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martedì 19 dicembre 2017

RIFLESSIONI: Ma perché si polemizza sempre quando si tratta di parlare di cinema?




Intro. Storia di una blogger sfaticata e incazzata.
Quest'anno il mio blog l'ho cagato poco o niente. Uno dei motivi principali è stata la stanchezza, avrò perso si e no un centinaio di neuroni (non lo so quanti ne abbiamo, ho studiato lettere, mica neurologia), un po' perché mi sto dedicando a un nuovo progetto che non c'entra niente con il cimema e soprattutto perché non ne avevo voglia. Mi sento uno scazzo tale da sembrare un po' come quei personaggi di Ciro - Il figlio di Target, dove c'erano due tizi che dovevano portare tipo la lavatrice sulla schiena e lagnavano frasi come 'pessimismo e fastidio'.
Oggi forse è la prima volta dopo mesi che mi metto a fare pim pum pam (cit.) con le mie ditina sulla tastiera senza rimanere inebetita davanti al computer sperando di scrivere una recensione usando f3-f4-f5 neanche fossi uno sceneggiatore de Gli occhi del cuore.
Il culo però lo trascino ancora in una sala cinematografica.
Scazzo a parte, al cinema ci sono andata quest'anno (questo mese ho fatto una triplete della Madonna the singer con The Death of Stalin, The Florida Project e The Disaster Artist), ma è anche vero che non sono andata al cinema per tre mesi, roba che a settembre avevo visto solo Detroit di quella 'uoma' (sì porca puttana, quella dirige come un uomo e non rompete la minchia) di Kathryn Bigelow. E sì, io vivo in Inghilterra e i film escono prima, anche se col cavolo che mi fanno vedere la trilogia de Smetto quando voglio. Mica si può avere tutto dalla vita, a parte il pessimismo e fastidio, che quello ce n'è sempre in abbondanza.
Come direbbe Mark Trenton: sono costipato.
Però non mi andava e forse non mi va tutt'ora di parlarne e di scrivere recensioni. Mi converrrebbe scrivere mini recensioni stringate del tipo 'questo film è una figata' o 'questo film mi fa cagare', ma a me piace raccontare la rava e la fava e non so se funzionerebbe questo sistema. Una pigrizia tale da far scatenare il John Doe di Kevin Spacey di Seven e farmi fare una fine orribile. Un momento, si possono scrivere le parole Kevin e Spacey? 
Come ti smonto l'hype con una recensione fatta a cazzo di cane.
Ma soprattutto mi passa la voglia perché quest'anno è iniziato un trend dove si deve polemizzare su un film, specialmente se è bello. Ergo, è diventata una polemica e una gran rottura di coglioni.
Il primo a farne le spese è stato La La Land. Per fortuna che da me è uscito agli inizi di gennaio, sennò col piffero che l'avrei visto. Perché? Per via di fior fior di recensioni (non che le mie siano alla Roger Ebert, ma, ce la fate?!?) che puntavano il ditino cinefilo sul fatto che Mia non si può permettere la Prius perché fa la barista o Sebastian non dovrebbe suonare il jazz perché è bianco - e io allora non avrei dovuto fare una tesi sulla Blaxploitation per la stessa cazzo di ragione e gli inglesi dovrebbero piantarla di mangiare la carbonara perché non sono italiani e soprattutto perché ci mettono la panna invece dell'uovo, ma quello è un altro discorso - a film sessista ad altre boiate. Roba che se avessi aspettato un paio di settimane non l'avrei visto, perché queste polemiche fanno passare la voglia di andare al cinema.  La critica e le discussioni servono e sono necessarie, ma ormai si è arrivati a livelli tali di polemiche astiose e 'puntini sulle i' che non stanno né in cielo né in terra da rasentare l'inutilità, starnazzando come in un pollaio. A che pro? Non certo per il bene del cinema in sé.
Facebook e la sua oasi per sfrangiare i maroni.
Ma al di là di espertoni del settore, er mejo der mejo arriva da Facebook. E lì le rotture di cojons sono garantite!!!
Facebook è il terreno fertile dove proliferano le rotture di maroni. Polemiche assurde, tifi da stadio e sputtanamenti di film sono quotidiani o quasi. Roba che se non ci sbirci sul social anche un solo giorno, godi solo a metà come quando mangi le Fonzies. Sarà l'effetto sindrome da Stoccolma, sarà la voglia di impiegare il tempo libero nel peggiore modo possibile, ma niente, non funziona il motto 'non ci andare su quel cazzo di social se non ti piace'. boh, sarà masochismo. O pessimismo e fastidio.
A farne le spese è stato La La Land, ma come un effetto domino è toccato a Moonlight, che fa cagare a prescindere perché ha fottuto l'Oscar a La La Land - ma allora doveva vincerlo il film dove la barista osa guidare la Prius invece di usare il bus (usalo te il bus a L.A. critico di sta' minchia), mentre no, il premio a Moonlight è stato un premio politico (ma dove???) perché gli afroamericani non li avevano cagati agli Oscar l'anno prima - e allora con te non gioco più, specchio riflesso, non mi hai fatto niente faccia di serpente e pure faccia di maiale perché non mi hai fatto male.
