giovedì 5 febbraio 2015

RIFLESSIONI: Vale ancora la pena andare al cinema?



Chi ha una passione che sfocia nella 'magnifica ossessione', l'appuntamento al buio è irrinunciabile.
E' come una sorta di téte à téte. Lo spettatore e lo schermo cinematografico. 
Avvolti nel buio, si crea 'l'atmosfera' giusta, l'attesa fremente di vedere quello schermo illuminarsi di immagini che ti avvolgono e ti stordiscono (soprattutto se il film odora di capolavoro) per poi farti ritornare a casa sognante e stralunato.
Ma adesso al 'romantico' incontro che avviene puntualmente in un cinema, si sta sostituendo la 'sveltina' fatta da 1)spettatore 2) un PC 3) e un sito che ti fa vedere il film. Senza pagare il biglietto.
Un po' come se ti facessi un viaggio ad Amsterdam, vai nel quartiere a luci rosse, trovi un pass per terra e finisci per trombarti le entrenuse (mignotte o prostitute è volgare e poi pagano pure le tasse) a gratis. 
Indi per cui: vale ancora andare al cinema e spendere dei soldi, quando puoi benissimo vedertelo comodamente a casa, e soprattutto senza sborsare un cent, come la entreneuse trombata grazie al free pass?
Un tempo la fruizione del cinema era differente: cinema - home video - televisione.
Prima c'era Tele + 1. Che si è congedato cedendo il testimone a Sky.
Poi c'era Blockbuster. E ha fatto chiudere le videoteche di nicchia.
Poi è arrivata la TV on demand. E ha fatto chiudere i Blockbuster.
Poi sono arrivati i siti pirata, i vari 'muli' per scaricare i film, lo streaming e compagnia bella.
I siti di streaming sono come funghi: come le fastidiose macchioline fatte di germi e batteri che si formano sulla pelle, non fai in tempo a toglierne una che già si è formata di nuovo.
Come un paese dei balocchi, lo streaming ti offre il ben-di-i-dio e non hai che l'imbarazzo della scelta. Prima i film si scaricavano e bisognava aspettare giorni, adesso la rete mette film on line che ancora devono uscire al cinema. Per esempio The Wedding Ringer con Kaley Cuoco uscirà in Gran Bretagna il 20 febbraio, ma lo potete già trovare sul web. 
L'unica cosa che devi fare è un clic, et voilà, il film è servito.
Ci sono pro e contro. Tutti vedono film in streaming. Non sei una brutta persona se lo fai. Però a volte ci si sente un po' coglioni a spendere 7.50 euro (quando ti va bene). Soprattutto quando i tuoi amici ti dicono ma io al cinema non ci vado, me li guardo sul pc.
Perché il cinema costa. Dannatamente tanto. E le uscite sono tante. Altro che 'dieci ragazze per me posson bastare', la voglia cinefila non basta mai. E neppure uno stipendio. E se lo stipendio non ce l'hai, la voglia te la tieni. Oppure entri nei meandri dello streaming. Enjoy! 
Spesso questi siti sono una manna oltre per il portafoglio perennemente vuoto, anche per chi svolge una ricerca, per esempio una tesi di laurea di carattere cinematografico e il materiale è introvabile nelle (un tempo aperte) videoteche. O hai la sfiga di abitare in un paese di provincia e non hai i mezzi materiali per visionare un film in un centro specializzato. E tu non ti laurei perché mamma e papà non ti hanno fatto nascere a Roma o Milano???
C'è poi una categoria interessante che il cinema lo ama tanto tanto tanto: il cinefilo compulsivo - ossessivo. 
Il modus operandi del cinefilo ossessivo-compulsivo è: va minimo sindacale almeno una volta al mese (e se salti un mese, non bastano 10 ave Maria per riparare al danno); ha una videoteca personale che costa quanto un mutuo e spesso fa viaggi della speranza (a volte prendere un autobus di domenica quando c'è un servizio pietoso comporta delle odissee mica da ridere) per vedere quel film che non ti si fila nessuno, ma per te ha un non so che di sublime.
Quando ha scoperto il suo film rivelazione, mette in atto la stalkerizzazione del televideo e di siti specializzati per monitorare la tenuta del film in sala, nella speranza che quel giorno di quel mese a una determinata ora ci sia ancora nella sala cinematografica. La vita di un cinefilo ossessivo-compulsiva è dura. E l'unica medicina è vedere film.
La buona volontà di contribuire a un sano 'mignottume cinematografico' c'è,  ma la mala sorte spesso e volentieri ti mette a disposizione solo un cinema che ti propone lo stesso film per 5 settimane; o multisala dove ti fa vedere cagate commerciali. O se sei proprio scalognato, il cinema nella tua città manco ce l'hai. Così il cinefilo ossessivo-compulsivo ci rimane male.
Spesso la distribuzione di un film è pietosa. Specialmente se il film è di nicchia, rimanendo 'congelato' per molto tempo. E questo accade spesso in Italia, dove film validi che suscitano quella curiosità che solo il cinefilo appassionato nota in quella pellicola o viene rimandato a data da destinarsi (e in genere si attendono un paio di anni, in estate, quando tutti hanno le pinne, il fucile e gli occhiali pronti a farsi una nuotata);  o viene programmato per una manciata di giorni; o viene tolto dai listini perché politicamente introverso e 'scomodi' e non usciranno MAI (due esempi sono The Interview con Seth Roger e James Franco e La trattativa di Sabina Guzzanti).
Stessa musica se hai deciso di mollare l'Italia, vai a vivere 'dalla Regina' e scopri che i film italiani non se li fila poco per niente. In UK passeranno in sala si è no 3 titoli (dal 2012 a oggi sono usciti solo Habemus Papam, La grande bellezza e Salvo). Di Maccio Capatonda manco l'ombra - No future for you. E a Natale niente cinepanettone. C'è la mince pie. Ma in quel caso la chiamerei botta di culo.
