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martedì 21 gennaio 2014

MONNEZZA MOVIE: The Tourist

 
 
 
 
 
Titolo: The Tourist
Id., USA/Francia
Cast: Johnny Depp, Angelina Jolie, Paul Bettany, Timothy Dalton, Christian De Sica.
Sceneggiatura: Julian Fellowes, Christopher Mc Quarrie
Regia: Florian Henkel Von Donnesmark
Durata: 105'

Angelina Jolie viene spiata. Ma lei è una vecchia volpona e col cazzo che si fa sgamare mentre cucina le ortiche ai suoi bambini provenienti da tremila posti del mondo. Così finge di essere un'agente segreto, scappa a Venezia e prepara un'esclusiva fuffa per Alfonso Signorini sul matrimonio con Brad Pitt,  che non avverrà, perché vuole ancora prendere per il culo Jennifer Aniston dopo averle pappato il marito. Sul treno incontra Johnnie Depp, che ha appena cornificato Vanessa Paradis con quella mezza sciacquetta di Amber Heard. E per non farsi sgamare da Silvia Toffanin e finire ospite a Verissimo, si finge un professore di matematica del Wisconsin.
Quando il gatto Brad non c'è la topa Angie balla e ci prova con Deep. Lui ci sta e pensa di farla franca,  ma Amber gli sguinzaglia una gang di russi incazzati, un boss inglese, la pula internazionale e pure Nino Frassica che gli urla "Cornuto! Cornuto!" E la peppa Amber, che esagerata che sei!
A parte che la cornuta saresti tu, approfittane per farti una sveltina con Brad, no? Vabbè che non si lava, ma ha fatto progressi dopo la pubblicità di Chanel, ora nasconde l'olezzo con 4 goccine di profumo come faceva Marilyn!
Frank/Johnnie finisce nei cazzi e scappa, e viene aiutato da Angelina/Elise che conciata come la Carol Alt dei tempi d'oro riesce a salvarlo tra una posa plastica, stiletto 12, un vestito griffato che pare la sciura dei Ferrero Rocher e uno smokey eyes che rimane inalterato tra i sudori freddi della fuga, grazie al primer che le ha consigliato Clio Make up.
Ma Frank/Johnnie viene beccato dalla Interpol e finisce in questura dove Christian De Sica appare convinto di prendere parte a Vacanze di Natale a Venezia, e lo accusa di non aver pagato il canone RAI. Minchia, a saperlo Johnnie/Frank non guardava la tivvù e faceva festini con mignottume ogni sera!
Ma i guai non sono finiti per Johnnie si che si finge Frank che viene scambiato per Silvio Berlusconi che ha un conto alle Cayman sotto il nome di Alexander Pierce, reo di aver frodato il fisco, e si è fatto pure la chirurgia plastica assomigliando a Matteo Renzi che si è travestito da Johnnie Depp che fa il professore di matematica e cerca di sbattersi la Jolie che si è travestita da madama Rocher che fa la spia, che in realtà è un agente segreto, ma che in realtà fa finta di fare l'attrice e fa credere di saper recitare saltellando come una cretina nei film d'azione anche fasciata in abiti Dior. Chiaro l'intreccio noir, no?
Johnny/Frank/e tutti gli altri nomi chiama la Casa Bianca dalla questura fingendosi il fratello di Obama, ma non viene creduto, così finisce in gattabuia. Ma Christian De Sica lo salva e chiama pure Angelina Jolie, in ritardo perché da brava donna action qual è doveva farsi la messa in piega-che-non-fa-una-piega e per festeggiare lo porta ad Arcore per una festa. Per non farsi sgamare ancora dalla pula si travestono da suore, dove devono fare la lap dance per il vero Alexander Pierce che in realtà non è lui, ma è lui. Chiarissimo.
Se prima non si capiva na' ceppa, ora vogliamo indietro i soldi del biglietto e li spendiamo in ganja di prima scelta, almeno sono soldi spesi bene!
Alla fine Johnnie/Frank/etc. paga i canoni arretrati e decide che vedrà solo per un mese aggratis Netflix, e alla scadenza si cancellerà per non pagare niente, scaricando direttamente le serie tivvù da Torrent, perché ormai Emule non è più affidabile come una volta.
The Tourist è un film che ha una trama che non si capisce un cazzo e potrebbe essere una storia qualsiasi  perché tanto non frega un cazzo a nessuno, nemmeno a chi l'ha scritto, chi l'ha interpretato e chi l'ha diretto. 
Con il gioco della pagliuzza più corta, la patata bollente è stata affidata a Florian Henckel-Donnersmarck, l'irriconoscibile regista de Le vite degli altri, ennesimo esempio di come Hollywood prende i registi europei per sputtanargli la carriera (l'esempio più illustre è Lee Tamahori). Infatti dopo questa ciofeca demmerda non sta girando più, chissà come mai.
The Tourist secondo le intenzioni dovrebbe essere una spy story, con una coppia glamour composta dall'imbalsamata Angelina Jolie più cagnesca che mai e uno scazzatissimo Johnny Deep (nella locandina si chiede "che cazzo ci faccio qui, mi avevano detto che c'erano i pirati, dove sono?!"), mescolando le insipide pietanze con una punta di commedia, un pochino ma proprio un pizzico di azione sennò ci sale la pressione (se non ci viene un ictus per come ci uccide i neuroni), un po' di romanticismo e un po' di quel cazzo che je pare.
Scritto dalla coppia Julian Fellowes e Christopher McQuarrie sotto le pasticche di Walter Withe di Breaking Bad, creano una merdazza di sceneggiatura così mal cacata che dovrebbero restituire i rispettivi Oscar guadagnati con film degni di essere definiti tali.
The Tourist è come un regalo urendo nascosto dentro una carta raffinata, ti aspetti chissà cosa e poi, quando lo apri, scopri che è una fezza oscena. E devi anche far finta che ti piace.
Così è The Tourist: una bella confezioncina per un film che non  ha né capo, né coda, né azione, né romanticismo, né una coppia glamour, né una spy story, un cazzo di niente. Insomma, una inutile cacata di film.
 
