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lunedì 29 dicembre 2014

MOVIE ON THE ROAD: Normandia



La Normandia è una regione situata Nord - Ovest della Francia nota soprattutto per il D-Day - ovvero lo sbarco degli Americani avvenuto il 6 giugno di 70 anni fa.
Il cinema non poteva farsi sfuggire l'occasione di narrare storie su questo evento che ha cambiato (positivamente) la storia - a cominciare da Il giorno più lungo (1962) diretto da Ken Annakin (per la parte inglese), Andrew Marton (per la parte americana) e Bernhard Wicky (per la parte tedesca). 
3 ore di film per raccontare questa epica impresa, con un cast di prim'ordine che vede Robert Mitchum e Henry Fonda, Richard Burton e Sean Connery. Il film girato a più mani, racconta il punto di vista dei generali e delle decisioni che devono prendere per far sopravvivere la propria nazione.
Un altro film che racconta egregiamente lo sbarco è Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg - che inizia con una epica battaglia (della durata di 20 minuti) mostrando la crudeltà della guerra, con una tecnica registica al top, anche se minata da una eccessiva retorica nel finale del film.
C'è anche l'Italia che racconta il suo contributo sotto le armi con D-Day -  Noi italiani c'eravamo, che racconta il doppio punto di vista dei soldati arruolati nelle fila alleate, e i volontari schierati con i tedeschi. Il documentario di Mario Vittorio Quattrina raccoglie le testimonianze dei militari - più una postuma di Walter Chiari quando si arruolò nel 1944.
Il cinema sa essere una finestra sul mondo che racconta luoghi ed eventi storici come lo sbarco in Normandia.

mercoledì 18 dicembre 2013

STEVEN SPIELBERG DAY: 1941 - Allarme a Hollywood

La Amblin Blogger Entertament questo mese celebra un grande regista che ha regalto tanti sogni e film diventando uno dei più potenti filmaker americani: Steven Spielber.
Diventato celebre negli anni Settanta con capolavori come Duel e Lo squalo, ha suscitato emozioni con le avventure di Indiana Jones, ha emozionato una generazione di bambini con E.T., ha resuscitato i dinosauri con Jurassick Park e ha "scritto" pagine di storia con Lincoln.
Director's cult sceglie per l'occasione una delle sue (poche) commedie, 1941-Allarme a Hollywood.
 
 
 
Buon Steven Spielberg Day!
 
 
 
 
 
 
Titolo: 1941 - Allarme a Hollywood
Titolo originale: 1941
USA, 1979
Cast: Toshiro Mifune, Christopher Lee, Lionel Stander, Robert Stack, Nancy Allen, John Belushi, Dan Aykroyd, John Candy.
Sceneggiatura: Robert Zemeckis.
Regia: Steven Spielberg.
Durata: 131' (Director's Cut Version)

 

