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martedì 18 aprile 2017

FILMOGRAFIA: Marilyn Monroe



NOME: Marilyn Monroe
ALL'ANAGRAFE: Norma Jean Mortensen
DATA DI NASCITA: 01/06/1926
DATA DI MORTE: 05/08/1962
LUOGO DI NASCITA: Los Angeles, California, Stati Uniti
PROFESSIONE: Attrice




ATTRICE:
(1962) Something's Got to Give - Ellen Wagstaff Arden
(1961) Gli spostati - Roslyn Taber
(1960) Facciamo l'amore - Amanda Dell
(1959) A qualcuno piace caldo - Sugar Kane Kowalczyk
(1957) Il principe e la ballerina - Elsie Marina
(1956) Fermata d'autobus - Cherie
(1955) Quando la moglie è in vacanza - La ragazza
(1954) Follie dell'anno - Vicky Hoffman/Vicky Parker
(1954) La magnifica preda - Kay Weston
(1953) Come sposare un milionario - Pola Debevoise
(1953) Gli uomini preferiscono le bionde - Lorelei Lee
(1953) Niagara - Lorelei Lee
(1952) La giostra umana -
(1952) Il magnifico scherzo - Miss Lois Laurel
(1952) La tua bocca brucia - Nell Forbes
(1952) Matrimoni a sorpresa - Annabel Jones Norris
(1952) La confessione della signora Doyle - Peggy
(1951) Mia moglie si sposa - Joyce Mannering
(1951) Le memorie di un Don Giovanni - Roberta "Bobbie" Stevens
(1951) L'affascinante bugiardo - Harriet
(1951) Home Town Story - Iris Martin
(1950) Il Messicano - Dusky Ledoux
(1950) Eva contro Eva - Miss Casswell
(1950) Lo spaccone vagabondo - Polly
(1950) Giungla d'asfalto - Angela Phinlay
(1950) La figlia dello sceriffo - Clara (non accreditato)
(1949) Una notte sui tetti - Cliente al Grunion
(1948) Orchidea bionda - Peggy Martin
(1948) Green Grass of Wyoming -
(1948) Scudda Hoo! Scudda Hay! - Girl in Canoe
(1948) You Were Meant for Me -
(1947) Dangerous Years - Evie
(1947) The Shocking Miss Pilgrim - Operatrice telefonica (non accreditato)

mercoledì 23 novembre 2016

100% PURE GLAMOUR - Happy Birthady Mr. President - Marilyn's Dress




...Happy Birthday Mr. President, 
Happy Birthday to you 

Thank's Mr. President 
For all the things you've done 
The battles you've won...

Cantava così la splendida Marilyn Monroe nel maggio del 1962 per il compleanno di John Fitzgerald Kennedy.
 Marilyn era ancora giovane e bella, ma già stava percorrendo il suo viale del tramonto che l'avrebbe portata via dal mondo dorato di Hollywood quel fatidico 5 agosto dello stesso anno.
Fino all'ultimo è riuscita ad entrare nell'immaginario collettivo con quei vestiti eleganti e provocanti per l'epoca, facendo di lei una bomba sexy, anche la bomba aveva un cervello altrettanto da urlo.
In occasione dei festeggiamenti del 45esimo compleanno del presidente Kennedy, Marilyn fu invitata per augurargli buon compleanno, cantanto per lui al Madison Square Garden. 
Marilyn indossò un meraviglioso abito creato dal costumista Jean Louis (che di sensualità femminile se ne intendeva, diventando famoso per aver vestito di raso nero la bellissima Rita Hayworth in Gilda, dotandola di quei guanti fino ai gomiti che sfilava con seducente malizia).
L'abito lungo color carne era ricoperto di strass cuciti con il motivo a rosetta - un motivo stilistico che ricorda per l'appunto una rosa e si riprende anche per le decorazione delle ceramiche - con un pazzesco effetto nude, o meglio,un effetto 'skin and beads' (pelle e perline), da sembrare quasi cucito addosso alla meravigliosa Marilyn. L'effetto degli strass fu così luminoso, da farle sembrare una stella caduta sulla Terra, venuta appositamente per cantare.L'abito non risparmiava niente all'immaginazione ed è dotato di una profonda scollatura che lasciava la schiena scoperta.
Rumours dicono che l'abito fosse così attillato e aderente che Marilyn fu impossibilitata a insossare la biancheria intima (anche se il corpetto ha comunque un sostegno per il seno che non viene esposto all'effetto nude- vedo/non vedo), al punto da pensare che Marilyn stessa avesse espresso il desiderio di volere quella stoffa cucita direttamente su di lei, come se fosse una seconda pelle.
Leggende metropolitane a parte, questo è il vestito con la quale si è congedata al suo pubblico, immortalando il suo fascino per sempre.
Recentemente l'abito è stato battuto all'asta per la cifra record di 4,5 milioni di euro dal proprietario di Ripley's Believe it or Not (che è anche presente a Londra a Piccadilly Circus) e verrà esposto in varie mostre in America. E pensare che l'attrice all'epoca lo pagò 'solo' 2,500 dollari.



