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martedì 23 giugno 2015

NEWS: La scomparsa di James Horner



Il compositore James Horner è scomparso ieri in seguito a un incidente aereo presso Contea di Ventura. Il corpo di un pilota è stato ritrovato in pessimo stato nei pressi di una foresta non molto distante da Santa Barbara. Anche se non c'è ancora una notizia ufficiale da parte delle autorità californiane, le speranze che si tratti di un'altra persona sono piuttosto scarse. Dubbi che successivamente sono stati dissipati dal suo avvocato, che ha affermato che Horner era alla guida del S-312 Tucano MK1 e viaggiava solo.
Classe 1953, compositore e direttore di orchestra, è entrato nella storia del cinema per aver composto la colonna sonora di Titanic (1997), vincendo due Oscar  - miglior colonna sonora e la canzone My Heart Will Go On cantata da Celine Dion.
Horner è considerato uno dei maggiori talenti di Hollywood, nonché il più prolifico con ben 123 colonne sonore all'attivo.
Nel 2009 ha lavorato nuovamente con Cameron per Avatar, e ha avuto una stretta collaborazione con Ron Howard a partire con Cocoon (1985), Willow (1988), Apollo 13 (1995), Il Grinch (2000), A Beautiful Mind (2001) e The Missing (2003).
Oltre alle collaborazioni con Cameron e Howard, curò la colonna sonora di Braveheart di Mel Gibson (1995), dove sfoggiò l'amore per la musica celtica, The New World di Terrence Malick (2005), The Amazing Spider-Man (2013). L'ultimo lavoro è The 33 (2015), sull'incidente dei 33minatori in Chile intrappolati in una miniera per due mesi nel 2010.

sabato 20 dicembre 2014

100% PURE GLAMOUR: Il cuore dell'Oceano



Il cuore dell'Oceano è la favolosa collana che indossa Rose (Kate Winslet) in Titanic, regalo del suo facoltoso fidanzato (Billy Zane).
'leggenda' narra  sia appartenuto a Luigi XVI ed è costituito da una base di oro platino ricoperto da 103 diamanti che racchiudono il cuore creato da un enorme diamante blu di 56 carati.
Quando il re perse la corona (e la testa), il diamante fu tagliato e scomparve misteriosamente, e destino volle che sia Rose a esserne entrata in possesso.
In realtà il cuore dell'Oceano non è mai esistito, ma per farlo diventare la parte integrante della storia, è stata creata la collana ispirandosi a tre (vere) collane: il Regent, il Marie Antoniette Bleu - indossato da Maria Antonietta il giorno delle sue nozze, e il diamante Hope, sempre posseduto dalla regina di Francia.
Anche se non è mai esistito nella realtà, il cuore dell'Oceano fa parte dell'immaginario collettivo e rimarrà per sempre legato al Titanic.

giovedì 30 gennaio 2014

GIOCO: Film vergogna



Ma quanto ci piace giocare a noi cineblogger! Dunque, ho iniziato io con il giochino dello sputtanamento con i "cadaveri eccellenti", ovvero i dieci film da vedere prima che si esauriscano i neuroni, e ora dall'ottimo blog Pensieri Cannibali esce una versione ancora più tosta e con uno sputtanamento ancora maggiore: I 10 film della vergogna. Ovvero quei film demmerda che per qualche oscuro motivo piacciono senza remore, ma per non rovinare l'allure da cinefilo impegnato fai finta di disprezzare e/o negare di averli visti. Siccome mi piace essere alternativa, l'ho scrivo a modo mio, con quel monnezza touch che non si smentisce mai. E parafrasando gli A-Ha e la sua Take on me, per l'occasione cantiamo in coro: Shame on me... Shame me on!
Per sapere dove tutto ebbe inizio, beccatevi il link: http://pensiericannibali.blogspot.com/film-vergogna

