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lunedì 12 marzo 2018

100% PURE GLAMOUR: Il tubino nero di Holly Golightly





Holly Golightly scende da un taxi e si avvicina alla vetrina della gioielleria Tiffany di New York, mangiando un croissant e bevendo un cappuccino. Così inizia Colazione da Tiffany di Blake Edwards, dove Audrey Hepburn viene immortalata come icona di stile grazie a quel meraviglioso tubino nero che indossa con grazia ed eleganza.
Il tubino nero di Holly Golightly è una creazione dello stilista francese Hubert de Givenchy, amico personale di Hepburn che ha disegnato questo capo nel 1961 - destinato a diventare un must have tra le fashion addicted - espressamente per l'attrice.
Il capo è un tubino nero di raso italiano, smanicato e con una lunga gonna stretta (da risultare fasciante come un tubo per l'appunto) che arriva alle caviglie e presenta un taglio laterale alla coscia. Il corpetto è coperto dalla parte anteriore coprendo il decollté, ma è leggermente aperto lasciando parzialmente nuda la schiena, così come nude sono le spalle.
Le petite robe noir di Chanel
In realtà l'artefice del tubino nero fu Coco Chanel che creò nel 1926 le petite robe noir, un vestitino nero in jersey adatto per ogni occasione. L'abito di Chanel presenta la gonna fino al ginocchio (in stile tipicamente anni Venti) ed è a maniche lunghe. Inoltre presenta una sorta di 'asterisco di stoffa' che fascia e collega la parte superiore con la gonna.
Givenchy invece rielaborò il modello di Chanel coniugandolo con l'audacia anni Sessanta, creando delle scollature a hoc discrete, ma sensuali allo stesso tempo, sensualità dovuta anche alla gonna che fascia le gambe.
Questo 'semplice' abito di stoffa nera è entrato nell'immaginario collettivo come simbolo di eleganza che resiste alle continue bizze della moda.
Ancora oggi il tubino è il capo di moda più amato e utilizzato, e il tubino indossato da Audrey Hepburn è ormai un pezzo di storia del cinema. Come la sua iconica Holly Golightly.
Hubert De Givenchy è venuto a mancare oggi, ma rimarrà nella storia grazie al suo iconico tubino.

martedì 28 febbraio 2017

SPOT REVIEW: L'eau Chanel No. 5





Titolo:
L'eau Chanel No.5
Testimonial: Lily-Rose Depp.
Francia, 2016
Regia: Jonah Renck
Durata: 1'01

Io sono la notte e il giorno. Io sono una incognita, ma anche una risposta. So essere posata, ma anche trasgressiva. Con me un'istante può essere l'eternità. Sono un'artista, ma so anche essere una musa. Posso essere vulnerabile, ma anche invincibile. Rompo le convenzioni, ma ne creo altre. Mi conosci per ciò che sono, ma non arriverai mai a conoscermi veramente.
Una donna ha mille volti, mille sfaccettature e una infinita capacità di reinventarsi. La donna Chanel è contradditoria. è un paradosso, ma il suo fascino risiede proprio in questo dualismo.
Può essere oscura come la notte, e luminosa come il giorno. Sa essere misteriosa, ma anche un libro aperto. E l'Eau Chanel No.5 incarna proprio questo spirito, un eau de toilette per una donna che non vuole farsi intrappolare negli schemi, che vuole essere forte, ma anche saper essere fragile senza provare vergogna.
L'Eau Chanel No. 5 è giovane e classico allo stesso tempo: sulla scia del paradosso, lo spot gioca con i contrasti, facendo riferimento all'iconico profumo di Coco Chanel, il No.5, creando un profumo che riprende il concept originale, per reinventarlo. Un profumo simile, ma diverso. come una donna che può essere contraddittoria, ma affascinante allo stesso tempo, rendendosi diversa in mille occasioni.
E la nuova musa scelta da Karl Lagerfield è l'astro nascente Lily-Rose Deep, che prende il testimone da sua madre Vanessa Paradis, a sua volta musa per Chanel No. 5 per incarnare questa nuova generazione femminile forte e determinata.
Lily-Rose è giovanissima, non ha neanche 17 anni ma sa già essere un animale da palcoscenico.
Da sempre al centro dell'attenzione dei media, (essendo la figlia di Johnny Depp), fa quasi paura nel vedere una ragazza (alla fine è un'adolescente) che sa destreggiarsi con naturalezza davanti alla macchina da presa che la segue quasi adorante. 
Buon sangue non mente, sembra essere nata in un set cinematografico da come sa destreggiarsi nel recitare i diversi ruoli della nuova musa Chanel. D'altronde anche Vanessa Paradis divenne famosa a 15 anni con la canzone Joe Le Taxi, ma a differenza della madre, Lily-Rose non possiede quell'allure di innocenza e timidezza, ma sa ostentare sicurezza come se fosse già una veterana del piccolo (e grande) schermo.
Modella per Karl Lagerfield, ma anche attrice; ben presto sarà sugli schermi nel ruolo di Isadora Duncan nel film The Dancer. In fondo di lei sappiamo tutto (dai media), e niente, paradossale come l'Eau di Chanel.

