giovedì 25 settembre 2014

RIFLESSIONI 2: Lettera aperta al critico cinematografico











Scoprire un blog, e scoprire che ha chiuso. 
http://strategieevolutive.wordpress.com/2014/09/21/0-10-x-450-x-356/#more-20825
E un invito a non mollare. Perché? Te lo spiego con questa lettera aperta al critico cinematografico.
Dopo la riflessione sul perché scrivere un blog e perché Director's cult esiste, ora mi soffermo su una delle motivazioni che hanno spinto Davide Mana a chiudere baracca e burattini, che io traduco così: perché sprecare il mio tempo a scrivere qualcosa di interessante e di qualità se la massa è attratta principalmente dalle minchiate, manco fosse una mosca sulla popò?
Ora, c'è critica e critica. C'è cinema e cinema. E soprattutto c'è pubblico e pubblico.
In un paese (l'Italia ndr.) in cui l'italiano è stato privato della cultura da più di 20 anni, è un miraggio trovare uno spazio culturale decente. Così si passa da un estremo all'altro: o ci si sollazza nell'ignoranza, o si scalpita per fare il "radical chic", entrando in una sorta di setta manco fossero i seguaci del mago Otelma.
Quindi i casi sono due: o hai il Cinematografo con Marzullo, o hai la botta di culo di imbatterti in questa perla qua:

"...E' forma sempiternamente in divenire, fin dall’età passibile di oscillazioni tra l’adolescenza sgualcita e la maturità dolentemente frustrata. Interprete come tramite, illustrazione carnale di drammi che si sfogano sulla superficie accogliente e levigata della sua pelle ed esplodono da un’altra parte..."