Però la voglia di soddisfare la propria voracità cinematografica in nome di quella bulimia meravigliosa che colpisce i cinefili, è tanta, ma proprio tanta. E se l'oggetto del desiderio non potessimo averlo, nonostante il fioretto fatto per Pasqua che prevede 40 giorni ininterrotti di visioni al cinematografo, cosa potremmo fare? C'è lo zio streaming che ti aiuta.
Prendiamo per esempio un film di nicchia come Whiplash. Se nelle sale inglesi è già uscito il 16 gennaio, in Italia uscirà il 12 febbraio. Vedere alla voce doppiaggio. Sia mai che in Italia il film esca in lingua originale. Però è già on line.
Ora, probabilmente uscirà sì e no in un paio di sale. E se uscirà lo terranno poco. O magari trainato dal tam tam oscareccio uscirà in molte sale. Chi lo sa.
Nel caso invece di film controversi come The Interview (caz*o cene del dittatore Nord Coreano quando noi abbiamo beghe più grosse...), in Inghilterra la regina tiene le bollocks quadrate e il film uscirà il 6 febbraio, in Italia forse no. Vuoi perché è un film satirico, vuoi perché c'è il rischio di ca*arsi sotto  ti trovandoti gli estremisti dietro casa se vai a vederlo, o peggio ancora se vai a vederlo per punizione rischi lavaggio del cervello con Gangam Style - che è stata incisa in Corea del Sud ma poco importa perché è lo stesso una tortura.
Così ecco che l'amico streaming ti da una mano e ti tira su il morale.
Però se da una parte lo streaming ti aiuta come quando vomiti l'impossibile e ti tiene su i capelli così non si impiastricciano, dall'altra non aiuta il cinema per niente. Perché forse ci dimentichiamo che sì, noi 'trombiamo a gratis', ma chi ha messo sulla piazza le entreneuse non becca un quattrino. Così le belle figliuole vengono licenziate, non pagano le tasse, aumenta l'IVA e tu col c*zzo che ti diverti ancora.
Cosa vuol dire? Che noi non ci rendiamo conto del danno che facciamo all'industria cinematografica. Steven Soderbergh aveva cercato di ovviare il problema facendo uscire Contagion prima on line, e poi al cinema. Ma se da un lato funziona perché ovvia il problema della fruibilità, dall'altro no, perché quelli che non sono cinefili D.O.C. il prezzo del biglietto proprio non lo vogliono pagare. E così Soderbergh probabilmente si è smaronato ha dato l'addio al cinema e adesso lavora per la TV. O forse si è smaronato e basta. 
Ed ecco che arriva la suppostona: il cinema in streaming, download o come cavolo si chiama danneggia il cinema. Solo che spesso ce lo dimentichiamo. E vai di sensi di colpa e botte di cilicio sulla coscia. Tranne quello che non ama il cinema, che prende una donna e la tratta male. Fetente.
Poi per carità, ci sono film che non dovrebbero neanche esistere e registi che dovrebbero andare a zappare. E lì mi dovresti pagare per vederlo. Ma ci sono invece film che hanno buone chance di diventare i nuovi classici, e registi promettenti
Riprendo l'esempio di Whiplash. Damien Chazelle è un regista esordiente. Ha fatto il botto inaspettato, ha avuto la nomination agli Oscar come miglior film, dopo aver passato il test alla grande al Sundance. Costato solo' $3.3 milioni di dollari, al box office ha guadagnato $9.6 milioni. Roba che Julia Roberts li spende per le calzette per i figli. Ma forse con gli Oscar avrà un tam tam mediatico e guadagnerà di più.
Chazelle a fatto un esordio mica da ridere. E la botta di culo è veramente meritata, perché il ragazzo ha talento, e merita una seconda chance con un altro bel film. Però se tutti vedessero il film a gratis perché non si vuole aspettare di vederlo al cinema, o perché a volte proprio non hai scelta, o devi 'stare sul pezzo' se ti occupi di cinema, tu il biglietto non lo compri. E il cinema è business, bellezza. Ti diverte, ma deve fare soldi. Tanti soldi. E se non fai soldi, le major non ti da i soldi. E senza soldi, addio opera seconda. E Damien Chazelle potrebbe aspettarti sotto casa con uno l'I-pod sparandoti a palla Gangam Style. E ha scaricato la canzone invece di comprare il CD. Ma quella è un'altra storia.
Ci sono poi film che rendono solo al cinema. O hai uno schermo della madonna, con un dolby sorround che ti fa tremare i vetri, o vedere film come Interstellar o American Sniper su un PC scrauso (non la 'mela') non rende. Anzi, fa un poco sfigatino.
Perché a volte alcuni film sono fatti solo per lo schermo. Puoi avere il DVD di 2001: Odissea nello spazio, ma quando esce al cinema niente da fare, anche se il capolavoro di Kubrick ha 46 anni ha ancora un fascino incredibile che solo una sala al buio ti può dare, regalandoti quelle emozioni che è impossibile ricreare su un PC.
Quindi caro cinefilo, brami quel film ma pensi averlo perso già in partenza se proprio pensi che quel film debba essere assolutamente visto, o proprio ne devi assolutamente parlare con quella curiosità degna di una zabetta al circolo di cucito che non riesce a mantenere un segreto dopo aver fatto giurin giuretta - pazienta un pochino. La pazienza è la virtù dei forti e spesso viene premiata.
Se poi proprio te la fa 'annusare' e non te la vuole 'dare', allora - e solo allora affidati alle sveltine della cara amica streaming. Ma ricordati, godi solo a  metà.

