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giovedì 10 agosto 2017

CELEBRATION (50th Anniversary): Il laureato





Titolo: Il laureato
Titolo originale: The Graduate
USA, 1967
Sceneggiatura: Buck Henry, Calder Willingham
Regia: Mike Nichols
Durata: 107'


Benjamin Braddock (Dustin Hoffman) ha tutte le carte in regola per diventare un uomo di successo: è giovane, affascinante, è figlio della buona borghesia e ora è anche laureato.
Ma a Benjamin Braddock i panni del borghese perbene gli stanno un po’ stretti. Si sente come un pesce fuor d’acqua: una volta ritornato al suo nucleo familiare d’origine, sente che qualcosa è cambiato e non riesce più a integrarsi. Così come fatica a integrarsi nella società upper class americana.
Studia, prendi una laurea, trova un buon lavoro, sposati e fai dei figli. Più o meno l’iter del cittadino medio americano è questo. Beh, Benjamin Braddock ha studiato, ha preso una laurea, ma non sa che lavoro trovare e non sa se sposarsi e avere figli.
E se l’american way of life non facesse per lui?
Benjamin si trova come in un limbo, simbolo di un’alienazione giovanile che ha seguito le regole alla perfezione, come una buona pecorella segue il suo pastore, ma ora non sa se ciò che ha seguito fino ad ora sia adatto a lui. E se volesse uscire dal gregge?
L’apatia di Benjamin e il suo disinteresse verso tutto e tutti non sembra preoccupare i suoi genitori, che vedono in lui il loro golden boy da esibire con orgoglio. Come fa suo padre quando gli regala la muta da sub, e al classico party in piscina deve esibirsi  come una brava scimmietta ammaestrata per mostrare quanto sia eccezionale il ragazzo nella muta da sub.
Benjamin esegue il “numero” alla perfezione, ma il disagio e il rifiuto verso la società si fa evidente in lui, fluttuando nel fondo della piscina con lo sguardo colmo di frustrazione, incapace di comunicare il suo senso di disagio, causato dalla mancanza di comunicazione con il mondo degli adulti.
Ma Benjamin non ci sta e la svolta avviene quando incontra Mrs. Robinson (Anne Bancroft), donna ancora ricca di sex appeal. Mrs. Robinson seduce il giovane e inesperto Benjamin, introducendo il goffo ragazzo di buona famiglia a una educazione sentimentale che lo porterà a maturare, facendolo diventare più sicuro di sé.
Ma a rompere l’equilibrio raggiunto dal giovane, è la giovane Elaine (Katharine Ross), studentessa della prestigiosa università di Berkeley: Benjamin si innamora di lei, anche se aveva promesso a Mrs. Robinson di non frequentarla.
Benjamin ed Elaine si frequentano, ma fanno fatica a comunicare tra di loro (proprio come con gli adulti), gettando le basi dello sconforto del rifiuto della famiglia che contagerà non solo l’America, ma anche l’Europa (come la “morte del padre” in Italia per esempio): lei lo ama, ma non sa cosa fare. E’ un controsenso, ma è quello che prova questa ragazza bellissima ma un po’ confusa.
Elaine e sua madre rappresentano la crisi del nucleo familiare: Elaine è piena di dubbi, ama Benjamin, ma è insicura sul suo rapporto, indecisa se scegliere lui e un futuro fatto di incertezze, o sposare il giovane studente di medicina che gli assicurerà una vita tranquilla, ma forse noiosa. Mrs. Robinson invece è cinica e disillusa, nutre gelosia nei confronti Eleaine, vedendola come la causa della rinuncia dei suoi sogni; e ora disprezza il marito e l’istituzione matrimoniale tradendolo con un ventenne.  
Ma se per Mrs. Robinson ormai è troppo tardi, Elaine può ancora scegliere il proprio destino.
Elaine però è meno ribelle di Benjamin e sceglie  di percorrere la via più tranquilla, e ciò scuote Benjamin dal torpore in cui è caduto e finalmente ha uno scopo nella vita: amare Elaine, correndo contro il tempo e diventando protagonista di una memorabile fuga che ormai è entrata nell’immaginario collettivo e un cult per tutti gli amanti di cinema.
Ma siamo sicuri che ci sia l’happy ending?
Benjamin ed Elaine salgono sull’autobus e viaggiano verso l’ignoto. Si guardano per un istante, un timido sorriso e la consapevolezza di aver abbattuto le barriere del perbenismo della società borghese. Ma quel sorriso dura poco: Benjamin Braddock ed Elaine Robinson si fanno seri e guardano dritto a loro, consapevoli di avere un avvenire  fatto di incertezze e di precarietà.
Ed è proprio questo finale apparentemente aperto che fa de Il laureato un cult movie e un manifesto di una generazione, quella Sessantottina che prenderà in mano il proprio destino e combatterà per distruggere le fondamenta tranquille della società americane. Anche se poi si sa che nemmeno un ventennio più tardi, i figli del Sessantotto ricostruiranno mattone dopo mattone quello che hanno distrutto, in nome di un falso benessere che verrà chiamato Capitalismo.
Benjamin Braddock è un anti eroe, o meglio, un eroe a sua insaputa. Perché più che infrangere le regole, si limita a seguire il suo cuore. Non sa cosa fare della sua vita, ma sa che vuole Elaine e fa di tutto per averla, arrivando a disobbedire, a fuggire. Così come disobbedisce le regole della moralità perbenista della famiglia americana diventando l’amante di una donna sposata, una Mrs. Robinson cinica e disillusa dal falso mito del benessere.
Il laureato non è propriamente un manifesto del ’68, ma è il preludio dello scoppio rivoluzionario di una generazione che non vuole seguire i dettami della società.
Il laureato dopo 50 anni rimane ancora un gioiellino di ironia e trasgressione che cancella con un colpo di spugna (o meglio di zoom) la censura americana, scardina le certezze degli americani, il tutto condito con la splendida colonna sonora di Art & Garfunkel, che rappresenta il perfetto accompagnamento dello stato d’animo dei protagonisti.
Studia, prendi una laurea, sposati e fai dei figli. Siamo proprio sicuri che sia la ricetta vincente per avere successo nella vita e nella società?

