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venerdì 30 ottobre 2015

CELEBRATION (25th Anniversary): Pretty Woman

Come join the party, it's a celebration! Nuova rubrica in casa Director's cult, che celebra l'anniversario di un classico della commedia romantica: Pretty Woman. 25 anni, ma portati con grinta. Ancora oggi è un cult assoluto con una deliziosa Julia Roberts.




Titolo: Pretty Woman
USA, 1990
Cast: Julia Roberts, Richard Gere, Hector Elizondo, Laura San Giacomo.
Sceneggiatura: J.F. Lawton.
Regia: Garry Marshall
Durata: 110'


Vivian Ward (Julia Roberts) è una moderna Cenerentola che ha perso la scarpetta e ora si ritrova a Hollywood Boulevard con una parrucca bionda, un abito succinto e i tacchi a spillo.
Edward Lewis (Richard Gere) è il principe che invece ha indurito il suo cuore e prende le aziende in fallimento, le smembra e le rivende a cifre da capogiro.
Ma se nella favola Cenerentola perde la scarpetta e la ritrova grazie al principe, in questa favola degli anni Novanta è il principe che perde la strada verso casa (o meglio, una stanza in uno dei più lussuosi hotel di Beverly Hills) e la ritrova con questa deliziosa fanciulla che ancora non sa di essere una principessa.
Non siamo in un paese incantato, ma siamo nella luccicante Beverly Hills, dove se non sei ricco non sei nessuno.
Il principe Edward però, non le pone la scarpetta di cristallo, ma un consistente affare: una settimana con lui per un prezzo da capogiro. Un’offerta che non può rifiutare. E non lo fa. Perché Cenerentola avrà anche un cuore d’oro, ma anche un gran senso per gli affari.
Ma lei ha bisogno di una trasformazione, e per questo c’è una fatina piccola piccola che si chiama carta di credito, che con un solo tocco apre le porte dei più lussuose e modaiole boutique di Rodeo Drive. E Cenerentola è pronta per il gran girotondo di balli nell’alta società americana per un’intera settimana.
Garry Marshall alleggerisce la parabola esistenziale di questa splendida ragazza che sognava Los Angeles e invece è finita a calcare i marciapiedi facendo il mestiere più antico del mondo. E se l’Hollywood Boulevard ha il marciapiede costellato di stelle, queste stelle sono calpestate da tacchi a spillo vertiginosi, pronti a muoversi per salire sull’auto di un uomo che non ricorda neanche lontanamente il principe azzurro.
Ma ognuno nella vita merita una seconda chance, e a Vivian capita un uomo d’affari senza scrupoli con una vita sentimentale vuota e capace solo di fare soldi calpestando tutti pur di raggiungere i suoi obiettivi. 
In una città scintillante come Beverly Hills, tutto è basato sull'apparenza: se Vivian dall'esterno è una ragazza volgare con abiti altrettanto volgari, ma nasconde un'anima pura, Edward invece ha l’apparente eleganza di un uomo d’affari vestito in Armani, ma dentro è un uomo arido incapace di provare reali sentimenti. 
Vivian vive la sua favola ed entra nel magico mondo dei ricchi californiani, ma è mal vista dalla miriade di sorellastre cattive dei negozi di moda che le vedono in lei solo la prostituta, con i tacchi a spillo, dai modi spicci e disdicevoli. E non si pongono problemi a rammentarglielo.
Meno male che c’è il pigmalione di turno che, nelle vesti del direttore dell’hotel (Hector Helizondo) vede in lei sì una donna di strada, ma anche una ragazza carina e ingenua che può essere una ragazza di classe e con stile. Perché nel fatato mondo di Beverly Hills, la classe puoi acquistarla con un favoloso abito firmato. E le sorellastre cattive possono solo stare a guardare rose dall’invidia.
Se Vivian ha la possibilità di essere una “signora per un giorno”, Edward a sua volta avrà la chance di vivere una vita migliore imparando a godersi l’aspetto semplice della vita, ma soprattutto a rispettare il prossimo.
E se Edward le offre l'opportunità di cambiare vita, Vivian a sua volta gli da quello scossone che lo sveglia dal torpore capitalistico in cui era caduto.
Entrambi impareranno l’uno dall’altra, e immancabile scocca l’amore. Altrimenti che Cinderella e principe azzurro sarebbero?
Ma sappiamo benissimo che in Pretty Woman la favola non finirà. Perché dopo 24 anni, Pretty Woman è una scoppiettante commedia romantica che ancora affascina e avvince, che è ancora perfetta per una “chicken nigth”, ovvero una serata tra ragazze.
E in effetti Pretty Woman sdogana il genere dei “film per gallinelle” che imperverseranno negli anni Novanta, lasciando spazio a film con storie femminili che hanno deliziato una generazione di trentenni non ancora entrate nella Sex and the City Generation.
Diretto con mano leggera e sicura da Garry Marshall, Pretty Womanin realtà è più cinico di quanto si possa immaginare, anche se il tutto è sapientemente annacquato per fare leva sull’aspetto romantico e sognante. Un po’ come bere il vino con l’acqua. Ma alla fine bevi sempre il vino, solo che è più leggero.
La ricetta vincente di Pretty Woman è una sceneggiatura semplice ma briosa, una bella colonna sonora, ma soprattuto un cast vincente a partire dalla coppia Richard Gere e Julia Roberts, e impreziosita da Hector Helizondo (che girerà tutti i film diretti da Garry Marshall), Ralph Bellamy star delle commedie anni Trenta alla sua ultima apparizione, e Laura San Giacomo nel ruolo dell’amica di Vivian.
Pretty Woman mantiene intatta la freschezza di una favola romantica, che non ha perso smalto nel corso degli anni, divertendo e perché no, facendo sognare le “gallinelle” oggi forse parecchio più ciniche delle “gallinelle” di venti anni fa, ma sotto sotto nascondono ancora un’anima sognatrice.