Filone shake your ass/sing a long:
Burlesque.
Oh, a me la parabola arrivistico/esistenziale di Christina Aguilera è piaciuta assai. Che poi sia una fotocopia de Le ragazze del Coyote Ugly non ci piove: Ali/Christina che arriva fresca fresca/babba babba dal paesotto ammegigano e approda nella metropoli, brutta/cattiva/bubù, e gli inizi ovviamente sono sconfortanti: le fottono pure i soldi che teneva nascosti nell'appartamento, che probabilmente è lo stesso bilocale dove avevano fottuto i soldi a Violet/Piper. Però il film mi piace anche perché c'è sua gommosità Cher, e Ali/Xtina ha pure un non so che di senso dell'umorismo e pelo sullo stomaco in più  di quella rincoglionita di Violet/Piper. E le coreografie e le canzoni sono veramente belle. Perché io tengo l'anima ballerina.
Save the Last Dance
Sarà che a me piace l'Hip Hop, ma a me non è dispiaciuta la parabola sfigata/esistenziale di Sarah, la protagonista che perde mammà e finisce controvoglia da papà, vedendo lontani i progetti di diventare una ballerina. Lei che vorrebbe diventare la nuova Carla Fracci, diventerà in un ipotetico seguito  una mamma di 4 figli sfatta, grassa e pure cornuta. Ma nel film è ancora una ciòfane di belle speranze, le coreografie sono belle e c'è pure l'aspetto impegnato con la "dura" vita gangsta, il "yes we can" (sicuramente Obama ha visto questo film prima della campagna elettorale del 2008) e una certa Kerry Washington agli esordi che con il suo ruolo di ragazza madre aveva anticipato di dieci anni il programma 16 pregnant di MTV.
The Bodiguard.
Cara Withney, pace all'anima tua, eri una grande cantante, ma che film demmerda che facevi. La cara Withney condusse una parabola canterina/cinematografica a dir poco schizofrenica: splendida dal punto di vista musicale, pessima dal punto di vista cinematografico. Oh, non ne imbroccava una al cinema. Però The Bodyguard mi era piaciuto. Sarà che da ragazzina ascoltavo in loop I'm Your Baby Tonight, che non mi ero lasciata scappare questa primizia capace di affossare la carriera di Kevin Costner alla velocità di una scorreggia. Che storia del cazzo, prevedibile e scontata. Però Withney aveva in ogni scena un'acconciatura diversa da far invidia alla mia Barbie che aveva sempre quei capelli biondi  un po' stopposi e Queen of The Night rimane pur sempre la mia canzone preferita, tanto che prima o poi finirò per vedere anche il musical. Magari è pure meglio del film originale!
Filone scambio au pair Meg Ryan/Tom Hanks:
City of Angels.
Meg Ryan è rimarrà per sempre la mitica Sally Albright di Harry ti presento Sally. La fidanzatina d'Ammeriga però qualche filmetto caccoso l'ha fatto e tra questi c'è City of Angels. Ancora non sono riuscita a vedere quella perla de Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, ma non so perché ho visto il remake.  Sarà stata colpa di Iris dei Goo Goo Dolls, non c'è dubbio. Sicuramente l'avrò visto verso la fine dell'adolescenza, anche perché ora che sono vècia, quando sono depressa mi basta ascoltare Lana Del Rey, mica vedere sta' stronzata. Il regista del "film" l'ho rimosso, ma ricordo benissimo che oltre a lei c'era un Nicolas Cage in odore di trashume che tanto basta per vergognarsi a vita. E poi scusate il francesismo, ma qui il personaggio di Meg Ryan muore proprio come una cogliona: già che c'eri potevi provare a fare l'angelo su un cornicione, almeno ti spiaccicavi con più classe. Cioè, ditemi chi è la testa di cazzo che prova a fare l'angelo chiudendo gli occhi mentre va in bici che gli stringo la mano. Se non si è spiaccicato contro un albero come la suddetta fidanzatina ammerigana.
C'è posta per te.
Meg Ryan torna in grande forma con C'è posta per te, che vorrebbe essere un remake di Scrivimi fermo posta di Ernst Lubitsh e inconsapevolmente finisce per fornire l'idea a quel programma demmerda della De Filippi, la reggina della fabbrica di mostri catodici. Dunque, fatemi capire: Meg Ryan interpreta una che lavora in una libreria ereditata da mammà e si innamora del tizio che non capisce un cazzo di letteratura, ma fa una fraccata di soldi con le sue catene di librerie e in più la fa fallire. E lei che fa? Al posto di spaccargli la faccia se lo bacia alla fine del film perché si scambia le e-mail un po' finto porche? Sì, è così. Però al di là delle canzoni jazzose alla Woody Allen, il tono zuccherino (ma dove le trovi le farfalle in metropolitana? A me sono capitati i sorci, che cazzo di sfigata che sono!) e al di là del fatto che la Ephron modelli le nevrosi della mitica Sally Albright su questa little shop girl, è pur sempre una commedia che trasuda amore per NY, ha un buon ritmo e poi Tom Hanks era ancora magro.
Forrest Gump.