Voto: 9

giovedì 20 novembre 2014

GOODBYE: Addio a Mike Nichols



Il regista Mike Nichols è venuto a mancareil 19 novembre all'età di 83 anni. Non girava più un film dal 2007, l'anno di La guerra di Charlie Wilson, ma era attivo nel campo teatrale fino a due anni fa.
Fu uno dei pochi artisti a ottenere l'EGOT - Emmy, Grammy, Oscar e Tony Awards, dimostrando di eccellere non solo nel cinema, ma anche nel teatro e nella musica -con il due Nichols and May (Elaine May, regista del tonfo al botteghino Ishtar, e tornata alla ribalta con Piume di struzzo nel 1996).
Nichols era di origine tedesca  - fuggito in tenera età da Berlino per trovare rifugio negli USA insieme ai genitori, ma riuscì a cogliere il senso di disagio e di frustrazione della società americana meglio di uno yankee.
Pensi a un film di Mike Nichols e ti viene in mente subito Il laureato (da una sua piece teatrale): il manifesto dell'alienazione giovanile e della disintegrazione dell'American Way of Life, con il debuttante Dustin Hoffman perfetto - nonostante i suoi 30 anni -  a incarnare il ventenne neo laureato Benjamin Braddock, tornato a casa, ma senza uno scopo preciso nella vita.
Benjamin fugge con Elaine e non si sa che cosa combineranno nella vita. Nichols racconta un possibile scenario - la vita matrimoniale - con Conoscenza carnale con il debuttante Art Garfunkel e un insolito imborghesito Jack Nicholson, alle prese con i loro fallimenti matrimoniali, tra speranze e disillusioni di una società che mica tanto crede ancora nel matrimonio e nella famiglia. 
Ma in realtà la crisi del matrimonio l'aveva già affrontato con il suo fulmineo esordio Chi ha paura di Virginia Woolf? con la coppia scoppiata formata da Richard Burton e Liz Taylor, invecchiata per esigenze di copione. Una coppia che urla, strepita (o meglio lei), che distrugge le illusioni di una vita a due e le future prospettive di coppietta in procinto di iniziare un cammino (impervio?) insieme.
Questo matrimonio non s'ha da fare direbbe (forse) Norah Epron che con il suo romanzo Heartburn - Affari di cuore, racconta con ironia la fine del suo matrimonio con il giornalista Carl Bernstein. Ironia colta da Nichols, che crea una commedia dolce amara con il fedifrago Jack Nicholson e la vulnerabile Meryl Streep. 
Nichols non concentrò le sue tematiche solo sulla crisi della famiglia, ma tentò di creare la sua satira anti militarista con Comma 22, dove denunciava l'insensatezza della guerra e Silkwood, biografia di Karen Silkwood, donna coraggiosa attivista sindacale che cerca di far emergere la verità sulla pericolosità di una fabbrica che produce barre di plutonio. 
Donne che cercano di farsi strada nella giungla di New York con Una donna in carriera, dove una intraprendente segretaria Tess McGill (Melanie Griffith) si spaccia per il suo boss in gonnella per accalappiare successo e un bel collega (Harrison Ford) che l'aiuta ad agguantare il successo.
Nel 1991 Harrison Ford ritornò a lavorare con Nichols nel dramma A proposito di Henry -  il cinico avvocato Henry vittima di una rapina si ritrova a ricominciare da zero la propria esistenza, arrivando ad apprezzare nuovamente le gioie familiari sepolte da anni di infelicità, imparando a essere soprattutto una persona migliore.
Terza collaborazione con Jack Nicholson con Wolf - la belva è fuori, un noir/horror, forse il meno riuscito tra i film di Nichols, ma pur sempre girato con mestiere, mestiere e professionalità mostrati fin dal principio.
Nel 1996 Nichols si ricongiunge artisticamente con Elaine May e riprende Il vizietto con Ugo Tognazzi per creare uno scoppiettante remake - Piume di struzzo, con il compianto Robin Williams. La famiglia questa volta funziona, ma è anticonvenzionale -  coppia gay che ha cresciuto con amore il proprio figlio, che si ritrova a fare una sceneggiata per conoscere la futura nuora, figlia di un politico conservatore. Divertente, brioso Nichols si diverte a prendere di mira più i cliché dei conservatori che delle coppie omosessuali, con ironia graffiante e intelligente.
Negli ultimi anni di carriera cinematografica (sospesi per dedicarsi alla TV con le gemme Wit e Angels in America -  dramma sull'AIDS scritto da Tony Kushner), Nichols riprende i suoi temi più cari: la crisi della famiglia in Closer - dramma dell'incomunicabilità e del tradimento tra due coppie (Jude Law/Natalie Portman e Clive Owen/Julia Roberts) e La guerra di Charlie Wilson (2007), ultima stoccata antimilitaristica dedicata alla sua America. Il cerchio si chiude. Cala il sipario e Nichols non dirige più film, preferendo il teatro.
E con Nichols se n'è andato un pezzo di teatro, cinema, televisione fatto con passione e gran mestiere.


