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domenica 17 febbraio 2013

News: Vincitori Berlino 2013



Child's pose di Calin Peter Netze è il vincitore dell'Orso d'oro al Festival di Berlino edizione 2013. 
L'Orso d'argento va a David Gordon Green regista di Prince Avalanche. La migliore attrice è la cilena Paulina Garcia, protagonistaq di Gloria di Sebastian Lello, mentre il miglior attore è il bosniaco Nazif Mujic per An episode in the life of an iron picker. 
Gus Van Sant si aggiudica una menzione speciale per il suo Promise land, scritto e interpretato da Matt Damon e John Krasinsky.
Il premio più significativo però è per Jafar Panahi, premiato per la miglior sceneggiatura per Closed Curtain: il regista iraniano condannato dalle autorità al divieto di girare film, rilasciare interviste e lasciare il paese per  20 anni; è riuscito a girare clandestinamente insieme al co-regista Kambuzia Partovi la sua ultima fatica (nel vero senso della parola), ora rischia una nuova condanna a 6 anni di reclusione per aver eluso il divieto. 
Il Festival di Berlino con questo premio ha spinto il governo tedesco di chiedere al governo iraniano di restituirgli  la sua libertà di espressione.
Un Festival all'insegna del cinema europeo d'autore, ma anche capace di coniugare arte e protesta civile. 






mercoledì 22 dicembre 2010

NEWS: 6 anni di carcere per Jafar Panahi.


Non c'è pace per il regista iraniano Jafar Panahi. L'autore de Il cerchio è stato nuovamente condannato il 20 dicembre con l'accusa di propaganda contro il regime a 6 anni di carcere e 20anni di divieto di girare film, concedere interviste e lasciare il paese. 6 anni di detenzione anche per il regista Mohammad Rasoulof e per il direttore della fotografia Ebrahim Ghafori.
L'odissea di Panahi comincia nel 2009, quando viene arrestato per la prima volta nel luglio di quell'anno, reo di aver partecipato ad una commemorazione in memoria di Neda Soltani, studentessa uccisa durante la manifestazione del "popolo verde" contro il regime. di Ahmadinejad. Panahi viene rilasciato subito, però non ha la possibilità di lasciare il paese.
Il 2 marzo del 2010 Panahi è nuovamente arrestato con l'accusa di aver girato un documentario "sovversivo" e critico nei confronti del governo di Ahmadinejad, per poi essere rilasciato il 24 maggio su cauzione, grazie alla mobilitazione delle organizzazione a favore dei diritti umani.
L'ultima intervista l'ha rilasciata a settembre:"quando a un regista viene impedito di girare film, è come se fosse in prigione. Anche quando viene rilasciato dal carcere, si ritrova a vagare in una prigione più grande."
è scattata on-line una petizione per cercare di salvare il regista iraniano: http://www.ipetitions.com/petition/solidarite-jafar-panahi/
Il regime è passato dalla censura alla "morte simbolica" del cineasta, proibendo in maniera assoluta la possibilità di esprimere la propria arte, elemento essensiale per un artista.