Voto: 8

sabato 31 maggio 2014

CULT MOVIE: Pretty Woman






Titolo: Pretty Woman
USA, 1990
Cast: Julia Roberts, Richard Gere, Hector Elizondo, Laura San Giacomo.
Sceneggiatura: J.F. Lawton.
Regia: Garry Marshall
Durata: 110'

Vivian Ward (Julia Roberts) è una moderna Cenerentola che ha perso la scarpetta e ora si ritrova a Hollywood Boulevard con una parrucca bionda, un abito succinto e i tacchi a spillo.
Edward Lewis (Richard Gere) è il principe che invece ha indurito il suo cuore e prende le aziende in fallimento, le smembra e le rivende a cifre da capogiro.
Ma se nella favola Cenerentola perde la scarpetta e la ritrova grazie al principe, in questa favola degli anni Novanta è il principe che perde la strada verso casa (o meglio, una stanza in uno dei più lussuosi hotel di Beverly Hills) e la ritrova con questa deliziosa fanciulla che ancora non sa di essere una principessa.
Non siamo in un paese incantato, ma siamo nella luccicante Beverly Hills, dove se non sei ricco non sei nessuno.
Il principe Edward però, non le pone la scarpetta di cristallo, ma un consistente affare: una settimana con lui per un prezzo da capogiro. Un’offerta che non può rifiutare. E non lo fa. Perché Cenerentola avrà anche un cuore d’oro, ma anche un gran senso per gli affari.
Ma lei ha bisogno di una trasformazione, e per questo c’è una fatina piccola piccola che si chiama carta di credito, che con un solo tocco apre le porte dei più lussuose e modaiole boutique di Rodeo Drive. E Cenerentola è pronta per il gran girotondo di balli nell’alta società americana per un’intera settimana.
Garry Marshall alleggerisce la parabola esistenziale di questa splendida ragazza che sognava Los Angeles e invece è finita a calcare i marciapiedi facendo il mestiere più antico del mondo. E se l’Hollywood Boulevard ha il marciapiede costellato di stelle, queste stelle sono calpestate da tacchi a spillo vertiginosi, pronti a muoversi per salire sull’auto di un uomo che non ricorda neanche lontanamente il principe azzurro.
Ma ognuno nella vita merita una seconda chance, e a Vivian capita un uomo d’affari senza scrupoli con una vita sentimentale vuota e capace solo di fare soldi calpestando tutti pur di raggiungere i suoi obiettivi. 
In una città scintillante come Beverly Hills, tutto è basato sull'apparenza: se Vivian dall'esterno è una ragazza volgare con abiti altrettanto volgari, ma nasconde un'anima pura, Edward invece ha l’apparente eleganza di un uomo d’affari vestito in Armani, ma dentro è un uomo arido incapace di provare reali sentimenti. 
Vivian vive la sua favola ed entra nel magico mondo dei ricchi californiani, ma è mal vista dalla miriade di sorellastre cattive dei negozi di moda che le vedono in lei solo la prostituta, con i tacchi a spillo, dai modi spicci e disdicevoli. E non si pongono problemi a rammentarglielo.
Meno male che c’è il pigmalione di turno che, nelle vesti del direttore dell’hotel (Hector Helizondo) vede in lei sì una donna di strada, ma anche una ragazza carina e ingenua che può essere una ragazza di classe e con stile. Perché nel fatato mondo di Beverly Hills, la classe puoi acquistarla con un favoloso abito firmato. E le sorellastre cattive possono solo stare a guardare rose dall’invidia.
Se Vivian ha la possibilità di essere una “signora per un giorno”, Edward a sua volta avrà la chance di vivere una vita migliore imparando a godersi l’aspetto semplice della vita, ma soprattutto a rispettare il prossimo.
E se Edward le offre l'opportunità di cambiare vita, Vivian a sua volta gli da quello scossone che lo sveglia dal torpore capitalistico in cui era caduto.
Entrambi impareranno l’uno dall’altra, e immancabile scocca l’amore. Altrimenti che Cinderella e principe azzurro sarebbero?
Ma sappiamo benissimo che in Pretty Woman la favola non finirà. Perché dopo 24 anni, Pretty Woman è una scoppiettante commedia romantica che ancora affascina e avvince, che è ancora perfetta per una “chicken nigth”, ovvero una serata tra ragazze.
E in effetti Pretty Woman sdogana il genere dei “film per gallinelle” che imperverseranno negli anni Novanta, lasciando spazio a film con storie femminili che hanno deliziato una generazione di trentenni non ancora entrate nella Sex and the City Generation.
Diretto con mano leggera e sicura da Garry Marshall, Pretty Woman in realtà è più cinico di quanto si possa immaginare, anche se il tutto è sapientemente annacquato per fare leva sull’aspetto romantico e sognante. Un po’ come bere il vino con l’acqua. Ma alla fine bevi sempre il vino, solo che è più leggero.
La ricetta vincente di Pretty Woman è una sceneggiatura semplice ma briosa, una bella colonna sonora, ma soprattuto un cast vincente a partire dalla coppia Richard Gere e Julia Roberts, e impreziosita da Hector Helizondo (che girerà tutti i film diretti da Garry Marshall), Ralph Bellamy star delle commedie anni Trenta alla sua ultima apparizione,  e Laura San Giacomo nel ruolo dell’amica di Vivian.