E dopo l'inverno a triturare i maroni a La La Land, la primavera a prenderserla con Moonlight, ecco che arriva l'estate,e si sa, fa caldo che manco il Nestea ti rinfresca, e come combattere la calura rompendo le palle su Dunkirk? Manco era uscito ed era già un capolavoro. Però per par condicio, dall'altra parte faceva cagarissimo che manco l'Imodium poteva alleviare, solo perché l'ha diretto Nolan. 
Manco Tim Burton ha i marroni così sbomballati, e sì che lui ne ha di ragioni per smaronarsi, dato che non fa più i film di una volta se cambia registro con Big Eyes per poi fare il 'solito Tim Burton' quando ritorna a fare Tim Burton con Miss Peregrine per farci contenti. Mai una gioia. E io Tim l'ho sempre criticato solo per la mancanza di conoscenza del pettine, ma per il resto respect. 
Ecco, con Dunkirk film della Madonna da oh Madonna ho visto la madonna ma ancora non ho visto il film, a il film l'ho visto per primo ma top secret assoluto manco Nolan avesse fatto il film per la CIA. Oh, roba che se ci scrivevi su eri un brutto figlio di sultana. Così non ci ho scritto niente, eh. Probabilmente verrà candidato agli Oscar, e nel caso di mancata vittoria, vai a urlare GOMBLOTTO contro il cielo!!!
Le pagine di cinema sono una cazzo di croce.
Fuori orario è il programma con la quale mi sono fatta mezza videoteca. Ho bruciato i miei migliori neuroni (e daje, 'zo ne so se ci sono neuroni belli o neuroni brutti) fatto di weekend insonni per registrare la manna, la morbida manna cinematografica pucciosa che scende dal cielo. Ma grazie a faccebbuc, Fuori orario è diventato il seme della discordia, dove vieni lapidato se osi parlare un film che non sia afghano (e ai miei tempi l'afghano si fumava ed era pure roba buona) o osare dire che i film XY è divertente perché è nato sotto la cattiva stella del cinema commerciale. Se poi sbagli la citazione del film tal dei tali, vai di lapidazione, roba che ne esci traumatizzato che vorresti vedere Il grande fratello per tutta la vita (oh, c'è gente a cui piace, peace and love). Roba che ogni tanto qualcuno sbrocca e fa il cazziatone, e altri, i più temerari approcciano la materia mettendo le mani avanti 'so che non è un film di fuori orario', manco ci fosse una black list da non nominare nemmeno. 
Se hai un pensiero diverso dal mio, non capisci un cazzo di cinema.
Come ho detto prima, Detroit è uscito in UK a settembre, due- tre mesi prima e ho pensato 'va là dai, esce a fine novembre e aspetta un attimino dai' e intanto commentavo per consigliarlo spassionatamente e mi e l'ho fatta fuori dal vaso. Madò, come una montagna l'ho fatta grossa. Ho letto varie rece e una diceva che se la pensi in un modo, non capisci un cazzo. E pensa un po', l'ho pensata proprio così. E allora non ci ho capito un cazzo! E allora, che cazzo ci scrivo a fare? E infatti non ci ho scritto niente, mentre tra me e mi facevo delle seghe mentali sul film e sulla regista che il mio cervello si faceva degli orgasmi multipli senza l'ausilio di un vibratore o di un film qualsiasi con Rocco Siffredi. Però mi piace questa cosa che se non la pensi in un modo non capisci una ceppa, o me povera stolta che ancora crede nello scambio di opinioni e che il cinema può offrire delle personali interpretazioni. 
Che lo sforrrzo sia con noi!
Ciliegina sulla torta, l'ultimo trend è Star Wars. Oh, a me Star Wars ha sempre smaronato alla grande (vai, lancio di pietre, così si fa, bravi!!!), roba che da piccola i miei ci provavano a farmi vedere le maratone di capodanno, ma niente, caput e dritta a nanna subito dopo la scena dell'ologramma della principessa Leia in cerca di aiuto. L'ho retto tipo vent'anni dopo per un esame di cinema sulla New Hollywood, e avevo anche avuto il nulla osta dal professore per scagare il film a favore di THX 1138, ma alla fine avevo ceduto, ma alla fine a voi non ve ne può fregar di meno. Ora, il trend è, se ho capito bene (perché non capisco una ceppa), old school vs. new school. Ma che ve frega, se vi piace bene, se non vi piace va bene lo stess, a sto' punto vedevi Rocco che è sempre una garanzia (daje che la Disney compra tutti i suoi film per l'educazione sessuale dei ragazzini americani!), chill out e guardatevi Balle spaziali, che almeno vi fate due risate.
E fatevele due risate, sempre a rompere i maroni su tutto e tutto, e dovrei farmi due risate anche io, che oltre al pessimismo e fastidio mi sembra di vivere perennemente con la simpatia a mo' di vetro rotto nel culo.Sarà perché Natale è alle porte, sarà perché sto diventando vecchia.
Raga, veramente, spero che il 2018 ci porti tanto bel cinema.
E godiamocelo per quello che è, altrimenti tutti a partecipare a una lezione di neurologia, così capisco io come sono messa con i neuroni e voi magari capirete che il cinema è bello per le emozioni che ci suscita, per le ore di svago che non ci fanno pensare a questo triste mondo malato. E se il gulliver lo usiamo come si deve, ci meritiamo il grande fratello a vita. Che poi alla fine c'è chi lo apprezza, e va bene lo stesso, il mondo è bello perché è vario. Peace and love. E non rompete i coglioni.



