lunedì 11 maggio 2015

FILMOGRAFIA: Megan Fox



NOME: Megan Fox
DATA DI NASCITA: 16/05/1986
LUOGO DI NASCITA: Memphis, Tennessee, Stati Uniti
PROFESSIONE: Attrice




ATTRICE:

(2014) Tartarughe Ninja - April O'Neil
(2012) Questi sono i 40 - Desi
(2012) Il dittatore - se stessa
(2010) Jonah Hex - Leila
(2009) Jennifer's Body - Jennifer Check
(2009) Transformers - La vendetta del caduto - Mikaela Banes
(2008) Star System - Se non ci sei non esisti - Sophie Maes
(2007) Transformers - Mikaela
(2004) Hope & Faith (Serie Tv) - Sydney Shanowski
(2004) Crimes of Fashion (Film Tv) - Candace
(2004) The Help (Episodi Tv: Ollie Shares, Dwayne Gets a Cold, Pilot) - Cassandra Ridgeway
(2004) Quanto è difficile essere teenager - Carla
(2004) Two and a Half Men (Episodio Tv: Camel Filters and Pheremones) - Prudence
(2003) Le cose che amo di te (Episodio Tv: Like a Virgin (Kinda)) - Shannon
(2002) Ocean Ave. (Serie Tv) - Ione Starr
(2001) Holiday in the Sun - Brianna Wallace

venerdì 8 maggio 2015

NEWS: Un regalo per Orson Welles



Il 6 maggio scorso, Orson Welles avrebbe compiuto 100 anni e il regista Peter Bogdanovich (Paper Moon, She's Funny that Way) ha pensato di fargli un regalo che l'iconoclasta Welles avrebbe apprezzato: trovare fondi per terminare il suo ultimo film incompiuto The Other Side of the Wind, interpretato da Bogdanovich stesso. 
The Other Side of te Wind racconta la storia di un regista, J.J. Hannaford (John Huston) ormai sul viale del tramonto (e si evince in Hannaford la figura di Welles), che lotta contro Hollywood cercando di rilanciare la propria carriera con un film ostico, estremista e dissacrante, arrivando a innamorarsi dell'attore che dirige, nonostante sia stato eterosessuale per tutta la vita.
Welles iniziò il progetto nel 1970 e cercò tra mille difficoltà produttive (di carattere economico in primis) di terminarlo nel 1976 senza riuscirci. Nonostante fosse finito dal punto di vista del girato, Welles riuscì a montare solo 45', e dopo la sua morte, avvenuta nell'ottobre del 1985, il film rimase bloccato a Parigi a causa di una disputa legata ai diritti d'autore tra la figlia Beatrice (avuta con Paola Mori) e l'ultima compagna del cineasta, Oja Kodar.
Per realizzare questa impresa, Bogdanovich è risucito nell'impresa di avere il benestare da Beatrice Welles e la Kodar, e ha pensato alla raccolta tramite crowfounding, tecnica di autofinanziamento che avviene tramite donazione da fan (e ha successo, pensate a Iron Sky, finanziato tramite una campagna via internet). La piattaforma scelta è Indiegogo, e in un giorno sono stati raccolti ben $74,535 (dato appena aggiornato al momento della scrittura del post).
La strada è ancora lunga, ci vogliono ben $2,000,000 e la campagna durerà fino al 9 di giugno.
The Other side of the Wind può essere condiderato l'8 1/2 di Orson Welles: è una riflessione sull'arte e sul mestiere del cinema, sul rapporto tra attore e regista traslato in un rapporto tra l'uomo e Dio, lasciando trasparire l'immenso ego che Welles aveva (e che, in fondo, poteva permettersi) e il suo rapporto con il cinema stesso.
Welles fu come Icaro: cercò di raggiungere le più alte vette del cinema, ma finì per bruciarsi. Proprio come il ragazzo che osò arrivare a toccare il sole, finendo per bruciarsi le ali.
Bogdanovich fu amico e studioso del cinema di Orson Welles e potete conoscere l'universo del regista di Quarto potere e Falstaff con il libro a lui dedicato: Io, Orson Welles.
Bogdanovich spera di realizzare il desiderio di Welles, un regalo che Orson Welles avrebbe sicuramente gradito.