Ma che cazzo vuol dire???
Ora, non esistono lettori di serie A e lettori di serie B. Tu questo "messaggio" lo devi trasmettere a chiunque,  non solo a chi vuoi tu.
Io penso di avere un buon background culturale, la laurea cellò (e ciò non fa di me automaticamente una persona colta e intelligente, il sale in zucca l'avrei avuto lo stesso anche senza il tanto sudato e agognato pezzo di carta... Ma tant'è, ormai il danno di laurearmi l'ho fatto, che ve lo dico a fare), però tu, caro redattore non mi puoi scrivere questa diarrea intellettuale. Perché francamente io di una recensione (Lucy ndr.) così - ed era solo l'inizio - non mi serve neanche come rotolo di carta igienica.
Oggesù, manco fossi il Contini che sta scrivendo Un'idea di Dante... Ma mi faccia il piacere oh tu, speudo-intellettuale-da-4-soldi che non sei altro. 
Io, lettore medio(alto) leggo le prime parole di quello che tu cerchi di dirmi, e non le ho capite.
Idiota io che non comprendo, o coglione tu che le scrivi così?
Ora, cercando di non deluderti caro redattore, ho sprecato del tempo prezioso,  e di buona lena ho riletto pazientemente l'incipit di questa recensione (wtf?!?) 
E qua mi hai toppato alla grande, perché tu il lettore lo devi invogliare, non scoglionare. 
Ora, nella speranza che la gente distolga l'attenzione dal triangolo delle Bermuda composto da peti-zinne-culo, allora tu, sì dico proprio a te caro redattore che neanche hai firmato questo compendio di stronzate, devi scrivere qualcosa di interessante e (possibilmente) intelligente, ma che arrivi al cuore della "ggente", anche di quelli che hanno amato Massimo Boldi intento a sciare seduto sulla tazza del cesso  in un qualsiasi Vacanze di Natale (poi qualcuno se mi può gentilmente spiegare perché il personaggio di Boldi non ha usato gli sci, mi fa un grandissimo favore).
E ora ladies and gentlemen, la suppostona/postilla/simposio/chiamatela come cavolo vi pare.
Di quel poco che ricordo dell'esame di Estetica su Benjamin, il bello senza il brutto non può esistere. E io filosoficamente ci aggiungo che una cosa brutta può diventare bella. Come?
Così: Giovannona coscialunga è un film scollacciato e volgare, dove si vedono le tettone della Fenech.
Ora: Giovannona coscialunga è un film che rappresenta un punto di rottura con la censura del cinema italiano, chiedendo a gran voce il diritto di esprimere la libertà sessuale, dove la donna può finalmente sentirsi tale in modo naturale, ammiccando alla propria femminilità e sensualità.
Vedreste ancora questo film come un prodotto scollacciato e volgare? 
O se Quentin Tarantino non fosse stato un grande fan di Lino Banfi e di Barbara Bouchet, film come Cornetti alla crema sarebbero stati rivalutati, levandoli dall'onta di film di serie B?
E' buffo come sia facile manipolare la massa. Basta che il tuo idolo, o qualcuno di veramente  "autorevole" dica qualcosa-su-qualcosa che fino al giorno prima ti faceva semplicemente cacare, da  farti cambiare punto di vista. Ed è così che i mass media ci infinocchiano alla grande, oh yeah.
A me fa veramente incazzare chi guarda la "plebe" dall'alto del suo trespolo, scrivendo una marea di stronzate sognando di ricevere la corona l'alloro come il Petrarca, che ti sancisce critico laureato.
C'è background culturale alto e background culturale basso.
C'è chi fa la velina e guarda Teorema di Pasolini. Cos'è, non è autorizzata a guardare un film ermetico e affascinante solo perché fa i balletti in tivvù? Chi ci dice che chi ama il triangolo peti-tette-culo non abbia interessi intellettuali alti, che sfociano, che so, nella fisica quantistica? E soprattuto, chi ci dice che chi è un intellettuale da paura, non sia una grandissima testa di cazzo nella vita di tutti giorni?
E dobbiamo mandare al rogo chi legge il libro di Lapo Elkann, facendogli ingoiare pagine e pagine de I dolori del giovane Werther manco fosse la punizione divina estrapolata da Il cuoco,  il ladro, sua moglie e l'amante?  Meglio un libro "scritto" da Lapo Elkann, che non aver mai toccato una pagina prima d'ora. Non sarà Shakespeare, ma è sempre meglio di un dito in un occhio.
A volte una sana stronzata fa bene al cuore e al cervello, perché in una società malata di social network, workhaolic, stress e mille impegni, staccare la spina e in neuroni fa solo bene.  Io senza un filo di vergogna, ammetto candidamente che mi piace mettere a riposo il criceto che corre dentro la mia testa guardando Beautiful (a proposito, qualcuno mi linki la puntata in cui Ridge lo fanno cadere come un sacco di patate da un elicottero, vi preeegoooo). 
E quando il criceto è riposato e riprende a correre, allora mi posso sparare un bel film giapponese con i sottotitoli, che so, Viaggio a Tokyo di Yazuiro Ozu che mi piace assai.
Quindi cosa sono, scema e intelligente a seconda di come varia il tempo?
Io non sto scrivendo un simposio a favore dell'ignoranza e dell'incuria intellettuale di un paese agonizzante com' è l'Italia, ma sto cercando di farmi un quadro preciso di una società, quella italiana, che ha dimenticato di essere nata in una delle culle culturali più belle del mondo. E che si butta (via) alla grande sulla triade scorregge-seno-sedere. E magari sogna di sciare seduto su una tazza del cesso.
Ora, al di là dello sproloquio e del mio guilty pleasure, la gente mica la possiamo mandare in un campo di rieducazione (e già mi immagino una cura Ludovico dove vieni bombardato di Barbara D'urso - che è inqualificabile a prescindere - che vomita alla visione di Pomeriggio 5), o di provare a riportare la classe operaia (ma esiste ancora?) nei teatri come sognava Paolo Grassi con il suo Piccolo Teatro. 
Quindi caro critico cinematografico, caro blogger che ti occupi di cultura, tocca a te fare la prima mossa!!!
Come? Scrivendo innanzitutto con passione. Un linguaggio forbito ed elegante funziona, ma mettere paroloni che provengono dal Contini targato 1938 non fa di te uno scrittore intellettuale, fa di te un noioso e presuntuoso rompiballe.
Dove eravamo rimasti?
E ora, come un'ellissi, ritorno a rivolgermi all'autore di Strategie evolutive. Se da un lato coltivi la velleità (l'hai constatato tu stesso) di poter vivere si sola "arte" alla ricerca della qualità perduta, senza scendere a compromessi, ti chiedo di ripensarci. Non ti metti a 90° se scrivi su Lorem Ipsum e non su High Sierra, perché anche grandi come Francis Ford Coppola, David Cronemberg e Martin Scorsese hanno fatto "film alimentari" su commissione per portarsi a casa la pagnotta. Perché la qualità la puoi mettere anche in un argomento frivolo, cercando qualcosa di interessante che altri non hanno colto, facendo del tuo articolo qualcosa di unico, non mischiato con il ciarpame che intendi, che, appunto, può essere brutto per te, ma bello per altri. E non vanno condannati al disprezzo per questo. Così come tu non devi condannarti all'esilio.
E Director's cult che ci fa in questa riflessione?
Riguardo alla mia creatura, io non mando al rogo chi non caga il mio blog o legge le cacchiate che scrivo saltando a pié pari le perle intellettuali che ci infilo a tradimento. Non so come, ma 13000 persone impazziscono per la monografia su James McAvoy, 800 e passa impazzisce per un post su Dolce e Gabbana (ma non scrivi di cinema???) e magari 10 persone mi hanno apprezzato la recensione di un classico del cinema. Che faccio, devo maledirli perché non frega un cazzo di Ophuls, ma tutti adorano James che si tromba la Keira appoggiati sulla libreria in Atonement???
Ai posteri l'ardua sentenza.

