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martedì 11 agosto 2015

NEWS: L'ultimo film di Robin Williams




Robin Williams è morto esattamente un anno fa, quando decise di togliersi la vita per liberarsi della depressione che lo affliggeva da anni, conseguenza del morbo di Parkinson che aveva colpito l'attore qualche anno prima. 
Maestro della commedia, come tutti i comici erano infelici e neanche Robin ne fu immune.
Il regalo più bello che ci può dare il cinema è rendere immortali chi ci ha fatto emozionare, piangere e ridere, così Robin Williams continuerà a stare con noi con i suoi film.
Pellicole come Una notte al museo 3, uscito postumo l'anno scorso, e ora c'è la possibilità di riascoltare la sua voce in Absolute Anything (Un'occasione da Dio), film diretto dal Monty Phyton Terry Jones che ha per protagonisti Simon Pegg e Kate Beckinsale.
Simon Pegg interpreta Neil Clarke un uomo ordinario che viene dotato di poteri da un gruppo di extraterrestri, che fanno un esperimento per scoprire se la terra merita di ancora di esistere. Neil ha la possibilità di realizzare qualsiasi desiderio, mentre gli alieni 'monitorizzano' le sue azioni per studiare il comportamento degli esseri umani.
Neil non sa come gestire i suoi poteri, ma in suo soccorso arriva il suo fedele cane parlante Dennis, che lo aiuterà a usarli al meglio.
Dennis ha la voce di Williams, che aveva già dato prova di ottimo doppiatore nel film Mrs. Doubtfire. E' l'ultimo lavoro del grande attore, e anche se si sentirà la sua voce (purtroppo cancellata dal doppiaggio nell'edizione italiana), è pur sempre un modo per apprezzare il suo talento che è rimasto ancora con noi.

lunedì 25 agosto 2014

ROBIN WILLIAM TRIBUTE: Toys - Giocattoli

La CarpeDiem Blogghers oggi celebra un artista a 360° che ci ha lasciato questo mese: Robin Williams. Fu un vero mattatore eclettico. dall'alieno Mork nella serie TV Mork & Mindy, al mitico professor Keating de L'attimo fuggente, dal DJ di Good Morning Vietnam, dottore in Risvegli e in  Patch Adams, allo psicologo di Will Hunting - Genio ribelle e tanti altri memorabili ruoli. Director's cult lo vuole ricordare nei panni dello stralunato collaudatore di giocattoli Leslie Zevo in Toys-Giocattoli.


Ciao Robin!






Titolo: Toys - Giocattoli
Titolo originale : Toys
USA, 1992
Cast. Robin Williams, Michael Gambon, Joan Cusack, Robin Wright, LL Cool J.
Sceneggiatura: Valerie Curtin, Barry Levinson.
Regia: Barry Levinson.
Durata: 115'