13 commenti:

  1. Guarda, ci stavo pensando proprio oggi a questo argomento.
    Perché (che novità) da me Birdman, che aspettavo ovviamente da mesi, manco l'hanno programmato. Gli hanno preferito due filmetti francesi che andrebbero bene giusto per una serata davanti a Real Time e il Film (con la F di Fan**lo maiuscola) con Belen Rodriguez, che andrebbe bene giusto per la pattumiera.
    Purtroppo io potrò pazientare finché vorrò ma Birdman non lo vedrei mai se non esistesse "ciò che danneggia l'industria cinematografica": certo, potrei comprare a scatola chiusa DVD/Bluray a 15/20 euro beccandomi tra l'altro un'edizione italiana valida UN QUARTO rispetto a quelle che escono in Inghilterra o negli USA a metà prezzo, giusto per essere corretta. Oppure cercare col lanternino una delle due videoteche che ancora resistono nella città vicino alla mia, sperando che ne abbiano almeno una copia in affitto, con lo sbattimento di doverglielo riportare il giorno dopo (30 minuti di macchina - sperando non ci sia coda - ad andare e tornare, ovviamente dopo le 18 che prima si lavora).
    Oppure potrei optare per lo streaming legale... ah già ma, cavolo, la fibra ottica da me non è ancora arrivata, neppure Fastweb: guardare un film pagando roba come Infinity TV significherebbe smadonnare ogni 30 secondi perché il film deve caricarsi e pregiudicare una visione già pregiudicata da uno schermo, come hai detto tu, piccolo.
    Oppure potrei farmi 2 ore totali (andata e ritorno) di macchina per andare in un'altra città dove hanno il multisala, se non fosse che sono terrorizzata dall'autostrada e dalle città con una viabilità a me sconosciuta e zeppe di traffico (sono scema, lo so, è un mio limite ma chi non ne ha?)