Ed ecco che Tom Hanks torna alla carica con il film più paraculo del secolo: Forrest Gump. Questo film andrebbe messo al rogo. Primo perché ha fottuto l'Oscar a Pulp Fiction, secondo perché una volta ho letto un articolo su non so quale accostamento tra Jean Seberg, Le Pantere Nere e il fatto che Forrest Gump si scagli contro la filosofia Hippie punendo il personaggio fuori dagli schemi di Jenny e glorificando la normalità di  Forrest Gump. Qualche punticino in meno del QI sto cazzo. Però la prima (e ultima) volta che vidi Forrest Gump, mi piacque. Pur essendo consapevole di essere stata presa per il culo, arruffianata e compiaciuta. A mai più Forrest. Corri Forrest, corri. Corri affanculo Forrest...!
Filone perché se lei ha il culo grosso e ha successo, allora valgo pure io:
Quel mostro di suocera.
Ebbene sì, J-lo strikes again! Mah, qualche film decente l'ha fatto, ha lavorato con Oliver Stone, Francis Ford Coppola e Bob Rafelson. Poi ha deciso di fare quattrini facendosi tirare i capelli dalla L'Oreal per dimostrare che sono forti grazie allo shampoo con la formula X3 e soprattutto si è specializzata in film demmerda. Tra questi figura Quel mostro di suocera, che segna il ritorno sul grande schermo di Jane Fonda. Se doveva fare questo film del cazzo, poteva anche starsene a casa. Però mi piace solo perché corca di schiaffi J-Lo. Ma per vedere questa succosa scena devi pagare pegno e vedere quasi tutto il film. Però le da' proprio due belle pappine. Però potevano mettere le onomatopee "Pow! Pam!" come nella serie TV di Batman, sarebbe stato ancora più divertente. Però il fatto che le gonfia la faccia come il suo culone basta la visione. Perché cara Jenny, lei si fa tirare la pelle con la crema ProCalcium  della L'Oreal e vale pure lei, capito?
Filone Oh, mi piacciono le commedie romanticose, vuoi botte?!:
Come farsi lasciare in 10 giorni.
Io una volta ci ho impiegato 9 giorni. Ho vinto io, tiè. Cioè erano tempi in cui se leggevi Cosmopolitan eri una ragazza Cosmo, ma se non lo leggevi eri una ragazza di buon senso. E questo tipo di film rispecchia alla grande la filosofia Cosmo. Dunque, fatemi capire, nel film il personaggio di Kate Hudson viene pagata fraccate di dollari per dire alle ragazze ammerigane alla perenne ricerca di un cervello da intonare con la borsa cosa devono fare per blablabla e sti cazzi; vestendosi tra l'altro meglio della redattrice di moda, lavorando tra l'altro in un giornale dove tra un po' si fanno le treccine invece di un brainstorming (anche perché sono impegnate anche loro a cercare un cervello che si abbini alle scarpe) e ha una missione: deve dire alle ragazze come farsi lasciare in 10 giorni. E in questo caso  ci prova con Matthew McConaughey. In pieno figume, il ragazzuolo a sua volta  viene pagato fraccate di dollari per lavorare in un'agenzia di advertising (e mica si poteva far scaricare in 10 giorni da uno scaricatore di porto, no?), dove non fa un cazzo tutto il giorno e ha un ufficio/bordello/bisca/cazzeggio. Sì, il succo del film è questo. Però mi diverte, anche perché mi ricordano le commedie anni Trenta, con le baruffe lui/lei. Che George Cukor mi fulmini!
Filone me lo vedo solo perché me lo vorrei fare:
Shaft 2000.
Memore della visione di American Psycho, ormai in ormonella per Christian Bale bisogna vedere tutti i suoi film. Anche quelli brutti. E Shaft 2000 è uno di questi. Che più che brutto è inutile. No, è anche brutto. Però mi era piaciuto. O forse mi era piaciuto solo quel gran fico di Bale. Non so perché, ma il film è pure nella mia tesi di laurea. Ah, già perché l'ho fatto sulla Blaxploitation e Shaft 2000 è  un remake del mitico Shaft e mi toccava. Ma si poteva anche evitare. Christian Bale  però aveva ancora quel fisicaccio da urlo, faceva il verso al suo Patrick Bateman, ma al di là del fatto che in questo film era sempre vestito,  alla fine mi era piaciuto perché il Christian Bale di una quindicina di anni fa me lo sarei fatto più che volentieri! Poi una decina di anni dopo è arrivato Shame e la mazza di Michael Fassbender, e una botta adesso la si vorrebbe dare a lui...
Filone e qui lo dico e qui lo nego:
Titanic.
E qui mi cospargo il capo di cenere e finisco in bellezza con Titanic. Avere 17  e  dover sopportare le tue compagnucce che sbavano per DiCaprio sul Titanic. Film evitato come la peste bubbonica per anni, le mie compagnucce del liceo sbavavano per Leo per questo film girato daddìo ma con dei contenuti da Harmony che escimene dal culo. Ahahahah, me le immagino le mie ex compagnucce sedute al cinema a vedere basite il fascinoso "Lìo" con una candela infilata nel culo da una dominatrix in The Wolf of the Wall Street, very romantic, ahahahah.  Però alla fine dopo tanto ostracismo manco fosse stato il Maccartismo, finita la caccia alle streghe ho ceduto e l'ho visto alla tivvù, con il mio babbo che mi cambiava canale durante l'infinita pubblicità per vedere Zelig. Sta' a vedere che mi era piaciuto Zelig e non Titanic. Che poi, con la versione di Puttanic, non ce la posso fare, ormai è praticamente impossibile rivedere quel romanticone di "Lìo" mentre urla  "sono il re del mondo" finisco sempre per equivocarlo con "sono il coglione del mondooooo".