Kennet Zevo (Donald O'Connor) lascia in eredità la sua fabbrica di giocattoli al fratello Leland (Michael Gambon), generale in procinto di andare in pensione; perché ritiene i figli Leslie (Robin Williams) e Alsatia (Joan Cusack) ancora troppo immaturi per gestire la Zevo Toys. Ma lo spirito guerrafondaio di Leland prenderà il sopravvento, trasformando la fabbrica in un progetto militare top secret.
Possono i giocattoli diventare da semplice oggetto ludico per bambini, in un oggetto di violenza? Sì se si decide di trasformare la pacifica azienda di giocattoli Zevo Toys, un universo fatato lontano dal mondo reale, in una specie di campo militare.
La Zevo Toys sembra un mondo fatato dove gli impiegati lavorano felici al tempo della musica, dove il clima è gradevole e non c'è la smania di produrre tutto e subito. 
Ma con l'arrivo di Leland Zevo e la supervisione per la sicurezza a cura di suo figlio Patrick (LL Cool J) la musica cambia: niente più relax, ritmi di produzione standardizzati e a tratti alienanti, un po' come accadeva al buon Charlot in Tempi moderni. 
Gli impiegati vengono schedati, vengono perquisiti, e soprattutto non hanno più un posto adatto né per lavorare, né per la pausa pranzo, da quando Leland Zevo ha bisogno di "più spazio".
Per cosa? Per costruire il suo folle progetto: usare i giocattoli per costruire "una piccola grande armata", pilotata da ragazzini che non capiscono la differenza tra un videogioco e una missione. Ma Leslie, la sua fidanzata Gwen (Robun Wright) e Alsatia decidono di combattere con i giocattoli rimasti, combattendo ad armi impari, ma ribadendo il diritto di preservare l'infanzia dalle brutture del mondo. Perché un gioco a volte è una compagnia, un gioco a volte fa parte del processo di crescita di un bambino. Perché un gioco ha un valore di innocenza e divertimento, non di violenza.
Toys - Giocattoli lancia un monito riguardo la futura generazione di bambini, che abbandonerà un mondo colorato come quello voluto e costruito da Kenneth Zevo per lasciare spazio all'alienazione di uno schermo, dove si confrontano le capacità di coordinazione mano-occhio richieste dai videogiochi. E così è avvenuto nella infanzia 2.0 del Ventunesimo secoo, dove i bambini di oggi sono protagonisti assoluti dei social network per mano dei genitori, e imparano prima a usare un I-pad e poi a camminare, così lontano da i "bambini che furono" che si divertivano all'aria aperta anche solo con una palla. 
Mondo a cui tiene Leslie e sua sorella Alsatia, che sono due Peter Pan mai cresciuti, in parte anche per colpa del  padre, che li ha fatti nascere e crescere in questo mondo edulcorato che strizza l'occhio a Magritte, tenendoli al sicuro nella bambagia da malvagità di un mondo cinico.
Torpore scosso dallo zio Leland, in cerca di riscatto sia in ambito militare, che in ambito familiare, con quel padre generale che gli mostra con orgoglio e compiacimento le sue quattro stelle, contro le tre del figliolo poco prodigo con studi accademici inglesi che gli hanno difettato la pronuncia yankee. Così come è in cerca di riscatto Leslie, che inizialmente è inerme e inetto di fronte le manipolazioni psicologiche dello zio, lasciandolo in balia delle sue smanie di potere. 
Ma se Leland fallisce nel suo tentativo, Leslie si dimostrerà capace di ribellarsi imbastendo una sorta di lotta "Davide contro Golia" con i suoi amati giocattoli, perché in fondo in ogni adulto risiede un fanciullino, e quello di Leslie è ancora lì pronto a salvare il suo mondo fatto di sensibilità e immaginazione.
Barry Levinson racconta una favola divertente, anche se tende a rovinarla con una regia un po' sciatta (soprattutto nelle scene di "azione" tra Leland e i sovversivi Leslie e compagine), mescolando un po' di commedia, satira, elementi di romanticismo, facendo di Robin Williams il mattatore e entertaiment per eccellenza, che anche questa volta è stato capace di offrire una performance brillante, sostenuto da un ottimo cast capitanati da Michael Gambon e Joan Cusack, dolce e stralunata Menzione speciale per le splendide e colorate scenografie di Ferdinando Scarfiotti, che ha scatenato la fantasia e l'immaginazione creando un posto magico in cui tutti vorrebbero viverci almeno una volta nella vita..
Toys-Giocattoli di Barry Levinson può essere vista come una parabola antimilitarista, ma sotto la patina di colori pastello, bolle di sapone e giacche parlanti (inventata dall'attore Giancarlo Giannini), nasconde il monito della necessità di un mondo puerile ed edulcorato, dove far rimanere intatta l'innocenza dei bambini.

Voto: 7

Hanno collaborato:
Bollalmanacco - Al di là dei sogni
Montecristo - Il mondo secondo Garp
Whiterussian vs Pensieri Cannibali - Hook
Scrivenny - La leggenda del re pescatore
Non c'è paragone - Good Morning Vietnam
Combinazione casuale - Jumanji
Pietro (il nome del blog qual è? XD) - Flubber
Recensioni Ribelli - L'attimo fuggente
Solaris - L'uomo bicentenario
La fabbrica dei sogni - One Hour Photo
Viaggiando (Meno) - The Angriest Man in Brooklin
In Central Perk - Will Hunting - Genio ribelle 



