Notte Horror e' qui di casa ormai nella dimora sfitta di Director's cult. Quest'anno voglio celebrare il trentennale di Scream, del compianto Wes Craven.
Non fidatevi degli orsetti figliipputt@n@
Cast: Neve Campbell, Courtney Cox, Skeet Ulrich, Matthew Lillard, Rose McGowan, David Arquette, Jamie Kennedy
Sceneggiatura: Kevin Williamson
Regia: Wes Craven
Durara: 111'
Di questi ultimi tempi, il genere horror sta avendo una renaissance incredibile, viziando lo spettatore, anche quello che rompe i caccabisi, con storie da brividi e introspezioni psicologiche che darebbero a Jung e Freud un momento di celodurismo. E poi c'e' sempre lui, il genere slasher, considerato oggi il fratellino pistola, perche', ahinoi, ha solo la funzione di pura mattanza per un'oretta e mezza o due.
Al di la' del fatto che lo slasher e' un genere di tutto rispetto ed e' ritornato in auge grazie a Eli Roth e il ultimo Ice Cream Man, massacrato dai piu' su Letterboxd piu' per l'uso dell'AI da gente che probabilmente scrive di notte a una entita' virtuale del perche' il tizio/a mi ha ghostato/a - e per altre ragioni piu' politche o meno. O perche' la ggente vuole scassare i caccabisi e basta.
Dove ero rimasta? Ah si, il fratellino pirlun dello slasher, che tanto pirletti non e'.
Innanzitutto ha origini blasonate. Si parte addirittura dagli anni Trenta con M. - Il mostro di Dussendorf (grazie AI! Ahahahaha), dove c'e' un serial killer che miete le sue vittime lungo il film. Poi venne quella vecchia volpe di Hitchcock, creando Norman Bates e la celebre scena della doccia negli anni Sessanta con Psycho. Ma la svolta avvenne un decennio, quando Mario Bava, che di serial killer ne sapeva - avendo gia' creando di fatto il genere in Italia grazie a Sei donne per l'assassino (1964) - fa' il botto con Reazione a catena (1971), dove si, c'e' tanta mattanza e fiumi di pummarola n'gopp', ma anche capace di sviscerare la cattiveria umana con tutta la sua grettezza e ignominia. E meno male che il genere e' sfigatino, neh? Ma sfigatino sara' lei!
Grazie al maestro Bava, lo slasher avra' una stagione d'oro con Texas Chainsaw Massacre, Black Christmas, Suspiria (e i suoi fratelli). Ci vorra' quel volpone di John Carpenter a creare la final girl con Laurie Strode, ovvero l'ultima che sopravvive alla mattanza che poi diventa la nemesi principale di innumerevoli sequels.
Sebbene lo slasher e' principalmente concentrato su smembramenti, sbudellamenti, mattanze e sempre l'immancabile scia di trippa cervella e budella, ha delle regole ben precise!
- Niente sesso, siamo negli horror. Come avevo accennato in una notte horror precedente con Venerdi' 13 (ma chittesencula! Ahahah), il sesso era catalizzatore di omicidi in quanto l'impurita' e atto di pura debosciaggine (si dice cosi?) dei teenager che aveva portato alla morte di Jason Vhoories e ai traumi infantili di Mike Meyers, la purezza andava mantenuta fino al matrimonio, pena la muerte. Unica concessione: tette e cosce mostrate con generosita' durante le varie notti di pioggia. Negli anni Ottanta poi, astenersi dal sesso aveva un aspetto morale, in quanto c'era lo spettro parecchio ingombrante dell'AIDS e un'ondata moralizzatrice di stampo Reaganiano in America e di stampo Tactheriano in Inghilterra (con tanto di comitato di censura, meravigliosamente descritto nell'horror Censor). Ergo, solo le vergini si salvano
- No drugs and no booze.Mamma mia, e quanto siete pesantoni! Se ti prendi la droka e ti bevi la bumba, sei dannato, quindi, devi mori'
- Torno subito. Mai e dire mai che si torna subito prima di lasciare una stanza. Cioe'. ti meni sfiga da solo.
- Mai dividersi. Perche' rendere piu' semplice il lavoro del serial killer?
A stravolgere le regole pero' ci pensa la buon anima di Wes Craven, il papa' di Freddie Krueger, creatura che gli venne scippata dopo il succcesso del primo capitolo e decide di riprendersi cio' che gli spetta e crea due icone: Ghostface e la sua final girl, Sydney Prescott.