martedì 4 agosto 2015

100% PURE GLAMOUR: The Subway Dress - Quando la moglie è in vacanza




La città di New York in agosto è calda come un forno acceso a 180°, e cosa c'è di meglio dell'aria fredda che esce dalle grate della metropolitana per rinfrescarsi un po', facendo svolazzare con (ingenua) sensualità la gonna plissettata di un meraviglioso vestito da cocktail? 
E' la trovata di una favolosa Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza (1957) di Billy Wilder,  dove Mariyn Monroe interpreta una splendida modella che fa perdere la testa al suo vicino di casa, marito nel pieno della cosiddetta "crisi del settimo anno". La scena della metropolitana è diventata una delle scene più famose della storia del cinema, con una Marilyn scatenata che sprigiona la sua sessualità con gioia e un pizzico di innocenza allo stesso tempo.
Il vestito da cocktail bianco che fa girare la testa al protagonista è disegnato da William Travilla, un costumista della Twentieth Century Fox che vinse un Oscar nel 1949 con i costumi de Le avventure di Don Giovanni.
Travilla lavorò ai costumi per Marilyn per un totale di otto film (suo è l'abito rosa che indossa Marilyn in Gli uomini preferiscono le bionde quando canta Diamond are the Best Girl's Friends), ma l'abito bianco con quella gonna che si alza maliziosamente è ormai un pezzo di storia del cinema, nonché la sua creazione più famosa (disegnata insieme agli altri costumi del film durante un weekend, quando la moglie del costumista era in vacanza, tanto per stare in tema...), anche se leggenda volle - e poi smentita da Travilla stesso - che questo vestito in realtà sia stato comprato e non creato dal costumista/stilista.
Il bozzetto di William Travilla
L'abito icona della sensualità di Miss Monroe è un semplice abito da cocktail bianco avorio con gonna plissettata lunga fino al polpaccio che riprende pienamente i canoni degli abiti da sera dell'epoca, ovvero gli anni Cinquanta (anche se andrà in auge lungo gli anni Sessanta).
Il corpetto invece  è costituito da due pezzi incrociati che presenta un tessuto con morbide pieghe e si riuniscono dietro al collo, lasciando nude le braccia e le spalle. La profonda scollatura (che tuttavia non risulta volgare) è trattenuta da una cintura sotto al seno, che si stringe intorno alla vita.
Un abito che si poteva trovare in qualsiasi boutique di Manhattan, ma che indosso a Marilyn era un simbolo di sessualità ed erotismo giocato con grazia  e senso dell'umorismo, come solo Marilyn poteva fare.
L'abito insieme al tubino nero di Givenchy creato per Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany è uno dei costumi di scena più famosi della storia del cinema.

