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giovedì 26 dicembre 2013

CULT MOVIE: Una poltrona per due

Titolo: Una poltrona per due
Titolo originale: Trading Places
USA, 1983
Cast: Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Ralph Bellamy, Don Ameche.
Sceneggiatura: Timothy Harris, Herschel Weingrod.
Regia: John Landis.
Durata: 113'
Louis Winthorpe III è un broker che lavora per la prestigiosa società Duke and Duke, creata dai fratelli Randolph (Ralph Bellamy) e Mortimer (Don Ameche), e ha una vita agiata, mentre Billy Ray Valentine (Eddie Murphy) invece è un barbone che chiede l'elemosina fingendo di essere cieco e di aver perso le gambe in Vietnam. Beccato dalla polizia, Billie Ray scappa e si scontra con Louis, che lo scambia per un ladro e lo fa arrestare.
I fratelli Duke assistono alla scena e decidono di compiere un esperimento tanto geniale quanto crudele: scommettendo un solo dollaro, riescono a far diventare un uomo ricco e onesto Billie, mentre Louis finisce in povertà e sull'orlo della criminalità. Louis viene aiutato dalla prostituta Ofelia (Jamie Lee Curtis), e insieme a  Billy Ray si vendicherà dei Duke.
John Landis prende di mira il capitalismo made in USA con questa commedia delirante modellata sulla fiaba de Il principe e il povero
A partire dai primi minuti sulle note de Le nozze di Figaro (orchestrate dal grande Elmer Bernstein), Landis mostra la città di Philadelphia con le sue belle case, l'alta borghesia, le banche, le sue imponenti statue, messe in contrapposizione con la povertà dei quartieri e i miseri spazi dove i giovani possono giocare a basket, due facce speculari della stessa città. Così come due vite agli antipodi sono quelle del ricco Louis Winthorpe III e del povero Billy Ray Valentine.
Ma cosa fareste se ogni vostra certezza crollasse da un giorno all'altro per mano di coloro che cambiano volutamente il vostro destino?
I fratelli Duke, uomini tanto ricchi quanto avari decidono di scommettere in nome della "scienza", per scoprire se è vero se si è predisposti geneticamente a delinquere in un contesto sociale degradato e contemporaneamente, e se altrettanto veritiero se si ha una predisposizione ad avere successo vivendo in un contesto altolocato.
Louise Winthorpe III è un giovane spocchioso dal nome imponenete, laureato ad Harvard, tratta con sufficienza tutti, compreso il suo maggiordomo Coleman (Delhmon Elliot), che più che servirlo sembra farle da seconda madre vestendolo, nutrendolo e facendogli la barba.
Tutta la sua vita è già stabilita: laurea, eccellente posizione in una delle più grandi società finanziarie, e sta per sposarsi con la nipote dei Duke (anche se non disdegna le attenzioni di un amico del club).
Billy Ray Valentine invece passa le giornate a chiedere l'elemosina spacciadosi per un ex reduce del Vietnam che lo ha privato della vista e delle gambe, ha debiti al bar ed è sempre in mezzo ai guai con la polizia.
Una volta scelti i soggetti, entra in gioco il potere del denaro, capace di cambiare le vite delle persone ma anche di corrompere per rovinare le vite altrui. grazie al denaro viene corrotto Coleman, che già compativa Louis, così come viene corrotta la polizia che infanga la fedina penale di Louis con l'accusa di spaccio di polvere d'angelo.
E 100 dollari fanno comodo a Ofelia  (Jamie Lee Curtis), che per quella cifra finge di essere una sbandata a che vuole la droga dal malconcio Louis, facendo rompere il fidanzamento con Penelope.
Louis una volta uscito dalla prigione cerca di riabilitarsi, ma ritrovatosi senza soldi, con un occhio nero e con un vestito che ricorda quello di un pappone, scopre sulla propria pelle il disprezzo dell'upper class di cui faceva parte neanche qualche giorno prima. Così come scopre di aver vissuto in un contesto falso e ipocrita: i suoi amici non sono poi così amici, ma sono solo degli  snob arroganti, e la sua ex fidanzata ha trovato un pretesto per lasciarlo per il suo "migliore" amico.
L'unico in cui crede alla sua innocenza e gli offre il proprio aiuto è invece Ofelia, squillo dal cuore d'oro.
Cosa succede invece alla vita di Billy Ray? Si ritrova ripulito da capo a piedi (ma i suoi vestiti vengono portati in lavanderia per il suo ritorno alla strada), ha una bella casa, un favoloso conto in banca e anche un maggiordomo. Se inizialmente Billy Ray pensa che sia una presa in giro, nel giro di poco tempo gli amici che frequentava non li sopporta più considerandoli dei buzzurri che spengono le sigarette sul tappeto persiano, e sfodera una certa capacità negli affari grazie a intuizioni e fiuto per gli affari, diventando un ottimo broker anche senza la laurea in una Ivy league.
I fratelli Duke non hanno remore nel manipolare le vite altrui per un capriccio antropologico-scientifico, e vincono la scommessa facendo arrivare Louis quasi a delinquere, diventando un esilarante babbo Natale ubriaco che mangia il salmone rubato su un autobus, arrivando quasi a farla finita. Ma Billy Ray scopre l'inganno e si allea con Louis, Ofelia e Coleman ripagando con la stessa moneta i Duke & Duke. 
Il loro piano ovviamente è squinternato, creando un demenziale quartetto composto da un prete scozzese, una svedese, un giamaicano e uno studente con borsa di studio che viene dal Camerun. E il Lieto fine è dietro l'angolo, il capitalismo viene schiacciato e il relax su un'isola tropicale è assicurato.
Una poltrona per due è uno spassoso film che critica con feroce sarcasmo l'era reganiana e il mondo del capitalismo, dove i ricchi disprezzano i poveri e i poveri deridono i ricchi (una su tutte le smorfie di derisione mal celate da Coleman a Louis, e il maggiordomo dei Duke che li manda a quel paese dopo aver ricevuto la gratifica di 5 miseri dollari).
Il tutto viene condito con uno squisito senso della demenzialità dove non viene neanche risparmiata Wall Street, rappresentata come la culla del Dio dollaro e dell nevrosi dei broker che danno di matto per fare quattrini.
La morale di fondo è che l'abito non fa il monaco, dove un candido completo da tennis nasconde meschinità e falsità e un abito succinto di una squillo invece nasconde altruismo (anche se prima è per affari, poi per amore) e soprattutto, nella vita non bisogna mai dare niente per scontato.
Louis diventa più umile, e Billy Ray più onesto. L'esperimento dei Duke è riuscito, così come è riuscita questa commedia sarcastica e divertente, che verso il finale parte a briglia sciolta sulle corde della demenzialità tanto cara a Landis.
Diretto con tempi comici perfetti e un cast di attori eccellenti, con il trio Aykroyd-Murphy-Curtis e con le vecchie glorie del cinema Ralph Bellamy e Don Ameche,  Una poltrona per due è una satira che a 30 anni di distanza sa  ancora essere una satira corrosiva sul mito ormai un po' malconcio del capitalismo americano.
Voto: 8.5
A.M.