    E io, che pur essendo ligure sarei STRAfelice di spendere anche 30 euro alla settimana in cinema, se solo mi fosse concesso... mi tiro bottigliate sulle palle come Tafazzi perché ciò NON MI E' PERMESSO.
    Quindi, mi dispiace ma finché potrò continuerò a benedire quel cancro, come lo chiami tu, che mi permette non solo di coltivare la mia passione ma anche di non dover soffrire davanti ad adattamenti sempre più scandalosi, titolisti che andrebbero messi in galera, distribuzione che non ne azzecca una, popolino che non va oltre Checco Zalone e un doppiaggio che ormai non rende più giustizia all'opera originale. E mi spiace se a fine serata le signorine verranno picchiate dai papponi perché non avranno ricevuto denaro ma mobbastaveramente.

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    1. Capisco la tua amarezza in quanto cinefila, ma allo stesso tempo non capisco perché la prendi sul personale.
      Io ho fatto riferimento alla mia esperienza personale e non definito lo streaming un cancro. Rileggi bene il post con calma e oltre a scoprire che le signorine verranno licenziate e non picchiate, scoprirai anche non sono l'inquisizione e non ti giudico mica. :-)
      Non sei l'unica a vivere i disagi riguardo la fruizione di un film (che ho spiegato tra l'altro, dicendo addirittura che il suddetto cancro a volte è una manna dal cielo...).
      Tutti coloro che amano il cinema hanno le loro private odissee per vedere un film.
      Io vivevo a Legnano, nel milanese. Finché andavo all'università, era una pacchia perché prima di andare a lezione andavo spesso al cinema. Dopo la laurea la pacchia è finita e mi toccava vederli a Legnano dove c'è un cinema (a quanto pare ha riaperto un altro, su 5 che ne aveva) e un film me lo tenevano più di un mese, perdendone in media una ventina al mese. Poi ho vissuto a Canegrate e la situazione è peggiorata, perché c'era il cinema dell'oratorio e ho visto film come Skyfall e Lincoln (con mesi di ritardo), per pura botta di culo. E se non mi portava qualcuno al multisala di Cerro Maggiore che mi sta sul cazzo, non ci andavo, perché io la macchina non ce l'avevo.
      Io ora vivo a Londra, che per quanto venga ritenuta una città fighissima (dillo a quelli che abitano a Plaistow o a Croydon e poi ne riparliamo), i cinema ci sono, ma costano veramente tanto. Un film al sabato sera può costare anche £12.95. Quanto un DVD. E se il cinema non ce l'hai nel tuo distretto, devi anche metterci i soldi della metropolitana. Aggiungi dalle £3 alle £5.80, dipende in che zona vai e il sabato sera al cinema ti costa quanto un paio di scarpe con i saldi al 70%. E il più delle volte non me lo posso permettere. Così o vado quando costa poco - Whiplash ho pagato a prezzo 'ridotto' prima delle 5pm £9.10, Birdman me lo sono concessa un martedì a £6, dipende dal cinema e dalla zona in cui vai (al martedì l'Odeon di High Street Kensigton costa meno di quello di Piccadilly Circus per esempio).
      Ma se a volte sono fortunata a vedere film in 'anteprima' come Boyhood, Frank (usciti l'estate scorsa 6 mesi prima, ma Cronenberg preferisce uscire prima in Italia eheh!) Whiplash, Birdman, Wild, dall'altro lato sono costretta a lasciare una scia di 'cadaveri eccellenti' come Gone Girl, Nightcrawler, A Most Violent Year, Foxcatcher, Still Alice, Big Eyes e tanti altri che mi sto perdendo e che mi perderò ancora più avanti.
      Londra è figa, ma non solo i cinema costano un botto,quasi sempre i film italiani non escono. E se grazie a Dio Belen non sanno manco chi sia, mi sono persa film interessanti come Sacro Gra, Hungry Hearts e Il giovane favoloso. Magari usciranno, ma chissà tra quanto.
      Ma ciò non giustifica che me lo devo vedere sul mio rottame di PC, mica me lo ha detto il dottore. Che poi, se devo vedere un film male perché non si ha la fibra ottica (ma chi ce l'ha? Forse Jack Bauer in 24), allora non ne vale proprio la pena. Mi s'impalla uno, mi s'impalla due, mi girano le balle e spengo.
      Ma ognuno fa come meglio crede. Io non giudico perché lo streaming lo uso anche io per un film ormai uscito dal circuito cinematografico (sarò scema, ma io un film come Still Alice e La teoria del tutto li trovati in streaming, ma non ho il coraggio di vederli on line), ma mi pongo il problema...