lunedì 27 febbraio 2017

NEWS: Vincitori Oscar 2017




Tra i due litiganti, il terzo gode: La La Land e Arrival si sono 'tirati i capelli' fino all'ultimo, quando Warren Beatty fa una supercazzola prematurata con scappellamento a destra a tutti e sbaglia a proclamare il vincitore. Warren Beatty annuncia la vittoria di La La Land, ma in realtà  Moonlight è il miglior film del 2017, lasciando a bocca aperta i produttori del film diretto da Damien Chazelle, già pronti a ringraziare e a spargere lacrime di felicità a profusione.
E con questo colpo di scena si chiude il sipario di questa edizione degli Oscar sta nel proclamare La La Land come miglior film, per poi dare l'Oscar a Moonlight di Berry Jenkins.
Polemiche e figure di palta colossali, La La Land si deve accontentare di 6 statuette su 14, niente record come Titanic.
La La Land però vince statuette pesanti per la miglior regia a Chazelle (il più giovane regista mai premiato) ed Emma Stone come miglior attrice protagonista e soprattutto, essendo un musical, ha vinto come miglior colonna sonora e miglior canzone (City of Stars).
Ryan Gosling viene battuto da Casey Affleck (Manchester By the Sea), mentre Viola Davis (Fences) e Mahersala Ali (Moonlight) vincono come migliori attori protagonisti.
Kenneth Lonergan vince per la migliore sceneggiatura, mentre Barry Jenkins e il suo Moonlight vince per la migliore sceneggiatura non originale. Fuocoammare di Rosi non vince nella categoria miglior documentario, ma un tocco di Italia c'è grazie a Giorgio Gregoretti, Alessandro Bertolazzi insieme all'americano Chris Nelson per il miglior trucco di Suicide Squad. 
Al di là di supercazzole prematurate, il momento migliore è stato il discorso di Ashgar Faradhi pronunciato da un suo portavoce, in segno di protesta contro il muslim ban introdotto da Donald Trump, dicendo una cosa veritiera (che dovrebbe essere ovvia):  "Il cinema ha però la possibilità di catturare le qualità umane e rompere gli stereotipi, creando quell'empatia tra noi e gli altri che oggi ci serve più che mai..."


