Visualizzazione post con etichetta Christopher Nolan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Christopher Nolan. Mostra tutti i post

giovedì 2 novembre 2023

UNWANTED FIRST IMPRESSION: Oppenheimer

Avvertenze: Se non siete ancora riusciti a vederlo e volete, seguite queste linee guida.
  • Non andate al cinema dopo una giornata di lavoro, o con le balle sverse.
  • Andate dopo una bella dormita.
  • Bevete un caffe' prima dell'inizio del film.
  • Poi una bella e sana pipi' dopo il caffe'. In caso di vescica sensibile, usate un Tena Lady,
  • Portate con voi del cibo, anche una pagnotta al formaggio va bene, Fidatevi, sono salva vita.
  • Durante la visione, bevete piccoli sorsi di acqua. A meno che non usiate il Tena Lady.



Quindi:

  • Oppeneimher ha la visione mistica come il gatto di mia madre, Ipa - detta anche Miss Sofficino - vede la Madonna. L'originale, non la cantante.
  • Visivamente e' un capolavoro e se Miss Sofficino ha le stesse visioni di Xstopher Nola e Oppenheimer insieme, e' la gatta piu' fatta (e soffice) di tutta Legnano town.
  • Kenneth Branagh e' perso nel suo metodo Stanis Larochelle, e dopo il suo opinabile accento Russo in Tenet, ne sfoggia un altrettanto discutibile accento Tedesco. Perche' parlare normalmente fa' troppo Irlandese.
  • Tutti hanno bisogno di una crema idratante. E la fotografia in bianco e nero non aiuta.
  • Perche' Xtopher Nolan ha imoarato da Dunkirk, mette sonoro e musica per tre ore di fila. Praticamente e' un intero anno di ascolto fatto con Spotify, Deezer, Amazon Music insieme. Se qualcuno conosce un altro mese aggratis di un qualsiasi servizio musicale streaming, mi contatti in privato.
  • Il sesso e' cosi' nevrotico che il nuovo trend erotico e' ciulare mentre si legge un testo in Sanscrito.
  • In Barbenheimer, Kitty Oppenheimer sarebbe la BARBIE AMBRIACONA.
  • Kitty O' praticamente e' sempre ciuca, e di tanto in tanto, vorremmo farci un cicchetto con lei.
  • L'esperimento della bomba andava fatto durante un tempo atmosferico ottimale, per avere una visione chiara. Ecco perche' non la testarono mai a Londra, perche' li' il tempo e' sempre na'mmerda.
  • Oppenheimer si dimostra un po' ingenuo sugli effetti collaterali della bomba. Ecco perche' Barbie ha vinto un premio Nobel e lui no.
  • Jack Quaid appare sullo schermo, Jack Quaid scompare dallo schermo. Che sia un effetto collaterale della bomba?
  • Qualcuno inizi una petizione affinche' Johnatan Nolan ritorni a scrivergli i film.
Nel frattempo, mangia una pagnotta al formaggio ammamma.


lunedì 10 novembre 2014

NEWS: Il vincolo di Jessica Chastain



Jessica Chastain è impegnata con la promozione di Interstellar, vincolata per ragioni contrattuali a promuovere la pellicola diretta da Christopher Nolan in 'esclusiva'. 
Il tour de force mediatico alla quale la bravissima Jessica si deve attenere è partito a ottobre e si concluderà a dicembre, a discapito della promozione di un altro film - A Most Violent Year di J.C. Chandor (Margin Call), di cui si vocifera una possibile nomination ai prossimi Academy Awards -  che potrebbe essere la terza per Jessica.
Il conflitto di interessi si è presentato la scorsa settimana, quando l'attrice ha dovuto saltare la premiére del film di Chandor per presenziare a Londra per pubblicizzare Interstellar.
A Most Violent Year si riferisce al 1981, anno in cui imperversava la violenza e la corruzione a New York, diventando l'anno più violento della Big Apple americana. In questo contesto Abel Morales (interpretato da Oscar Isaac) cerca di costruire il suo business e la sua famiglia con Ana, interpretata da Chastain.
Inizialmente Chandor sperava che Chastain potesse presenziare agli eventi semi-privati come gli screening, che di solito sono quelle proiezioni a cui interessano 'i cacciatori di nomination' dei Golden Globes, l'ormai consueto trampolino di lancio degli Oscar. Ma Chandor si è dovuto ricredere (e forse rassegnare) quando la sua attrice principale gli ha dato picche. Per ragioni contrattuali.
Nomination sfumata per Jessica e possibile flop al botteghino per Chandor?