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    2. ... Ci danneggiamo da entrambe le parti. Perché se da un lato ci siamo noi, che amiamo il cinema non possiamo usufruirne, dall'altro ci rimettono chi il cinema lo fa. Ma ce ne rendiamo sempre tardi. A volte trovo assurdo dover ancora pagare per un film che ho visto al cinema, di cui ho il DVD ma che non posso usufruire perché l'ho lasciato a casa dei miei. Allora me lo riguardo anche io grazie a zio streaming, o su You tube o BBC movie I player.
      Però mi accorgo sempre tardi che ho danneggiato un film che ancora poteva guadagnarci qualcosa. Io preferisco vedere poco (e dico veramente poco) al cinema, e magari aspettare un bel po' e recuperarlo magari grazie alla BBC Movie I Player. Ma sono punti di vista.
      Quindi relax, goditi quel che riesci ed enjoy! E se Birdman uscirà al cinema dalle tue parti, corri a rivederlo perché in sala ne vale la pena! :-)
      Fine del pistolotto! ;)

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  2. Io amo andare al cinema, è una cosa che faccio con frequenza (almeno) settimanale da anni, e, ricorro ad altri mezzi se un film, per un motivo o per l'altro, non arriva in sala. E se non arriva è per problemi legati alla distribuzione sul territorio nazionale, perchè fortunatamente - a differenza della Babol qua sopra - a Torino tutto quello che esce in Italia in sala arriva. Anzi, grazie al Torino Film Festival a volte delle chicche come Whiplash le puoi vedere in anteprima su grande schermo e in versione originale (approfitto per fare la cagacazzo e segnalarti che questo è il secondo film di Chazelle, il primo era abbastanza un trituramento di palle, a mio parere, ma probabilmente gli è servito).
    Ovvio che poi uno fa di necessità virtù, ma, per quanto mi riguarda, un film visto al cinema ha sempre qualcosa in più.

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    1. Cazzarola, a saperlo, il primo film di Chazelle me lo sarei recuperato on line! XD
      Io vorrei andare al cinema ogni settimana, ma spesso non posso. Io non ho scritto per fare la moralista rompicoglioni, però ammetto che a volte mi girano veramente le balle quando i miei amici mi dicono 'io me li vedo sul pc' e io come una cogliona spendo soldi che magari mi costano una rinuncia, stronzate del tipo l'aperitivo quando vivevo in Italia. Allora mi sento un po' cogliona. Perché il cinefilo compulsivo/ossessivo che ho descritto, è la rompiballe che ha scritto il post e tira baracca e burattini di questo sgangherato blog. E a volte sono così sciroccata da andare al cinema a vedermi un 'vecchio' film che magari ho visto, comprato il DVD o anche, sì, anche scaricato (minkia che dramma quando mi si ruppe il videoregistratore e sono andata di Mulo a manetta per dirlo alla ciòfane per recuperare la mia videoteca), ma niente, come dici giustamente tu, il cinema ha sempre qualcosa in più! :)