Per saperne di più sulla campagna di raccolta su Indiegogo: https://www.indiegogo.com/projects/other-side-of-the-wind-orson-welles-last-film

giovedì 7 maggio 2015

100% PURE GLAMOUR: Met Ball 2015


Lunedì scorso c'è stato l'evento newyorkese più glam dell'anno: il Met Ball, organizzato ogni anno per raccogliere fondi per il MET, il Metropolitan Museum of Art, organizzato con la collaborazione del Costume Institute.
Moda, cultura, arte e soprattutto cinema e celebrity: dal 1946 le star di Hollywood (e recentemente anche dal mondo della musica) sfilano con un vestito 'a tema'. Quest'anno l'evento omaggia la Cina, con una mostra  - Cina: Through the Looking Glass curata dal regista Work Kan-Way insieme al dipartimento di arti asiatiche del MET, una prospettiva che riflette su come l'estetica Orientale influenzi la cultura Occidentale.
La Cina è fonte di ispirazione per la sua bellezza, le sue fini e preziose porcellane, per i suoi costumi tradizionali, ma è anche uno Stato in costante evoluzione puntando picchi di avanguardia nella tecnologia, nella comunicazione e anche nel cinema.
A presentare la serata patrocinata dal direttore di Vogue Anna Wintour (in Chanel) vi sono due madrine di eccezione: Gong Li (vestita con un fasciante abito di Roberto Cavalli) - massimo esponente del cinema cinese in grado di aver costruito una solida carriera anche a Hollywood, e Jennifer Lawrence (in un floreale Dior), assente al Met Ball del 2014.
Look orientale per l'immancabile newyorkese doc Sarah Jessica Parker che sfoggia un copricapo in stile dragone cinese (firmato Philip Treacy) e un vestito firmato H&M. Non è la prima volta che il marchio low cost creato da Hennes and Mauritz calcano i red carpet: da Michelle Williams a Jessica Chastain, il marchio oltre che a collaborare con prestigiosi fashion designer (Alexander Wang ha firmato la collezione 2014), sta arrivando a diventare un punto di riferimento per le star di Hollywood.
Anne Hathaway è la'woman in gold', con uno scintillante Ralph Lauren dorato dotato di cappuccio, che si contende lo screttro della più bella del reame tra una golden Kate Hudson con un abito firmato da Michael Kors e una 'metallica' Jessica Chastain in total gold firmato Riccardo Tisci per Givenchy, ma che osa con scollature generose, ma non volgare, 
Lady Gaga sbaglia, ma con stile: omaggia il Giappone con un abito che riprende chiaramente lo stile dei guerrieri samurai, ma il vestito firmato da Alexander Wang non è totalmente da bocciare, dato che riesce a infondere il suo stile minimal e geometrico con l'estetica orientale. Nel caso l'anno prossimo si dovesse celebrare lo stile made in Japan, potrà sicuramente riutilizzarlo.
Madonna sbaglia, ma senza stile: vestita con un abito nero di Moschino, sfoggia una mantella anch'essa nera, su cui risalta in giallo la scritta Rebel Heart, ovvero il titolo dell'ultimo album della regina del pop. Che sia andata a presentare la sua ultima fatica invece di andare all'afert party?
Emily Blunt sembra uscita dal film In the Mood for Love con un abito di Prada di seta azzurro impreziosito da una mantella. mentre Jennifer Lopez osa il nude look, fasciata con un 'dragon look' firmato atelier Versace rosso con trasparenze , ma sembra una educanda se si paragna all'audace Givenchy dress indossato da Beyoncé, che lascia poco spazio all'immaginazione.
Tra glamour, scivoloni e nude look, il Met Ball rappresenta l'evento fashion e mondano più esclusivo dell'anno.

mercoledì 6 maggio 2015

ORSON WELLES DAY: Lezione di cinema - Quarto potere

Grazie a Kris Kelvin e al suo spectacular blog Solaris che ha ricordato a noi cine bloggers che oggi il mitico e grande Orson Welles avrebbe compiuto 100 anni!
Orson Welle fu croce e delizia di Hollywood: autore prodigio, all'età di 26 anni riuscì a entrare nella storia del cinema con Quarto Potere (Citizen Kane) ispirandosi al magnate William Randolph Hearst, proseguendo (a fatica) con altri cult come L'orgoglio degli Amberson, La signora di Shanghai, Rapporto confidenziale, L'infernale Quinlan e altri film che ancora oggi vengono studiati e ammirati.