sabato 8 novembre 2014

MONOGRAFIA: Christopher Nolan



Christopher Nolan è come il Marmite, alimento inglese dal sapore indecifrabile: o lo si ama, o lo si odia. 
I suoi ammiratori lo amano incondizionatamente per le sue storie intricate e per l'orgasmo visivo che regala ogni volta con la sua eccellente tecnica registica.
I detrattori considerano i suoi film freddi, cerebrali e che vanno oltre la sua ambizione.
Ambizione che dimostra di saper destreggiare in reebot come la trilogia di Batman, dove riesce a coniugare la sua autorialità con le logiche del blockbuster, riuscendo a tenere un 'profilo' artigianale nel marasma di Hollywood: Nolan infatti ama fare tutto in famiglia, con pochi ma buoni -  la moglie Emma Thomas con cui ha avviato la casa di produzione Syncopy Films e il fratello Jonathan, che ha dato il suo prezioso contributo scrivendo le sceneggiature dei suoi film. 
Un po' come Wes Anderson, Nolan ama lavorare con gli stessi attori -  con i suoi attori feticcio da Michael Caine a Christian Bale, mettendo spesso e volentieri un posto a tavola in più per attori del calibro di Matthew McConaughey e Jessica Chastain.
Altra peculiarità del regista è la capacità di creare blockbuster con un utilizzo minimo degli effetti speciali, con il rifiuto del 3D a favore dell'IMAX, affidando la spettacolarità - la sua ambizione -  ai virtuosismi tecnici che offre il mezzo cinematografico.
Il fil rouge che accompagna l'autorialità di Nolan è molteplice: l'ambiguità delle persone -  ti puoi veramente fidare di qualcuno? -  che lo accompagna fin dal suo esordio nel 1998, Following. In Following uno scrittore in crisi creativa che pedina le persone per rubare loro informazioni su cui scrivere un racconto, e finisce conosce un vero ladro, un certo Cobb che lo introduce in un mondo di furti, lasciandosi manovrare spinto dalla fiducia.
Nolan comincia a farsi conoscere con Memento, in cui arricchisce le tematiche con il concetto del tempo - fuggevole - e della memoria. Con l'escamotage della perdita della memoria breve, Leonard Shelby è costretto a fidarsi di chi lo circonda, in nome di una vendetta che lo porti disperatamente a recuperare frammenti della sua vita strappati violentemente.
In Prestige entra in scena  la magia - che viene utilizzata per manipolare, per raccontare menzogne.
Verità e menzogna si mescolano abilmente -. devi osservare attentamente se vuoi capire dove sta il trucco. Trucco magico che crea Alfred Borden (Christian Bale) che lo rende famoso e ossessiona l'eterno rivale Robert Angier (Hugh Jackman). Come in Memento, ossessione e vendetta tornano in primo piano, il tutto abilmente mescolato come in un trucco con le carte -  acuito dall'uso del montaggio che falsa la linearità temporale creando un processo a ritroso che porti lo spettatore a identificarsi con il protagonista privo di memoria breve.
Steven Soderbergh gli commissiona Insomnia, e Nolan mette in scena l'ambiguità, incarnata in uno scrittore (creando un perfetto lato oscuro per il compianto Robin Williams)che  ricatta il poliziotto che indaga su di lui -  creando una perfetto gioco tra il gatto e il topo, dove ricatti e menzogne la fanno da padrona.
Nolan ormai è alla corte di Hollywood e gli viene assegnato il progetto ambizioso del reebot di Batman, diventando famoso. A modo suo. Nolan infatti rifiuta di utilizzare valanghe di effetti speciali per concentrarsi sulla figura di Bruce Wayne/Batman.
In Batman Begins scopriamo come Bruce Wayne diventa Batman, il suo rapporto interrotto con il padre morto prematuramente - e il senso di colpa di Bruce bambino - rapporto che cerca nel fido Alfred e in Ra' s al Ghul, suo mentore che lo forma nelle arti marziali, scoprendosi poi la sua nemesi. Non ti puoi fidare di nessuno rammenta Nolan -  e il tuo amico diventa il tuo nemico.
Il successo di Batman Begins è planetario, e Nolan viene confermato per il seguito,The Dark Knight - il migliore della trilogia.
Nolan prende il personaggio del Joker (interpretato da Jack Nicholson nella prima versione firmata Tim Burton) e crea una maschera terrificante grazie alla recitazione di Heath Ledger, premiato con un Oscar postumo per questo ruolo -  e il personaggio di Due facce, reso meno macchiettistico rispetto alla versione di Schumacher, e più tragico, in cui la natura umana cambia a seconda degli eventi - da uomo integerrimo e incorruttibile a uomo dedito al crimine, come lo dimostra la sua faccia metà ustionata.
Nel frattempo, in attesa di terminare la trilogia di Batman, Nolan si butta in uno dei suoi progetti più ambiziosi Inception. Qui Nolan riprende i temi a lui più cari -   il recupero della memoria, il furto (non è un caso che il protagonista interpretato da Leonardo Di Caprio si chiami Cobb), la costante del tempo e la manipolazione degli eventi, in questo caso creati ad hoc con sogni, luogo che nasconde i segreti più reconditi dell'inconscio.
Nolan con Inception firma (prima di Interstellar) il suo progetto più ambizioso e personale -  facendo sempre ricorso al suo stile altamente tecnico e povero di effetti speciali. I fan lo amano, i detrattori lo considerano freddo e cervellotico, ma Nolan centra il bersaglio facendo un film personale e una gioia per gli occhi con i suoi virtuosismi tecnici.
Ritorna con The Dark Knight Rises, finale conclusivo delle gesta di Batman, dove Nolan alza il tiro e mette  - tra le righe -  tematiche come il terrorismo (incarnato da Bane) e condanna del capitalismo (con i processi sommari creati ad hoc e la bancarotta della Wayne Entrerprises), senza tralasciare i temi a lui cari come la menzogna, la vendetta e il senso di colpa che prova Bruce Wayne, in attesa di risorgere come Batman per lo scontro finale contro Bane.
E in questi giorni è nelle sale con la sua ultima fatica, Interstellar. C'è chi lo ama senza riserve, c'è chi lo odia. Un po' come il marmite, un po' come questo autore con la A maiuscola a cui tutti vogliono affibiare l'etichetta di nuovo Kubrick, quando è solo Christopher Nolan. E scusate se è poco.