Voto: 4
 
A.M.
 
 

lunedì 23 dicembre 2013

RECENSIONE: Draquila - L'Italia che trema

L'insostenibile fascino di una recensione retrò
 
 
 
 
 
Titolo: Draquila - L'Italia che trema.
Italia, 2010
Cast: Sabina Guzzanti.
Sceneggiatura: Sabina Guzzanti.
Durata: 98'

 
Benvenuti nella dittatura della m**da. Location: l'Aquila. Cast: Silvio Berlusconi, Guido Bertolaso, gli aquilani. Special guest stars: il terremoto e le macerie.
Questo è il ritratto che ne esce dal docu-film di Sabina Guzzanti.
Il film si apre con la piazza devastata dal terremoto avvenuto nell'aprile del 2009, tra le macerie e le case disabitate. Nell'ombra di una città fantasma, Guzzanti svela i retroscena della "ricorstruzione" della città post-terremoto.
Sabina Guzzanti sgancia subito le sue bombe, ribadendo la ridicolaggine di una classe politica fatta di faccendieri che raccontano al popolo italiano solo barzellette, rendendola ulteriormente (e volutamente) ebete vestendo i panni del (ex) presidente del  Consiglio Silvio Berlusconi e giunge all'Aquila per un bagno di folla. Ma le risate durano poco.
Utilizzando inizialmente le tecniche narrative e lo stile dei documentari di Michael Moore, la regista focalizza la sua critica cinica sullo sfruttamento di una tragedia per riparare a un danno d'immagine dovuta a un'estate infausta fatta di escort, ragazzine, veline e (presunte) parlamentari.
In un crescendo di inquietudine, la regista vira verso il giornalismo d'inchiesta e indaga svelando che c'è del marcio nella protezione civile. Quello che non dicono i telegiornali è che con una "leggina" si concede il benestare per costruire selvaggiamente.
Ed ecco che Sabina Guzzanti fa un colpo di scena e fa entrare in gioco un progetto ambizioso: la Protezione Civile S.P.A diretta da Guido Bertolaso, per il progetto di una new town, una sorta di prova generale per la dittatura della m**da, come afferma la caustica  e sarcastica regista.
Come in un film horror, Guzzanti mostra come una popolazione venga sradicata dalla sua casa con l'ausilio dei militari. Guzzanti in questo modo passa da un registro semi comico a un registro serio dai toni drammatici, strizzando l'occhio ai programmi di inchiesta, e non mancano le critiche all'opposizione, praticamente trasparente e inesistente, così come è inesistente la cronaca dei telegiornali, che mostrano solo una parte della reale informazione (già ampiamente dimostrato in Viva Zapatero!).
 Alla fine del film un senso di sgomento e inquietudine perdura. Come le macerie nella piazza aquilana. Sabina Guzzanti ha terminato la sua battaglia navale centrando il suo obiettivo: Silvio Berlusconi colpito e affondato (almeno al cinema).
Un po' come faceva Michael Moore contro George W. Bush, anche se il filmaker americano usava più ironia nel prendere di mira e sbeffeggiare la sua "vittima".
Draquila è un documento-dossier, quasi una puntata allungata di Report e Annozero che fa riflettere, ma che inquieta come un film dell'orrore sui vampiri.