domenica 5 agosto 2012

NEWS: Marilyn Monroe, Cinquant'anni di mito



Cinquant'anni fa Hollywood perdeva Marilyn Monroe, icona sexy e glamour della mecca dorata del cinema. A 36 anni la star di Gli uomini preferiscono le bionde, lasciava il mondo di lustrini e paillettes della mecca del cinema  il 5 agosto del 1962, entrando nella leggenda.
Dopo mezzo secolo miss Monroe è ancora oggi icona di stile, con il suo corpo morbido e burroso, la bocca laccata di rosso, i capelli biondo platino che ricordano tanto la "sua" amata Jean Harlow.
Ma ritenerla una bomba sexy è riduttivo: Marilyn Monroe fu un'attrice dotata di un talento caparbiamente cercato, migliorato e affinato, costanza premiata con capolavori della commedia made in USA come A qualcuno piace caldo, Come sposare un milionario, Quanrdo la moglie è in vacanza, le pellicole più famose che fecero emergere il suo lato comico, la sua energia e la sua vitalità. 
Marilyn sfoggiava doti da perfetta commediante, dove con ironia e leggerezza, prendeva in giro quel sex appeal tanto osannato e ammirato. 
Così bella e così insicura allo stesso tempo, sempre in lotta per dimostrare di essere un'attrice e non solo una pupattola da mettere su un piedistallo, pretendendo giustamente di essere apprezzata per quello che era e non per quello che rappresentava.
Dopo Cinquanta lunghi anni, il suo mito resiste e ancora oggi ci chiediamo perché se ne sia andata così presto. Suicido? Omicidio? La sua dipartita rimane ancora avvolta nel mistero, ma poco importa, perché alla fine lei vivrà per sempre nei suoi film, regalandoci un pezzetto di storia del cinema. 