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  3. Complimenti innanzitutto per l'ottimo articolo, ben strutturato e argomentato. Chiedi se vale la pena andare al cinema e sostenere in questo modo l'industria cinematografica? La risposta è un po' complessa ed è necessario prima di tutto capire di cosa si parla quando si dice "industria cinematografia". L'industria di cui parli è quella hollywoodiana che paga centinaia di milioni attori hollywoodiani con ville hollywoodiane, con piscine hollywoodiane e macchine hollywoodiane? In quel caso quell'industria può andare a quel paese domani mattina. Non ne sentirò la mancanza. Soprattutto perché per costruire quelle ville con piscina a me chiedono 15€ ogni volta per entrare al cinema (perché di solito si va in compagnia).
    Quello che intendo dire che è proprio sbagliata la logica. Non è il cinema che costa, ma è il cinema che si fa pagare in maniera sproporzionata a quello che offre, potendo offrire lo stesso (e mantenersi) per molto meno.
    Facile poi dare la colpa a noi che disertiamo le sale. Troppo facile.
    Pur essendo un cinefilo, lo scorso anno sono andato al cinema solo un paio di volte, giusto perché un Von Trier o un Nolan non me li volevo perdere, ma al di là di quelle due occasioni ho sempre inseguito un tipo di cinema che "quel" cinema non è in grado di darmi. E così finisce che mi faccio chilometri per andare a Locarno o al TFF, dove spendo il giusto e ottengo ciò che voglio. Naturalmente è molto più comodo guardarsi i film seduti sul divano di casa, per cui, spesso e volentieri, ricorro allo streaming o al download ma, anche lì, l'offerta è limitata a ciò che mi interessa di meno e, per coerenza, se posso ne faccio a meno. Preferisco di gran lunga lo streaming legale di Mubi, dove posso godermi 365 film di qualità all'anno in cambio dell'equivalente di un paio di uscite al multisala.

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    1. Ciao, grazie mille!
      C'è cinema e cinema. Certo, film come Unbroken (di cui non sento nemmeno la necessità di vederlo on line) se non li producono è meglio. Parlo di Hollywood, ma anche del cinema indie (e ho tirato in ballo Chazelle e preso per i fondelli Hollywood con le calzette di Julia Roberts), che spesso rischia di essere danneggiato. Il discorso sulla seconda opera in genere si sofferma sul cinema italiano, ma per esempio, il regista di Secretary dopo Furs è sparito, eppure ha fatto film veramente validi. Ma spesso per poter vedere chicche come Secretary o The Guest (vedo che spopola tra i bloggers, io ammetto candidamente di averlo scagato questa estate quando è uscito chissà dove per un breve periodo), rischiano di essere fagocitati nell'oblio della 'one hit wonder'.
      Magari il cinema costasse veramente poco. Sarei sempre lì. Chi se li in*ula i club fighi di Soho, ridatemi il Coronet che mi facevano i film a £3.50 il martedì!. Ecco, con iniziative del genere, si potrebbe incentivare di più il cinema. Ma ci sono i costi delle pellicole da noleggiare, il personale da pagare al minimum wage con contratti a 0 ore, mentre come dici giustamente tu, l'industria ci mangia facendo costruire alle star le ville con piscina. Ma grazie che mi hai ricordato Mubi! Io ho trovato Blinkbox, che è un sito pay as you go dove si noleggiano on line i film, ma prima devo verificare se il rottame regge!
      lo scopo del post è di generare una discussione, e vi ringrazio per aver postato i vostri differenti punti di vista. Spero di non aver scatenato una polemica rispondendo alla Bolla, ma non è assolutamente mia intenzione!

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  4. Io credo che qui si stiamo facendo un po' di confusione... e, permettetemi, anche un filino (ma giusto un filino ;) ) di ipocrisia. Cerco di spiegarmi: lo spunto di partenza è: "vale ancora la pena andare al cinema"? La mia risposta è semplice: Sì! Sì! Assolutamente sì! Senza se e senza ma, come diceva qualcuno. Poi però ecco che arrivano i distinguo: il cinema costa, il cinema non è distribuito bene, certo cinema non merita i soldi spesi, eccetera eccetera. Va benissimo: anch'io scarico i film da internet, lo faccio spesso. Proprio perchè non posso sciropparmi ogni volta 40km in macchina e ritorno per andare a vedere Mommy in città. Ed è verissimo che il cinema è caro, molto caro, specie per chi ha famiglia e non ci va da solo.

    Però vorrei chiedervi una cosa, pregandovi di rispondermi onestamente: se aveste un buon stipendio e la possibilità di fruire agevolmente di ogni proiezione abbandonereste del tutto lo streaming? Io nel weekend andrò a vedere 'Birdman', dopo una lunghissima attesa. Lo andrò a vedere al cinema, sebbene in rete sia già disponibile da mesi... ma non m'importa. Lo andrò a vedere al cinema perchè il cinema è il luogo deputato dove si vedono i film. Punto. E un film visto in tv o sullo schermo di un pc è sempre un ripiego, checchè se ne dica... però è indubbiamente più comodo: basta un click e via, lo spettacolo comincia, anche stravaccati sul divano.

