- Se vuoi tornare ad Itaca con l'equipaggio intero batti le mani (clap clap)
martedì 8 settembre 2026
Unwanted First mpression: The Odyssey
martedì 18 agosto 2026
NOTTE HORROR 2026: Scream (1996)
Notte Horror e' qui di casa ormai nella dimora sfitta di Director's cult. Quest'anno voglio celebrare il trentennale di Scream, del compianto Wes Craven.
Non fidatevi degli orsetti figliipputt@n@
Id 1996
Sceneggiatura: Kevin Williamson
Regia: Wes Craven
- Niente sesso, siamo negli horror. Come avevo accennato in una notte horror precedente con Venerdi' 13 (ma chittesencula! Ahahah), il sesso era catalizzatore di omicidi in quanto l'impurita' e atto di pura debosciaggine (si dice cosi?) dei teenager che aveva portato alla morte di Jason Vhoories e ai traumi infantili di Mike Meyers, la purezza andava mantenuta fino al matrimonio, pena la muerte. Unica concessione: tette e cosce mostrate con generosita' durante le varie notti di pioggia. Negli anni Ottanta poi, astenersi dal sesso aveva un aspetto morale, in quanto c'era lo spettro parecchio ingombrante dell'AIDS e un'ondata moralizzatrice di stampo Reaganiano in America e di stampo Tactheriano in Inghilterra (con tanto di comitato di censura, meravigliosamente descritto nell'horror Censor). Ergo, solo le vergini si salvano
- No drugs and no booze.Mamma mia, e quanto siete pesantoni! Se ti prendi la droka e ti bevi la bumba, sei dannato, quindi, devi mori'
- Torno subito. Mai e dire mai che si torna subito prima di lasciare una stanza. Cioe'. ti meni sfiga da solo.
- Mai dividersi. Perche' rendere piu' semplice il lavoro del serial killer?
venerdì 31 ottobre 2025
HALLOWEEN 2025: Frankestein Medley
Hanno partecipato:
Cassidy de “La Bara Volante“
Babol del “Bollalmanacco di cinema“
Kukuviza di “CineCivetta“
Madame Verdurin di “CineMuffin“
Lisa di “In Central Perk“
TOM di “The Obsidian Mirror“
Cannibal Kid di “Pensieri cannibali“
Kris di “Solaris“
Il Moro di “Storie da birreria“
giovedì 21 agosto 2025
NOTTE HORROR: Venerdi' 13
Ormai la gang della notte horror sa che sono un caso disperato e anche quest'anno scrivo in ritardo, leggo in ritardo e commento in ritardo. Come un atleta che corre la maratona e arranca alla fine, riesce comunque ad arrivare al traguardo, quindi con mia somma vergona, ecco il mio contributo alla notte horror 2025!
Titolo originale: Friday the 13th
Piccola guida semiseria allo slasher anni Ottanta'
- La coppietta di adolescenti arrapata. La coppietta che si imbosca in camera per dare sfogo agli istinti animaleschi e destinata a soccombere e' il monito di ogni film dell'orrore che si rispetti. Necessaria, come l'agnello sacrificale a Pasqua. Nelle regole del film horror, come il buon Wes Craven ci aveva insegnato in Scream, solo la vergine si salva dalla furia omicida del pazzo di turno'.
- Il campeggio. Il luogo desolato per eccellenza, un posto dimenticato da Dio dove i genitori si disfano dei propri figlioli per tutta l'estate affinche' facciano le proprie esperienze. Ignorando che i loro pargoli adolescenti siano arrapati abbestia e quindi destinati a soccombere.
- L'autostop. Mai prendere un passaggio da uno sconosciuto. Perche' anche se sembri innocente che la Vergine Maria levati, se soccombi sei Maria Maddalena. Non mentire. Il sangue che esce dalle tue budella non mente mai.
- Il bosco. Nel boschetto della nostra fantasia ora c'e' una povera crista che sinvoca pieta', quando ecco che il mostro si avvicina...
- La notte piovosa. Se Fantozzi aveva la nuvola personalizzata, il killer/mostro/pazzo ha la notte piovosa per fare mattanza. Cosi' le vittime sacrificali rotolano meglio nel fango
- Le cosce. Come conseguenza della notte piovosa, si sta nell'alloggio e cosa c'e' di meglio di un gioco dove chi perde si spoglia? Cosi' quando il killer vuole fare fuori la tizia di turno, l'e' bella biotta con solo la camicia addosso, pronta a mostrare stacco di coscia e scatto atletico per evitare di essere squartata.