22 commenti:

  1. Director, un post illuminato sul quale non potrei che non essere d'accordo.
    Se avessi letto prima di qui quella frasce che hai citato, sarei andato in cerca del responsabile con le bottiglie delle grandi occasioni alla mano. ;)

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    1. Grazie, mi fa piacere che condividi la stessa voglia di tirargli una marea di bottigliate! Il responsabile non si firma, chiamalo pirla ahahah! Roba da negargli il diritto di scrivere!

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  2. Se volevi te la portavo io la cassa di bottiglie, anche piene...quella cosa nun se po' legge' ...

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    1. Bottiglie sprecate, è meglio sguinzagliare i cani affamati! E che non ho pubblicato il resto, sennò altro che casse piene! XD

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  3. Hai ragione, senza alcun dubbio...ma chi cavolo l'ha scritta quella vaccata??

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    1. Eh, sapessi... E ne ho trovate altre di perle, da prendere per il culo a vita! La cosa buffa è che probabilmente chi scrive quelle vaccate è anche pagato per scriverle. Povera Italia!!!

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  4. Se non ho capito male il senso del post...un po' mi ci sono ritrovata.
    Anche a me (mea culpa) piacciono i film di "vacanze di Natale", ma conosco anche tutta la storia del cinema dall'epoca del muto e so apprezzare anche altri film. Mi piacciono le fiction tv ma non per questo mi reputo meno intelligente di chi vede solo programmi super culturali.
    Mi piacciono i romanzi rosa ma leggo anche un po' di tutto, mentre chi invece mi critica dandomi dell'ignorante per questo spesso non sa nemmeno cosa abbia scritto Dostoevskij. Personalmente poi, ritengo che molte cose spacciate per cultura in realtà siano pura e semplice fuffa.

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    1. Ma chi guarda Vacanze di Natale, non deve essere bannato come ignorante, io ho ammesso candidamente di guardare Beautiful, e c'è gente che mi darebbe fuoco per questo. Però come te, bisogna saper coniugare il basso con l'alto. E' giusto che esista una cultura "bassa", non tutti hanno avuto la fortuna di leggere e guardare dei classici, c'è svago e svago. E come dici tu, molte cose vengono spacciate per fuffa, soprattutto dai sedicenti intellettuali!

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  5. Posso dirti una cosa?
    Complimenti.
    Non entro nel merito della questione in sé perché non la conosco neppure (anche se ho toccato pure io l'argomento), ma la tua riflessione sullo scrivere in un determinato modo (troppo e inutilmente accademico?) mi ha sempre toccato.
    Non lo comprendo neppure io il motivo. Che poi c'è modo e modo per usare paroloni. Eco li usa e sa come usarli, altrimenti sembra un'inutile dimostrazione di qualcosa.

    Moz-

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    1. Grazie! Io odio la spocchia spacciata per cultura. Usare una terminologia che rasenta il desueto, è presuntuoso oltre che inconcludente. Un critico è una specie di PR, che deve saper pubblicizzare in maniera possibilmente costruttiva un film ed elogiarlo o massacrarlo se è necessario. Chi scrive così, è come uno che da fiato alla bocca dicendo una marea di stronzate, facendole passare per cose intelligenti. Insultando l'intelligenza della gente. Non si fa così...

