Splendidi, lussureggianti, gotici, magnifici. Questi sono solo quattro di infiniti aggettivi che si possono attribuire ai costumi di Bram Stoker's Dracula, diretto da Francis Ford Coppola, creati dalla costumista e artista giapponese Eiko Ishioka (collaboratrice storica del regista Tarsem Singh fino al 2012, anno della scomparsa della costumista).


Ishioka si ispira all'arte di Gustav Klimt e ai preraffaelliti come Dante Gabriel Rossetti, creando abiti sensuali e lussuriosi: dall'imponente armatura rossa che indossa il conte Vlad, all'abito che indossa Dracula nella scena in cui, vecchio, conosce Jonathan Archer, che richiama fortemente il quadro Il bacio di Gustav Klimt: Ishioka vi riproduce fedelmente anche La Madonna col bambino, chiaro riferimento dell'unione spirituale che legava Dracula con la chiesa Ortodossa
Una citazione cinematografica del Dracula con Bela Lugosi la possiamo trovare negli ambiti "londinesi" che indossa un redivivo e ringiovanito Dracula, soprattutto grazie al cappello a cilindro e all'uso del bastone.
Due stili, due personalità distinte: colori tenui come il celeste per la dolce Mina, scollature e spalle scoperte per l'audace Lucy.
Ma Mina indosserà un sensuale abito rosso quando si lascerà stregare dal vampiresco Dracula, scoprendo nuovamente una passione che li aveva legati nel passato.