domenica 14 luglio 2013

LA RUBRICA DEGLI ADDII: Addio a Tonino Accolla



Il doppiatore Tonino Accolla, storica voce di Homer Simpson e di Eddie Murphy con la sua inconfondibile risata, è morto oggi a Roma, all'età di 64 anni dopo una lunga malattia.
Nato a Siracusa il 9 aprile del 1949, fu noto per aver doppiato quasi interamente la carriera di Eddie Murphy. Celebre fu la sua risata, che diede al pubblico italiano un marchio di fabbrica dell'attore afroamericano. Fu la voce di Murphy da 48 ore, finendo con Immagina che del 2009. Nel 2011 (probabilmente per problemi di salute) fu sostituito da Sandro Acerbo per il film Tower Heist
Altro doppiaggio celebre fu Homer Simpson, del cartoon amerano I Simpson, diventandone il direttore del doppiaggio. 
Come direttore del doppiaggio curò i maggiori successi degli anni Novanta: da  Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, a Brave Heart di Mel Gibson, a Titanic di James Cameron
Prestò anche la sua voce per doppiare star del calibro di Mickey Rourke (9 settimane e 1/2, Angel Heart, La vendetta di Carter), Kenneth Branagh (Enrico V, vincendo un Nastro d'argento per il miglior doppiaggio, L'altro delitto, Molto rumore per nulla), Tom Hanks (Splash-una sirena a Manhattan, Music Graffiti), Jim Carrey (Ace Ventura, Una settimana da Dio), Gary Oldman (Léon, Il quinto elemento).
Con la scomparsa di Tonino Accolla, il doppiaggio italiano (in crisi da tempo), ha perso un pezzo di storia. 

giovedì 10 novembre 2011

NEWS: Forfait alla notte degli Oscar


Il regista Brett Rattner è fuori dalla produzione dello show la notte degli Oscar, mentre Eddie Murphy da forfait nella conduzione in segno di solidarietà. Il motivo della debacle? Le dichiarazioni di Ratner, che durante un'intervista aveva affermato "Le prove sono per froci". Di conseguenza si è scatenato un putiferio poiché le sue parole, considerate offensive nei confronti dei gay, hanno fatto infuriare le maggiori associazioni americane in difesa dei diritti degli omosessuali, in particolare la Gay and Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD).
Il regista di Red Dragon e X-Men: conflitto finale, ha cercato di rimediare al danno, affermando di aver detto delle stupidaggini, ma ormai "la frittata è fatta" e Ratner ha dovuto presentare le sue dimissioni da produttore dello show.
A distanza di un giorno anche il presentatore della notte degli Oscar, l'attore Eddie Murphy, ha rassegnato le dimissioni, solidarizzando di fatto con il regista che è un suo grande amico anche nella vita privata e da cui è stato appena diretto in Tower Heist: colpo ad alto livello. A sostituirlo ci sarà Billy Crystal, un veterano delle edizioni passate.