I VINCITORI:


MIGLIOR FILM: Moonlight

MIGLIOR REGIA: Damien Chazelle (La La Land)

MIGLIOR ATTORE: Casey Affleck (Manchester by the sea)

MIGLIOR ATTRICE: Emma Stone (La La Land)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Mahershala Ali (Moonlight)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Viola Davis (Barriere)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Manchester by the sea

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Moonlight

MIGLIOR FILM STRANIERO: Ashgar Faradhi - Il cliente (Iran)

MIGLIOR FILM ANIMAZIONE:
Zootropolis

MIGLIOR FOTOGRAFIA: La La Land

MIGLIOR SCENOGRAFIA: La La Land

MIGLIOR MONTAGGIO: La battaglia di Hacksaw Ridge

MIGLIOR COLONNA SONORA: La La Land

MIGLIOR CANZONE: City of Stars (La La Land)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Il libro della giungla

MIGLIOR SONORO: La battaglia di Hacksaw Ridge

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Arrival

MIGLIOR COSTUMI: Animali Fantastici e dove trovarli

MIGLIOR TRUCCO: Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson (Suicide Squad)

MIGLIOR DOCUMENTARIO: O.J.: Made in America

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: The White Helmets

MIGLIOR CORTO: Sing

MIGLIOR CORTO D'ANIMAZIONE: Piper.

domenica 26 febbraio 2017

RIFLESSIONI: And the Oscar goes to...





Stanotte ci sarà la notte degli Oscar e invece dei pronostici,  le cose che mi vengono in mente sono queste:





  1. And the Oscar goes to... In ogni caso, saremo sempre insoddisfatti del risultato.
  2. Se vincerà La La Land,  brutti figli di sultana perché doveva vincere Arrival.
  3. Se vincerà Arrival, brutti figli di sultana perché doveva vincere La La Land.
  4. Se vincerà Hacksaw Ridge, brutti figli di sultana e basta.
  5. Se perderà Casey Affleck, GOMBLOTTO perché gli hanno dato dell'assatanato e i membri dell'Academy leggono Twitter e mettono i like su Facebook sui link (di cui uno postato sicuramente dal fratello Ben) che accusano Casey Affleck di essere assatanato.
  6. Jennifer Lawrence quest'anno snobba la serata e quest'anno non ci sarà nessuna che cadrà sulle scale. No fall, no party.
  7. Meryl Streep è stata nominata per fare dispetto a Donal Trump, o verrà premiata solo per fare dispetto a  Donald Trump. 
  8. Gli Oscar quest'anno sono troppo black, ma se non vincono gli Afroamericani gli Oscar sono razzisti.
  9. Triplete a Denzellone Washington, così da fare DOPPIO GOMBLOTTO perché hanno ostacolato la  (possibile) vittoria di Casey Affleck e per non sembrare razzisti.
  10. Comunque vada, i vecchiacci dell'Academy non capiscono mai una mazza.

                                     

martedì 14 febbraio 2017

BUON SAN VALENTINO DA DIRECTOR'S CULT

Director's cult augura a tutti buon S. Valentino, con alcune delle più belle scene romantiche della storia del cinema.



Cappello a Cilindro (1935) 



Casablanca (1942)



Da qui all'eternità (1953)


 Colazione da Tiffany (1961)


Manhattan (1979)
         
                                         
 Harry ti presento Sally


Titanic (1997)


        Moulin Rouge! (2001)



Le pagine della nostra vita (2004) 



La La Land (2016)

Plus....