E voi, quali film demmerda vi piacciono?

sabato 5 ottobre 2013

KATE WINSLET DAY: Romance and Cigarettes

Oggi è il compleanno di una diva inglese: Kate Winslet. Lanciata nel 1994 da Peter Jackson ne Le creature del cielo, diventa una star grazie al ruolo di Rose in Titanic (1997) successo stratosferico del 1997. Noi della ditta cineblogger vogliamo celebrarla con i suoi film famosi, per far sapere al mondo intero che non è solo Rose. Perché la Winslet si è impegnata parecchio per scrollarsi di dosso il ruolo della rossa aristocratica di Titanic, spaziando in drammi shakespeariani (Hamlet), kapò nazista (The Reader), moglie frustrata (Revolutionari Road), borghese isterica (Carnage). Director's cult le fa gli auguri con Romance and Cigarettes di John Turturro, dove è la caliente amante di Nick/James Gandolfini.

Buon Kate Winslet Day!

Titolo: Romance and Cigarettes
USA, 2005
Cast: James Gandolfini, Kate Winslet, Susan Sarandon, Christopher Walken.
Sceneggiatura: John Turturro.
Regia: John Turturro
Durata: 105'


Nick Murder (James Gandolfini) è un "blue collar", un operaio del Queens, sobborgo di New York. Sposato da anni con Kitty Kane (Susan Sarandon) e padre di tre figlie (Mary Louise Parker, Mandy Moore e Aida Turturro) che suonano in un complesso rock, tradisce la moglie con la focosa Tula (Kate Winslet), commessa di un negozio di biancheria intima sexy.
Scoperto l'adulterio, Kitty si separa in casa dal marito e va a caccia dell'amante insieme al cugino Boe (Christopher Walken) anche lui tradito in passato.
Diviso tra la scelta di vivere una nuova vita con Tula e la redenzione riconciliandosi con la moglie, Nick farà una scelta definitiva prima che sia troppo tardi.
John Turturro è un attore, un regista, un amante della cultura italiana e della musica, e coniuga queste qualità girando un musical-melodramma metropolitano.
Bruce Springteen cantava: I'll take a red headed woman,
                                          a red heade woman
 It takes a red headed woman to get a dirty job done
E Nick Murder uomo dal baffo sparviero, la pancia guinness (da birra, non da primato) e sigaretta perennemente accesa, è diviso tra due rosse: una è sua moglie Kitty, il cui matrimonio è logorato dalla quotidianità, l'altra è l'esplosiva Tula, donna poco fine, ma è una bomba sotto le lenzuola, e fa la commessa nel negozio di lingerie Agent Provocateur. E lei florida e burrosa (non grassa, ma voluttosa e giunonica),  agente di provocazione esplosivo dalla scollatura generosa, irretisce Nick in una girandola di sesso selvaggio colorato dal linguaggio spinto, anche se lei vorrebbe essere apprezzata pure per la sua persona e non solo per le sue performance a letto. Sì insomma, si inizia dal sesso e poi si vuole una relazione seria:
Comme te ll'aggi''a dí ca nun è cosa?!
Chella nun è pe' te... chella è na 'mpesa!
Che vène a dí ch'è bella cchiù 'e na rosasi po' te veco
'e chiagnere annascuso?
Lássala, siente a me, ca nun è cosa!
Nick vive la sua seconda giovinezza grazie a Tula la rossa di fuoco, così passionale da fargli dimenticare il gineceo che lo stritola quotidianamente, con questa moglie petulante e le figlie che lo considerano poco o niente. Ma Kitty dopo lo sconforto iniziale e il cuore spezzato, va a confortarsi dal cugino Boe, uomo dall'acconciatura rockabilly e l'ancheggiamento alla Elvis, che condivide con lei l'onta di essere stati traditi da amanti terribilmente atletici nelle loro performance sessuali, regalando quel tipo di sesso "sporco" ad alta carica erotica che anni di matrimonio hanno fatto cadere nel dimenticatoio.
Kitty tradita ma battagliera piange il suo dolore:
Break another little bit of my heart, now honey
You'd better have a
Have another little piece of my heart, now baby
You know you've got it if it makes you feel good