Per il centenario del mitico e leggendario regista, Director's cult osa cimentarsi  con Quarto potere, il capolavoro (nonché miglior film di tutti i tempi) diretto da Welles (nella speranza che il sommo non si ribalti nella tomba) analizzandolo da un punto di vista tecnico, con la rubrica lezione di cinema.






Titolo: Quarto potere
Titolo originale: Citizen Kane
USA, 1941
Cast: Orson Welles, Joseph Cotten, Everett Sloan, Agne Moorehead, Dorothy Comingore.
Sceneggiatura: Orson Welles. Herman J. Mankiewicz.
Regia: Orson Welles.
Durata: 119'




Lo stile: Nel 1938 Orson Welles scatenò il panico facendo credere agli americani che gli alieni stessero per invadere gli USA. E questo fa capire i lampi di genialità del futuro regista cinematografico che si fece le ossa con il Mercury Teather (suo è il Vodoo Macbeth con attori afroamericani), girò per l'Europa, insegnò recitazione all'Old Vic, facendo trasparire una bravura non comune per un ragazzo di soli 26 anni - che si vide corteggiato da Hollywod, dandogli carta bianca (ovvero pieno controllo del progetto) per il suo debutto cinematografico che avvenne nel 1941 con Quarto potere (Citizen Kane). 
Irriverenza, voglia di stupire (e nel caso dello spettacolo radio, di spaventare), voglia di prendere dal passato per innovare: questa è la ricetta vincente per il regista di Kenosha. 
Dal teatro prese in prestito l'illuminazione tipico della scena di prosa, coniugandola con lo stile espressionista UFA (casa di produzione tedesca che produsse i capolavori di Fritz Land e Friedrich Whilem Murnau, protagonista assoluto del genere Kammerspiel) e lo stile di John Ford e del suo Ombre rosse, che Welles lo vide svariate volte durante la lavorazione del film.
Dai Lumière rilesse e rivoluzionò il cinema delle origini, infondendo la voglia di sperimentare, e di utilizzare tecniche finora poco utilizzate o in disuso.
Welles ebbe la capacità di trasgredire le regole, manipolando il concetto spazio-temporale e soprattutto visivo, riempendolo di significati ben precisi, facendo di Quarto potere il film che aprì le porte del cinema contemporaneo.