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    2. Sì, sono d'accordo.
      Non ho mai sopportato i paroloni messi tanto per, perché si sgama lontano un miglio quando sono usati senza che la persona sia degna di poterlo fare.

      Moz-

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    3. E senza senso aggiungerei io! :-p

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  6. "...non esistono lettori di serie A e lettori di serie B..." Ti ci puoi scommettere le dita a dadi che esistono, ed in tutte le declinazioni complete di tre alfabeti.
    Vuoi una dimostrazione? (Fra l'altro,lupus in fabula, anche questo divertente (?) blog ha chiuso in questi giorni) http://stroncatore.tumblr.com/
    E' una raccolta di recensioni pescate su Anobii, Amzon ecc. sui più grandi capolavori assodati della letteratura....
    Altra cosa: l'autrice rea con-fessa di quello sproloquio cretino sulla Joansonn ha nome e cognome, in fondo al testo da cui hai estratto la citazione...Così, giusto se la vuoi andare ad insultare di persona.. :D

    E poi entriamo nel merito: innanzitutto trovo che i motivi effettivi scatenanti che hanno portato quello d Strategie Evolutive a paventare una chiusura siano per lomeno cretine ed infantili ma vabbè...Io scrivo per il piacere di farlo, e costruendo attentamente i contenuti delle mie recensioni con l'apposito scopo non di PR ma di Buttafuori, in fior di metafora da te utilizzata. Si: faccio selezione all'ingresso, proprio così. E non per snobbismo o radical chicchismo, tutt'altro.Ma per rispetto del linguaggio, della cultura e della fruizione consapevole del mezzo in generale. Da poco io ed il rpoprietario del blog che mi ospita, abbiamo proprio affrontato una discussione con altri due sul concetto di Lapo-Shakespeare, partendo proprio da una spericolata affermazione del genere: "Meglio un Moccia o un Volo che niente libri del tutto".

    Mi sono trovato per ben tre serate da solo a perorare la tesi del tutto opposta contro 4 agguerritissimi e preparati "avversari"...Sai come è andata a finire? Hanno trionfato due semplici argomentazioni 1) La letale e strisciante pericolosità dell'Atrofia Celebrale 2) L'esempio. "Esci, ti rechi in un multisala e danno Il Buono ,il Brutto e Il Cattivo e Step Up 4...Che fai?".... :D
    Da troppo tempo (ben più dei 20 anni cui accenni tu) si tratta il pubblico come un bambino di 4 anni con problemi di apprendimento, proteggendolo, carezzandolo, senza mai -SIA MAI!!- richiedere sforzi o concentrazione, o peggio ancora senza mai metterlo di fronte ai propri, superabilissimi, limiti culturali (per altro valicabili in un click, nell'era dell'informazione).
    Io sono sempre stato, per primo su me stesso, completamente a favore dell'opportunità di sentirsi un povero coglione ed avere quindi, per onestà intellettuale e curiositas, la possibilità di scovare e colmare nuve lacune ogni giorno. Non offrire lo stesso a chiunque entri i contatto con me è un'intollerabile atto di disprezzo e supponenza.