- La cagna maledetta. In combo con le cosce, la vittima sacrificale, o quella che riesce a scappare deve emettere terrificanti urla che farebbero impazzire pure i cani.
- La matta. C'e' sempre la matta, quella che sembra caruccia e poi non la vorresti come vicina di casa. E ci ricolleghiamo al punto 1, la matta punisce sempre gli arrapati abbestia. Sempre.
- La final girl. Ovvero quella che prende la pagliuzza piu' lunga e fa tana a tutti quanti.
- Era tutto un sogno. Ah no?
venerdì 23 agosto 2024
NOTTE HORROR: La casa delle finestre che ridono
NOTTE HORROR #1: In memoria di Arwen Lynch
Con grande orrore,per stare in tema, ho mancato per la prima volta la notte horror. Sara' la vecchiaia che galoppa, o piu' semplicemente un periodo demmmerda, che la Director's e' arrivata a mercoledi' 21 agosto pensando di non aver fatto qualcosa. E aveva putroppamente purtroppo ragione (lacrime napulitane in sottofondo).
Ci prova a fare ammenda scrivendo la recensione in ritardo. Siete autorizzati a mettere il chittesencula automatico, ma essa,ci prova lo stesso.
INTRO: ricordando Arwen Lynch.
Questa notte horror e' in onore di Laura Stella Bisanti aka Arwen Lynch, blogger appassionata che purtroppo e' venuta a mancare un paio di mesi fa a causa di un male incurabile.
I am not going to sugarcoat things, cioe' ammetto che qualche volta non mi andava a genio (si' sono una maledetta stronza sotto la pellaccia da fottuta Pollyanna), c'e' stata maretta tempo fa' qua proprio in sede della gang dei blogger e il suo uso dei social media, in particolare Facebook, mi lasciava perplessa. Cioe' io non sono una fan del lavare i panni sporchi in pubblico, ma forse lo sto facendo adesso con questo ad memoria ad catzum de canem ?
Pero'. C'e' sempre un pero'. Laura non era sicuramente il personaggio virtuale che offriva di se' su Facebook o sulla blogosfera. Mi ci gioco la palla destra che non ho, perche' parafando Pretty Woman, io le palle non le ho. Tie'.
Laura Stella era una persona tenace, che ha lasciato un segno di se' su questo triste mondo malato sotto il segno di Laura McMiller con ben due romanzi "Dentro il mio cuore" e "I segreti e le bugie", con 3/3,5 stelline, mica catzi.
Amava Prince, come me, e amava il cinema.
Laura Stella Bisanti, Arwen Lynch, Laura MCMiller. Una nessuna, centomila, lei rifuggiva dalla sua vita in Sicilia (cosi' penso) con il suo mondo di celluloide e musica, e quando lo stronzo (ovvero il cancro, e questo si' che piu' stronzo di me e non tiene nemmeno la pellaccia da fottuta Pollyanna) ha deciso di devastarle l'esistenza, lei comunque si faceva forza e coraggio, cercando un sostegno, seppur virtuale tramite i social media, che le desse forza e coraggio. Io probabilmente mi sarei sentita devastata e avrei rotto il cazzo alla qualunque, ma lei ci combatteva e ci credeva. Fottuto cancro di merda, anche se a volte non mi andava a genio, potevi lasciarla in pace, non aveva fatto male a nessuno.
Il cinema era la sua linfa vitale e secondo il social media Letterboxd (che devo ancora aggiornare, tacci mia), lei vedeva un migliaio di film all'anno e negli ultimi 6 mesi di vita ne aveva visti 201, di cui l'ultimo e' stato Lenny di Bob Fosse. Cioe', e' figo vedere un film figo prima di dire goodbye a questo triste mondo crudele. Io so che quando tocchera' a me, l'ultima cosa che vedro' sara' sicuramente un film osceno o come ultima canzone, i jingles delle pubblicita' di Spotify, ma nel frattempo un po' di corna le faccio e cerco di vedere cose bbuone, occhei???? Ho visto Emily in Paris. Le premesse non sono incoraggianti.