La scena iniziale: Primo piano di un cartello con la scritta No trespassing, seguito da un dolly che lentamente 'scavalca' una rete di recinzione, come se qualcuno stesse realmente cercando di oltrepassare quella zona off-limits, ovvero Xanadu (Candalù in italiano), la magione di Charles Foster Kane. 
Welles fin dai primi secondi utilizza la macchina da presa per creare una soggettiva (quando si ha il punto di vista del personaggio - utilizzata in maniera eccellente da Alfred Hitchcock per La finestra sul cortile) - ovvero la macchina da presa è lo sguardo dello spettatore, in pieno stile Kammerspiel.
L'utilizzo della dissolvenza incrociata (tecnica del montaggio che che consente di passare da un'immagine all'altra in modo lineare e progressivo, senza stacchi, ma  con l'immagine che si dissolve amalgamando l'immagine successiva), rende l'idea di una cinta muraria quasi impossibile da valicare - proprio per rendere l'idea dell'esilio/reclusione di Kane, in punto di morte. La macchina da presa sale lentamente, arrivando poi al cancello di ferro e nello sfondo
Xanadu. L'utilizzo delle dissolvenze permette di farci un'idea del mondo dorato/mausoleo che il magnate della stampa Charles Foster Kane ha costruito negli anni: scimmie, gondole veneziane che giacciono su un lago artificiale (dalla quale si vede Xanadu riflessa nello specchio), un campo da golf, opere d'arte.
Wells costruisce un establishing shot (l'inquadratura descrittiva e d'ambientazione) in pieno stile impressionista: la lentezza della macchina da presa, le dissolvenze e Xanadu avvolta nella nebbia rende fin dal principio l'idea di un film che parte come un mistero, racchiuso in una sola parola: Rosebud (Rosabella in italiano).
Un primo piano inquadra la finestra della camera da letto di Kane: la luce si spegne all'improvviso, per poi riaccendersi e vedere il corpo di Kane che giace a letto.
 La luce si riaccende di nuovo, mentre la dissolvenza incrociata riprende la neve - che si rivelerà provenire da una palla di neve che contiene una casa. La palla viene tenuta in mano da Kane - enfatizzata da uno zoom che inquadra la mano, per poi passare a un primissimo piano delle labbra di Kane mentre pronuncia Rosebud.
Kane spira lasciando cadere la palla, che s'infrange su uno scalino. Entra una infermiera, ma la sua immagine risulta distorta -  creata da una soggettiva ad hoc dal 'punto di vista' del vetro infranto, effetto creato con l'uso del grandangolo che deforma l'immagine. L'illuminazione e l'utilizzo della fotografia (magistralmente diretta da Gregg Toland) sono in pieno stile impressionista: il bianco dell'uniforme della infermiera e delle lenzuola del letto di Kane sono messe in contrasto da un forte chiaro scuro, per enfatizzare il momento drammatico e 'solenne' della dipartita del magnate della stampa. 
L'infermiera copre Kane con il lenzuolo, la macchina da presa riprende la salma di Kane come una silhouette per poi venire inghiottito dall'oscurità. La fotografia ritorna poi a illuminare la scena, come se fosse calato il sipario di una pièce teatrale, mondo reale dalla quale veniva Welles.
Questi sono i primi 3'11'' della scena iniziale di Quarto potere.

L'uso del flashback: Che cosa si cela dietro l'ultima parola pronunciata da Charles Foster Kane?
Un giornalista cerca di dare un senso e un significato, facendo una inchiesta che porterà a intervistare il tutore banchiere di fiducia Tatcher, il caporedattore Bernstein, il giornalista Leland e infine la seconda moglie Susan e il maggiordomo di Xanadu, Raymond.
L'espediente del flashback porta Welles a creare diversi piani temporali che portano dal passato al presente, creando diversi punti di vista e diverse verità, tasselli di un puzzle che costruiscono volta per volta la storia di Kane: ogni tassello cerca di costruire la storia di questo uomo grande negli affari, ma povero nella vita affettiva, cercando di arrivare a  un fondo di verità. Il flashback è un spediente narrativo che verrà riutilizzato da Akira Kurosawa per Rashomon. A essere pignoli, c'è un'ambiguità di fondo e a prima vista l'infermiera entra subito dopo la morte di Kane - e non sarebbe in grado di cogliere le ultime parole che accende il motore della storia. Ma il bello di Welles e del suo estro craetivo consiste proprio nel raggirare le regole temporali e narrative a suo favore.

La profondità di campo: Il marchio di fabbrica di Welles è di mostrare tutto ciò che appare nella scena allo spettatore, sia in primo che in secondo piano - rileggendo il linguaggio cinematografico delle origini dei fratelli Lumìere. Con la profondità di campo, Welles tradisce le 'regole grammaticali' di Hollywood, che non amava questo tipo di inquadrature perché oltre che infastidire lo spettatore, infrageva la regola di gerarchia tra primo e secondo piano.
Welles invece utilizzò questa tecnica per dare potenza alle immagini, dando un significato particolare: come nella scena di Kane bambino, che si vede chiaramente mentre gioca con il suo
slittino e lancia palle di neve. In un primissimo piano viene ripresa la madre di Kane, che ha deciso di affidarlo nelle mani del tutore Tatcher per dargli una vita migliore. La genialità del profondità di campo consiste 'nell'imprigionare' quel Charles Foster Kane bambino, di racchiudere in quella finestra l'ultimo momento di fanciullezza di Kane, l'ultimo momento di spensieratezza prima che diventi il futuro magnate dell'Inquire.
La profondità di campo enfatizza questo momento mettendo sullo stesso piano la consapevolezza della madre decisa (ma addolorata) di aver deciso il destino del proprio bambino separandosi da lui, e la inconsapevolezza di un ragazzo che ancora non sa di diventare 'il cittadino Kane' - rappresentandone di fatto la perdita dell'innocenza.