Nuovo Cinema Paradiso (1988)

martedì 17 gennaio 2017

RECENSIONE: La La Land


Titolo: La La Land
id.; USA 2016
Cast: Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend.
Sceneggiatura: Damien Chazelle.
Regia: Damien Chazelle.
Durata: 128'


City of stars

Are you shining just for me?
City of stars
There's so much that I can't see
Who knows?
I felt it from the first embrace I shared with you
That now our dreams
They've finally come true

Los Angeles è la città degli angeli, ma anche delle stelle di Hollywood. Ognuno cerca la propria stella, che brilli così intensamente da far riflettere sui sognatori la loro luce splendente. Come sognano Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling), aspirante attrice lei, aspirante musicista jazz lui. Certo, la loro stella brilla un pochino al momento e nessuno l'ha ancora notata, così Mia sogna la celebrità servendo cappuccini alle star di uno studios di Hollywood, mentre Sebastian cerca di far conoscere la sua musica in un ristorante, tra un Jingle Bells e l'altro. 
Mia e Sebastian ancora non si conoscono, ma sono destinati a incontrarsi, o meglio, si 'scontrarsi' all'inizio in un'autostrada bloccata in un ingorgo (lei cerca di ricordarsi delle battute, lui la supera beccandosi un bel 'vaffa' col dito medio di lei); ma complice un party dove lui è costretto a suonare musica anni Ottanta, scopriranno di avere molto in comune, lasciando entrare Cupido in azione.
Perché le stelle guardano da lontano e quando brillano sono capaci di far risplendere due anime sognatrici e farle innamorare.
La città degli angeli è capace di farti andare la testa tra le nuvole, ma una volta che torni con i piedi ben impiantati per terra, ritorna la voglia di emergere e di lottare per brillare come quella stella. Ma il loro amore sarà così forte da sopportare la luce accecante del successo?
Damien Chazelle ritorna dopo il successo di Whiplash con La La Land, musical a tutto tondo dove l'amore è il fulcro di tutto.
Non è quel tipo di amore sdolcinato, ma è quel tipo di amore che nasce da una passione, che ti prende e non ti abbandona più, entrando nel tuo cuore per scuoterti per renderti ancora più vivo che mai.
E' l'amore per Los Angeles, città spesso considerata cinica e colma di solitudine, che nella visione di Chazelle diventa una delle città più belle del mondo, non così frenetica  e stressante come la New York di Whiplash.
Los Angeles è grande, non puoi muoverti se non hai la macchina ed è facile finire imbottigliati nel traffico. Roba da strapparsi i capelli, e invece di urlare perché non uscire dalla propria auto e iniziare a cantare e a ballare facendosi accarezzare dal sole, in una città che regala sempre bellissime giornate? E come è possibile tutto ciò senza il musical?
Il musical è lo strumento perfetto per creare un mondo perfetto, e Chazelle immagina la Los Angeles dei suoi sogni, con la sua spiaggia, le sue palme e quel cinema d'essai ormai chiuso - The Rialto Theatre - che apre per occasioni speciali, come il primo appuntamento di Mia e Sebastian, che finalmente si innamorano dopo mille battibecchi come i personaggi interpretati da Ginger Rogers e Fred Astaire.
E se Mia e Sebastian dichiarano il proprio amore dopo le prime incomprensioni e baruffe sentimentali, Chazelle dichiara l'amore per la Golden Era di Hollywood facendo ai suoi personaggi il tip tap, dove ogni linea ritmica tracciata da Mia e Sebastian è una linea che abbatte le diffidenze (di lei specialmente, come faceva Ginger Rogers) per abbracciare l'amore.
Amore per un cinema classico, forse un po' finto (chi non si ricorda la Venezia di cartone di Cappello a cilindro? Ma che importa, ci sono Ginger e Fred a rendere credibile la favola!), ma comunque meraviglioso, dove il musical era la roccaforte della casa di produzione RKO (che ha prodotto tra gli altri Quarto potere), dove Ginger e Fred si innamoravano tra un passo di danza e l'altro, non prima di aver affrontato baruffe ed equivoci - proprio come Mia e Sebastian.