venerdì 19 aprile 2013

CULTMOVIE: Conoscenza carnale



Titolo: Conoscenza carnale
Titolo americano: Carnal Knokledge
USA, 1971
Cast: Jack Nicholson, Arthur Garfunkel, Candice Bergen, Ann-Margret, Rita Moreno
Sceneggiatura:
Regia: Mike Nichols
Durata: 90'


Sandy (Arthur Garfunkel) è un ragazzo timido, Jonathan (Jack Nicholson) è sfacciato e intraprendente, ma nonostante gli opposti caratteriali, sono due amici  del college che condividono la stessa stanza e (a insaputa di Sandy), anche la stessa ragazza; Susan (Candice Bergen) ragazza colta, liberal e aspirante avvocato, conosciuta dai due a una festa studentesca. Sandy (col benestare dell'amico che finge disinteresse) comincian a frequentarsi con Susan,  ma la ragazza è restia ad avere una maggiore "conoscenza carnale". 

Sandy si confida all'amico, Jonathan lo sprona a farsi avanti, ma allo stesso tempo ne approfitta per sedurre la fanciulla e tale conoscenza va a buon fine, anche se lei decide di rimanere con Sandy. 
Passano gli anni, Sandy  è diventato un medico ed è sposato con Susan, Jonathan fa il commercialista e fa la vita da scapolo, fino a quando non conosce la spregiudicata Bobbie (Ann-Margret), rimanendo alla fine "incastrato "anche lui (complice un tentativo di suicidio di Bobbie) dopo una vita da eterno scapolo. Arrivati alla soglia dei quarant'anni, i due amici si incontrano per fare un bilancio della propria vita...
Mike Nichols torna a trattare la tematica della sessualità e dei rapporti tra i due sessi, esplorato già pienamente con Il lauerato. Se Benjamin Braddock entrava a far parte del mondo adulto spaesato e alienato, la coppia di amici sono ben radicati nella società borghese, ma sono totalmente impreparati a gestire i sentimenti e l'amore, dando il preludio di una crisi della società americana, travolta dalla nevrosi e dalla precarietà delle ideologie sociali che vengono a mancare sempre meno. 
L'american way of life tanto cara agli anni Cinquanta non funziona più, la famiglia borghese con la moglie e madre perfetta viene a mancare lasciando spazio al cinismo che si mangia i sentimenti. Sandy sposa Susan, donna intelligente, istruita e dalla sessualità libera facendo un triangolo amoroso con Jonathan.  
Susan però è una donna moderna in apparenza, e anche se la sua vita matrimoniale non viene mostrata, dalle parole del suo consorte si deduce che è una casalinga perfetta, probabilmente ha accantonato la sua velleità di diventare avvocato, e prepara la cena nella sua accogliente villetta fuori città. E nonostante i due cerchino di tenere viva la fiamma del sesso, i due finiscono per divorziare.
Bobbie è disinibita, ha un paio di anni in più di Jonathan, fa la modella in spot pubblicitari ed è indipendente.  Quando smette di lavorare i panni dell'angelo focolare le vanno stretti, diventando apatica e insoddisfatta, ma alla fine, nonostante sia così contemporanea, sogna l'anello al dito, e usa anche mezzi poco ortodossi pur di farsi impalmare. Bobbie e Jonathan  convolano a nozze e hanno un bambina, ma anche la loro unione alla fine va in frantumi.