La manipolazione del tempo: Il matrimonio di Charles Foster Kane con Emily, nipote del presidente degli Stati Uniti d' America parte da un profondo amore che presto entra incrinarsi irrimediabilmente. Nel rendere l'idea del suo mènage matrimoniale, Welles manipola il tempo  'riassumendo' il passare degli anni attraverso lo stratagemma della colazione: la prima mostra un giovane Kane è seduto di fianco la sua dolce metà , adulata da un Kane innamorato e adorante.
Una ellissi con dissolvenza incrociata mostra una seconda colazione, dove Emily e Kane sono entrambi a capotavola: Emily si lamenta del fatto che Kane del tempo che lui dedica al giornale.  La terza colazione mostra il disappunto di Emily per come il marito attacchi lo zio - accentuato dal controcampo a 180°.
 La quarta colazione mostra il distacco di Kane nei confronti della moglie, una crisi che sembra accentuata dal fatto che siano così distanti, e da come sono posizionati i personaggi, sembra anche che il tavolo sia più grande rispetto agli inizi, proprio per aumentare il senso di allontamento.
La quinta colazione mostra la crisi e l'astio di Kane, che difende il suo lavoro e sembra che ami più il suo giornale che sua moglie. 
La sesta e ultma colazione neanche si parlano. Con l'utilizzo del controcampo a 180° si mostra la crisi esplosa tra Kane ed Emily: lei gli lancia un'occhiata e apre il Chronicle, lui ricambia stizzito leggendo l'Inquire. A sancire la definitvia crisi ci pensa un campo lungo, che vede i due distanzi, in silenzio.
In sole sei scene Welles racconta l'intera vita matrimoniale di Charles Foster Kane: 10 anni anni di matrimonio descritti in soli 2'10''.


L'uso della fotografia: Lo splendido lavoro di Gregg Toland lo si nota da subito. Toland attinge a piene mani all'impressionismo tedesco, e utilizza i toni 'dark' un velo di controversia sulla figura di CharlesFoster Kane. 
I forti contrasti del bianco e nero, gettano un'ombra su questo immenso personaggio, che sa essere contrttorio, arrivando a tradire i suoi ideali: nella scena in cui fonda l'Inquire con Leland e Bernstein, Charles Foster Kane dichiara che farà informazione trasparente e di qualità. 
Ma al momento di firmare la 'dichiarazione di intenti', la fotografia di Toland oscura per metà il volto di Kane, facendo prefigurare il tradimento dei suoi ideali e principi che avverrà quando Kane utilizzerà il suo potere sui media per gettare discredito sil suo rivale politico Gettis e mentendo sulle fantomatiche qualità canore della seconda moglie Susan, costretta da Kane a cantare l'opera.


Il piano sequenza: Il piano sequenza racchiude in un intero frame una scena intera, senza stacchi dovuti al montaggio. In Quarto potere viene utilizzato per la scena del tentato suicidio di Susan, che stanca delle pressioni del marito e dei fallimenti continui come cantante di opera, decide di dare un chiaro segnale a Kane con questo gesto estremo. 
Grazie all'utilizzo della profondità di campo, si vede Susan che giace a letto, quasi nascosta dietro la boccetta di farmaci usati per avvelenarsi, mentre Kane abbatte la porta allarmato: tecnicamente non sarebbe un piano sequenza, perché la scena appartiene a uno spettro narrativo più ampio, ma secondo il teorico di cinema André Bazin, la complessità della scena e l'ausilio della profondità di campo riescono a condensare tutti gli elementi narrativi in un'unica sequenza, tale da considerarlo un piano sequenza a tutti gli effetti.