Mia lo manda a quel paese mentre sono in macchina, Sebastian le da' una spallata quando lei vorrebbe complimentarsi per quella splendida musica ascoltata e ignorata dai più e poco apprezzata dal suo manager (J.K. Simmons). Nella realtà forse non si sarebbero mai incontrati, ma nell'universo 'on the cloud' di La La Land (che è per l'appunto un modo di dire, l'avere la testa tra le nuvole), è solo un ostacolo da affrontare per vivere una vita baciata dalle stelle.
Stelle che li abbracciano nell'auditorium dove puoi arrivare a toccarle, esprimere un desiderio e far sì che i sogni diventino realtà.
Ma la vita reale è più dura, e tra un colloquio fallito - l'ennesimo - e le bollette da pagare, bisogna alla fine fare i conti con le difficoltà e cedere ai compromessi.
Perché per quanto Sebastian ami il jazz puro, quello di Miles Davis e Chet Baker dalla quale prende in prestito una certa malinconia, il jazz è una musica vecchia, se non morta.
NON E' VERO! Sembra urlare Chazelle attraverso Sebastian. Il jazz è più vivo che mai, è come un'Araba Fenice che risorge dalle ceneri di Coltrane, si arriva alle sperimentazioni dei The Messengers, la band in cui Sebastian decide di entrare seppur con riluttanza sotto la guida di Keith (John Legend), che sposa il jazz con il soul e l'elettronica facendo un passo in più al fusion sperimentato da Miles Davis negli anni Ottanta con il suo album Tutu per combattere il pop 'usa e getta' imperante dell'epoca.
'Come fai a essere un rivoluzionario quando sei così tradizionalista? Sei ancorato al passato, ma il jazz è rivolto al futuro'. Questa è la visione di Keith, diametralmente opposta a quella di Sebastian: il jazz per resistere ai cambiamenti e alle mode musicali deve saper cambiare pelle e adattarsi per rimanere contemporaneo. 
Il jazz è vivo e Chazelle ne dichiara il suo amore in tutto il film, ma non solo, in tutta la sua (esile al momento) filmografia. Se in Whiplash si guardava alle glorie del passato e si doveva sputare sangue per arrivare alla perfezione, in La La Land il jazz deve guardare avanti per non rimanere intrappolato in un genere definito anche da Mia noioso.
Sebastian e Chazelle in fondo sono degli 'old fashioned' e non possono dimenticare che il jazz è stato grande nel passato, ma capace di rimanere spettacolare nel tempo e per questo così resistente, mentre gli esperimenti musicali 'facili' sono frutto del momento, che durano per l'appunto un attimo, finendo poi nell'oblio.
Sebastian cede ai compromessi fatti di una sicurezza economica, così come Mia sembra gettare la spugna dopo l'ennesimo fallimento anche se il prezzo da pagare è sempre troppo alto.
Bisogna combattere per ottenere ciò che si vuole, che sia un progetto di aprire un locale jazz o che sia la fama ad Hollywood, anche a costo di cadere e farsi male. 
E Mia cade, cade sempre e alla fine si rialza, cercando di investire le sue energie in progetti teatrali (So Lond Boulder City), ma quando Mia cade per l'ultima volta e si fa veramente male, beh, allora è meglio per lei rimanere per terra che rialzarsi per leccarsi le ferite che hanno l'amaro sapore della sconfitta.
Perché anche se ami ciò in cui nutri una passione, a volte non basta e bisogna cedere alla dura realtà.
Finché il bagliore della tua stella viene notato e allora nella città degli angeli puoi sognare di nuovo, a costo di sacrificare la cosa più importante che hai.
E come in Whiplash, Chazelle è dell'idea che nella vita bisogna intestardirsi e avere dedizione nel proprio progetto, rinunciando a ciò che ritieni pià importante della tua vita, la più cara e la più bella, il tutto per amare l'arte, che sia la musica o la recitazione.
Ma in un musical si può immaginare tutto, si può anche pensare a un destino diverso, dove l'immaginazione supera la realtà e puoi manovrare il tuo destino come preferisci.
Perché la magia del cinema è proprio questa, creare un universo magnifico dove l'amore e la bellezza intrinseca dell'arte sono le cose più belle che ci siano. Tutto il resto è irrilevante, La La Land ti fa volare con la fantasia per due ore, facendoti ricordare che la settima arte è una meravigliosa fabbrica di sogni, dove le illusioni colorano la tua vita con tonalità vive, intense ed emozionanti, lasciando quelle spente alla vita vera.