Ma una volta ripresasi sfodera le unghie affrontando Tula, mentre Boe non è ancora in grado di riprendersi dal tradimento della moglie. Le donne sono apparentemente fragili, ma sono forti e reagiscono anche prendendo l'avversaria per i capelli, mentre gli uomini sono più deboli, o si fanno irretire da una ragazza sexy, o non sono capaci di superare un tradimento.
Donne che sanno usare il proprio corpo per ottenere ciò che vogliono da un uomo, tranne che conquistare il loro cuore, donne che sono sconfitte ma che sanno perdonare, o donne che vogliono essere soddisfatte e cercano tale soddisfazione altrove. E in questo piccolo universo Turturro trova loro un posto in questo divertente melodramma simil musical, contestualizzando l'ambiente metropolitano come accadeva in West Side Story, facendo diventare New York un palcoscenico dove i suoi personaggi si agitano in una stanza d'albergo adibito a luogo per fare l'amore, strade dove Nick canta la sua voglia di essere amato, alla ricerca di quel sentimento che si è assopito:
Every day I wake up, then I start to break up
Lonely is a man without love
Every day I start out, then I cry my heart out
Lonely is a man without love
E vincente è la scelta di cantanti non professionisti, un po' come aveva fatto Roberta Torre nel suo musical all'italiana Sud Side Stori, dove la prostituta Romea si struggeva in canzoni e balletti per il suo Tony Giulietto lungo le strade del quartiere vecchio di Palermo. Se comunque Roberta Torre usava attori non professionisti e si avvaleva di guest star come Little Toni e Mario Merola (il re della tamurriata napoletana), John Turturro si avvale di professionisti del calibro di James Gandolfini, Kate Winslet, Susan Sarandon e Christopher Walken, che, pur non essendo cantanti di musical, sono capaci di offrire un'ottima prova canora e simpatici siparietti danzerini.
Nick canta le sue pene d'amore per strada, ed ecco che i netturbini smettono di lavorare per danzare (o meglio, accennare qualche passo di danza) intorno a lui, così come la chiesa diventa il luogo per Kitty dove piangere la sua rabbia, la stanza d'albergo diventa la dichiarazione d'amore di Tula, mentre il tradimento ai danni di Boe con annesso tentato omicidio della moglie, viene scandito con una danza insieme ai poliziotti al ritmo di Delilah:
I could see that girl was no good for me
But I was lost like a slave that no man could free
At break of day when that man drove away, I was waiting
I cross the street to her house and she opened the door
She stood there laughing
I felt the knife in my hand and she laughed no more
Romance and Cigarettes trasuda sesso e sensualità, con allusioni (come la scena musicale El Cuarto de Tula, dove la pompa dell'acqua usata dai pompieri per spegnere il fuoco bollente di Tula è una chiara allusione alla sessualità maschile), donne che si sculacciano, amplessi infuocati donati generosamente da Tula a Nick, così come l'ex moglie di Boe non resiste al suo amante e gli salta letteralmente addosso.
Sesso e sigarette, corna e redenzione: se la prima parte è esilarante, focosa e "sessualmente attiva", la seconda parte è più intimista, con Nick che riscopre i valori della famiglia ed è in cerca di redenzione.  E se è troppo tardi per far ritornare tutto come prima, non è mai troppo tardi per ricevere un bacio dalla propria moglie e dirle ancora una volta "ti amo".
Recitato e cantato da attori in stato di grazia, emerge tra tutti Kate Winslet, la nostra festeggiata, una boombastica Tula capace di essere volgare con quel trucco pesante, passionale, sexy e splendida nelle sue forme morbide, ma anche lei con un cuore che sogna il suo principe azzurro come tutte.
Turturro non segue gli stilemi classici del genere, anzi, sa trasformare sapientemente i canoni del musical per raccontare questa storia verace e sanguigna, con un'ottima conoscenza della musica che spazia da Bruce Springteen (Red Headed Woman), Connie Francis (Do you Love me Like you Kiss me), Dusty Springfield (Piece of My Heart), Tom Jones (Delilah) e tanti altri.
Romance and Cigarettes è un musical anomalo ma affascinante e appassionante nel suo genere.
Voto: 7,5
A.M.