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  7. In realtà lo scopo del mio post era di fare una riflessione sul mestiere di critico in Italia nell'epoca 2.0, ma usando quell'esempio, sembra che l'abbia scritto per prendere per il culo tizio caio e sempronio, ma non è così.
    L'autrice reo-confessa non ha scritto la materia incriminata io non intendevo prendere per il culo nessuno, ma volevo ferocemente fare un j'accuse su un certo modo di scrivere elitario, escludendo volontariamente quel pubblico affetto da "atrofia cerebrale" che avrà il sacrosanto diritto di spararsi un libro di Lapo Elkann o Fabio Volo invece di Tolstoj o James.
    L'autrice la conosco e ha un bel blog dove mi piace quello che scrive, ma non è lei a salire sul banco degli imputati. Ma con un sistema, quello della critica italiana, che non funziona. Tra l'altro chi l'ha scelta per collaborare (a gratis?) non la valorizza nemmeno, dato che non ho avuto l'acume necessario per scovare al volo il suo nome a fine articolo. Io ho preso solo un esempio, neanche chi è l'autore del magazine è materia di accuse. Io mi scaglio contro un sistema di critica che non funziona, punto.
    La critica cinematografica prima aveva un senso, ora è solo un vomito intellettualoide da quattro soldi. E di esempi ce ne sono a iosa. Avrei potuto passare dalle tue parti per prendere spunti interessanti. Ahahahah, perdonami, ma sono una grande stronza, ovviamente scherzo! :-D
    La tua argomentazione è interessante, io con il mio blog affermo cultura per tutti, tu nel tuo blog cultura solo per chi è veramente interessato.
    Il problema di fondo è che non si può pretendere che la gente dopo più di 20 anni di trattamento da deficiente, di botto gli proponi pane e Shakespeare, o finirà per rifiutare quell'invitante pietanza. Ma giustamente tu continua con la tua passione e quello che fai, magari un giorno la gente si alzerà come Lazzaro e comincerà a camminare... Ma prima diamogli gli strumenti per farlo alzare da terra, no? :)

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    1. Adunque, partendo dal fatto assodato che ti abbia fatto rendere conto di una Gaffe pazzesca con una che conosci e quindi ti e' toccato fare una marciaindietro totale...Che hai saltato a pie' pari tutta la prima parte del mio commento e quindi la base del mio ragionamento iniziale..Arriviamo al nocciolo: no, la tua pareva semplicemente la solita invettiva random contro i radicalchic della critica, e NO con tutto quello che esiste di spettacolare da leggere senza arrivare ai giganti ,COL PIFFERO DI CARNE che uno abbia il sacrosanto diritto di leggersi Lapo Elkan ecc..e degradare una delle arti.

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    2. P.S. : dubito fortemente che tu possa trovare brani come quello da te citato la' sopra dalle "mie parti", dove apopositamente e costantemente prendo in giro ampollosita' e costrutti da letterati ad ogni passo e faccio precisa satira di neologismi, tecnicismi ed arcaicismi. ;)

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    3. Ma va, mica sei stato tu a scovare la figura di merda (gaffe è troppo radical chic) nel post, c'era arrivata prima una mia ex collega. Peccato, la sorpresa nella merendina l'hanno già presa :-D
      Comunque rimango ferma sul fatto che a me, quell'occhiello non piace. Non mi ha invogliata ad andare avanti. E così mi sono giocata la lettura di una recensione, a discapito della mia ex collega (per poco, ma pur sempre ex collega si tratta), la blogger redattrice, che, ripeto, non è materia di discussione nel mio post. Capita in nome della cosiddetta 'libertà di pensiero 2.0' di essere in disaccordo. Mi sento un po' come il Fantozzi che urla "La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca". Beh, ovviamente (per chi ha studiato cinema, o ama i classici o i film russi) il film non lo è, ma chapeau al ragioniere che ha osato dire che quel film gli ha fatto venire lo squaraus. Beh, quell'incipit è la mia Corazzata Potemkin.Tu una volta in un commento mi hai detto che scrivo di merda, e un'altra volta un anonimo mi ha detto che la mia rubrica Monnezza movie è volgare (ma dai?!? Noooo!!! XD) e una recensione gli ha fatto due palle così. Capita. Mi rode il ciàpet per qualche istante, ma non mi pare che ciò mi abbia fermata, tutt'altro, io ci tengo ad ammorbare la blogosfera con il mio blog!
      Come ha saggiamente sottolineato la mia ex collega che mi ha fatto lo sgamone, quell'esempio non è utile per perorare la mia causa, e non mi sono fatta capire. E dispiace che tu abbia visto solo un'apparente invettiva random, in realtà ho cercato di dire molto di più: sul mestiere del critico, dello stato attuale in cui versa la cultura italiana, di come si possa interpretare la cultura... Ma va bene lo stesso, perché sto comunque intavolando una discussione stimolante, era quello che volevo! :)
      -Fine prima parte-

