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martedì 24 novembre 2015

PIER PAOLO PASOLINI DAY: Mamma Roma



Oggi la banda dei cinebloggers dedica il day a Pier Paolo Pasolini, scomparso nel novembre del 1975.
Checché se ne dica, dopo 40 anni, tra santificazioni e polemiche, tra fan e detrattori, è innegabile che il suo cinema così perfetto nelle sue imperfezioni sia ancora vivo se non attuale, capace di offrire una finestra sull'Italia di un tempo che fu, ma profondamente legato all'Italia di oggi.
Noi cinebloggers oggi non faremo una 'operazione San Pasolini', ma semplicemente andremo a 'trovare' il regista guardando e recensendo i suoi film. Per l'occasione la Director's cult ne approfitta per vedere e recensire Mamma Roma, con una stupenda Anna Magnani.







Titolo: Mamma Roma
Italia, 1962
Cast: Anna Magnani, Ettore Garofalo, Sergio Citti.
Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini.
Regia: Pier Paolo Pasolini.
Durata: 106'



Gli anni del boom economico in Italia sembravano il presagio di un grande cambiamento: ormai il ricordo della guerra era lontano, e si guardava a un futuro pieno di ricchezza edi prosperità.
Erano cambiamenti non solo economici, ma anche sociali: la vita contadina veniva lentamente soppiantata dalla vita cittadina, preferendo successivamente la fabbrica alla terra. Cambiamenti che avevano portato anche a un miracolo nel cinema italiano, con capolavori come La dolce vita - il simbolo della vita agiata di una classe borghese che stava entrando prepotentemente in scena - cambiando radicalmente anche il cinema tricolore.
E se registi di estrazione borghese come Dino Risi avevano la lungimiranza di aver capito che si 'stava meglio quando si stava peggio', e altri come Michelangelo Antonioni mostravano la fragilità e l'alienazione di una classe sociale in ascesa dal punto di vista economico, ma in declino dal punto di vista umano; c'era ancora chi voleva dare uno sguardo a quei luoghi ancora intonsi, ancora non toccati da così tanto benessere. 
Quel regista era Pier Paolo Pasolini, che fece dei 'vinti' i suoi protagonisti assoluti dei suoi primi film dal sapore così neorealista da sembrare apparentemente fuori luogo, con uno stile apparentemente povero dal punto di vista tecnico, dotato di una semplice nella struttura visiva e allo stesso tempo così 'arioso' nelle sue ambientazioni all'aperto. Pasolini entrò nel cinema con un linguaggio visivo così lontano dallo stile dei registi che conquistarono il pubblico con la commedia all'italiana, dove si analizzavano e soprattutto si sbeffeggiavano (Mario Monicelli in prima fila) gli usi e costumi dell'Italia che fu.
Mamma Roma è figlio di questa anomalia borghese, che trova il suo hummus nel sottoproletariato, dove la prostituta Mamma Roma (Anna Magnani)  cerca di fuggire disperatamente da una vita fatta di stenti e sofferenze per trovare la libertà e una vita migliore per sé e per suo figlio Ettore.
Mamma Roma appare fin da subito sguaiata, sboccata, volgare, così lontano dalle finezze e dall'eleganza di una donna dei 'salotti buoni', ma allo stesso tempo così viva, solare e soprattutto capace di sacrificare sé stessa per il suo unico figlio - divenendo lo spartiacque tra la vecchia Italia dopo guerra e la nuova Italia votata alla crescita del benessere.
Ettore però sembra portare in sé il germe malato di una Italia nata 'storta', stortura che oggi si è rivelata ancora più crudele, tale da far risuonare come false quelle promesse dove tutto sarebbe stato facile nella vita e tutto sarebbe stato bello negli anni a venire per le nuove generazioni. 
Mamma Roma dice a suo figlio - e a noi - che ancora tutta la cattiveria del mondo non l'abbiamo conosciuta. Ettore è incurante di queste parole così profetiche, e continua la sua esistenza cieca, apatica. Non ama lavorare la terra, non ama lavorare per niente. A malapena sa leggere e scrivere e non frequenta certo personaggi da salotti altolocati, in una Roma che sta cambiando pelle come un serpente, dove le lande ancora rigogliose sono contaminate dai blocchi di cemento delle case, sintomo di una urbanizzazione che porterà a cambiare radicalmente il paesaggio capitolino.
Mamma Roma non ha studiato, ma ha imparato che la vita è 'brutta e cattiva', impregnata del tessuto delle borgate e del sottoproletariato, fatta solo di sacrifici e schiaffi in faccia. E il miracolo italiano doveva servire a quello, a stravolgere in meglio le vite di queste anime 'burine', fuggendo dalla bruttura per conformarsi con la 'bellezza' del ceto borghese, per poter fare finalmente una vita da 'cristiani'.
Il passato però torna prepotentemente nella vita di Mamma Roma, ed ecco che si ritrova a fare 'la vita', in un nucleo disagiato, ma allo stesso tempo pieno vitale, così libero nella sua disperazione e dissolutezza, totalmente opposto alla placidità e alla compostezza che incontra in chiesa, guardando da lontano l'eleganza così formale e fredda della gente 'bene'. 
Mamma Roma non demorde, riesce ad avere la sua attività. ma allo stesso tempo riesce a fare poco o niente per suo figlio, così svogliato e fannullone che cerca la via del guadagno facile piuttosto che a rimboccarsi le maniche, decidendo di vendere quel disco con la quale danzava goffamente con sua madre per una ragazza ingenua e (apparentente) innocente come Bruna.
Mamma Roma cerca l'aiuto e la misericordia del prete, che non può fare nulla per suo figlio, in tempi in cui la misericordia di Dio è vana, in tempi i cui i cambiamenti ci sono, e se non ti adegui finisci per essere schiacciato come un verme da una capitale ricca di opportunità, ma capace anche di essere così spietata.
Mamma Roma ed Ettore sono due facce speculari dell'Italia: lei è l'Italia di un tempo, dove si viveva a fatica quasi la fame, ma almeno si viveva onestamente. Ettore invece rappresenta il passaggio tra il vecchio e il nuovo, con il  cambiamento di un paese che pur di stare bene accetta anche compromessi poco edificanti pur di arrivare all'agognato riscatto sociale. 
Gli sforzi di Mamma Roma non vengono ripagati da Ettore, che mostra la sua indifferenza e scarso affetto per sua madre, così estraneo nel mondo in cui la madre l'ha catapultato quasi senza accorgersene, finendo per pagarne le conseguenze.
Sul niente non si può costruire niente e non c'è futuro. E Mamma Roma lo sa bene, spalancando la finestra per guardare una Roma che è cambiata, una Roma che ti può accogliere a braccia aperte, ma anche capace di prenderti a schiaffi, lasciandoci attoniti, come lo straordinario sguardo finale che ci offre una splendida e meravigliosa Anna Magnani, così bella con i suoi capelli per aria e le occhiaie, ma dotata di una bellezza pura e ineguagliabile.