Curiosità: Quentin Trantino si auto cita? Beh, non è mica il primo a farsi ' i selfie cinematografici'.
Da bravo cinefilo e divoratore di cinema, sicuramente sa che il buon Welles l'aveva preceduto. Ne L'orgoglio degli Amberson per esempio, uno dei protagonisti legge un articolo scritto da Jed Leland, il braccio destro di Charlse Foster Kane. 
Nella scena in cui Charles Foster Kane viene lasciato da Susan e distrugge la sua camera (Welles la dostrusse per davvero ferendosi a una mano), Kane in preda al dolore vaga per i corridoi di Xanadu - la sua immagine riflessa si moltiplica (per dare senso di solitudine, ormai rimasto solo in balìa di sé stesso). Orson Welles ricrea una scena simile con il finale de La signora di Shanghai, dove Rita Hayworth e Welles sono riflessi in un labirinto di specchi. Scena a sua volta citata da Misterioso omicidio a Manhattan di Woody Allen, che affettuosamente omaggia il genio di Welles omaggiando il finale del noir con Rita Hayworth.

E con una ellissi la macchina da presa esce dalla magione di Xanadu, oltrepassa il cancello, valica nuovamente il recinto, dove il cartello No tresapssing impera minaccioso.
Buon compleanno Orson Welles, ovunque tu sia, spero che tu stia girando un bellissimo film. 
Come solo tu sai fare.

Hanno partecipato al OWD:

lunedì 4 maggio 2015

COMING SOON: Big Game



Immaginatevi Barack Obama che scampa a un attentato, finisce in una foresta, s'in*azza e combatte i terroristi che lo volevano fare fuori.
Messa così sembra una storia di fantapolitica, ma nelle mani di Hollywood esce un action movie dove Samuel L. Jackson è niente poco di meno che... Il presidente degli Stati Uniti d'America!
Il presidente USA non se la sta passando tanto bene: il suo indice di popolarità e in caduta, i giornali lo considerano sconfitto alle prossime elezioni, e un branco di terroristi gli vuole fare la pelle.
Infatti mentre è in viaggio verso la Finlandia, un commando di attentatori abbatte l'Air Force One.
Il suo team però si rivela ca**uto e riesce a metterlo in salvo in una capsula di emergenza con tanto di paracadute, e l'aereo presidenziale in fiamme finisce per schiantarsi inevitabilmente nella foresta finlandese.
Per poco l'aereo non centra in pieno Oskari (Onni Tomilla), un ragazzino di tredici anni intento a provare a sé stesso di essere maturo e di saper cacciare. Voleva prendere un alce e invece trova il presidente.
Mentre la CIA cerca di contenere la crisi e di salvare il presidente, il ragazzino accoglie l'uomo più potente al mondo con arco e frecce  - ma presto la 'odd couple' si ritroverà a difendersi dalla caccia dei terroristi, aiutati da una talpa interna allo staff presidenziale (Ray Stevenson), determinato a ucciderlo.
Big Game si preannuncia - parafrasando il titolo - come un grande gioco con uno scatenato Samuel L. Jackson nei panni del leader statunitense.
Il finlandese Jalmari Helander (Rare Export: A Christmas Tale) dirige un ottimo cast - Samuel L. Jackson, Jim Broadment, Felicity Huffman in un film dove azione, esplosioni e un vago sentore di trash rendono appetitoso questo action movie che probabilmente piacerà anche al vero presidente.



sabato 2 maggio 2015

FILMOGRAFIA: Rosamunde Pike




DATA DI NASCITA:
27/01/1979
LUOGO DI NASCITA: Hammersmith, Londra, Inghilterra, Regno Unito
PROFESSIONE: Attrice





ATTRICE:

(2017) The Mountain Between Us - Ashley Knox
(2016) The Bends -
(2015) Thunderbirds Are Go! (Serie Tv) - Lady Penelope Creighton-Ward
(2015) Return to Sender -
(2014) L'amore bugiardo - Gone Girl - Amy Dunne
(2014) What We Did on Our Holiday - Abi
(2014) Hector and the Search for Happiness - Clara
(2014) Non buttiamoci giù - Penny
(2013) La fine del mondo - Sam Chamberlain
(2013) The Devil You Know - Zoe Hughes
(2012) Jack Reacher - La prova decisiva - Helen
(2012) La furia dei titani - Andromeda
(2011) Un anno da leoni - Jessica
(2011) Johnny English - La rinascita - Kate Sumner
(2011) The Organ Grinder's Monkey (Corto) - Rochelle
(2011) Women in Love (Episodi Tv: "Episode #1.1", "Episode #1.2") - Gudrun Brangwen
(2010) We Want Sex - Lisa Hopkins
(2010) Jackboots on Whitehall - Daisy (voce)
(2010) Burning Palms - Dedra
(2010) La versione di Barney - Miriam Grant-Panofsky
(2009) Yesterday We Were in America (Video) - Narrator
(2009) Il mondo dei replicanti - Maggie
(2009) Freefall (Film Tv) - Anna
(2009) An Education - Helen
(2008) The Tower (Film Tv) - Olivia Wynn
(2007) Fugitive Pieces - Alex
(2007) Il caso Thomas Crawford - Nikki Gardner
(2005) Doom - Samantha Grimm
(2005) Orgoglio e pregiudizio - Jane Bennet
(2004) The Libertine - Elizabeth Malet
(2004) Promised Land - Rose
(2002) La morte può attendere - Miranda Frost
(2002) Foyle's War (Episodio Tv: "The German Woman") - Sarah Beaumont
(2001) Love in a Cold Climate (Mini-serie Tv: "Episode #1.1", "Episode #1.2") - Fanny
(2000) Trial & Retribution (Episodio Tv: "Episode #4.1") - Lucy - Barker's P.A.
(1999) Wives and Daughters (Mini-serie Tv: "Episode #1.1", "Episode #1.2", "Episode #1.4") - Lady Harriet Cumnor

venerdì 1 maggio 2015

LIEBSTER AWARD 2015




Ma quanto piacciono i premi a Director's cult. Non da farmene una malattia alla Peter Finch, però oh, mi piace assai essere premiata. Perché i miei amici blog mi vogliono bene. E io voglio bene a loro.
Ok, ora basta farci le treccine a vicenda, veniamo subito al sodo: la cara blogger Mari del blog Mari Red's Room mi ha onorata del Liebster Award! Il Liebster Award consiste nel nominare 10 blogger esordienti (e non aggiungo io) facendogli una intervista con 10 domande.
Mari mi ha fatto una intervista, e la Director's è pronta a sparare caz... ehm, a rispondere in modo professional. Pronti? 


1) Puoi consigliarmi un film, uno solo, sulla base dei miei gusti che si intuiscono dal blog. Qual è?
L'esorcista. Un classico!

2) Hai la possibilità di trarre un film da un libro ancora 'illibato'. Quale scegli?
La voce delle onde di Yuko Mishima. E' un romanzo poetico e una delicata storia d'amore che sboccia tra due giovani. Me lo immagino come un film di animazione, sarebbe perfetto nelle mani di Goro Miyazaki. Oppure Lui è tornato di Timur Vemes, che ha aperto il vaso di Pandora con una intelligente satira su un potenziale Hitler risvegliatosi nell'era 2.0. Sarebbe perfetta per una commedia satirica feroce nell'epoca dei social network.

3) Il regista che tutti amano ma tu proprio ce l'hai sul groppone.
George Lucas. Lo so che chi leggerà griderà al sacrilegio, ma è un talento buttato nel cesso. Cioè, non puoi costruire una carriera (registica) su un unico film. Non se ne può più di Star Wars, è infinito, peggio di Beautiful. Mo' basta. E' come se Francis Ford Coppola continuasse a girare in loop il Padrino, o Spielberg avesse creato una dinastia di Indiana Jones (per fortuna si è fermato a quattro capitoli), o peggio ancora se Peter Jackson continuasse ad oltranza sul Signore degli anelli. Genio sprecato. Davvero, perché con la Industrial Light and Magic ha fatto faville. E THX 1138 rimane il suo capolavoro.