Pretty Woman mantiene intatta la freschezza di una favola romantica, che non ha perso smalto nel corso degli anni, divertendo e perché no, facendo sognare le “gallinelle” oggi forse parecchio più ciniche delle “gallinelle” di venti anni fa, ma sotto sotto nascondono ancora un’anima sognatrice.

Voto: 8

mercoledì 11 settembre 2013

MONOGRAFIA: Emma Roberts


Quando hai il cinema nel DNA non ci puoi fare niente, un viaggio di sola andata a Hollywood è d'obbligo. E' ciò che accade a Emma Roberts, figlia di Eric Roberts e nipote di una certa Julia, sì quella di Pretty Woman e Notting Hill.
Nata a Rhinebeck nello Stato di Newi York il 10 febbraio del 1991, fin da bambina infatti Emma visita spesso i set dove recitava la zia, e già a 5 anni voleva diventare un'attrice. La madre si oppone, desiderando per lei una vita normale, ma già a 10 anni riesce a ottenere mediante un'audizione il ruolo di Christina Sunshine Jung, ovvero la "figlia" di Johnny Depp protagonista del film Blow (2001).
Per il film successivo questa volta ci mette lo zampino la zia Julia, che le consente di ottenere una comparsata nella commedia I perfetti innamorati (2001).
Il fatto di avere un padre e una zia attori, non significa avere un posto di diritto nel firmamento hollywoodiano: infatti nel 2003 si vede sfumare la parte di protagonista nel film Daisy Winters, perché il progetto naufragò per mancanza di soldi. 
Riesce comunque ad avere una prima visibilità con il telefilm Unfabolous (2004-2007), serie stile Disney trasmessa sul canale Nickeoledon.
Data la giovanissima età, i film per lo più sono per un pubblico teen: è Amelia, ragazzina da salvare per scongiurare la fine del mondo in Spymate (2006), mentre in Aquamarine diventa amica di una sirena. Diventa un'investigatrice in Nancy Drew, film tratto dalla collana di romanzi di Carlyn Keene, mentre in Wild Child (2007) è una ragazzina viziata che viene spedita in un college inglese per imparare le buone maniere, tentando ogni bravata pur di farsi espellere. Galeotto fu il set e s'innamora di Alex Pettyfer, suo partner nel film e nella vita fino al 2009.
Dopo ancora due film di stampo prettamente giovanilistico come Niko-Una renna per amico (2008) e Hotel Bau (2009), Emma, ormai diventata maggiorenne, sente la necessità di ruoli più adulti e l'occasione arriva con Twelve (2010) diretto da Joel Schumacher, dove è amica di uno spacciatore di ecstasy. Recita nel film corale (dove c'è anche sua zia Julia) in Appuntamento con l'amore di Garry Marshall, il regista di Pretty Woman, dove interpreta una ragazza che vorrebbe perdere la verginità con il suo ragazzo rispetto ai suoi amici che decidono di aspettare il momento giusto. Un ruolo stile "I'n not a girl, not yet a woman" per parafrasare la nota canzone di Britney Spears.
Unica americana in un cast completamente giapponese, partecipa a Memoirs of a Teenage Amnesiac, 10° film più visto in Giappone.