venerdì 1 giugno 2012

MONOGRAFIA: Marilyn Monroe





“ I diamanti sono i migliori amici per una ragazza”. Aveva le idee chiare Norma Jean Baker, in arte Marilyn Monroe. 
Norma Jean Baker nacque il 1° Giugno del 1926 a Los Angeles, California, con un curriculum esistenziale degno di una donna vissuta e una bellezza che riuscì a farla evadere da un mondo sfortunato, ma impossibilitata a sfuggire alle sue angosce esistenziali.
Un bel viso, un aspetto piacente, l’incontro con il talent scout di turno che vide in lei una potenziale modella. Norma Jean seguì “l’apprendistato” di molte sue colleghe, come Barbara Stanwyck e Jean Harlow, l’attrice preferita di sua madre al punto da regalare il nome della star a sua figlia. Ma ciò che potrebbe essere definito un cliché, nel caso di Marilyn Monroe, questo iter fu quasi necessario per trasformarla in un’icona che ancora oggi regala sogni a migliaia di fan.
Come miss Harlow, Marilyn usò il cognome della nonna e in prestito – purtroppo – finì per regalare la propria giovinezza alla leggendaproprio, a causa della sua tragica fine avvenuta ancora in giovane età.
La bellezza le aprì le porte del cinema, dono che inizialmente le portò fortuna, ma che divenne con il tempo la sua condanna. Dopo la carriera di modella (tra cui foto artistiche scandalose per l’epoca), esordì  al cinema con The Schocking Miss Pilgrim del 1947 e Orchidea Bionda (1948), ma i risultati ai botteghini furono disastrosi e Marilyn Monroe si ritrovò nella giungla di Hollywood senza un agente e senza un contratto. Nessuna parte importante, l’affitto da pagare, i soldi che non bastano mai, ed ecco che Marilyn finì per accettare di posare nuda, convinta che non essendo famosa, sarebbe passata inosservata.
L’aspirante attrice finì per trovare la propria foto inserita in un calendario sexy, con scandalo in omaggio,e Marilyn decise di rivelare in un’intervista televisiva di essere lei la protagonista di quello scatto artistico per poter sopravvivere.
La sua ingenuità questa volta fu vincente: i media videro in lei una moderna cenerentola e Hugh Effner, fondatore di Playboy, comprò la fotografia per la copertina di un suo numero: Marilyn Monroe conobbe per la prima volta la notorietà, anche se per vie poco ortodosse.
Marilyn non si perse d’animo e nonostante questo esordio, si iscrisse a un corso di recitazione tenuto da Natasha Lytess, che le corresse il timbro della voce, la dizione e il modo di porsi meno impacciata nel recitare.
I primi anni comunque furono molto difficili per la futura diva, e se nel 1949 recitò in Una notte sui tetti dei fratelli Marx, l’attrice faticò non poco per avere un agente che la rappresentasse.  La fortuna bussò a un party, dove conobbe Johnny Hide, il suo primo agente, ma il sodalizio (anche sentimentale) durò poco, a causa della morte improvvisa del produttore, gettando Marilyn nella disperazione. 
Messo da parte il dolore, Marilyn doveva pensare alla carriera, ormai la sua stella stava per essere lanciata nel firmamento di Hollywood.
 Finalmente riuscì a muovere i primi passi nell’industria con piccole parti, come Lo spaccone vagabondo di Ty Garnett, Il messicano di John Sturgess, Eva contro Eva (1950) di Mankievitz, a fianco di Bette Davis.
Marilyn si iscrisse all’università della California studiando critica letteraria e artistica e prese ancora lezioni di recitazione, decisa di dimostrare non solo a sé stessa e ai produttori del cinema di non essere solo una bella faccia, ma anche un’attrice.
Nel 1952 la svolta: bionda platino (come Jean Harlow) e una parte a fianco di Cary Grant  ne Il magnifico scherzo di Howard Hawks e finalmente un ruolo da protagonista ne La tua bocca brucia (1952) con Ann Bancroft e Richard Widmark, dome dimostrò, con il ruolo di una baby-sitter dal passato turbolento, una recitazione intensa e fragile allo stesso tempo.
La consacrazione avvenne con Niagara (1953) di Henry Koster, nel ruolo di una femme fatale che vuole uccidere il marito, ma con la notorietà arrivarono le prime nevrosi: paura del palcoscenico, insicurezze che la perseguitarono per il resto della sua vita.
Marilyn si cimentò nel musical con Gli uomini preferiscono le bionde (1953) insieme alla mora Jane Russell, che divenne sua amica e vide in lei una ragazza brillante e inteligente, ma notò anche le insicurezze e il panico da palcoscenico che la perseguitavano, tale da accompagnarla al set per evitare i suoi ritardi. Marilyn con questo film dimostrò doti canore notevoli e Diamonds Are the Girl’s Best Friends è divene un cult riproposto nel corso dei decenni, Madonna in primis che le dedicò il video di Material Girl.
Marilyn divenne finalmente una star e successivamente girò Come sposare un milionario al fianco di Lauren Bacall e Betty Grable, dove fece emergere il suo lato comico con il suo ruolo di modella miope restia a indossare gli occhiali, dove emerse la sua capacità di essere ironica e ottima commediante, con un susseguirsi di gag, gaffe dove inciampa continuamente, risultando buffa, spiritosa e capace di ridere sulla sua bellezza. Perché è questo che vuole fare trasparire, la bravura, non solo la beltà dei suoi splendidi occhi azzurri e della sua chioma dorata.
Cambio di registro ed eccola sul set di Otto Preminger ne La magnifica preda, ma il set fu funestato dal pessimo rapporto che la star ebbe con il regista, tale da far intervenire Natasha Lytess come intermediaria tra i due. Nel 1954 la carriera passò in secondo piano sposando il giocatore di baseball Jo Di Maggio e la luna di miele in Giappone le diede “una scossa” per superare la sua paura del palcoscenico: invitata a cantare per i militari feriti nella guerra Corea, Marilyn riuscì a esibirsi di fronte a una folla numerosa, riuscendo così a vincere la sua paura.