Voto: 9,5

Hanno partecipato al Pier Paolo Pasolini Day

lunedì 2 novembre 2015

FILMOGRAFIA: Pierpaolo Pasolini





Nome: Pier Paolo Pasolini
Anno di nascita: 05/03/1922
Anno di morte: 02/11/1975
Luogo di nascita: Bologna, Italia
Professione: regista





Regista:

(1975) Salò e le 120 giornate di sodoma
(1974) Il fiore delle mille e una notte
(1972) I racconti di Canterbury
(1971) Il Decameron
(1970) Le mura di San'a
(1969) Amore e rabbia
(1969) Porcile
(1969) Medea
(1968) Teorema
(1967) Edipo re
(1967) Le streghe
(1966) Uccellacci e uccellini
(1963) La rabbia
(1963) Ro.Go.Pag
(1962) Mamma Roma
(1961) Accattone

martedì 2 novembre 2010

NEWS - 35 anni fa moriva Pier Paolo Pasolini.


Trentacinque anni fa moriva lo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini. La notte tra l'1 e il 2 novembre del 1975 veniva ucciso barbaricamente. Il suo cadavere massacrato e ridotto ad un "grumo di sangue" secondo il referto dell'autopsia, fu trovato in un campo tra Ostia e Fiumicino. Ufficialmente fu il giovane di borgata Pino Pelosi a commettere l'assassinio, ma nel marzo del 2010 il caso è stato riaperto, lasciando trapelare uno scenario ben più inquietante di un omicidio sfociato dopo un violento litigio. L'indagine fortemente voluta da Walter Veltroni, verte sul recupero del ventunesimo capitolo intitolato "lampi sull'Eni" dell'ultimo libro che stava scrivendo Pasolini, intitolato Petrolio, di cui il senatore Marcello Dell'Utri ha dichiarato di averne letto delle pagine (78 su 200). Il 23 marzo di quest'anno è stato riaperto il caso grazie anche all'interessamento dell'avvocato Stefano Maccioni e della criminologa Simona Ruffini. Secondo Ruffini il movente dell'omicidio è più alto e la chiusura del caso è stata frettolosa e superficiale, poco compatibile con la scena del crimine e con la confessione di Pelosi, probabilmente più un capro espiatorio che un omicida a tutti gli effetti. Lo scenario è più inquietante, legato alle indagini che stava conducendo Pasolini per la scrittura del suo libro, che avrebbe messo in difficoltà persone importanti. La morte del regista di Mamma Roma è ancora avvolta in una rete fitta di segreti e dopo 35 anni si attende ancora la verità.