con toni inquietanti, a cominciare dai titoli di testa cupi e contorti, per poi aprire con una soggettiva da parte di Fred, il mutante dalla forma vagamente fallica. Fin da subito grazie ad una fotografia sgranata dai toni dark, Natali offre una concezione visiva affascinante dal punto di vista estetico (niente male per un genere che di solito tende ad abusare degli effetti speciali per creare effetti visivi di forte impatto). Fred e Ginger sono le creature di Clive ed Elsa, novelli Frankestein che, in nome della scienza, decidono di assurgere a sostituti di Dio e creare una nuova vita che va al di là della scoperta scientifica. La prima parte del film è incentrata sulla vita di Clive e della sua compagna, tra lunghe ore passate in laboratorio al ritmo "di musica fascistoide per ritardati" e vita privata fatta di progetti e voglia di formare una famiglia.
La voglia di sperimentare nuove forme di vita ha il sopravvento, e poiché (si dice) la tentazione è donna è Elsa a prendere l'iniziativa, è lei che vuole andare oltre la conoscenza per poi sempre spingersi oltre le leggi della natura. Così nasce DREN, metà umana e metà animale, essere che finisce per diventare una sorta di figlia per Elsa.
Infatti l'aspetto più interessante del film è la dimensione psicologica dei personaggi che non viene trascurata: Elsa ha avuto un'infanzia infelice e un pessimo rapporto con sua madre, e trasferisce la sua voglia di affetto e di riscatto nei confronti della genitrice diventando lei stessa una figura materna per DREN. Elsa è l'elemento più forte all'interno della coppia, finendo per trascinare con sé Clive, poco incline a opporsi al suo volere. DREN invece sembra una bimba diversa, spaurita che sogna solo la libertà e vorrebbe essere poi amata una volta divenuta adulta.
Questo elemento femminile che tende a dominare nel corso del film è interessante inserito nel genere fantascientifico, conferendo un aspetto originale alla trama. Purtroppo poi la storia comincia un po' a tirare il fiato, tende a scadere nel ridicolo (la scena erotica tra DREN e Clive scoperta da Elsa, suscita l'umorismo involontario) e allora si preferisce virare nel gore e in un finale da film horror qualunque.
Il finale del film comunque fa venire in mente il capolavoro di Cronenberg La Mosca, restituendo un minimo di inquietudine iniziale, ma è parecchio lontano dal mitico film interpretato da Jeff Goldblum.
Adrien Brody con il look da ragazzo "sfigato" cresciuto tende ad assumere un atteggiamento spaesato, mentre Sarah Polley nelle vesti della scienziata "pazza" regge bene il ruolo senza sembrare ridicola, ma è Delphine Chaneàc che ruba loro la scena, con la sua DREN, una ragazza imprigionata in un corpo mutante vulnerabile e dotata di fragilità.
Natali non è Cronemberg, ma confeziona un buon film di fantascienza che non annoia nonostante le sue pecche. Buona tecniva visiva, buona musica e una certa introspezione psicologica, fanno di Splice un prodotto per appassionati del genere, ma anche per i neofiti del genere.
Parte oggi il Festival d'Arte Cinematografica di Venezia. Direttore della giuria è Quentin Tarantino, madrina della kermesse è l'attrice italiana Isabella Ragonese (che, per l'occasione, vestirà Ferragamo). Per la prima volta il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato presente all'inaugurazione, dando un forte contributo a uno degli eventi culturali più importanti della penisola. Ad aprire il Festival è Black Swan di Darren Aronosfsky, con Natalie Portma, Barbara Hershe, Vincent Cassel e Mila Kunis. Nel pomeriggio verrà presentato in anteprima Machete di Robert Rodriguez, versione extended del fake trailer che apriva il film Planet Terror. Interpretato da Danny Trejo, nel cast figurano attori del calibro di Robert De Niro, Steven Seagal, Jessica Alba. Omaggio a Vittorio Gassman con il film Vittorio racconta Gassman, narrata da suo figlio Alessandro. Il regista iraniano Panahi, liberato dopo tre mesi di detenzione in un carcere iraniano, non ha ottenuto il passaporto dalle autorità iraniane e di conseguenza non ha potuto partecipare al Festival. Comunque il suo cortometraggio The accordition verrà presentato nel pomeriggio, seguito da un videomessaggio del regista.