Il 7 dicembre del 1941 l'America entra in guerra dopo l'attacco a sorpresa sferrrato dai giapponesi a Pearl Harbour. Il commodoro Akira Mitamura (Toshiro Mifune) si è perso "l'evento" e così con la collaborazione di un gerarca nazista,  Wolfgang von Kleinschmidt (Cristopher Lee) decide di colpire al cuore degli USA: Hollywood. Ciò scatena il panico nella mecca del cinema, con un susseguirsi di avvenimenti tra lavapiatti ballerini, una giornalista assatanata di aerei e un plotone di svitati pronti a mettere la città a ferro e fuoco pur di proteggerla, arrivando a fare più danni dei giapponesi nemici.
Steven Spielberg si cimenta per la prima volta nella commedia, e si affida alla sceneggiatura Robert Zemeckis per confezionare una farsa sul mondo militare prendendo in giro tutto e tutti, compreso lui stesso.
Infatti all'inizio vediamo una bionda ragazza avvolta nella nebbia che si fa il bagno nel mare, e all'improvviso si sente la musica de Lo squalo: la ragazza è in pericolo! Ma quale squalo, la bionda finisce su un sottomarino giapponese che pensa di aver pescato Hollywood, e invece ha accalappiato una donna nuda.
Ma cosa vogliono i giapponesi dopo l'attacco di Pearl Harbour? Vogliono destabilizzare ulteriormente l'America e cosa c'è di meglio di prendere di mira Hollywood e distruggerla?
Figlio dei Movie Brats, Spielberg insieme ai suoi "fratelli" Francis Ford Coppola, George Lucas, Michael Cimino e tanti altri (che salvarono le grandi major come la United Artist dal fallimento), negli anni Settanta ebbero un rapporto di amore e odio con Hollywood, cercando un loro spazio di pura creatività reinventando il cinema americano.
Una favola che purtroppo già verso la fine degli anni Settanta stava per scoppiare come una bolla di sapone per ritornare allo scopo originario delle case di produzione: fare quattrini .
E allora Spielberg saluta il decennio di creatività e originalità e perché no, distrugge Hollywood per dare inizio a una nuova era cinematografica!
Per attuare il suo "piano" Spielberg si affida a un gruppo di sciroccati abitanti, a cominciare dall'aspirante ballerino Wally (Bobby Di Cicco), che sogna di ballare all'USO (United Service Organisation Inc.) con la sua fidanzata Betty (Dianne Kay), cucinando uova a suon di passi di fox trot.
Wally ne combina di tutti i colori sia in cucina che in sala, arrivando a scontrarsi con un gruppo di militari capitanati da Frank Tree (Dan Aykroyd) e il collerico Strecht (Treat Williams), che mal tollera il giallo dell'uovo perché gli ricorda i giapponesi. Wally non serve la patria perché non vuole prendere ordini da nessuno, un po' come non volevano ordini dalle major Spielberg e soci.
Hollywood è in pericolo, i cittadini vivono attimi di paranoia, ma per fortuna che c'è l'aviazione, con il baldo Wild Bill Kelso (John Belushi) e compagni di ventura, pronti a sganciare le bombe per salvare il paese. Peccato che il capitano Loomis (Tim Matheson) preferisca correrere dietro la gonna di Donna (Nancy Allen) che ama "farlo strano" sui B-17 in volo. Fate l'amore, non la guerra!
E allora affidiamoci al cittadino americano doc, colui che farebbe di tutto per proteggere la propria casa, e chi meglio del padre di Betty (Ned Beatty) può farlo, arrivando ad accettare di farsi piazzare un carro armato in giardino? Così spera anche di far rodere dall'invidia il suo vicino Angelo Scioli (Lionel Stander), che nel frattempo manda i suoi amici sulla ruota panoramica per fare da vedetta. Pff... Possiamo tirare un sospiro di sollievo, siamo salvi, Hollywood è armata fino ai denti. E sopratutto non facciamoci prendere dal panico.
Calma, calma, ci pensa il generale Stiwell (Robert Stack) a mantenere la calma con discorsi rassicuranti, peccato che proprio quando il suo discorso sembra che funzioni, caschi al momento opportuno una bomba per colpa di Loomis, che esplode facendo scatenare ulteriormente il panico tra la popolazione.
Il generale pensa di avere tutto sotto controllo, tanto che non si rende conto nemmeno del caos scatenato a Hollywood Boulevard, talmente preso dalla visione di Dumbo. Cosa c'è di più rassicurante di un elefantino capace di volare con le proprie orecchie? Quanti allarmismi, Hollywood è al sicuro. Più o meno...
E mentre i giapponesi sono convinti di aver accalappiato Hollywood prendendo in ostaggio Hollis Wood (Slim Pickens) sperando di avere anche delle coordinate per arrivare dritto alla meta, ci pensano i suoi cittadini a distruggere la mecca dorata.
In una folle notte tra aviatori folli, aerei amici scambiati per nemici, e una girandola di distruzione partita da una rissa all'USO tra Bobby e Strecth, come il gioco del domino si scatena una valanga di danni, arrivando a distruggere loro stessi la tanto amata Hollywood che volevano difendere strenuamente.
I giapponesi non muovono un dito, hanno fatto loro tutto da soli, e soddisfatti se ne ritornato a casa dopo aver buttato in mare il generale nazista.
Speriamo che il 1942 sia un anno migliore per la guerra!
1941-Allarme a Hollywood è una scatenata farsa in salsa slapstick che sgancia una serie di gag per ridicolizzare la follia della guerra, prendendo in giro l'esercito americano ritraendolo come un plotone di incapaci, arrivando a deridere anche lo spiccato patriottismo made in USA. Non risparmia neanche la famiglia, con il padre di Betty che consiglia alla figlia di concedersi ai soldati la notte del ballo, e arriva anche a distruggere la casa pensando invece di atttaccare i giapponesi, tutto in nome degli USA.
1941-Allarme a Hollywood è un affettuoso e altrettanto sciroccato omaggio alle commedie di Mack Sennet e allo stile "buccia di banana", il tutto girato alla perfezione da Spielberg, che confeziona una coreografia dai tempi perfetti di gag a ripetizione e auto citazioni (da Lo squalo a Duel nella scena in cui Wild Bill Kelso arriva alla stazione di servizio per farsi fare il pieno all'aereoplano).
Punito dal botteghino americano, fu il primo flop della carriera di Spieberg, ma anche il più geniale e divertente. Con un cast stellare che va da grandi attori del passato da Toshiro Mifune, Robert Stack a  Cristopher Lee e nuove leve come Dan Aykroyd, John Belushi, John Candy e Treat Williams, 1941-Allarme a Hollywood è un film farsesco e demenziale, che prende in giro la mecca del cinema mostrandola vulnerabile e strampalata allo stesso tempo.
E se Spielberg negli anni successivi sarà più "mansueto" nei confronti di Hollywood, arrivando a confezionare film ad alto tasso di patriottismo come Salvate il soldato Ryan e War Horse, con questo film da un monito alle case di produzione, come se volesse dire: "in questo decennio l'abbiamo reinventata noi Hollywood, ma se ci fate arrabbiare, la possiamo anche distruggere".
E grazie a Dio esiste Hollywood, che probabilmente, durante gli anni della guerra, ha regalato momenti di serenità grazie alla magia del cinema, la cui forza è indistruttibile anche sotto i bombardamenti.
 