    Attenzione: io faccio un discorso generale (non sto 'accusando' nessuno, sia chiaro) e che esula dall'aspetto economico. E sono d'accordo con Alessandra, assolutamente.

    Penso anch'io che lo streaming non faccia bene al cinema. Per niente.

    Ma non per un problema 'etico', sia chiaro. Ha ragione Obsidan: è assurdo pagare un biglietto salato quanto un paio di scarpe per mantenere in vita il baraccone hollywoodiano... perfettamente d'accordo. Ma il problema è un altro. Un problema CULTURALE.

    Il problema è che incentivando lo streaming si perde la cultura del cinema in sala, ci si disabitua alla 'magia' del grande schermo, diventiamo bulimici di film ma alla fine ci bruciamo il palato. Questo magari non vale per noi tre-quattro-dieci-cinquanta blogger cinefili entusiasti, che sappiamo bene quanto sia bello vedere un film in sala. Ma gli altri? Le nuove generazioni, soprattutto?

    Per un adolescente di oggi, smanettone e squattrinato, vedere un film al cinema, in tv, sul pc, sul telefonino, sul tablet, è esattamente la stessa cosa. Ti dirà sempre: l'importante è vedere un film, il 'come' non importa.

    E invece per me quel 'come' è tutto.

    Sarà che sono tra i più 'anziani' della nostra compagnia di bloggers (ho 'scollinato' i 40) ma a me questa tendenza non piace per niente. So che molti non sono d'accordo con me, compresi gli stessi registi (come il citato Soderbergh), però io qui tengo duro. Finchè potrò e ne avrò la possibilità, non privilegerò mai la visione in streaming a quella in sala (a parità di condizioni naturalmente). E per quanto sia 'figo' e 'cool' guardarsi un film non ancora uscito in sala (a volte anche solo per soddisfazione, per vantarsi nei confronti degli altri poco tecnologici...) io preferisco rimanere retrogrado.
    Sono fatto così.

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    1. "Ma gli altri? Le nuove generazioni, soprattutto?" - Ti sei già risposto da solo nel paragrafo successivo. E' già troppo tardi per le nuove generazioni, distratte da tablet, smartphone e videogames rigorosamente "portable". Anch'io ho scollinato i 40 e come te ho vissuto la magia del cinema, quella che era davvero "la fabbrica dei sogni". Da bambino ho visto in sala lo Star Wars originale, lo Squalo di Spielberg e un sacco di altri che non sto qui a citare. Sono stati momenti irripetibili che ovviamente, per sopravvenuta maturità, non posso più rivivere. Ma capisco cosa intendi.
      Per rispondere all'altra tua domanda, se il cinema costasse un euro e se fosse dall'altro lato della strada, ricorrerei ancora allo streaming per via del tipo di offerta che la distribuzione non mi garantisce.
      Non esiste abbastanza comodità e abbastanza economicità che possa trascinarmi a vedere una "mamma ho perso l'aereo" o un "scemo e più scemo"...

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    2. Grande Sauro, attendevo la tua risposta! Mi piace questo nuovo punto di vista! La magia che una sala cinematografica può dare non è paragonabile a un tablet. Certo, a volte, in mancanza di mezzi un computer è un perfetto alleato e una nuova fonte di fruizione, ma come hai giustamente affermato, internet e lo streaming ha portato a una bulimia incontrollata che brucia il palato. Un film se è veramente valido, vale la pena aspettare di vederlo sullo schermo. Come ho scritto nel mio post, vedere film come Interstellar è un po' ridicolo. Mi (e ci) chiedi se avessi la possibilità di fruire e spendere tanto abbandonerei lo streaming? Direi di sì, anche se la considererei una opzione (MUBI, Netflix, BBC Movie I player) da tenere lì, in un angolino...