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    4. -Inizio seconda parte-
      Non capisco questo o tutto bianco o tutto nero. Siamo in un paese dove o si è ignoranti fino allo stremo o si è intellettualoidi fino all'irritazione, ma nel mezzo?
      Perché non offrire una lettura di qualità, ma con un linguaggio fresco e accessibile a tutti, pur senza scadere mancando di rispetto alla cultura da noi protetta manco fosse il panda del WWF?
      Scrivere di cinema, non è come fare un simposio all'università, è comunicazione. Tu (parlo di un critico immaginario, non mi riferisco a nessuno), in quanto blogger, critico, devi saper comunicare. E devi scegliere le parole adatte. Pescare il 'Contini di turno', non fa di te una persona colta atta a sollazzare i pochi eletti di turno. La cultura ha tanti strati (e substrati), non bisogna fermarsi a grattare solo in superficie. Sotto c'è molto di più!
      Io sono dell'idea che non tutti hanno avuto la possibilità di una buona formazione culturale, o altri semplicemente non se la vogliono fare. Ma tutti hanno diritto a una qualità di informazione, e nel nostro caso, a una critica che sappia svolgere veramente la sua funzione. E chi vorrà usufruirne, bene, chi preferirà Elkann, o i peti, amen, non avremo dato in ogni caso le 'perle ai porci' o le parole buttate al vento. Così come chi si perde quel ben di Dio che la letteratura ha prodotto, quella bontà culturale sarà pur sempre colta e assaporata da qualcuno. Non c'è 'wastage', ci sarà sempre qualcuno che ha letto quello che hai scritto, il tuo messaggio è comunque arrivato a destinazione.
      Secondo te ci sono lettori di serie A e lettori di serie B, e che la 'plebe intelluale' che legge Lapo Elkann non merita, e va lasciata fuori dai giochi in nome del rispetto della lingua e della cultura. Spero di essere arrivata a ciò che vuoi dire nella prima parte del tuo commento, e secondo me c'è anche una contraddizione di fondo: mi dici (a grandi linee) "e mo' basta trattare il pubblico come un bambino di 4 anni proteggendolo con una marea di porcate", ma poi li lasci fuori perché il fruitore -maledetto il giorno!- che ha comprato il libro di Lapo (poi magari è interessante e Lapo s'incazza, chi lo sa! Se non provi non lo saprai mai! :-D), e quindi degrada una delle arti.
      Come fa il fruitore escluso ad 'evolversi' e potersi accostare a quel materiale che tu proteggi in nome del rispetto della cultura, se lo lasci deliberatamente fuori, lasciando che Lapo lo accolga a braccia aperte?
      Ecco, è questo secondo me quello che dovrebbe fare un critico. Cercare di fare un lavoro di alta qualità, ma che riesca a trasmettere allo stesso tempo la passione che ci mette, da poter scaturire curiosità anche a chi si è sollazzato fino a ieri con 3 metri sopra il cielo (che, ricordo, girava alla grande alla facoltà di lettere che frequentavo, e nessuno è stato espulso per questo, ahahah!).
      Nella vita ci sono laureati che non capiscono una fava di cultura, e persone poco istruite che ne sanno più di un letterato. Il mondo (letterario e critico) è bello perché vario! ;-D
      P.s. Cazzarola, e io che speravo di trovare la sorpresina nella merendina confezionata dal tuo blog e invece tu le sorpresine non le metti! ;-)

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  8. "Nella vita ci sono laureati che non capiscono una fava di cultura, e persone poco istruite che ne sanno più di un letterato."

    Ecco,perfetto: hai fatto tutto tu. So per certo di non averti mai detto "scrivi di merda", ma di averti accostato ad un concetto simile a quello che hai espresso tu. Il problema non e' che non sai scrivere, e' che non sai leggere (o,in generale, capire,mi sa). Per esempio hai capito poco o una favetta di quello che ho scritto io. A differenza tua,io pero' so esprimermi perfettamente, e' risaputo. ;)

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  9. Bravo, hai vinto un mappamondo! :-)

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    1. "[...] perché sto comunque intavolando una discussione stimolante, era quello che volevo!" -___- C.V.D.

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    2. M lo so, solo che sono stronza! Abbiamo comunque abbiamo idee differenyti, e usiamo semplicemente un linguaggio differente e fatichiamo a capirci, o almeno io... Ma grazie per la discussione, è stata molto stimolante, quindi hai raggiunto in pieno l'obiettivo! ;)

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