Voto: 7,5
A.M.
 
Hanno collaborato:


Buon SSD!

giovedì 18 aprile 2013

NEWS: I film del Festival di Cannes



Se l'Italia non riesce a formare un governo, un film ancora lo sa fare. Paolo Sorrentino torna con un nuovo film con La grande bellezza e ha scelto la vetrina di Cannes per promuovere il suo film, non a caso ambientato in un mondo fatto di politici e parvenu e corrotti.
Nomi forti in cartellone, oltre a Sorrentino c'è Steven Soderbergh e il suo addio al cinema con Side Effect e con Cannes, la quale fu incoronato regista con Sesso, bugie e videotape, chiude il cerchio e ritorna con la sua ultima (nel vero senso della parola) fatica, con Rooney Mara e Jude Law protagonisti .
Nicolas Winding Refn con Only Gods Forgive e l'esordio di Valeria Golino con Miele (selezionato per Un certain regards, aperta però da The Bling Ring di Sofia Coppola), con Jasmine Trinca protagonista. 
Tra gli altri film in concorso, c'è il ritorno dei fratelli Coen con Llewyn Davis, il ritorno di Roman Polanski con Venus a la fourrure, Nebraska di Alexander Payne As I Lay Dying del neo regista James Franco e Jeune et Jolie di François Ozon.
Il piatto forte però è il film di apertura con Il grande Gatsby, diretto da Baz Luhrmann e interpretato da Leonardo Di Caprio e Carey Mulligan.
La kermesse si terrà tra il 15 e il 26 di maggio e ha in cartellone tanti film americani, così come è americano il presidente della giuria, Steven Spielberg.

lunedì 25 febbraio 2013

NEWS: Vincitori Oscar 2013




Argo di Ben Affleck si aggiudica l'Academy Award come miglior film del 2013, lasciando (nuovamente) a bocca asciutta Lincoln di Steven Spielberg. Il premio è stato annunciato virtualmente dalla First Lady Michelle Obama, guest d'onore della serata.
L'unico premio di spessore per il film storico di Spielberg è la statuetta per il miglior attore a Daniel Day-Lewis, che fa triplete (dopo Il mio piede sinistro del 1989 e Il Petroliere del 2008), battendo Hugh Jackman.
A sorpresa la 22enne Jennifer Lawrence sbaraglia attrici del calibro di Emmanuelle Riva e vince nella categoria miglior attrice protagonista per Il lato positivo, ma verrà ricordata per la caduta "made in Dior" mentre si accingeva a prendere l'ambita statuetta dorata. 
Migliori attori non protagonisti sono Christoph Waltz per Django Unchained di Tarantino, (che vince nella categoria miglior sceneggiatura originale "scippandolo" a Mark Boal, sceneggiatore di Zero Dark Thrity) e Anne Hathaway per Les Miserables, altro grande sconfitto della serata. 
Vittoria inaspettata per Ang Lee, miglior regista per Vita di Pi, meno inaspettata quella per il miglior film straniero Amour, del regista austriaco Michael Haneke.
Altro sussulto per un ex-aequo, tra Skyfall e Zero Dark Thirty. Non accadeva dai tempi della vittoria di Barbra Streisand per Funny Girl, che lo "divise" con Ingrid Bergman per Assasinio sull'oriente express nel 1968.
Pochi esulti invece per la vittoria annunciata di Adele, miglior canzone con Skyfall, e Brave-Ribelle miglior flim di animazione. Paperman invece è il miglior corto animato. 

I vincitori:


Miglior film: Argo
Miglior regia: Ang Lee
Miglior attore: Daniel Day-Lewis
Miglior attrice: Jennifer Lawrence
Miglior attore non protagonista: Christoph Waltz
Miglior attrice non protagonista: Anne Hathaway
Miglior sceneggiatura originale: Django Unchained
Miglior sceneggiatura non originale: Argo
Miglior corto animato: Paperman
Miglior fotografia: Vita di Pi
Migliori effetti speciali: Vita di Pi
Migliori costumi: Anna Karenina
Miglior makeup & hairstyling: Les Misèrables
Miglior film corto: Curfew
Miglior corto documentario: Inocente
Miglior documentario: Searching for Sugarman
Miglior film straniero: Amour
Miglior sound mix: Les Miserable
Miglior sound editing: Zero Dark Thirty e Skyfall
Miglior attrice non protagonista: Anne Hathaway
Miglior editing: Argo
Miglior production design: Lincoln
Miglior colonna sonora: Vita di Pi
Miglior canzone: Skyfall