Anyhow, questa bulimia cinematografica (oh, meglio 1000 film che 1000 kg di pasta all'anno, soprattutto se rischiate il culo grosso come me se mangiate troppi carboidtrati) finiva nel suo blog La fabbrica dei sogni.
Perche' il cinema e' fatto di sogni e se la vita fosse davvero un film, Laura Stella Bisanti sarebbe ancora con noi e non avrebbe mancato per qualsiasi ragione al mondo la notte horror.
Non come questa stronza con la pellaccia da fottuta Pollyanna.
Ti ui nani (Laura nrd.) tel chi el memoriam e non mi mandare affangulash neh? Un abbraccio forte, e se voglio lavare i miei di panni, a me non piace proprio abbracciare. A meno che tu non sia un gatto.
Ciao.
Se volete dare un'occhiata al suo movie diary
https://letterboxd.com/arwenlynch/
lunedì 4 dicembre 2023
UNWANTED FIRST IMPRESSION: Napoleon
venerdì 10 novembre 2023
RECENSIONE: Lina da Lima
Titolo originale: Lina de Lima
A volte nella vita bisogna staccare le proprie radici e trapiantarle altrove. Succede quando il paese di origine non ti offre nulla, ti priva della tua linfa vitale e le opportunita' bussano altrove per poter sopravvivere.
Così Lina ( Magaly Solier) parte da Lima per raggiungere Santiago, Cile, dove lavora come domestica presso una facoltosa famiglia che ha in progetto la ristrutturazione della casa delle vacanze e una piscina nuova per la loro figlia Clara.
Lina segue i lavori e nel frattempo si prepara per le vacanze di Natale dove a casa l'attende suo figlio, lasciato alle cure della nonna e dell'ex marito.
La vita e' dura per un'immigrata, e soprattutto e' pregna di solitudine. Solitudine che Lina abbatte mangiando a un ristorante Peruviano e soprattutto attraverso incontri sessuali occasionali. Ma l'arma più forte che ha è rifugiarsi in un mondo parallelo,con piccoli siparietti musicali a tinte neon dove lei riversa le sue frustrazioni e ansie.
Lina immagina per un istante di essere una star del musical come Esther Williams mentre si tuffa in una piscina, come nel film Bellezze al bagno. La stessa piscina che lei deve monitorare da lavoratori sfaticati che le creano problemi e che non le permettono di rientrare a casa.
Piccoli musicals dove lei si immagina ancora più bella e sexy come una Marilyn castana, o addirittura una provocante versione della vergine Maria; dandole la forza di andare avanti, raccogliendo i cocci del suo cuore spezzato quando si rende conto che suo figlio non ha bisogno di lei, al di la' di un mero supporto economico.
Perché le radici, anche se sono impiantate nuovamente, muoiono se non vengono innaffiate, rischiando di diventare aride - aridita' causata da uno stile di vita differente, la distanza geografica, il fuso orario che le fa perdere la telefonata del figlio - e soprattutto la solitudine.
Così Lina si prende cura di se' stessa attraverso il rapporto con Clara, la figlia dei suoi datori di lavoro, instaurando un rapporto amichevole e d'intesa, più che da governante e figlia del datore di lavoro.
Cosi' Lina sopravvive alla mancanza di affetto familiare rimorchiando sconosciuti, e cerca di instaurare un rapporto di comunicazione anche con Mauri, che lei chiama Mauricio, immigrato probabilmente clandestino che non conosce lo Spagnolo, ma e' incaricato di finire i lavori.
Lina cerca di instaurare un rapporto con Mauri, usando il linguaggio del corpo, gesticola, parla lentamente, rompe le barriere dell'incomunicabilità, finendo per passare il Natale con lui, perche' nessuno quel giorno dovrebbe passarlo da solo, quando la famiglia non c'e'.
Così Lina le mantiene viva la sua linfa passando il tempo con chi può, che sia la figlia del proprio capo, un lavoratore precario o un uomo conosciuto in un locale.
E quando ciò non basta, c'e' la musica, quei momenti magici dove lei canta e si abbandona con tutta la sua passione e il suo sex appeal.
Maria Paz Gonzales firma il suo esordio con delicatezza e lentezza (soprattutto all'inizio), per poi sciogliersi grazie al taglio musical, immergendo la sua Lina da Lima nel verde, fuchsia delle luci soffuse, illuminate dai bagliori delle paillettes e lustrini, facendo della fotografia e delle coreografie il suo punto di forza.