martedì 12 agosto 2014

GOODBYE: Addio a Robin Williams



L'attore Robin Williams è stato trovato morto nella sua casa di Tiburon, in California alle ore 21.00 italiane. La polizia sospetta che si tratti di suicidio. Da tempo l'attore soffriva di una grave forma di depressione e recentemente era ricoverato in una clinica per non cadere nuovamente nel baratro di alcol e droghe, demoni del suo passato.
Williams esordì nel 1978 nella sit come Mork e Mindy, nei panni del marziano Mork, che entra a contatto con il mondo umano grazie alla simpatica Mindy, avviando una strampalata convivenza. 
Mork e Mindt fu un successo clamoroso che gli aprì le porte di Hollywood: Popeye (1980) di Robert Altman, Il mondo secondo Garp (1982), Mosca a New York (1984). 
Ma la svolta avvenne con Good Morning Vietnam (1987) di Barry Levinson, che lo consacrò come re della commedia, ricevendo la sua prima nomination agli Oscar per il ruolo di un militare in Vietnam che diventa deejay per la radio dell'esercito. 
La versatilità di Williams fu tale da eccellere anche come attore drammatico, ricevendo la seconda nomination per il ruolo del professor Keating in L'attimo fuggente (1989), dove il suo spirito iconoclasta si sposa alla perfezione con questo professore  fuori dagli schemi che combatte le rigide regole di un liceo conservatore.
Nel 1990 fu accanto a Robert De Niro in Risvegli, e soprattutto fu un grande "lucido pazzo" ne La leggenda del re pescatore di Terry Gilliam, nelle vesti di un professore di storia medievale in preda a un esaurimento nervoso alla ricerca del sacro Graal
Nel 1992 Spielberg lo volle per il ruolo di Peter Pan cresciuto e divenuto adulto, ma che riscopre il fanciullino che c'è in lui facendo ritorno all'Isola che non c'è in Hook, a fianco di Dustin Hoffman nel ruolo di capitan Uncino. ù
In Toys di Barry Levinson, è il bizzarro Leslie Zevo, creatore di giocattoli che ingaggia una "guerra" contro lo zio che ha trasformato la fabbrica di giocattoli del padre in un laboratorio per piccoli guerrafondai in erba.
One man show in Mrs Doubtfire (1993) nei panni en travesti di una nanny che cerca di stare insieme ai suoi figli, film che conferma la capacità di Williams di scegliere sempre ruoli eccentrici o fuori dagli schemi.
Era anche un ottimo attore drammatico: lo dimostra la vittora del suo primo e unico Oscar per Will Hunting-genio ribelle (1997) nei panni drammatici di uno psicanalista che segue il genio ribelle del titolo, ovvero Will Hunting, diventando il suo mentore e guida.
Robin Williams aveva la capacità di passare da ruoli brillanti come Fubber-Un professore tra le nuvole a ruoli drammatici e noir come One Hour Photos (2002) di Mark Romanek dove interpreta il commesso di un grande magazzino ossessionato da una famiglia che appare perfetta nelle foto che sviluppa, arrivando a perdere il lavoro e a meditare vendetta quando scopre che la famiglia da lui tanto adorata ha delle "pecche" all'interno.
In Insomnia (2002) di Christopher Nolan è uno scrittore dalla dubbia moralità accusato di omicidio, mentre nello spassoso Eliminate Smoochy (2002) di Danny De Vito è uno spettacolare presentatore televisivo di uno show per bambini che viene licenziato perché prende le bustarelle dai genitori per far inquadrare i loro bambini, e medita vendetta contro Smoochy, pupazzo interpretato da un angelico Edward Norton che gli ruba la scena e la ex fidanzata.
Nel 2006 è al fianco di Ben Stiller in Una notte al museo, dove veste i panni di Teddy Roosvelt. Panni che vestirà nuovamente nel 2009 in Una notte al museo 2, mentre il terzo capitolo arriverà postumo nel 2014.
Gli anni 2000 lo videro meno alla ribalta, ma riuscì ugualmente a recitare in film di discreto successo come The Butler (2013) e The Big Wedding (2013).
Un pezzo di commedia americana se n'è andato per sempre.