lunedì 24 maggio 2010

Recensione: Vendicami



Titolo:
Vendicami
Titolo originale: Fuk sau
Cina/Francia 2010
Cast: Johnny Halliday, Sylvie Testud, Anthony Wong Chau-Sang, La, Ka Tung, Lam Suet
Sceneggiatura: Ka-Fai Wai
Produzione: Milky Way Image Company
Regia: Johnnie To
Durata: 108'


Cina, una giornata qualunque, piove. Una donna ( Sylvie Testud) prepara la cena e aspetta il ritorno di suo marito e dei bambini.
Arrivano, si sente un vociare allegro, la madre raccomanda loro di togliersi le scarpe: sembra lo spot della tipica famigliola felice. Ad un tratto suonano alla porta. Neanche il tempo di aprire che si sentono degli spari. L’idillio si spezza per sempre.
La donna si salva, ma marito e figli vengono brutalmente uccisi. Il padre della vittima, Costello (Johnny Halliday), proprietario di un ristorante a Parigi, giunge dalla Francia al suo capezzale e l’unica cosa che riesce a farsi dire è “vendicami”. Il vendicatore però ha un handicap: soffre di amnesia della memoria breve a causa di una pallottola conficcata nel cervello.
L’ostacolo viene superato ingaggiando tre sicari della “triade”( Anthony Wong Chau-Sang, Lam Ka Tung, Lam Suet), che si ritrovano divisi tra il loro compito e la fedeltà verso il padrone.
Costello utilizza fotografie e scritte per creare un’immagine indelebile della sua missione (come il protagonista di Memento di Christopher Nolan) in modo da rendere giustizia alla figlia. La vendetta, sin dal titolo è la vera protagonista di questo thriller hard-boiled diretto da Johnnie To.
Costello e soci sono solo i mezzi affinchè tale senso di “giustizia” venga affermato. Costello vuole vendicarsi degli assassini che hanno sterminato la famiglia di sua figlia.
Il capo della triade vuole vendicarsi del tradimento dei suoi scagnozzi. Una donna vuole vendicarsi della morte del suo amato.
Un girotondo insanguinato dove il cineasta cinese orchestra una sorta di ballata lirica, fatta di sparatorie, sangue, violenza (enfatizzata dall’uso del rallenty, tanto caro a Sam Pechimpah e John Woo). To ha un forte senso dell’estetica, curando la regia in ogni minimo particolare, come la splendida sequenza della sparatoria nel bosco, con la luna oscurata che rende difficile la visuale (metafora dell’amnesia di Costello), creando un perfetto gioco di luci e ombre.
Come un western orientale non manca il senso dell’onore e dell’amicizia virile e come un duello all’Ok Corral mescolato ad un esercito, Costello e soci sfidano la triade, nascosti dietro cubi stratificati di stracci.
Altro aspetto affascinante è l’uso del cibo: la scena iniziale, con la figlia di Costello che prepara la cena, il patto tra Costello e i killer sancita durante un pranzo, così come il momento del compimento della vendetta avviene in un pic-nic notturno.
To si ispira a Le Samurai di Jean-Pierre Mellville, prende in prestito il personaggio interpretato da Alain Delon (il regista lo avrebbe volto come protagonista) e cuce addosso ad Halliday un ruolo tormentato e spaesato, in una città che non (ri)conosce, così cambiata e occidentalizzata nel corso degli anni.
Halliday offre il suo volto (vissuto e poco espressivo al punto giusto) per questo gangster solitario e smemorato suo malgrado. Pecca un po’ di discontinuità nella scegneggiatura e di clichè tipici del genere ganster, ma Vendicami è una vera e propria manna dal cielo per gli appassionati del genere e una gioia per gli occhi per chi ama un cinema estetizzante e curato in ogni minimo dettaglio.

Voto. 7/8
A.M.