Se la carriera proseguì in crescendo, arrivando a vincere un Henrietta Awards ai Goldenn Globes nel 1954, non fu altrettando nella vita privata, caratterizzata da numerosi litigi con la stella del baseball, scontri che sfociarono nel divorzio avvenuto nell’ottobre dello stesso anno.
Finito il matrimonio ritornò a Hollywood, ma lo fece con il film sbagliato: Follie dell’anno si rivelò essere uno dei suoi film più brutti oltre che a un tonfo al botteghino. L’arrivo di Billy Wilder la salvò da un possibile declino, regalandole il ruolo di oggetto del desiderio del protagonista in Quando la moglie è in vacanza (1955), uno dei suoi più grandi successi di botteghino. Marilyn nel film appare frizzante, ingenua e sbarazzina, una dura prova per il personaggio di Richard Sherman, interpretato da un irresistibile Tom Ewell.  La scena in cui la sua gonna è svolazzante grazie al passaggio della metro ormai è diventata di culto, dove Marilyn riuscì a essere sexy, ma divertente e soprattutto non volgare.
Marilyn è stanca dei ruoli da bambolina e il successo regalatole dalla pellicola di Wilder fu il primo passo per scrollarsi di dosso questa orribile etichetta.  Miss Monroe fu più che mai determinata a far emergere il suo talento di attrice, decindo di trasferirsi a New York per iscriversi al prestigioso Actor’s Studio diretto da Lee Strasberg. Marilyn divenne più sicura di sé e decisa a frequentare un ambiente artistico più altolocato, conobbe il drammaturgo Arthur Miller, che di lì a poco divenne suo marito.
Nel 1956 Monrore rescisse il contratto con Natasha Lytess e prese Paula Strasberg come insegnate di recitazione e il frutto del loro sodalizio si tramutò in una nomination ai Golden Globes per Fermata d’autobus, e per la prima volta i critici videro in lei un’artista dotata non solo di un bel corpo da guardare, ma anche di talento. Apparve sulla copertina del Times e Richard Avedon, famoso fotografo di moda, la volle per un servizio fotografico. L’epoca delle foto artistiche sono solo ormai un pallido ricordo.
Il 29 giugno Marilyn Monroe si sposò con Arthur Miller e fondò una casa di produzione la Marilyn Monroe Production, che produsse Il principe e la ballerina di Lawrence Olivier, mostro sacro della recitazione britannica.  Olivier elogiò la sua interpretazione e per quel ruolo vinse il David di Donatello, consegnatole per l’occasione da Anna Magnani.
Nel 1958 tornò a lavorare con Billy Wilder in A qualcuno piace caldo, con Jack Lemmon e Tony Curtis , dove il suo talento comico esplose definitivamente, tale da essere stimata dal regista, nonostante i problemi avuti con lei durante le riprese (si vocifera che Marilyn in difficoltà a ricordare una battuta, fu aiutata da Wilder che improvvisò una scena facendole aprire un cassetto con un foglio con scritto quello che doveva dire).
Marilyn vinse il Golden Globes come migliore attrice in una commedia e pare che abbia ritirato il premio in stato di ebrezza. Carriera all’apice e vita sentimentale in crisi, il copione si ripete: la voglia di un figlio da Miller che non arriva, costellata da numerosi aborti spontanei, minarono la sua serenità e un premio probabilmente non fu mai in grado di placare la sofferenza di non diventare madre.
Successivamente girò Facciamo l’amore di George Cuckor recitando al fianco di Yves Montand, ma il non riuscì a ottenere il successo sperato. Il rapporto con il Miller si deteriorò e con esso il suo stato di salute, che la indusse a prendere farmaci per combattere l’insonnia e per placare il suo stato d’animo in preda alle nevrosi.
Nel 1960 venne diretta da John Houston ne Gli spostati al fianco di Clark Gable, al suo ultimo film (in seguito venne stroncato da un infarto poco dopo le riprese). Il ruolo fu scritto appositamente da Miller per la Monroe come regalo di San Valentino, ma a riprese iniziate i due si lasciarono. Ritardi, problemi di salute, contrasti con Gable, non fecero altro che minare le sue condizioni, ricorrendo ancora agli psicofarmaci.
Il suo stato cagionevole non le lascia tregua: un’operazione per un blocco alle tube di Falloppio e successivamente la rimozione dei calcoli alla cistifellea, che le regaleranno una cicatrice al basso ventre. Con questo segno fu ritratta per l’ultimo memorabile servizio da Bert Stern per Vogue: Marilyn appare fragile, ma ancora meravigliosa, così lontana dall’allure di star, è ritratta solo una donna ancora bella, ma una bellezza più matura, eliminando in questo la sua ingenuità che l’accompagnò nel corso degli anni.
Nel marzo del 1962 vinse un altro Henrietta Awards e il mese successivo iniziò le riprese di Something’s Gotta Give, diretto da George Cuckor, remake de Le mie due mogli con Cary Grant, ma i continui problemi di salute le costarono il licenziamento e una causa da mezzo milione dollari per non aver rispettato il contratto con la 20th Century Fox.
Il giorno del suo 36esimo compleanno, il primo giugno del 1962, Marilyn fece l’ultima apparizione in pubblico al Dodger Stadium di Los Angeles.
Marilyn era caduta, ma si era alzata nuovamente:  aveva intenzione di portare sullo schermo la vita di Jean Harlow, sognava di diventare Blanche Du Bois ne Un tram che si chiama desiderio e risolse i problemi con la Fox.  La stella stava per tornare a brillare.
I suoi sogni furono infranti: la la morte la colse inaspettatamente il 5 agosto del 1962, spegnendo la sua voglia di splendere nuovamente nel cielo scintillante di Hollywood.
Molte supposizioni sono state fatte sulla sua scomparsa: suicidio, omicidio, forse c’è dietro il clan Kennedy; ma sta di fatto che una donna che voleva solo essere amata veramente da qualcuno, e non solo da una folla adorante ma anomima, è rimasta sola nel periodo più buio della sua vita.
A cinquant’anni dalla sua scomparsa, Marilyn Monroe è ancora una star, amata, imitata e idolatrata. Un’icona che non cadrà mai nell’oblio. 