4) In un film horror sopravviveresti o saresti il primo a morire?
Mi ucciderebbero subito. Sai, la prima impressione che do è sempre positiva...

5) Che libro stai leggendo?
Un libro parecchio frivolo: Mini Shopaolic (I love mini shopping in italiano) di Sophie Kinsella, un chick lit che ho trovato abbandonato in una cesta davanti a una casa. L'ho preso e me lo sono portato a casa, praticamente l'ho adottato. E' leggero - anche se la protagonista parecchio stupida e superficiale, il romanzo si legge che è un piacere. E' ricco di sense of humour, e si divora in fretta. Ottimo per migliorare il mio inglese e per quando si vuole far riposare qualche neurone che si ostina a essere attivo nella mia testa - riposandoli per future letture più impegnative alla quale sono abituata da tempo.

6) Stai girando un film horror, su cosa punti: atmosfera, personaggi, gore, effetti speciali. . . ?
Personaggi sicuramente da sviluppare - va bene che devono essere più o meno massacrati a random, ma un minimo di psicologia e di personalità mi pare d'obbligo. Mistero, ansia da sedare col sanax, più scene gore e meno effetti speciali. Magari una storia ad hoc puntando sulle paure reali, la società crea abbastanza mostri, nessuno si spaventa più per Godzilla.

7) Qual'è la maggior dote che ti riconosci come blogger?
La versatilità. Mi piace creare 6 gradi di separazione con il cinema: il cinema è qualcosa di così vasto che è 'sentimentalmente legato' con la moda, la pubblicità, la musica. Perché non parlarne?

8) E il peggior difetto?
La costanza: vorrei riuscire a scrivere tutte le rubriche ogni mese. Ma il tempo è tiranno, così preferisco fare poco, ma buono. E dovrei scrivere più recensioni.

9) Il domandone dei domandoni: qual è il tuo film preferito?
Eh, domandona. Mi piacciono tanti film: Mah, recentemente ho rivisto Quarto Potere, e niente, amore mai sopito, lo amo alla follia, anche se ormai lo guardo troppo con occhio critico e poco con il cuore. E un film che so praticamente a memoria è Clerks, forse l'unico film che ci guadagna con il doppiaggio. Poi c'è Quando la moglie è in vacanza, ManhattanUna strega in paradiso, Il sorpasso, L'armata BrancaleoneLo sceicco bianco, Notorious... Un film preferito, giusto?

10) Come me la condisco la pasta oggi?
Tonno e piselli. Era l'unica cosa che riuscivo a mandare giù alla mensa scolastica. Ma devo dire che è veramente e buona! Mi raccomando, va a nozze con i fusilli!

E ora le domande di Director's cult:

1) Qual è stato il film che ti ha acceso la scintilla e ti ha fatto amare il cinema, al punto da spingerti ad aprire un blog?

2) Hai mai orgogliosamente detto davanti a una platea incredula che quel film amato da tutti girato da quel figo di attore e diretto da quel regista di culto è una cagata pazzesca?

3) C'è grossa crisi. Quale giornale faresti chiudere perché non tira più come una volta?

4) Quale serie TV avresti voluto dirigere il pilot?

5) Lo daresti un Oscar a Leonardo di Caprio?

6) La tua attrice/attore preferita/o ha accettato il tuo invito a cena. Che menù sceglieresti per conquistarla/o?

7) Un libro, un film, una canzone che non avrebbero mai dovuto esistere.

8) La band che vorresti in reunion e la band che se si sciogliesse farebbe un favore all'umanità.

9) Al giorno d'oggi si mangia ancora con la cultura?

10) Se fossi il presidente del consiglio eletto illegittimanente per un giorno, che cosa faresti?


I 10 nominati:

Solaris
Scrivenny
Delicatamente perfido
Cooking Movies
Pensieri cannibali
Withe Russian
Il cinema spiccio
In Central Perk
Criticissimamente
Il Bollalmanacco di cinema