Altro ruolo drammatico in Virginia (2010), film indipendente con protagonista Jennifer Connelly e presentato al Toronto Film Festival, pellicola che non ha avuto un grande riscontro di critica e pubblico.
Nel 2011 viene diretta da Wes Craven in Scream 4, dove interpreta il ruolo della cugina di Sidney Prescott, che frequenta la stessa scuola che viene presa nuovamente di mira dal killer Ghostface.
Il 2013 è il suo anno: al cinema è in ben tre film che spaziano dalla commedia (Come ti spaccio la famiglia con Jennifer Aniston), il trhiller con Empire States e soprattutto nella pellicola d'esordio di Gia Coppola, Palo Alto, tratto dal romanzo di James Franco che ne interpreta anche il ruolo principale. Per la TV invece apparirà in 6 episodi di American Horror Story: Coven, telefim horror con una strepitosa Jessica Lange.
Che Emma Roberts voglia togliersi di dosso i panni da teenager per affrontare ruoli più maturi?
Le premesse sono buone, e se sceglierà pellicole diverse dal suo iter precedente, potrebbe diventare una star e non più soltanto la nipote di Julia Roberts.

giovedì 29 agosto 2013

SOUNDTRACK: Pretty Woman



La colonna sonora di Pretty Woman è composta da pezzi pop tipicamente anni '80/'90, con un'incursione agli anni Cinquanta con la Title Theme. La pellicola si apre con i Go West con King of Wishful Thinking  pezzo pop grintoso che apre il film con le magnifiche immagini di Beverly Hills.
Real Wild Child di Christopher Oatseak è un pezzo pop rock tipicamente anni Novanta Vivian la ragazza di provincia si è ritrovata in quel di L.A. e non era la favola che pensava.
I locali che frequenta l'amica di Vivian non sono i più glamour di L.A. e i clienti amano ballare sul pezzo funky di Show Me Your Love dei Red Hot Chili Peppers
Wild Women Do è una canzone pop venata di R'n'B ritmata e vivace, perfetto per rappresentare Vivian e la sua missione di shopping nella giungla di Beverly Hills dove ha a che fare con le commesse snob di Rodeo Drive. Oh Pretty Woman di Roy Orbison è una canzone anni '50, e Vivian diventa da ragazza di strada in ragazza deliziosa.
Fame 90 di David Bowie è un pezzo funky, mentre Tiangled è un pezzo romantico di Jane Wiedlin ed è una perfetta cornice per l'amore che sboccia tra Vivian ed Edward, galeotta fu la notte all'opera.
Ma le differenze sociali si notano ed ecco arrivare la (momentanea) separazione della coppia, con una str
uggente It must been love del duo svedese dei Roxette.
Pezzo pop rock con Life in Detail di Robert Palmer, e una ballad  con No Explanation, di Peter Cetera.
Non figura nella colonna sonora l'aria Amami Alfredo tratto dall'opera La traviata di Giuseppe Verdi, che suggella il finale romantico tra Edward e Vivian.

1. Wild women do - Natalie Cole
2. Fame 90 - David Bowie
3. King of wishful thinking - Go west
4. Tangled - Jane Wiedlin
5. It must have been love - Roxette
6. Life in detail - Robert Palmer
7. No explanation - Peter Cetera
8. Real wild child - Christopher Otcasek
9. Fallen - Lauren Wood
10. Oh pretty woman - Roy Orbison
11. Show me your soul - Red Hot Chillie Pepper