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mercoledì 17 dicembre 2014

COMING SOON: Big Eyes



Tim Burton torna con un nuovo film incentrato sulla figura della pittrice Margaret Keane (Amy Adams), artista che rivoluzionò l'arte americana a cavallo degli anni Cinquanta-Sessanta con le sue creature dagli occhi grandi.
Il film è incentrato sulla sua storia, e di come si fece convincere a vendere i suoi quadri dal marito Walter (Christoph Waltz), che si spacciò per l'autore dei suoi dipinti. 
Keane fece fortuna non tanto con i quadri,  ma con le riproduzioni, cambiando di fatto il concetto di fruizione dell'arte, resa 'seriale', un po' come vediamo oggi ai mercatini le riproduzioni di Marilyn dipinta da Andy Wharol - colui che estremizzò il concetto di commercializzazione dell'arte per la massa.
Margaret si gode il successo, ma la crisi di identità artistica si farà presto sentire, arrivando ad alienarsi e a vedere le sue creature dagli occhi enormi prendere quasi vita, arrivando a mettere tutto in discussione pur di riappropriarsi del suo status di artista.
Big Eyes vi darà il benvenuto al primo dell'anno, per iniziare il 2015 sotto il segno di un Tim Burton colorato come ai tempi di Big Fish. Ma non lasciatevi ingannare, si tratta pur sempre dello stralunato genio di Burbank, e la sua impronta autoriale è pur sempre presente.

mercoledì 27 marzo 2013

NEWS:I 50 anni di Quentin Tarantino





Quentin Tarantino ha girato la boa dei 50 anni. Il geniaccio di Knoxville metterà la testa a posto e girerà commedie sofisticate? Ma nemmeno per sogno! I geni non hanno età, quella di Quentin è solo un numero sulla carta di identità, per il cinema è un eterno ragazzo e tale vuole rimanere. 
Cresciuto a pane e videocassette, debutta con Le iene nel 1992 ed è subito cult. Hollywood non si fa attendere ed è subito Oscar per la miglior sceneggiatura con Pulp Fiction, storia di gangster, pupe, rapinatori da strapazzo espacciatori di mezza tacca. 
Il film suscita ammirazione, è una goduria per gli occhi e per la mente, con i suoi salti temporali, il sense of humors, i "trielli" riprendendo la tecnica del mexican standoff (un confronto finale a tre per intenderci) e un gusto per la musica impeccabile, ma le polemiche sulla brutalità di alcune scene non si fanno attendere, ma Quentin fa spallucce e semplicemente afferma che con la violenza si diverte. 
Semplicemente la rende così caricaturale da svuotarla di contenuto, suscitando stupore e ilarità nello spettatore. E lo spettatore si diverte, eccome. Come non ridere di fronte al sangue zampillante dalle braccia degli 88 folli, appena tagliate a suon di katana dalla terribile e vendicativa sposa? 
Tarantino prende i generi, li ama, li mixa, li rielabora e li fa suoi: dalla Blaxploitation in Jackie Brown (1997) con la rediviva Pam Grier, al cinema  di kung -fu di Bruce Lee con Kill Bill vol. 1, prima parte della vendetta di Beatrix ex membro delle DIVAS (e qui Tarantino sembra riprendere il pilot del telefilm girato da Mia Wallace, interpretato sempre da Uma Thurman in Pulp Fiction). 
Tarantino finisce per autocitarsi in un tripudio di citazioni in Grindhouse - Death Proof, omaggiando gli stuntmen i rocamboleschi road movie degli anni '70 (Da Wanishing Point a Zozza Mary, Pazzo Gary), per poi rileggere la storia omaggiando il cinema italiano da lui adorato, con Inglorious Basterds (quasi un remake di Quel maledetto treno blindato di Castellari), fino a una dichiarazione d'amore per i western di Sergio Leone e gli spaghetti Western  di Sergio Corbucci con l'ultima fatica, Django Unchaneid, dove vede a modo suo (e di chi altrimenti?) la schiavitù degli afroamericani. Ed è ancora Oscar per la migliore sceneggiatura originale. 
Al motto di "alzati e recita" ha resuscitato attori come John Travolta (Pulp Fiction), Keith Carradine (Kill Bill 1 e 2) e Kurt Russell (Death Proof), ha "regalato" due Oscar a Christoph Waltz (per Inglorious Baterds e Django Unchaned), regalato ruoli di culto a Uma Thurman (Pulp Fiction e Kill Bill), e in più, da buon feticista qual è, ha coccolato sul grande schermo i piedi dei suoi personaggi, da Mia Wallace a Jungle Julia da Melanie a Bridget Vonn Hammersmark, arrivando pure a rendere erotica Cenerentola nella famosa scena della scarpetta incriminante in  Inglorious Basterds, in cui Landa smaschera facendole indossare la scarpetta-del-luogo-della-strage all'attrice/spia interpretata da Diane Kruger. 
Se il sogno di vedere riuniti i Vega Brothers ormai è rimasto nel cassetto, non ci resta che aspettare la sua ultima fatica, pronto a deliziare i suoi innumerevoli fan con una nuova avventura made Band àpart. La sua casa di produzione, il cui nome riprende l'omonimo film di Jean-Luc Godard, dimostrando di conoscere la storia del cinema più di un docente universitario.
Buon compleanno Quentin!