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  5. ... Questo forse suona un po' ipocrita. Dipende come si usa lo streaming. Per esempio penso che youtube sia legale (lo spero, o altrimenti sto ascoltando abusivamente un disco di Tori Amos ahahah), e ho scoperto che ci sono un sacco di 'full album' (e anche vecchi film) che posso ascoltare (e vedere) per intero. Non avendo con me il mio stereo e non potendo ascoltare i miei amati CD, ho scoperto una miniera che ha aperto e arricchito i miei orizzonti musicali. E se potessi correrei a comprarmeli subito. Ecco, lo streaming potrebbe essere una risorsa per far conoscere un film che ti permette la possibilità di acquistare a scatola chiusa. O un modo per poter vedere film che hai già comprato o visto al cinema e che non puoi 'fisicamente prendere per mano': per esempio i film italiani in UK vengono presi con il contagocce e mi dispiacerebbe non poter vedere (e rivedere) classici intramontabili come Rocco e i suoi fratelli o La dolce vita, o le mie care vecchie VHS che posso vedere solo una tantum quando torno a casa: lo streaming in questo caso può essere una risorsa preziosa.

    Obsidian concordo con te: le nuove generazioni sono ormai fagocitate dalla tecnologia, ma per rimandare al concetto di Solaris, è proprio un fattore culturale: i bambini non nascono 'imparati', ma sono proprio i genitori che inconsapevolmente (o almeno credo, non sono ancora una madre) da smanettoni fanno diventare i loro figli la mini copia dei smanettoni. Io non ho scollinato i 40, ma sono vécìa abbastanza da non riuscire ad abbandonare le mie care VHS (tra loro e i DVD sono a quota 300 film) e mi manca un comodo divano, la perdita di tempo nel guardare, cercare e smontare la mia 'messy' videoteca a volte senza nome, metterla nel videoregistatore (jurassica!!!) e godermi il film sotto una coperta. Come sono old fashioned!
    Riguardo a Scemo e più scemo è più una questione di gusti e background. Ma non bisogna colpevolizzare troppo la distribuzione: noleggiare un film per una sala (specialmente quelle piccole) è veramente costoso. Quindi i casi sono due: o proietti Belen, o chiudi baracca e burattini dopo aver tentato inutilmente di proiettare film di nicchia premiati al festival di turno, perché per alcuni il cinema è un puro passatempo con gli amici, per il cinefilo è una stronzata. Ma facendo i conti in tasca, alla fine è lo spettatore medio che vince. Ma quello è un altro discorso. :)

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  6. Io AMO il cinema, è stato un mio colpo di fulmine dall'età di otto anni, quando andai a vedere "Biancaneve e i sette nani"...e non volevo più uscire!
    lo amo proprio come luogo fisico...prendere, andare, entrare in sala, sedersi, si fa buio, parte il film che ti avvolge....non potrei mai rinunciare a tutto ciò!
    anche se rinuncerei benissimo alle mutlisale (ho nostalgia dei vecchi cinema), e metterei un bel DASPO vita natural durante per quelli che accendono cellulare e smartphone durante la visione del film.
    però purtroppo devo convenire che il prezzo del biglietto (8.50 a Brescia) è davvero molto alto e non ci si deve stupire se, come ci si lamenta sempre, le famiglie non vanno più al cinema: per me la causa principale sono proprio i soldi, nonostante tutto.
    nonostante non ami vedere film al pc, mi sono dovuta convertire anche io: la videoteca vicino a casa mia ha chiuso, non ne sono rimaste quasi più e quindi i film che ho perso al cinema come li potrei vedere altrimenti?
    lo streaming poi è utile anche per altri motivi: ad esemio su youtube ho potuto finalmente vedere tantissimi film muti che hanno fatto la storia del cinema ("Nascita di una nazione", "Settimo cielo", "Aurora" e molti altri).

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    1. Aggiungo una cosa: forse io sarò troppo amante de vintage e dei bei tempi andati ma per me l'unica soluzione sarebbe tornare ai vecchi tempi. una volta c'erano, mettimo, dieci cinema in centro, poi qualcuno in periferia,poi uno in quasi ogni quartieri, per non trascurare i cinema degli oratori.Così facendo trovavano spazio TUTTI i film , dal capolavoro premio oscar al film con alvaro vitali. ed è giusto così, non sono d'accordo con chi dice che certi film (chissà perchè solo quelli italiani poi...le trxxxxte americane vanno bene invece) non dovrebbero uscire. E' giusto che tutti i film trovino il loro spazio, e con essi i loro ammiratori. solo così si fa del bene al cinema....

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