Voto: 9


giovedì 12 gennaio 2017

MOVIE ON THE ROAD: The Rialto Theatre - Los Angeles





Quando un cinema d'essai diventa un set per un film, è un cinema destinato ad entrare nella storia dell'architettura, ma soprattutto del cinema.
Il Rialto Theatre è un iconico cinema situato a Los Angeles, già utilizzato come set per la scena chiave de I protagonisti, e ancora una volta diventa un luogo perfetto per l'amore che sboccia tra Mia e Sebastian, la coppia di artisti che vi farà sognare in La La Land di Damien Chazelle.
Il Rialto è specializzato in classici del film, se ne deduce dalla visione di Ladri di biciclette nel film di Altman, e con la proiezione di Gioventù bruciata in La La Land.
Il Rialto ha ben 100 anni, e fu progettato dall'architetto statunitense Oliver P. Dennis (e successivamente rimodernato da William Lee Woollet nel 1925) e all'epoca si chiamava Quinn's Rialto, dal nome del curatore del teatro.
La prima proiezione avvenne il 21 maggio del 1917 con  il film muto Il giardino di Allah.
Il Rialto ha una capacità di 800 poltrone, notevole per l'epoca, mentre gli interni sono costituiti da elementi che richiamano lo stile moresco mescolato con l'arte egizia, spagnola e barocca, che si sposano con lo stile art decò dell'età del jazz. Il cinema è provvisto di una balconata e il soffitto è decorato con motivi che richiamano l'arte africana, mentre alle pareti hanno elementi di arte romanica. Sfarzosità è la parola d'ordine, che si coniuga perfettamente spazio al comfort delle poltrone che sono ben distanziate tra di loro in modo da offrire un passaggio tra le file poco fastidioso.
Il Rialto Theater attualmente è chiuso, ma apre solo per eventi culturali speciali e per film d'essai. E per far vedere Gioventù bruciata a Mia e Sebastian.

lunedì 9 gennaio 2017

NEWS: Golden Globes 2017 - Vincitori



La La Land e Moonlight sono rispettivamente la migliore commedia/musical e il miglior film drammatico del 2017. Stanotte a Los Angeles Jimmy Fallon ha presentato la 74esima edizione dei Golden Globes - definiti 'l'anticamera degli Oscar' - un ottimo trampolino di lancio per poter vincere la statuetta dorata.
La La Land fa incetta di premi e ormai ha le carte certe per essere il favorito agli Academy Awards: oltre al miglior film, si è preso le fette più grosse e appetitose della torta portando a casa un Globe per la migliore attrice commedia/musical (Emma Stone), miglior attore (Ryan Gosling), miglior colonna sonora, miglior canzone, miglior sceneggiatura e miglior regia a Damien Chazelle.
Per quanto riguarda la migliore attrice drammatica, Isabelle Huppert sbaraglia la concorrenza, lasciando a bocca asciutta Amy Adams, Jessica Chastain, Ruth Negga e Natalie Portman.
Casey Affleck ha battuto Denzel Washington, Viggo Mortensen, John Elgerton e Andrew Garfield - per la sua interpretazione di padre putativo in Manchester By the Sea nella categoria miglior attore drammatico.
Quest'anno niente polemiche riguardo l'esclusione degli afroamericani, grazie alla vittoria di Viola Davis come miglior attrice drammatica non protagonista per Barriere di Denzel Washington, mentre il notevole Animali notturni ha lasciato a bocca asciutta Tom Ford, ma ha premiato Taylor  Aaron-Johnson come migliore attore non protagonista.
Meryl Streep riesce a essere onnipresente (nominata anche quest'anno per Floncence Foster Jenkins ) vincendo il premio alla carriera (chissà se porterà a casa un quarto Oscar battendo ogni record), e ha approfittato della premiazione per dare un 'caldo benvenuto' a Donald Trump, che entrerà nella White House il prossimo 20 gennaio.