E ciliegina sulla torta: 



                                                                       Buon KWD!


Hanno collaborato:
Combinazione causale
Ho Voglia di Cinema
Il Bollalmanacco di Cinema
In Central Perk
Montecristo
Movies Maniac
Pensieri Cannibali
Recensioni Ribelli
Scrivenny 2.0
White Russian

domenica 14 luglio 2013

LA RUBRICA DEGLI ADDII: Addio a Tonino Accolla



Il doppiatore Tonino Accolla, storica voce di Homer Simpson e di Eddie Murphy con la sua inconfondibile risata, è morto oggi a Roma, all'età di 64 anni dopo una lunga malattia.
Nato a Siracusa il 9 aprile del 1949, fu noto per aver doppiato quasi interamente la carriera di Eddie Murphy. Celebre fu la sua risata, che diede al pubblico italiano un marchio di fabbrica dell'attore afroamericano. Fu la voce di Murphy da 48 ore, finendo con Immagina che del 2009. Nel 2011 (probabilmente per problemi di salute) fu sostituito da Sandro Acerbo per il film Tower Heist
Altro doppiaggio celebre fu Homer Simpson, del cartoon amerano I Simpson, diventandone il direttore del doppiaggio. 
Come direttore del doppiaggio curò i maggiori successi degli anni Novanta: da  Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, a Brave Heart di Mel Gibson, a Titanic di James Cameron
Prestò anche la sua voce per doppiare star del calibro di Mickey Rourke (9 settimane e 1/2, Angel Heart, La vendetta di Carter), Kenneth Branagh (Enrico V, vincendo un Nastro d'argento per il miglior doppiaggio, L'altro delitto, Molto rumore per nulla), Tom Hanks (Splash-una sirena a Manhattan, Music Graffiti), Jim Carrey (Ace Ventura, Una settimana da Dio), Gary Oldman (Léon, Il quinto elemento).
Con la scomparsa di Tonino Accolla, il doppiaggio italiano (in crisi da tempo), ha perso un pezzo di storia.