Elementi notevoli che alleggeriscono tematiche difficili come l'immigrazione, il sentirsi soli - sottolineati dalla soggettiva che riprende il punto di vista di Lina dalle finestre della grande villa in cui lavora, e oggettiva offerta da una cena solitaria mangiata in un ristorante dalla protagonista - e la mancanza di equita' economica (l'acquisto dei regali di Natale, il disappunto nel perdere i soldi del biglietto aereo non rimborsabile). Eppure non c'e' disperazione, non c'è una sola lacrima versata da Lina.
Perche' se il mondo che le offrono e' inospitale, ci saranno sempre dei momenti di pura fantasia che può creare, un piccolo paradiso artificiale dove trovare la forza di andare avanti e di prendersi cura delle radici che ha piantato in un terreno che non e' il suo.
Voto: 7,5
giovedì 2 novembre 2023
UNWANTED FIRST IMPRESSION: Oppenheimer
- Non andate al cinema dopo una giornata di lavoro, o con le balle sverse.
- Andate dopo una bella dormita.
- Bevete un caffe' prima dell'inizio del film.
- Poi una bella e sana pipi' dopo il caffe'. In caso di vescica sensibile, usate un Tena Lady,
- Portate con voi del cibo, anche una pagnotta al formaggio va bene, Fidatevi, sono salva vita.
- Durante la visione, bevete piccoli sorsi di acqua. A meno che non usiate il Tena Lady.
- Oppeneimher ha la visione mistica come il gatto di mia madre, Ipa - detta anche Miss Sofficino - vede la Madonna. L'originale, non la cantante.
- Visivamente e' un capolavoro e se Miss Sofficino ha le stesse visioni di Xstopher Nola e Oppenheimer insieme, e' la gatta piu' fatta (e soffice) di tutta Legnano town.
- Kenneth Branagh e' perso nel suo metodo Stanis Larochelle, e dopo il suo opinabile accento Russo in Tenet, ne sfoggia un altrettanto discutibile accento Tedesco. Perche' parlare normalmente fa' troppo Irlandese.
- Tutti hanno bisogno di una crema idratante. E la fotografia in bianco e nero non aiuta.
- Perche' Xtopher Nolan ha imoarato da Dunkirk, mette sonoro e musica per tre ore di fila. Praticamente e' un intero anno di ascolto fatto con Spotify, Deezer, Amazon Music insieme. Se qualcuno conosce un altro mese aggratis di un qualsiasi servizio musicale streaming, mi contatti in privato.
- Il sesso e' cosi' nevrotico che il nuovo trend erotico e' ciulare mentre si legge un testo in Sanscrito.
- In Barbenheimer, Kitty Oppenheimer sarebbe la BARBIE AMBRIACONA.
- Kitty O' praticamente e' sempre ciuca, e di tanto in tanto, vorremmo farci un cicchetto con lei.
- L'esperimento della bomba andava fatto durante un tempo atmosferico ottimale, per avere una visione chiara. Ecco perche' non la testarono mai a Londra, perche' li' il tempo e' sempre na'mmerda.
- Oppenheimer si dimostra un po' ingenuo sugli effetti collaterali della bomba. Ecco perche' Barbie ha vinto un premio Nobel e lui no.
- Jack Quaid appare sullo schermo, Jack Quaid scompare dallo schermo. Che sia un effetto collaterale della bomba?
- Qualcuno inizi una petizione affinche' Johnatan Nolan ritorni a scrivergli i film.
martedì 22 agosto 2023
NOTTE HORROR 2023: The Toxic Avengers
Torna la notte horror 2023, e sebbene il mio blog langue, non si scorda dell'appuntamento annuale con la gang di cineblogger. Per festeggiare la maratona, ho deciso di vedere finalmente una vecchia VHS comprata all'edicola negli anni Novanta, mentre ero al mare con mamma e papa': The Toxic Avenger
Titolo: The Toxic Avenger
USA, 1984
Cast: Mitch Cohen, Andree Miranda, Mark ToglSceneggiatura: Lloyd Kaufman, Joe Ritter, Gay Terry, Stuart Stutin
Regia: Lloyd Kaufman
Hanno partecipato alla notte horror:
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