I vincitori


Miglior film drammatico
La battaglia di Hacksaw Ridge
Hell or High Water
Lion
Manchester by the Sea
Moonlight


Miglior commedia o musical

20th Century Women
Deadpool
Florence
La La Land

Sing Street

Miglior regista

Damien Chazelle, La La Land
Tom Ford, Animali Notturni
Mel Gibson, La battaglia di Hacksaw Ridge
Barry Jenkins, Moonlight
Kenneth Lonergan, Manchester by the Sea

Miglior sceneggiatura

Damien Chazelle, La La Land

Tom Ford, Animali Notturni
Barry Jenkins, Moonlight
Kenneth Lonergan, Manchester by the Sea
Taylor Sheridan, Hell or High Water

Miglior attrice in un film drammatico

Amy Adams, Arrival
Jessica Chastain, Miss Sloane
Isabelle Huppert, Elle
Ruth Negga, Loving
Natalie Portman, Jackie

Miglior attore in un film drammatico

Casey Affleck, Manchester by the Sea

Joel Edgerton, Loving
Andrew Garfield, La battaglia di Hacksaw Ridge
Viggo Mortensen, Captain Fantastic
Denzel Washington, Barriere

Miglior attrice in una commedia o musical
Annette Bening, 20th Century Women
Lily Collins, L’eccezione alla regola
Hailee Steinfeld, The Edge of Seventeen
Emma Stone, La La Land
Meryl Streep, Florence

Miglior attore in una commedia o musical

Colin Farrell, The Lobster
Ryan Gosling, La La Land
Hugh Grant, Florence
Jonah Hill, Trafficanti
Ryan Reynolds, Deadpool

Miglior attrice non protagonista

Viola Davis, Barriere

Naomie Harris, Moonlight
Nicole Kidman, Lion
Octavia Spencer, Il Diritto di Contare
Michelle Williams, Manchester by the Sea

Miglior attore non protagonista

Mahershala Ali, Moonlight
Jeff Bridges, Hell or High Water
Simon Helberg, Florence
Dev Patel, Lion
Aaron Taylor-Johnson, Animali Notturni

Migliore colonna sonora originale

Moonlight
La La Land
Arrival
Lion
Il diritto di contare

Miglior canzone originale

Can’t Stop the Feeling, Trolls
City of Stars, La La Land
Faith, Sing
Gold, Gold
How Far I’ll Go, Oceania

Miglior film animato

Kubo e la spada magica
Oceania
La mia vita da zucchina
Sing
Zootropolis

Miglior film straniero

Divines
Elle
Neruda
The Salesman
Toni Erdmann


mercoledì 4 gennaio 2017

COMING SOON: La La Land



Mia (Emma Stone) cerca di farsi strada nel mondo dello spettacolo, cercando di destreggiarsi nella caotica Los Angeles tra il suo lavoro di barista in uno studio cinematografico e provini spesso fallimentari. Sebastian sogna il jazz (Ryan Gosling), ma è costretto a sbarcare il lunario in un ristorante a suonare canzoni perfette per il periodo natalizio. 
Mentre si prepara per l'ennesimo provino, Mia viene distratta da una musica meravigliosa suonata da Sebastian. Non si sono ancora incontrati, ma hanno molto in comune: entrabi lottano per affermarsi tra audizioni rovinate e datori di lavoro poco inclini a cambiare registro musicale  (J.K. Simmons) che vieta di suonare il jazz nel suo locale - cercando di lottare contro le delusioni che la magnifica Los Angeles regala insieme ai suoi sogni.
Un giorno Mia è costretta a tornare  a casa piedi da una festa, e mentre rincasa sente di nuovo la musica di Sebastian - che disobbedisce al suo capo e suona un jazz strepitoso invece delle solite canzoni natalizie. Mia entra per ascoltarlo, ed è amore a prima vista. Ma il loro amore sarà più forte delle loro ambizioni?
Damien Chazelle ritorna dopo il successo di Whiplash con La La Land, riprende la sua liason con la musica (ancora una volta il jazz è protagonista) per una storia di amore e una dichiarazione d'amore a una città, Los Angeles, soprannominata appunto La La Land  - che significa anche un modo per estraniarsi dalla realtà - e fuori da questo contesto ordinario che si svolge la sognante storia d'amore tra Mia e Sebastian, che si tuffano nei momenti sognanti del musical stile Ginger e Fred, che ha fatto grande Hollywood nel suo periodo d'oro, Nel cast oltre a Emma Stone, Ryan Gosling e J.K. Simmons c'è anche il cantante John Legend.
La La Land ha già fatto incetta di nomination ai Golden Globes, ed è uno dei possibili favoriti ai prossimi Oscar.
Il film verrà distribuito nelle sale dal 26 gennaio.