giovedì 30 settembre 2010

NEWS


L'attore americano Tony Curtis è morto a Las Vegas all'età di 85 anni. Nato nel Bronx il 03/06/1925 da una modesta famiglia di origine ungheresi (il suo vero nome era Bernard Schwartz). Debuttò in un film di Robert Siodmak, Doppio gioco (1949), nel ruolo di un ballerino. Aiutato da un fisico atletico, fascino, versatilità e carisma, riuscì a destreggiarsi tra ruoli leggeri (Francis il mulo parlante del 1950, Il mago Houdini) e parti drammatiche come Furia e passione, dove interpretò un pugile sordomuto, La parete di fango. Con Cary Grant interpretò la pellicola di Blake Edwards Operazione sottoveste (1959), ma la consacrazione avvenne lo stesso anno nel ruolo di musicista/magnate del petrolio/Josephine in A qualcuno piace caldo, insieme a Jack Lemmon e Marilyn Monroe. Lavorò anche per Stanley Kubrick in Spartacus, accanto a Kirk Douglas e negli anni Sessanta fu protagonista della pellicola Lo strangolatore di Boston di Richard Fleischer. Lavorò anche per la televisione con il serial Attenti a quei due, insieme a Roger Moore. Nel telefilm rispolvera il ruolo del playboy seduttore, dimostrando di avere ancora fascino. L'ultima apparizione sul grande schermo avvenne nel 1995 con il film The Immortals. Grande seduttore, ebbe una relazione con Marilyn Monroe e si sposò sei volte, tra cui con Janet Leigh, famosa per aver interpretato Psyco e per aver avuto con lei una figlia, Jamie Lee, anch'essa attrice (Halloween, True Lies, Quel pazzo venerdì). Hollywood perde un'altra stella del suo firmamento.