martedì 20 ottobre 2015

100% PURE GLAMOUR: Mia Wallace e lo Chanel Rouge Noir




Mia Wallace come pupa del boss Marcellus Wallace aveva uno stile un po' dark con quei capelli neri e gli occhi azzurri magnetici. Sulle unghie però non indossava un tipico smalto rosso o un bordeaux, ma una particolare tonalità che erano perfettamente nelle sue corde: un rosso, ma anche nero.
E' un po' ambiguo, perché lo smalto, o è rosso, o è nero. Perché invece non indossare una unica nuanche che racchiudesse questi due colori?
Le Rouge Noir n°18
Grazie a Chanel è possibile: Le Vernis de Chanel n° 18, meglio conosciuto come Rouge noir è lo smalto che ogni beauty addicted ha nel proprio beautycase, ma che divenne famoso negli anni Novanta grazie proprio a Pulp Fiction, dove una strepitosa Uma Thurman indossa questo spettacolare smalto, dove quel tocco di nero faceva la differenza.
Il Rouge Noir nasce nel 1994 con il nome di Vamp quando il direttore creativo della Maison Chanel, Karl Lagerfield, chiese alla responsabile del dipartimento di cosmetica Dominique Moncourtois di creare una particolare tonalità scura che potesse essere 'esaltato' nelle fotografie in bianco e nero per la campagna pubblicitaria easy-to-wear, la collezione estiva del 1995. Moncourtois non aveva il colore pronto per l'occasione, così improvvisò uno smalto con una base rosso scarlatto con una passata di pennarello nero, il tutto fissato con un top coat trasparente.
In Pulp Fiction, Mia Wallace indossa questa tonalità Vamp quando esce con Vincent Vega. 
Sensuale e perfetta femme fatale, Mia Wallace riesce a essere seducente tenendo in mano una sigaretta tra le dita perfettamente smaltate. Su di lei un semplice smalto diventa un tratto della sua personalità tipica delle dark lady, e soprattutto un oggetto di 'seduzione pericolosa', tale da risultare 'pericoloso' per un possibile risvolto amoroso tra i due, che, per i ben informati, non avverrà mai. 


giovedì 7 maggio 2015

100% PURE GLAMOUR: Met Ball 2015


Lunedì scorso c'è stato l'evento newyorkese più glam dell'anno: il Met Ball, organizzato ogni anno per raccogliere fondi per il MET, il Metropolitan Museum of Art, organizzato con la collaborazione del Costume Institute.
Moda, cultura, arte e soprattutto cinema e celebrity: dal 1946 le star di Hollywood (e recentemente anche dal mondo della musica) sfilano con un vestito 'a tema'. Quest'anno l'evento omaggia la Cina, con una mostra  - Cina: Through the Looking Glass curata dal regista Work Kan-Way insieme al dipartimento di arti asiatiche del MET, una prospettiva che riflette su come l'estetica Orientale influenzi la cultura Occidentale.
La Cina è fonte di ispirazione per la sua bellezza, le sue fini e preziose porcellane, per i suoi costumi tradizionali, ma è anche uno Stato in costante evoluzione puntando picchi di avanguardia nella tecnologia, nella comunicazione e anche nel cinema.
A presentare la serata patrocinata dal direttore di Vogue Anna Wintour (in Chanel) vi sono due madrine di eccezione: Gong Li (vestita con un fasciante abito di Roberto Cavalli) - massimo esponente del cinema cinese in grado di aver costruito una solida carriera anche a Hollywood, e Jennifer Lawrence (in un floreale Dior), assente al Met Ball del 2014.
Look orientale per l'immancabile newyorkese doc Sarah Jessica Parker che sfoggia un copricapo in stile dragone cinese (firmato Philip Treacy) e un vestito firmato H&M. Non è la prima volta che il marchio low cost creato da Hennes and Mauritz calcano i red carpet: da Michelle Williams a Jessica Chastain, il marchio oltre che a collaborare con prestigiosi fashion designer (Alexander Wang ha firmato la collezione 2014), sta arrivando a diventare un punto di riferimento per le star di Hollywood.
Anne Hathaway è la'woman in gold', con uno scintillante Ralph Lauren dorato dotato di cappuccio, che si contende lo screttro della più bella del reame tra una golden Kate Hudson con un abito firmato da Michael Kors e una 'metallica' Jessica Chastain in total gold firmato Riccardo Tisci per Givenchy, ma che osa con scollature generose, ma non volgare, 
Lady Gaga sbaglia, ma con stile: omaggia il Giappone con un abito che riprende chiaramente lo stile dei guerrieri samurai, ma il vestito firmato da Alexander Wang non è totalmente da bocciare, dato che riesce a infondere il suo stile minimal e geometrico con l'estetica orientale. Nel caso l'anno prossimo si dovesse celebrare lo stile made in Japan, potrà sicuramente riutilizzarlo.
Madonna sbaglia, ma senza stile: vestita con un abito nero di Moschino, sfoggia una mantella anch'essa nera, su cui risalta in giallo la scritta Rebel Heart, ovvero il titolo dell'ultimo album della regina del pop. Che sia andata a presentare la sua ultima fatica invece di andare all'afert party?
Emily Blunt sembra uscita dal film In the Mood for Love con un abito di Prada di seta azzurro impreziosito da una mantella. mentre Jennifer Lopez osa il nude look, fasciata con un 'dragon look' firmato atelier Versace rosso con trasparenze , ma sembra una educanda se si paragna all'audace Givenchy dress indossato da Beyoncé, che lascia poco spazio all'immaginazione.
Tra glamour, scivoloni e nude look, il Met Ball rappresenta l'evento fashion e mondano più esclusivo dell'anno.