Voto: 7

A.ML

sabato 5 giugno 2010

RECENSIONE: Draquila - L'Italia che trema


Titolo: Draquila. L'Italia che trema.
Italia, 2010
Cast: Sabina Guzzanti.
Sceneggiatura: Sabina Guzzanti
Durata: 98'

Benvenuti nella dittatura della m**da. Location: l'Aquila. Cast: Silvio Berlusconi, Guido Bertolaso, gli aquilani. Special guest stars: il terremoto e le macerie.
Questo è il ritratto che ne esce dal nuovo docu-film di Sabina Guzzanti.
Il film si apre con la piazza devastata dal terremoto avvenuto nell'aprile del 2009, tra le macerie e le case disabitate. Nell'ombra di una città fantasma, Guzzanti svela i retroscena della "ricorstruzione" della città post-terremoto.
Ribadendo la ridicolaggine di una classe politica fatta di faccendieri che raccontano al popolo italiano solo barzellette, la regista veste i panni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e giunge all'Aquila per un bagno di folla. Ma le risate durano poco.
Utilizzando inizialmente le tecniche narrative dei documentari di Michael Moore, la regista mostra lo sfruttamento di una tragedia per riparare a un danno d'immagine dovuta a un'estate infausta fatta di escort, ragazzine, veline e (presunte) parlamentari.
In un crescendo di inquietudine, la regista vira verso il giornalismo d'inchiesta e indaga svelando che c'è del marcio nella protezione civile. Quello che non dicono i telegiornali è che con una leggina (piccola piccola, una bazzeccola praticamente) si da il benestare per costruire selvaggiamente. Ed ecco che entra in scena un progetto ambizioso: la Protezione Civile S.P.A con a capo Guido Bertolaso. Ed ecco prendere una delle nostre città d'arte italiane e trasformarla in una new town, una sorta di prova generale per (appunto) la dittatura della m**da.
Poco importa se una popolazione viene sradicata dalla sua casa che potrebbe benissimo essere sistemata in una manciata di settimane con un cantiere, poco importa se arriva l'esercito (ma perché? Perché? Non sono vittime di guerra, perché???) a prelevarti in nome della "sicurezza" (però quando ci furono gli allarmi per un sisma, poi avvenuto, nessuno venne a portare in salvo la popolazione da distruzione e morte certa...).
Poco importa se hai una bella casetta con le pentole, le lenzuola e lo spumante italiano che poi dovrai restituire (e il secchiello dello spumante non lo puoi buttare, eh no!). Poco importa, tanti (troppi) amano lo stesso il Premier. Non mancano le critiche all'opposizione, praticamente trasparente e inesistente. Questo i tg non ce lo raccontano.
Sappiamo solo delle venti-trenta visite del cavaliere ad assicurarsi che vada tutto bene alla "sua creatura". Alla fine del film un senso di sgomento e inquietudine perdura. Draquila è un documento-dossier, quasi una puntata allungata di Report e Annozero (i programmi preferiti del Premier ndr.) che fa riflettere e fa molta paura. Come un film dell'orrore sui vampiri.

Voto: 8

A.M.