La vita matrimoniale dei protagonisti viene solo raccontata, e a Nichols  importa più analizzare il "dopo" che il "durante", osservando come un antropologo gli effetti che tali avvenimenti hanno avuto sull'esistenza dei due protagonisti: nonostante Sandy e Jonathan si sforzino di entrare negli schemi dettati dalla società, la routine della vita coniugale porta alla crisi e miseramente si ritrovano soli, sempre più inariditi nei sentimenti e più disillusi. 
E qui Nichols per spiegare questo disagio usa l'immagine di una pattinatrice su ghiaccio vestita di bianco, che piroetta, piroetta, sembra all'infiinito, anche se alla fine si fermerà prima poi, così come le loro esperienze, che si diversificano, con scambi di coppia, tradimenti, sesso in ogni stanza della casa, ma poi alla fine, esaurito anche quello, non rimane nulla. 
Sandy e Jonathan discutono sulle proprie esperienze sessuali, ma entrambi non riescono a esprimere delle emozioni o dei sentimenti d'amore autentici, si sentono inadeguati e creano un castello di carte fatto di bugie,  illusioni e frustrazioni, facendo entrare il maschio americano in crisi. 
Crisi che ha Jonathan, svuotato da mille avventure e ormai alla ricerca della libido perduta, cerca nuove sensazioni con la prostituta Louise (Rita Moreno), mentre Sandy tenta ancora la carta dello sposalizio prima con Cindy (Cynthia O'neil) e poi con Jennier (Carol Kane), ma non sa se ha trovato la strada giusta. 
Ancora una volta le donne tengono gli uomini stretti per le palle, mentre loro si auto commiserano con i loro fallimenti e i pochi trionfi.
Nichols si avvale di un ottimo cast con un Art Garfunkel attore rivelazione (alla seconda collaborazione dopo la soundtrack de Il laureato), così vulnerabile e fragile, rispetto al Jonathan di Jack Nicholson, dove questa volta tenta di ribellarsi con il rifiuto del matrimonio e il sogno di una libertà sessuale forse mai ottenuta. Nicholson offre un carattere insolito, ben inquadrato nella società (a differenza del borghese-operaio di Cinque pezzi facili e all'avvocato ubriacone e neo hippy di Easy Riders) anche se non si dimentica delle sue umili origini, ma tenta allo stesso modo di fuggire dalla gabbia delle convenzioni fatta con il matrimonio. Candice Bergen, Ann-Margret e Rita Moreno offrono la loro sensualità e disinibizione anche se sotto sotto, i loro personaggio richiedono a gran voce amore e stabilità. 
Conoscenza Carnale forse è meno incisivo e ribelle de Il laureato, ma è altrettanto interessante il ritratto cinico e amaro della società americana e del falso puritanesimo imperante, mostrando i corpi nudi, e "allontanandoli" con campi lunghi, come se volesse analizzarli attentamente, aggiungendo un altro tassello sull'incomunicabilità delle giovani generazioni e della paura di mostrarsi fragili. 

Voto: 7,5
A.M.