Craven crea un intro con i fiocchi e usa Drew Barrymore, tornata alla ribalta proprio negli anni Novanta dopo un periodo di (sex) drug and rock and roll. Tutto comincia con una telefonata, che disturba la serata di Casey a base di popcorn e film horror. La ragazza suo malgrado sara' costretta a fare un gioco dopo aver detto che ama i film dell'orrore, specialmente Nightmare On The Elm Streetm. ma solo il primo, perche' gli altri erano orribili (e qui chapeau a Craven che si toglie un sassolino dalla scarpa e si vendica dello scippo della sua creatura). Casey ama il genere, pero' non e' preparata come si deve con il genere e cade su Venerdi' 13, portando alla morte il suo fidanzato e poi alla sua, finendo trucidata proprio mentre i suoi genitori rientrano a casa.
13 minuti col botto, in pieno stile slasher per introdurre la compagna di classe di Casey, Sydney Prescott (Neve Campbell), tristemente famosa per aver perso la madre brutalmente uccisa l'anno prima. Sydney e' una final girl atipica, perche' prende le regole del genere e le scardina. Innanzitutto lei non ama gli horror e non stima molto le final girls, asserendo al fatto che correre lungo le scale per scampare a un serial killer e' un insulto all'intelligenza. Salvo poi cadere nello stesso errore quando si ritrova in casa Ghostface e in preda al panico, non riesce ad aprire la porta di casa da lei stessa chiusa. 'Errore" che fara' piu' di una volta, arrivando a saltare da una finestra pur di scampare alla furia omicida del killer. Non si insultano le final girl, Syd!
La regola che Wes Craven scardina di piu' e' quella d'oro, ovvero che solo le vergini sopravvivono. Se apparentemente Craven conduce il gioco rispettandone i canoni, punendo la madre di Sydney, Maureen, ad una morte atroce per via della sua vita segreta da adultera, distruggera' la "maledizione" della vergine e salvera' Sydney Prescott da morte certa subito dopo aver perso la verginita' con il suo ragazzo Billy Loomis (Skeet Ulrich). Qui il sesso viene usato come un momento di liberazione per la giovane Syd, che si toglie di dosso l'onta della colpa materna e puo' finalmente vivere la sua sessualita' come una normale teenager. Ma si sa, la prima volta la si fa sempre con la persona sbagliata...
Ed e' questo un elemento (secondo me) interessante, perche' il sesso e' sempre stato condannato come qualcosa di sporco, di impuro se non diabolico, da punire con la morte. Il genere horror e' sempre stato per certi versi femminista e anche Scream non e' da meno: Dewey/Linus (David Arquette) e' il poliziotto della cittadina di Woodsboro, ma e' tendenzialmente inetto e non e' un grande aiuto nella ricerca dell'assassino (si riscattera' poi, ma in questo primo capitolo e' un pischello di 25 anni alla fin della fiera).
Tatum, (Rose McGowan) sua sorella, invece tiene piu' cazzimma e non solo e' l'elemento sisterhood del film, ma riabilita la figura di Maureen Prescott vedendo il lei una donna sola, trascurata dal marito (che a sua volta trascura la figlia andando in viaggio di lavoro pur sapendo che c'e' stato un omicidio nella zona). Tatum e' l'opposto di Sydney: bionda, girlie, molto femminile, con un po' di trucco, mentre invece Sydney e' volutamente anonima nel vestire. con viso acqua e sapone (oggi si direbbe clean girl)/.
E poi c'e' lei, Gale Weathers la stronza (Courtney Cox). Gale, giornalista d'assalto da strapazzo iniziamente e' la nemesi di Syd, perche' secondo lei Cotton Weary non e' l'assassino della madre della ragazza. A lei frega ca££i se Sydney e' sconvolta dagli avvenimenti, lei cerca lo scoop. Eppure, sara' proprio lei a salvare Sydney e a renderla effettivamente la final girl della saga.
I film dell'orrore non creano zoccole, ne' tanto meno mostri. Li rendono solo piu' creatvi. E qui fa centro Stu (Matthew Lillard), il ragazzo di Tatum e amico di Billy che giochera' un ruolo importante nel film e dimostrera' parecchia creativita'.
Paradossalmente Matthew Lillard aveva recitato nel film La signora ammazza tutti di John Waters due anni prima, nel ruolo di Chip, super appassionato di film horror dalla fervida immaginazione, ma buono come il pane. Ruolo che verra' ripreso da Jamie Kennedy con il suo iconico Randy, sospettato perche' un po' nerd e perche' e' ossessionato dai film horror come Chip, accusato dal suo professore di avere una mente contorta - ruolo coperto dal preside della scuola, da Henry Winkler, il mitico Fonzie.
Ed e' vero, gli omicidi di Scream sono creativi, con tanto di signature style con la mano passata sul coltello per pulire il sangue appena sgorgato dalla sua vittima.
Con Scream, Wes Craven si riappropria della sua carriera e delle sue icone,
Scream e' il capolavoro di Craven e la sua vendetta, condotta a fil di lama.
Voto:8